I Piardi

> Home
> Ricorrenze
> Comitato
> Incontri
> Personaggi
> Foglio notizie
> Opera
   - volume I
   - volume II
   - volume III
> Dicono di noi
> Solidarietà
> Luoghi
   - Pezzaze
   - Pomponesco
   - Viadana
   - Dosolo
   - Gussago
   - Portiolo
> Links
> Archivio
> Español    espanol
> English    english
> Português portugues
> Brasileiro
 brasileiro


Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


powered by digionet

solidarietà
La solidarietà, da cinque secoli, simbolo del casato PIARDI

"La vita dei morti sta nella memoria dei vivi"
(Cicerone)

ONORIAMOLI, CONDIVIDENDO:

 IL PROGETTO DI BENE - I PIARDI per HARDEMAN

La generosità dei Piardi Collegio "padre Remo Prandini - Viotti" di Santa Cruz de la Sierr. Bolivia
C.C.Postale 14921258 - Assoc. cult. Valtrompia, 25063 Gardone V.T

C.C.Bancario n.200802 - 'Associazione Amici di p. Remo'. Banca di Credito Cooperativo dell'Alta Valle Trompia - Ag. di Lodrino (Bs), coordinate bancarie 08396 55520 200802

 L'IMPEGNO verso l'OSPEDALE di KHULNA in BANGLADESH

(nella Missione condotta dai padri Saveriani)
C.C.Postale 216259 MISSIONARI SAVERIANI. Via G. Piamarta, 9 - 25121 BRESCIA

  Se non amo mio fratello…

Nei paesi ricchi la ricchezza disponibile per abitante è 10 volte quella dell'America latina ed è circa 100 volte quella dell'Asia. Con tutte le conseguenze sulla mortalità infantile, sulla vita media, sull'alfabetizzazione primaria.




 EQUIPES DI MEDICI ITALIANI operano periodicamente nell'ospedale di Khulna, Bangladesh

Da qualche anno piccole equipes di medici italiani regalano alcune settimane all'ospedale di Khulna, Bangladesh, dove eseguono gratuitamente centinaia di operazioni, soprattutto su bambini che soffrono di malformazioni congenite. Ecco quanto da Khulna ha scritto ultimamente p.Alfonso Oprandi, che è il coordinatore di questa iniziativa.Medici a Khulma, Bangladesh
" Carissimi amici, fra un'ora il prof. Rinaldi, Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell'Università di Parma riparte per l'Italia. Ha compiuto 55 importanti interventi chirurgici su pazienti di età compresa tra uno e 18 anni. Domani arriva a sostituirlo il prof. Marenghi. Tra i membri dell' equipe c'è molto affiatamento, il clima è fratemo, la dedizione è senza misure. Arrivano malati da tutte le zone del Bangladesh e la pressione su di noi da parte di molte persone in cerca di un'opportunità di guarire è davvero molta. Si è data la priorità a bambini affetti da malformazioni congenite o acquisite. La varietà e la serietà dei casi ha lasciato stupefatto il Professore, che riparte con tanta soddisfazione addosso per ciò che ha potuto fare. A gennaio arriverà l'equipe di chirurgia pediatrica diretta dal dott. Del Rossi. Stiamo pensando alla terza equipe, quella di chirurgia maxillo facciale, disposta a venire in Bangladesh verso fine febbraio. Gli aspetti organizzativi sono molteplici. Vedremo di cavarcela, confidando soprattutto nel fatto che il Signore, essendo più di tutti dalla parte dei poveri, ci aiuterà certamente. Naturalmente se ci buttiamo in un lavoro a catena, saranno molte di più anche le spese da affrontare. Ma forse che finora non abbiamo operato qualche bambino perché ci mancava l'appoggio economico? Aspetto l'arrivo di p.Italo che potrà così vedere come il lavoro avviato anni fa per i nostri poveri ora marcia a pieno regime. Un abbraccio a tutti gli amici".

da MISSIONARI SAVERIANI, FEBBRAIO '96, Padre Alfonso Oprandi

Padre Italo da Padergnone Padre Italo da Padergnone Guido Maria Conforti fondatore dei Saveriani

 Lettera di ringraziamento di Padre Aldo in data 17.12.2000

Lettera di P. Aldo del 17.02.2000Lettera di P. Aldo del 17.02.2000

 Avviso: 

E' riconfermato l'impegno dei Piardi a contribuire alle spese di funzionamento dell'ospedale di Kuhlna in Bangladesh (assunto il mese di luglio 1998 con l'uscita del primo libro) e quello tutto nostro per la costruzione di un aula "I Piardi" presso il collegio scolastico "Padre Remo Prandini-Viotti" in Hardeman di Santa Cruz de la Sierra in Bolivia (avviato col raduno del 4 giugno); per tutti l'augurio di Buon Natale col 'Progetto di bene - I Piardi per Hardemann', nel ricordo dei nostri morti radunati nella gloria celeste e sull'esempio della loro grande generosità, da sempre emblema del Casato.

 La gioia di condividere

La storia dei Piardi ci fa incontrare un ‘Casato di generosità’.bimbo in Hardeman La capacità di cogliere la grandezza dei doni ricevuti per saperli condividere con gli altri…il pane diviso fino all’ultimo boccone. Scorrendo le pagine di questo lavoro ci è facile incontrare una terminologia riconducibile ad un denominatore comune. Possiamo leggere… "Pieggio" … "Avallo" … "Sigurtà" … "Donazioni" … "Lasciti" … "Legati" … "Cappellanie" … "Benefici" ecc. … ma con tutta tranquillità, anche se non sono più termini molto usati oggi, possiamo leggervi la capacità, il desiderio, la propensione dei nostri progenitori a … "farsi prossimo" cioè "ad avvicinarsi" a che si trovava in difficoltà non per curiosare o per sentenziare giudizi temerari… ma per portare l’umile, semplice, candida condivisione. Non hanno dato quello che non avevano; hanno dato molto di più… hanno ridato fiducia, speranza, conforto, voglia di ricominciare a tanti che, per le vicissitudini della vita erano incappati nel filone della sfiducia e del "… non ce la faccio più"! Una generosità che ha sempre saputo coniugarsi con l’umiltà di chi sapeva di non fare altro che … il proprio dovere di uomo e di cristiano.
Ho precedentemente affermato che, non a caso Achille ha scelto di leggere ‘la nostra storia’ fra due avvenimenti giubilari, quello del 1300 e quello del 2000. Il Giubileo prima di essere un avvenimento storico è un avvenimento di fede che prevede un atteggiamento interiore, quello di sapersi rimettere in discussione per cambiare mentalità e portare i frutti di una conversione sincera: un tempo erano la remissione dei debiti, la restituzione della terra ai legittimi proprietari, soprattutto… la restituzione della libertà agli schiavi.

Ciascuno di noi, oltre a vivere come ogni buon cristiano l’anno giubilare del 2000 con tutto quello che comporta a livello personale e di comunità, si prepara a vivere il magico momento della rimpatriata a Pezzaze dei ‘Piardi’ sparsi nel mondo… che fantastico raduno potrebbe essere quello del 4 giugno 2000 se ciascuno di noi si impegnasse ad arrivarci con il cuore e l’animo disposti a con – dividere… cioè a dividere con tutti gli altri non solo la comunione del nome ma anche la ricchezza della cultura, del sentimento, di quella bontà originale di cui ci parla la nostra storia e che non può essersi inaridita né con gli anni né con i diversi lidi del nostro vivere e del nostro sperare.

Perché per il nostro incontro non chiedere al Signore di renderci così attenti agli altri da diventare capaci di novità? Intendo parlare di quella novità che ci aiuta a scendere dallo sgabello di quelli che sanno tutto per farci vedere il mondo con gli occhi della semplicità e dello stupore.

Potremmo così dar vita ad un progetto di bene che sappia traghettare il nostro Casato al terzo millennio con la certezza di essere stati degni di tutti i Piardi che ci hanno preceduti e, segno di speranza per tutti quelli che verranno.

Sì amici, perché da sempre la condivisione crea abbondanza per tutti: un brano di Vangelo ci racconta come cinque pani e due pesci siano stati più che sufficienti per sfamare 5000 persone, anzi, dice ancora che… ‘dei pezzi avanzati furono riempiti dodici canestri’. Tutto questo diventa possibile quando ci si convince che le grandi opere non si fanno con il molto di pochi, ma con il poco di molti. Probabilmente alla nostra fede nel bene mancano ancora la determinazione e il candore dell’apostolo Andrea di cui ci parla il citato brano di Vangelo… ma quanti ‘Andrea’ ci possono essere fra i ‘Piardi’?… Io mi auguro che uno si faccia avanti e ci suggerisca un progetto di bene per finalizzare il nostro poco all’utilità di molti e che racconti ai posteri che i Piardi di fine secolo non hanno ammainato la bandiera del bene ma la tengono ben salda come il loro più grande emblema, quello che appunto consegnano al terzo millennio...

(Sac. Gian Piero Piardi – da Presentazione Vol. II – I Piardi)

bimbi05bimbi06articolo2_sol

Si sono fatti avanti tre ‘Andrea’ con quattro progetti. Tra questi abbiamo individuato - e lo proponiamo a tutti noi, alle famiglie con i Piardi imparentate, ai pezzazesi e ai valtrumplini tutti - il seguente che chiamiamo "Progetto di Bene - I Piardi per Hardeman".

Hardeman è un villaggio nella foresta boliviana in cui lavorò e morì Padre Remo Prandini da Lodrino. Il nostro progetto si inserisce in quello più ampio condotto direttamente dall’Associazione
Amici di Padre Remo di Gardone V.T. teso alla costruzione di strutture scolastiche nell’ambito del "Collegio Padre Remo Prandini" ed all’adozione, a distanza, di ragazzi nel corso della vita scolare, dimoranti in Hardeman.
Per la costruzione di un’aula con relative attrezzature servono 2000 dollari (poco più di quattro milioni di lire), mentre per l’adozione - della durata di un anno - necessitano lire 500.000. Il villaggio di Hardeman è "retto" dalle suore Missionarie della dottrina cristiana, congregazione della quale è superiora generale Madre Nazarena Di Paolo.
Madre Nazarena, residente a L’Aquila, è stata insignita, il 13 maggio 2000, del titolo di "Alpino ad honorem" dal Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, "Una suora dal cappello con la penna". La Superiora ben conosce la Val Trompia dal momento che fu il lodrinese Padre Remo figlio di Ilde Viotti da Pezzaze, Missionario Salesiano, a convicerla di aprire un avamposto nella foresta amazzonica della Bolivia.
Le sue suore sono ancora oggi in Hardeman, luogo in cui ha avuto origine lo slancio missionario delle sue consorelle. I Piardi propongono di sostenere l’azione degli ‘Amici di Padre Remo’ sempre in fermento e convinti di mantener viva la memoria del missionario valtrumplino morto in terra boliviana mentre accorreva in soccorso di persone bisognose ed in pericolo.

Unito a questo avviso si trova un bollettino di conto corrente postale n. 14921258 nel quale sono evidenziate le due possibilità di contributo da parte di ciascuno di noi: costruzione di un aula del collegio di Padre Remo o l’adozione a distanza di un ragazzo in età scolare (e famiglia) per un anno.
LE BUONE AZIONI SONO IN RIALZO !

  Progetto di bene:

Garantire la dignità in Hardeman in collaborazione con Associazione Amici di Padre Remo.

sostieni l'azione dell'Associazione Amici di Padre Remo Padre Remo

Aiutare a sopravvivere ti aiuta a vivere.

Fermarsi un momento a pensare, a sentire il cuore può aiutare molto chi soffre, ma certamente aiuta te a dare più senso alla tua giornata e alla tua vita.
Investi in solidarietà, costruisci pace.
Il divario geografico tra ricchezza e povertà non è mai stato così profondo e pericoloso. Ciò genera violenza, guerra, altra povertà. E’ il momento di capirne i motivi per noi, per i nostri figli, per tutti. E’ il momento di trasformare il gesto di solidarietà occasionale in un’azione che sia parte di un progetto di cambiamento. Il gesto verso gli altri crea un legame di solidarietà e questo legame è la base della pace.
Non puoi mancare.
Vuoi restare ancora a guardare? E’ arrivato il momento di essere protagonista di una tua azione di solidarietà. Lancia il tuo messaggio e segui l’onda delle tue buone azioni nell’ambito del progetto di bene I Piardi per Hardeman. Azioni, ottime azioni.

Remo coi suoi familiariimmagini del collegio immagini del collegio

Compila il bollettino di versamento con il tuo contributo indicando la solidarietà per la quale hai scelto di impegnarti. E’ possibile versare anche, a mezzo bonifico, su
C.C. Bancario dell’Associazione Amici di Padre Remo, coordinate bancarie: 08396 55520 200802 (n. Conto) - Banca di Credito Coop. Alta Valle Trompia – Ag. di Lodrino.

L’Associazione Amici di Padre Remo informerà direttamente a mezzo stampa (anche tramite il Casato Piardi) nei dettagli dei progetti avviati con la tua partecipazione.

L'aula scolastica costruita ad Hardeman con il contributo

Don Remo Prandini, missionario salesiano in Bolivia, morì tragicamente a soli 44 anni il 25 dicembre 1986, mentre stava portando i regali di Natale ai bambini più poveri della zona di Santa Cruz. Padre Remo è stata una figura straordinaria di sacerdote che ha voluto condividere fino in fondo la povertà dei ‘campesinos’ ai quali annunciava il Vangelo, con una capacità di sacrificio e di donazione eccezionali. La sua generosità, cordialità e allegria lo avevano reso caro a tutti: il popolo vedeva in lui il padre spirituale, l’amico, il consigliere, il difensore dei loro diritti fino all’eroismo.

Da ‘Un gabbiano in bicicletta’ – Don Remo Prandini, a cura di Vittorio Chiari – Editrice Elledici

centro ricreativo giovanile in Hardeman Il collegio Padre Remo Prandini in Hardeman

- C’è più gioia nel fare il bene e siamo molto più ‘tentati’ a fare il bene che il male.
- Amando uno lo si rende migliore: ci sono molti cattivi perché nessuno li ha amati.
- Si costruiscono molti muri e pochi ponti.
- Porterai con te alla fine della vita solo ciò che hai donato.
- Ci si realizza solo nel dono.
- Sia il nostro motto: ‘Vado io’.
- L’albero si conosce dai suoi frutti: ci sono alberi che danno con generosità frutti abbondanti che tutti possono mangiare, ci sono alberi che hanno solo foglie, e alberi che danno frutti velenosi.
- Signur so ‘n poer tabalore, tegnem la ma söl co che no ‘l me sore! (Signore, sono un poveruomo, tienimi la mano sulla testa, che non faccia sciocchezze!).

da ‘I pensieri di Padre Remo’

Bambi in HardemanBambi in HardemanBambi in Hardeman

  Coordinate geografiche:

IL PROGETTO DI BENE - I PIARDI per HARDEMAN
Collegio "padre Remo Prandini - Viotti" di Santa Cruz de la Sierr. Bolivia
L'IMPEGNO verso l'OSPEDALE di KHULNA in BANGLADESH
nella Missione condotta dai padri Saveriani
Bolivia
Bangladesh

 LETTERA da HARDEMAN - Colegio Fe y Alegria "Padre Remo Prandini - Viotti"

(Santa Cruz de la Sierra - Bolivia) Hardeman, 7 dicembre 2000

Carissimi Amici 'Piardi nel mondo', spero che la presente vi sia gradita, perché vi porta il nostro fraterno, cordiale e sentito ringraziamento e vi trovi in ottima salute fisica e spirituale, in questo Anno Santo di 'Riconciliazione'; in qualsiasi angolo del mondo dove vivete e operate.
Siamo infinitamente grate al Signore che per mezzo di persone buone e generose opera grandi meraviglie.
Siamo profondamente grate a tutti voi, che come strumenti nelle mani della Divina Provvidenza, avete risposto alle ispirazioni dello Spirito Santo che sempre suggerisce pensieri e cose buone nell'intimo del cuore umano.
Grazie per la vostra sensibilità e solidarietà verso i più poveri e necessitati, quali sono i 960 bambini e ragazzi del nostro Collegio Fe y Alegria 'Padre Remo Prandini - Viotti' di Hardeman.
Un grazie sincero e cordiale al carissimo Gruppo 'Amici di P. Remo' Valtrompia, che hanno 'visto' e 'sperimentato' di persona e come gli apostoli, dopo la Resurrezione, hanno diffuso con il loro entusiasmo la notizia delle grandi necessità di questa gente povera perduta nella Selva Amazzonica dell'Oriente Boliviano.
Le nostre parole sono povere e semplici per esprimervi la gratitudine di tanti cuori che vi ammirano per il vostro gesto e pregano per voi il Signore e la SS. Vergine Maria perché vi accompagnino sempre nella vita con abbondanti benedizioni, unitamente alle vostre famiglie.
Proprio oggi, in una visita molto breve, abbiamo ricevuto, mediante il Dottor Piero Gasparini del Giornale Valtrompia e Giambattista Freddi il contributo inviatoci per l'aula realizzata in vostro nome.
Spero che non sia la unica opera in favore della gioventù Hardemegna; i ragazzi della scuola media superiore (180 alunni) passano la classe in capanne di tavole e mancano di materiale didattico appropriato e corrispondente alle esigenze di oggi.
A tutti auguriamo un felice e santo Natale e un prospero anno nuovo con la benedizione del Signore, da parte delle Suore, maestri, alunni e padri e madri di famiglia hardemegni.

Suor Anna (Suor Persia Andreucci).
Hermana Persia Andreucci Directora Colegio P. Remo Prandini Viotti - Hardeman

Hermanas Misioneras de la doctrina cristiana - Hardeman, Santa Cruz - Bolivia
Nucleo Escolar 'P. Remo Prandini Viotti' Fe y Alegria Hardeman Santa Cruz - Bolivia

..

COMUNICAZIONE Pezzaze (Brescia), Marzo 2002

Contributi dei PIARDI a favore di HARDEMAN dal mese di ottobre 2000 al marzo 2002

I nuovi, ulteriori, contributi in denaro pervenuti all'Associazione Amici di p. Remo, da parte dei Piardi, a favore del Colegio Fe y Alegria Padre Remo Prandini - Viotti in Hardeman (Santa Cruz de la Sierra - Bolivia) - [dopo l'edificazione della nuova aula scolastica " I PIARDI NEL MONDO", inaugurata dalle autorità locali boliviane il giorno 8 dicembre 2000, come testimoniano il filmato consegnato al Comitato I PIARDI e la lettera della Rev.da Madre Superiora] - sono stati utilizzati per l'acquisto di materiale didattico necessitante al Collegio e per la sistemazione delle strutture d'accesso al complesso scolastico boliviano.

Contributi dei PIARDI a favore dell'ospedale di KHULNA in Bangladesh tenuto dai Missionari Saveriani di Parma

Le offerte dei PIARDI per aiutare la povertà in Bangladesh - Ospedale dei Saveriani in KHULNA - sono giunte a buon fine. L'equipe medica di Parma ha lavorato in Khulna nell'ultimo quadrimeste 2001. I molti offerenti hanno ricevuto risposta direttamente dal padre missionario saveriano responsabile.

Dal mese di luglio 1998 < I Piardi > contribuiscono al funzionamento del Centro sanitario “Santa Maria” a Khulna
(Dal 1998 al 2000, gli interi proventi, almeno lire 100.000 x 250 copie del volume “I PIARDI” edito l’anno 1998, sono stati versati dai sottoscrittori direttamente ai Saveriani per il Centro sanitario “Santa Maria” di Khulna)

MISSIONARI SAVERIANI Dicembre 2003

IL MONDO IN CASA MISSIONI: NOTIZIE
Khulna in Bangladesh: medici per i bambini
Ben cinque équipe di medici, infermieri e fisioterapisti volontari si sono organizzati per recarsi in Bangladesh, in cinque turni, da ottobre 2003 a marzo 2004. Le équipe mediche sono specializzate in chirurgia per la cura e il trattamento di malformazioni facciali, specialmente dei bambini. Il loro “campo base” è al Centro sanitario “Santa Maria”, a Khulna, costruito dai saveriani e diretto dalle suore di Maria Bambina.L'iniziativa, che si ripete ormai da più di dieci anni, è nata e si è sviluppata in seno ai reparti universitari e ospedalieri dell'ospedale di Parma, in stretto raccordo con i missionari saveriani che operano in Bangladesh, tra cui ricordiamo i compianti padre Italo Gaudenzi e fratel Giuseppe Masolo.Il 9 marzo 2004, p. Velati s.x. a proposito del Centro sanitario “Santa Maria” di Khulna scrive a “I Piardi”: “Grazie per le offerte inviateci a favore dell’iniziativa dei medici italiani che vengono ad operare qui in Bangladesh. Proprio in questi giorni gli ultimi dottori sono tornati in Italia dopo aver fatto un lavoro immenso. Con riconoscenza”.
p. E. Velati – saveriano

 Lettera di ringraziamenti da KHULNA (Bangladesh) - Centro "Santa Maria"

Dicembre 2004, Ringraziamenti da KHULNA (Bangladesh) - Centro sanitario "Santa Maria"
In occasione del S. NATALE, giunge da p. E. Velati - saveriano la nota di ringraziamento per l'aiuto offerto da "I PIARDI", partita da Khulna il 2 novembre 2004.

Solidarietà dei Piardi...

Qualcuno di Voi ci ha chiesto: “... dov’è questa Khulna in Bangladesh...?”

(progetto al quale contribuiscono i Piardi, sin dal mese di luglio del 1998). Abbiamo scelto di rispondervi con parole di altri...

Da “Missionari Saveriani”, aprile 2003 - edizione piemonte liguria.

Un viaggio per dare speranza. Parlano i medici volontari in Bangladesh a cura di p. MARIO TOGNALI. sx.
Già lo scorso anno (2002) abbiamo avuto modo, in questa pagina ("Missionari Saveriani"), di presentare la lodevole iniziativa di alcuni professionisti volontari italiani che hanno dato vita al “Progetto Sorriso nel Mondo”. Questa volta raccontiamo, in sintesi, le attività svolte.

Nel periodo autunnale, un’équipe di medici, infermieri e fisioterapisti si reca ogni anno a Khulna, in Bangladesh. Qui si trova il “Centro Santa Maria”, un modesto centro medico costruito dai missionari saveriani e attualmente gestito dalle suore di Maria Bambina. per realizzare un’attività di chirurgia specialistica per la cura e il trattamento delle malformazioni facciali, specialmente dei bambini.

Cosa riusciamo a fare
La nostra esperienza, in questi anni, si è realizzata presso l’ospedale Santa Maria, a Khulna, la terza città del Bangladesh per numero di abitanti. Questa struttura ospedaliera è stata costruita nel 1996 dai saveriani. E’ dotata di una sala operatoria, una sala risveglio, due sale da visita e due corsie da 20 posti.

Le attrezzature chirurgiche ed anestesiologiche, molto carenti in questo paese, sono state donate dalle équipe che si sono avvicendate in questo servizio, anno dopo anno. Questo ha consentito la realizzazione di una struttura sanitaria che può essere definita efficiente e sicura, sia per i pazienti sia per gli operatori.

Date le particolarità climatiche del paese, è possibile operare solo nella stagione asciutta, che va da ottobre a marzo. In questo periodo si avvicendano, con cadenza mensile, vari gruppi di operatori sanitari di differenti specializzazioni mediche. Per ora non è stato possibile coinvolgere sistematicamente i medici locali, anche perché questi sono rari e praticamente quasi tutti attivi solo nella capitale, Dhaka. Sono perciò le efficientissime suore di Maria Bambina a coordinare il lavoro infermieristico e la gestione della struttura ospedaliera.

Chi sono i nostri pazienti
La selezione dei pazienti giudicati operabili viene effettuata in base a criteri clinici, senza il supporto di esami di laboratorio o di esami radiologici. Vengono prese in considerazione le condizioni generali e le eventuali patologie di base, al fine di prevenire qualunque situazione di pericolo durante la narcosi e l’atto chirurgico.

La maggior parte dei pazienti giudicati non operabili, è costituita da bambini al di sotto dei 10 chili di peso, per i quali mancano ancora farmaci anestesiologici adeguati. Evitiamo di effettuare interventi anche nei casi di pazienti che presentano patologie bronco polmonari concomitanti, o di portatori di malformazioni cranio facciali complesse, non affrontabili in questo contesto.

Nell’arco di cinque anni, con un impegno di un mese per ogni anno, sono stati trattati dalla nostra équipe circa 600 casi, tra schisi labiali e palatine, schisi facciali ed altre malformazioni del viso. Il servizio ambulatoriale è passato dalle 100 visite del primo anno, alle oltre 300 visite del 2001.

“Progetto Sorriso nel Mondo” I miracoli della bontà: perché non farli? p. MARIO TOGNALI. sx.
Data la difficoltà di trovare a Khulna trattamenti altamente specialistici, gli interventi che noi cerchiamo di realizzare - non solo con competenza professionale ma anche con molto amore - rappresentano per questi piccoli e per le loro famiglie una sorta di miracolo.

La partecipazione umana delle famiglie coinvolte
Famiglie additate come maledette, solo perché hanno al loro interno un bimbo deforme; madri ripudiate perché hanno generato un figlio con malformazioni; bambini e soprattutto bambine senza un futuro perché segnate da una malformazione... tutte queste persone e famiglie vedono nel nostro intervento la loro opportunità di riscatto.

I bambini operati, risvegliandosi dall’anestesia, desiderano quasi subito vedersi allo specchio e - particolare interessante - non chiedono mai l’antidolorifico. Ma il vero “miracolo” è quello che accade in seguito, nei giorni immediatamente successivi all’intervento.

Questi bambini che nessuno, fino allora, aveva considerato tali, cominciano pian piano a maturare nel profondo del loro cuore la consapevolezza di essere delle persone che avranno un futuro, delle possibilità di riuscita. Cosa che prima non potevano nemmeno sognare.

Un’équipe di quindici persone
L’ultimo viaggio della speranza è stato realizzato nell’ottobre del 2002. Vi hanno preso parte 15 persone, tra cui un chirurgo maxillo facciale, alcuni infermieri e dei volontari. Per motivi di spazio non possiamo ricordare qui tutti questi generosi medici e volontari, uno ad uno. Mentre esprimiamo a tutti il nostro sincero ringraziamento, citiamo, simbolicamente, il chirurgo dottor Giuseppe Verrina, l’anestesista Gianfilippo Penna, l’infermiera Giuseppina Pellegrini e la volontaria Tullia Colla.

Nel santo vangelo, Gesù dichiara: “Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno dei più piccoli di questi fratelli, è come se l’avesse dato a me”. Parafrasando le parole di Cristo, possiamo dire che questi ammirabili dottori e volontari, che hanno donato speranza e sorriso ai piccoli del Bangladesh, hanno donato speranza e sorriso anche a Cristo Signore.

Bangladesh, 15 marzo 2005. RINGRAZIAMENTI

Gentilissimo Signor Achille, grazie per l'offerta (dei Piardi) a favore del ""Santa Maria Hospital"" di Khulna. L'ultimo gruppo di chirurghi è appena andato via lasciando ancora una volta una grande testimonianza di professionalità e di umanità. Con riconoscenza, per i Saveriani, p. E. V. >>.

Bangladesh, NATALE 2005. RINGRAZIAMENTI

Giungono a Pezzaze ed a Gussago i ringraziamenti da parte del Centro sanitario “Santa Maria” di Khulna . << Carissimi amici, grazie per il vostro contributo a favore del nostro ospedale di Khulna. Attualmente è in piena attività con i dottori italiani che stanno operando a ritmi intensissimi. Ne approfitto per porgervi i più cordiali auguri di Buon Natale >>. P. Enzo Valoti.

Khulna (Bangladesh), Pasqua 2007. RINGRAZIAMENTI

<< Famiglia Piardi. Grazie infinite per la sua offerta a beneficio dell'opera che porta avanti il nostro Ospedale di Khulna. Vi ricordano con riconoscenza i Missionari Saveriani >>. Padre L. Valoti

 

 

top