I Piardi

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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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 INDICE:  VOLUME I >  VOLUME I I  >  VOLUME I I I  



Chiunque fosse interessato all'Opera (Volume I - II) può contattare il Comitato I PIARDI via S. Rocco 19 25060 Pezzaze - Stravignino - Tel. Carla Piardi 030.920388 - oppure via mail: info@piardi.org ed anche carla352@libero.it



  VOLUME III  

 I PIARDI NEL TEMPO - dimore, vita vissuta, costumi portati dai Piardi ed anche devozioni cui siamo stati capaci in più di cinque secoli di vita. 

 4. DEVOZIONI 

 4.13 Santi delle RIVIERE, Abdon e Sennen, sulle colline di Brione e Gussago.

RIVIERE: frazione del comune di Brione esposta al sole della sera, sopra l'abitato di Civine frazione di Gussago. Località nota a Gussago per la festa religioso popolare dei "Sancc de le Ere (Riere)" che si celebra in stagione estiva presso la cappelletta campestre.

CIVINE: frazione collinare del comune di Gussago, a nord del centro, confinante con Brione per mezzo della frazione Riviere da cui proviene Angela Camilla Ghedi.
Da Civine provengono: Giacinta Reboldi, Peroni Giulia, Giuseppe Ghedi e la famiglia Botti imparentate con i Piardi.
Di questa comunità fu parroco per ventitre anni il pezzazese Don Giovan Battista Tegotti nato il 25 aprile 1650, parente dei Piardi, pronipote del più noto Bartolomeo uno dei tre compilatori degli statuti di Pezzaze del 1529. Anche Don Giacinto Bernardelli (1863 – 1943) da Pezzaze, di famiglia imparentata con i Piardi, vi fu parroco per quarantasette anni a partire dal 1894.
<< Dal latino Civinarum, piccolo centro collinare a nord di Navezze di Gussago. (…). Si trova a quindici chilometri da Brescia, all’altitudine di 497 m. Frazione del comune di Gussago retta in parrocchia autonoma (…). Vi si costituì, in epoca medievale un piccolo borgo di boscaioli e di contadini con una piccola chiesa dedicata a San Girolamo che nel 1610 venne affidata ai curati di Gussago.
La parrocchia venne eretta con decreto vescovile del 5 settembre 1620 staccandola dalla Pieve di Gussago, pur rimanendo sotto il patronato di quel prevosto. (…). (Enc. Bs. Enciclopedia Bresciana A. Fappani alla voce Civine).
Negli anni più recenti vi fu parroco Don Vincenzo Iora, a lungo parroco di Pezzaze, paese d’origine dei Piardi gussaghesi. Dal 2003 è Parroco Don Angelo Gozio, amico d’infanzia e compagno di “Esperienze oratoriane”, nel settore educativo giovanile gussaghese, di Achille Giovanni Piardi.

BRIONE: comune del bresciano in zona montana, a nord di Gussago. Riviere, frazione di Brione, confinante con la frazione Civine di Gussago, ove dimorano i Ghedi. In questa montana località di Franciacorta e posta sul crinale con la terra di Val Trompia presta la propria cura d’anime il sacerdote Angelo Piardi da Pezzaze (secolo XIX), possidente, poi dimorante a Gussago e quivi morto; persona assai nota ricoprendo anche cariche pubbliche nel campo dell’istruzione.
<< Piccolo borgo a nord – ovest di Brescia e di Gussago, sui contrafforti collinosi che separano la pianura e la bassa Val Trompia. Il paese si adagia con le sue frazioni a circa 600 m. sul livello del mare su di uno sperone che costituisce una balconata suggestiva, dalla quale l’occhio spazia da Milano all’appennino parmense. A sette chilometri da Gussago e a venti da Brescia lo si raggiunge dopo una ripida strada di montagna. (…). Il Comune è formato da otto minuscole frazioni: S. Zenone, Gazzane, Silviane, Aquilini, Barche, Cugno, Riviere e Vesalla. Il nome di Brione dapprima dato alla sola frazione Aquilini, nel secolo XIX venne esteso a tutto il territorio comunale. Gli abitanti sono detti brionesi ed erano 350 nel 1573 subendo incrementi e diminuzioni nel corso dei secoli ritornando ad essere 510 nel 1854 e superando i 600 negli anni ’50 ma erano solo 430 nel 1971. (…) >>. (Enciclopedia Bresciana di A. Fappani – Ediz. La Voce del Popolo).

Santella di RIVIERE – Civine
Santella a forma di cappella dedicata alla Madonna e ai Santi persiani Abdon e Sennen, guerrieri martiri del terzo secolo d.c., ricordati e venerati ancor oggi dalla Comunità di Civine, con cerimonia religiosa il 30 luglio, data presunta della loro decapitazione avvenuta in Roma. La tradizione popolare parla di un loro passaggio in località Riviere, fatto però assai improbabile. Si presume invece che tale culto sia stato portato a Civine dal committente, che poteva aver visitato altre località della Lombardia dove tali Santi erano venerati.
Sulla chiave di volta dell’ingresso al sacello, in pietra di Botticino, rimane a testimonianza l’incisione: 1796 | FRANCESCO | BOTI | F. F. |.
La struttura architettonica, in solida muratura, è molto elegante e conserva ancora elementi decorativi tardo barocchi posti a cornice dell’affresco che funge da pala al piccolo altare. Nel 1960, in occasione di un restauro praticato sugli affreschi, venne aggiunto un portichetto composto da due colonne sorreggenti una copertura piatta, evidentemente con funzione protettiva, ma con scarsa coerenza stilistica con il precedente manufatto. Fino a poco tempo fa, era la meta ultima delle Rogazioni della comunità di Civine. (Da: AA.VV. Le Santelle di Gussago. Comune di Gussago. Editrice Vannini – Gussago (Bs), Dicembre 1998).

(Foto del 1998).
Cappelletta e Affresco “Madonna e Santi Abdon e Sennen”, Santella di RIVIERE – Civine

 

Famiglia GHEDI di Civine: detta "dei Galantì" di Civine di Gussago, meglio di Riviere (sopra Civine) frazione appartenente al Comune di Brione, alla quale appartiene Angela Camilla Ghedi nata a Riviere di Brione, che va in sposa ad Achille Domenico Piardi (1880), figlia di Giuseppe. I figli di Giuseppe Ghedi e Giulia:
1. Ghedi Angela Camilla (1880), che muore il 16 maggio 1939 nella casa di Navezze al n.46 all'età di 58 anni, di Giuseppe e di Peroni Giulia. Angela Camilla Ghedi in Piardi è sorella di Pina, Matilde, Piero, Giuseppe, Eugenio.
2. Pina Ghedi va in sposa a Angelo Botti da Riviere di Brione, sopra Civine, ed ha otto figli, tra cui: Umberto, Pietro, Andrea (Giuan), Paolo, Angela, Paola, Nina. Andrea (Giuan) sposa Lucia Piovani, maestra, ed ha Libera, maestra, Battista e Angelo.
3. Metilde Ghedi va in sposa a Antonio (Tone) Botti, ha cinque figli ma solo Emma ed Elvira diventano adulti. Svolge l'attività di oste e di bottegaia di alimentari a Civine.
4. Piero Ghedi (1888) sposa Angela Arici di Barche (Brione), sorella di Angelo Arici detto Tutì (Tutì è sposo di Irene Arici sorella di Teresa sposata con Francesco Piardi del 1911 da Gussago). Piero, detto Piero de Guiù, va ad abitare, facendo l'oste ed il carrettiere a Goglione di Sopra, poi Prevalle. Ha due figli: Italo e Persilio. Italo muore in guerra. Da vedovo Piero si risposa ed ha tre figlie: Ottorina, Carla e Leandra. Piero Ghedi e Pietro Franzoni del Tei (figlio di Angelo detto vecc Tei) sono coetanei e quali lattanti (di Giulia) sono motivo di unione coniugale dei due vedovi Giulia Peroni Ghedi e Angelo Franzoni i quali hanno Marietta.
5. Giuseppe Ghedi (figlio) sposa Domenica Botti ed hanno sei figli tra cui Giulio del Cargadùr, ultimamente (anni 80 del sec. XX) oste al Canalino di Gussago. I figli di Giuseppe e Domenica: Giuseppe Giovanni (1909 - detto Giani), celibe; Vittorio (1905) sposato con Dosolina Reboldi (sorella di Rosa andata in sposa a Pasquale Peroni de Checa) dalla quale ha quattro figlie (Maria, Erminia, Severina, Rosa); Giulio (1917) che sposa Violante dalla quale ha un figlio (Umberto); Pietro (1918) che si sposa con Santina Peli ed ha due figlie (Sandra e Domenica); Angelo (1914) detto el Verdo, celibe; Santo Giuseppe (1922) sposato con Carolina Botti dalla quale ha Marina.
6. Eugenio Ghedi, fratello di Angela Camilla; claudicante a seguito di un incidente occorsogli a Prevalle, presso il fratello Piero, carrettiere, mentre lavorava alla guida di una bara o baretta, un particolare carretto per il trasporto di lunghi tronchi d’albero. Dopo alcuni anni a Quarone con la madre e poi con la sorella, muore, scapolo, nell'aprile del 1945, dopo otto anni di ricovero, presso la Casa di riposo Richiedei di Gussago.
Durante il ricovero presso il Richiedei, Marietta Franzoni, sua sorellastra, manda, ogni giovedì, la figlia Teresa a visitarlo ed a portargli dei toscani. (...). (Testim. Teresa D. febbraio ’97). (Vedi “I PIARDI” – volume primo, anno 1998).

ACHILLE FRANCESCO PIARDI: Gussago, classe 1903, figlio di Nino Angelo e Bianca Carolina Inselvini, per trentacinque anni stradino municipale a Gussago negli anni trenta/sessanta.
Da giovane lavora per quindici anni come cavatore di pietre al "Medol" di Navezze, fabbrica di calce della ditta Buffoli di Gussago ove subisce forti danni alla vista.
Da ragazzo, per problemi di deambulazione, non si reca a scuola per apprendere a leggere e a scrivere. L'intercessione dei Santi delle Riviere (Sancc de le ere/riere) è da ritenersi miracolosa all'età di dieci anni. La mamma Bianca Carolina, assieme a tutti i figli conduce, durante la festa patronale di fine luglio, alle Riviere anche Francesco Achille. "I Sancc de le ere/riere ... i ga fat la grasia.... !", non si sa, comunque Francesco Achille cammina. Achille Francesco sposa Agnese Trebeschi ed ha una figlia: Bianca. Achille Francesco (noto come Achile stradì) muore a Gussago il 7 ottobre 1976. (Da "I PIARDI" vol. I, 1998).

CIVINE di GUSSAGO. Partendo dalla Contrada Navezze.
La passeggiata dentro i vicoli della piccola contrada evoca atmosfera di montagna. Sulla stradina a sinistra dalla chiesa si procede verso un serbatoio accanto al quale si nota una santella; poco oltre, una cappella settecentesca onora i martiri guerrieri persiani Abdon e Sennen detti i Santi di Riviere.
Dalla contrada partono ben tracciati sentieri e carrarecce che conducono nei boschi, nei castagneti o verso le sommità di Quarone, dove, in posizione panoramica, in occasione dell’anno giubilare, la famiglia Zanoletti ha edificato una santella votiva dedicata alla Madonna; si possono raggiungere Sella dell’Oca, Magnoli, in tranquille passeggiate sotto il colore limpido del cielo, col respiro senza fine delle valli.
[Ndr. A decorrere, almeno, dagli anni Sessanta del 1800 e sino a tutti glia anni Settanta del 1900 i Piardi frequentano abitualmente questa località e “Santella” devozionale, scarpinando sulle circostanti colline; di più a partire dalla fine degli anni ’90 del secolo XIX, quando Achille Domenico (1880) s’innamora di Angela Camilla Ghedi (1880) dei detti “Galantì” delle Riviere, sino a giungere a loro figlio Andrea (1921) allorché, anch’egli nei primi anni Quaranta, s’innamora di Giacinta Reboldi figlia di Achille Giovanni dei “Dami” e di Maddalena Peroni dei detti “Sore”, sempre della Parrocchia di Civine. Sono, altresì, assidue alla festa dei “Sancc de le ere” le sorelle: Giulia Angela, Angela Giulia (1910), Brigida (1913), Mariana e Marietta (1921) Piardi, come del resto le figlie ed i figli di Angelo Piardi e Carolina Inselvini, noti come “Chèi dè la Bianca” dal soprannome della madre Carolina, mamma anche di Achille Francesco (1903), “Achile stradì”, di cui si parla in questa composita nota].
(Quattro passi per Gussago: ITINERARIO 7. http://www.gussago.com/itinerarituristici/itinerario7)

La festa 2005 dei Santi di Riviere Abdon e Sennen a CIVINE è stata celebrata con particolare solennità. E’ iniziata Domenica 31 Luglio con la Processione e la S. Messa concelebrata da Mons. Ruggero Borboni, Don Cesare Minelli, Don Roberto Sottini e Don Angelo Gozio.
Il Lunedì e il martedì successivi si è dato maggior spazio allo stare insieme. Lunedì, dopo la riflessione a cura di Don Angelo e una breve preghiera, siamo stati allietati dalla fisarmonica dell’amico Gion e da alcuni cantori che hanno riproposto canzoni di ieri e di oggi all’insegna dell’allegria.
Martedì è toccato ad alcuni giovani del Gruppo dell’Oratorio di Gussago fare il gioco dell’oca a gruppi e con ostacoli non sempre facili da superare. Mercoledì sera S. Messa di chiusura celebrata da Don Angelo con l’accompagnamento musicale di Don Mario Stoppani.
A seguire il rinfresco ad opera delle famiglie Botti cui va il nostro sincero ringraziamento. Il rinfresco di Lunedì e di Martedì è stato offerto da Don Angelo, Parroco.
A tutti i collaboratori un grazie di cuore e un arrivederci al prossimo anno, con nuove proposte. (CRONACHE IN BREVE... In La Voce di Gussago - La Voce della Parrocchia di Civine a cura del Parroco Don Angelo Gozio, gussaghese. N°. di settembre 2005)

La festa 2004 dei Santi di Riviere
A Riviere di Civine Festa per i santi Abdon e Sennen. (...). E a Civine come Arrivarono? Bisogna tornare indietro nel tempo, quando nell’anno del Signore 1796, Francesco Botti fece erigere una piccola cappella in onore dei due santi martiri (...). La cappella della famiglia Botti non voleva essere altro che un segno di fede e riconoscenza al Dio provvidente e un gesto di affidamento all’intercessione e all’aiuto dei santi. E quali santi più adatti a difendere una povera frazione montana dei due impavidi cavalieri, anche se venuti da lontano? da allora la gente di Civine, ma anche tanti altri non mancano all’appuntamento nel cuore dell’estate. Anche quest’anno centinaia di persone di ogni età hanno partecipato alla celebrazione religiosa patronale aperta dal parroco don Angelo Gozio, con lui hanno celebrato don Gabriele Filippini che ha tenuto l’omelia, don Mario Stoppani parroco di S. Antonio in città di Brescia, don Paolo Svanera originario del luogo e cappellano militare alla base aerea di Ghedi. La celebrazione eucaristica è stata preceduta dalla processione su una ripida strada di montagna che congiunge il punto di case di Riviere con la cappella, il celebrante recava la reliquia dei due santi, giunta recentemente a Civine (...) proveniente dalla chiesa di un monastero veronese. (...) >>. (In La Voce di Gussago - La Voce della Parrocchia di Civine a cura del Parroco Don Angelo Gozio, gussaghese. N°. di ottobre 2004)


La storia (della vita) di Sant'Abdon e San Sennen. Martiri, 30 luglio. † Roma, III secolo.

Abdon e Sennen sono originari della Persia. Convertiti al cristianesimo, furono imprigionati durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio (III secolo) e legati insieme in catene furono condotti a Roma, dove furono prima bastonati e quindi subirono il martirio uccisi con la spada probabilmente al Colosseo.
Le loro reliquie sono conservate nella basilica di S. Marco Evangelista al Campidoglio dove furono portate da papa Gregorio IV dal cimitero di Ponziano.Santi ABDON e SENNEN, martiri Abdon e Sennen sono due martiri certamente esistiti nel III secolo, che subirono il martirio a Roma; le notizie che riguardano la loro vita sono leggendarie, ma un fondo di verità ci deve essere senz’altro. Per prima cosa essi sono ricordati da un gran numero di testi ufficiali e martirologi, come il “Depositio Martyrum”, il “Martirologio Geronimiano”, il “Calendario marmoreo di Napoli”, nei “Sacramentari Gelasiano e Gregoriano”.
Questi testi citano la deposizione delle reliquie, nel Cimitero di Ponziano dei santi martiri di Roma ‘Abdos et Sennes’; questo cimitero era sulla via Portuense, presso l’attuale via Alessandro Poerio e citano alcuni come il ‘Martirologio Geronimiano’, la celebrazione al 30 luglio, data che poi è passata nel ‘Martirologio Romano’, testo ufficiale in vigore nella Chiesa Cattolica. Ancora celebri testi medioevali, ricordano che tanti pellegrini giunti a Roma, visitavano la via Portuense, entrando nella basilica dove riposavano i loro corpi, questa chiesa era abbastanza grande e nel ‘Liber Pontificalis’ si dice che fu restaurata dai papi Adriano I (772-795) e Niccolò I (858-867).
L’ignoto autore della ‘passio’ dei due santi, forse indotto dai loro nomi esotici, li classifica come due principi persiani, che nella loro condizione di schiavi o di liberti a Roma, si prodigavano a seppellire i martiri. Questo loro impegno li fa accusare presso l’imperatore Decio (200-251), artefice della settima persecuzione contro i cristiani, che li fa mettere in prigione; in seguito essi compaiono davanti al Senato, rivestiti da abiti dignitosi ma incatenati. Giacché rifiutarono, secondo la prassi, di sacrificare agli idoli, vennero condannati a morte e condotti nell’anfiteatro dove sorgeva il Colosso di Nerone, fra l’Anfiteatro Flavio e il tempio di Venere, per essere divorati dalle belve feroci. Ma essi miracolosamente ammansirono gli animali, che li evitarono, allora Abdon e Sennen vennero decapitati dai gladiatori. I loro corpi vennero gettati davanti alla statua del Sole, dove rimasero tre giorni, finché il diacono Quirino li raccolse nascondendoli nella sua casa, dove restarono per lunghissimo tempo.
In seguito, grazie ad una rivelazione (fenomeno che compare in molte vite di santi), vennero ritrovati e portati nel Cimitero di Ponziano. In questo cimitero vi è un affresco del VI secolo che li raffigura con barba, vestiti di tunica, con il berretto frigio, sopra l’affresco una iscrizione latina li nomina senza equivoci; nell’affresco Abdon appare più maturo con barba corta e rotonda, mentre Sennen ha la barba a punta e senz’altro più giovane; ancora nello stesso cimitero fu ritrovata una lampada di terracotta del V secolo, con l’immagine di un personaggio in preghiera, coperto da un ricco mantello persiano con barba breve e rotonda, in cui si è voluto identificare Abdon.
Le loro reliquie furono poi ‘depositate’ nella basilica di S. Marco papa, al tempo di papa Sisto IV (1471-1484), infatti nel 1948 si rinvenne sotto l’altare maggiore, un’arca granitica contenente una grande cassa di cipresso con molte reliquie e una pergamena datata 1474, che indicava la deposizione delle reliquie dei santi Marco papa, Abdon e Sennen martiri, Restituto ed altri.
Nel Medioevo una parte delle reliquie furono trasferite ad Arles-sur-Tech nei Pirenei Orientali; la diocesi francese di Perpignon, appunto nei Pirenei, li venera come suoi patroni.
I due santi sono stati oggetto privilegiato di molte opere artistiche in varie chiese e cattedrali, in Italia ed in Europa; oltre la ricchezza delle vesti per indicarne l’origine persiana, spesso portano un diadema regale come quello attribuito a volte ai Re Magi che appunto erano orientali; ma la presenza costante è la spada con cui vennero decapitati. Nella basilica di S. Marco di Roma c’è un altare con le reliquie ed a loro dedicato. Antonio Borrelli. Da: Santi, Beati e Testimoni. http://www.santiebeati.it

Luoghi (Alcuni) in cui i Santi ABDON e SENNEN sono venerati e origini

LA CHIESA DI CASTELDIDONE
La Chiesa di Casteldidone fu consacrata il 25 Ottobre del 1891 dall'allora Vescovo di Cremona Geremia Bonomelli in onore ai Santi Abdon e Sennen che sono i patroni del paese. http://sito.rup.cr.it/comune.casteldidone/abdsen.htm

PARMA, Battistero
Il coloratissimo e simbolico universo religioso medievale dell’interno del Battistero di Parma.
http://www.ipsiacastigliano.it/signori_e_castelli/percorso17/dentro4_img452.html


Lunetta con Angelo
Maestro di Abdon e Sennen. Parma, Battistero

BASILICA DI SAN MARCO - Roma
Costruita (336) sulle rovine di un oratorio cristiano del I secolo d.C. Nella cripta riposano i santi persiani Sennen e Abdon, martirizzati vicino al Colosseo. Sotto l’altare si trovano i resti di S. Marco Papa, fondatore di questa chiesa. I mosaici bizantini dell’abside sono del IX secolo, il soffitto a cassettoni è del XV secolo, le venti colonne venate di diaspro siciliano sono del XVIII. La basilica venne incorporata nella costruzione di Palazzo Venezia nel XV secolo. Piazza S. Marco, 48.
Secolo XV. (...). Nel 1474, durante il pontificato di Sisto IV, i corpi di S. Marco e dei martiri Abdon e Sennen ed altre reliquie furono traslati nella basilica consacrata a S. Marco evangelista.
La Basilica fu costruita nel 336 in onore dell'Evangelista dal pontefice Marco, che è sepolto sotto l'altare. Fu restaurata da Adriano I° nel 792 e ricostruita da Gregorio IV° nel 883 d.C. Paolo II° la rinnovò completamente nel 1465-70 mentre la trasformazione barocca iniziò nel 1654-57. La facciata [1466-69] fu costruita utilizzando i travertini prelevati dal Colosseo e dal Teatro di Marcello, ed è costituita da un portico a tre arcate su semicolonne con capitelli compositi. Il campanile, dalle forme romanico-laziali, realizzato in cotto è a cinque ordini con trifore. [1154] L’interno, diviso in tre navate con volta a crociera, ha perso gran parte del suo assetto rinascimentale per le modifiche settecentesche. Rimane il soffitto a cassettoni intagliati e dorati su fondo azzurro [Giovanni e Marco De Dolci, 1465-68] le bifore goticheggianti, le volte a crociera delle navate laterali. I lavori che cambieranno l’aspetto della basilica nel 1735-37 riguardarono il presbiterio, l’altare maggiore e gli stalli del coro e nel 1741-45 la sostituzione delle colonne di granito. A destra delle pareti della navata centrale ‘Storie dei Ss. Abdon e Sennen’ [1654-57] di Carlo Monaldi mentre a sinistra storie di S.Marco Papa [ca.1745] realizzati su disegno di Clemente Orlandi. http://www.romecity.it/Sanmarco.htm

Abdone. Deriva dall’ebraico Abdon e significa «servile». L’onomastico si festeggia il 30 luglio in ricordo di Sant’Abdon martire persiano a Roma nel 250 con San Sennen. Lo si invoca contro il pericolo di rimanere ciechi. I due Santi sono Protettori dei fabbricanti di botti. Invocati a protezione dei bambini ciechi, rachitici, gracili, contro gli animali nocivi pericolosi.
S. Salvatore de Rota Colisei
Anche questa chiesolina dedicata al santo Salvatore era presso all' anfiteatro, e il nome de rota mi fa sospettare che sorgesse nella piazza dell' anfiteatro sul principio della via Sacra e forse presso la mèta sudante, appellata probabilmente, dalla forma circolare, rota. Quindi è che tre chiese dedicate al Salvatore erano in quella contrada, l'una vicino all'altra, cioè quella detta de coliseo, la nostra de rota, ed una terza all' arco di Costantino, cioè de trasi, vicinissima a quella dei ss. Abdon e Sennen. Il nome de rota colisei lo trovo nel Camerario, ma nel codice di Torino la chiesa è semplicemente detta de rota, la quale, come l' altra, era servita da un sacerdote: Ecclesia s. Salvatoris de rota habet unum sacerdotem. Se la mia ipotesi sul valore della denominazione è giusta, avremmo da questa chiesa scoperto come si chiamasse nel medio evo la celeberrima fontana presso l' arco di Costantino. Queste tre chiesoline compaiono, affatto distinte le une dalle altre, nel codice di Torino. http://penelope.uchicago.edu/

Abdon e Sennen sono di origine persiana. Durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio, furono imprigionati per la loro fede cristiana. Legati insieme con catene furono condotti a Roma, dove furono prima battuti e poi uccisi con la spada.

Abdon e Sennen, santi, martiri del III secolo, i resti sono visibili nell'altare, consacrato il 25 giugno 1948, della confessione di S. Marco Evangelista al Campidoglio. In tale occasione fu costruita una nicchia al di sopra dell'altare dove vennero poste le reliquie di S. Restituto martire, anche esse visibili attraverso una grata marmorea. Le memorie di Abdon e Sennen furono portate in questa basilica da Gregorio IV (827-843), dal cimitero di Ponziano dove era una chiesa a loro intitolata. Nel 1948 è stata ritrovata nell'arca granitica, situata sotto l'altare maggiore della chiesa, unitamente ai resti, la pergamena della ricognizione delle reliquie di Marco papa, Abdon e Sennen, Restituto ed altri, eseguita nel 1474. Un'altra chiesa, a loro dedicata nei pressi del Colosseo, abbattuta all'inizio del XVII secolo, ricordava il luogo dove i corpi furono gettati dopo il martirio. [Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]

Duomo di FIDENZA
Abdon e Sennen.
Descrizione: Reliquie. Scatoletta di cartoncino, ricoperto di carta a fiori violacei verniciata, composta da un contenitore inferiore e da un coperchio superiore sul quale c'è l'etichetta manoscritta: Ossa / S.S. M.M. Abdon et / Sennen. All'interno c'è un involto di carta con l'iscrizione manoscritta: Ex Oss. et Cireribus SS. MM. / Abdon et Sennen / a Alexand. Garimberti recog.; ha sul verso il sigillo ceruleo infranto del vescovo di Fidenza Pier Grisologo Basetti.
Note storiche. Sono ricordati da un gran numero di testi ufficiali e martirologi, come il Depositio Martyrum, il Martirologio Geronimiano, il Calendario marmoreo di Napoli, i Sacramentari Gelasiano e Gregoriano. Questi testi citano la deposizione delle reliquie, nel Cimitero di Ponziano, sulla via Portuense, dei santi martiri di Roma ‘Abdos et Sennes’. Alcuni, come il Martirologio Geronimiano, citano la loro memoria al 30 luglio, data che poi è passata nel Martyrologio Romano, testo ufficiale in vigore nella Chiesa Cattolica. Anche celebri testi medioevali ricordano che tanti pellegrini, giunti a Roma, visitavano la via Portuense, entrando nella basilica dove riposavano i loro corpi; questa chiesa era abbastanza grande e nel Liber Pontificalis si dice che fu restaurata dai papi Adriano I (772-795) e Niccolò I (858-867). L’ignoto autore della leggendaria passio dei due santi, forse indotto dai loro nomi esotici, li qualifica come due principi persiani, che nella loro condizione di schiavi o di liberti a Roma si prodigavano a seppellire i martiri. Bastò questo per farli accusare presso l’imperatore Decio (200-251), che li fece mettere in prigione; in seguito comparirono davanti al Senato rivestiti d'abiti dignitosi ma incatenati. Rifiutarono di sacrificare agli idoli e vennero condannati a morte. Condotti al Colosseo per essere divorati dalle belve feroci, miracolosamente ammansirono gli animali; allora vennero decapitati dai gladiatori. I loro corpi furono gettati davanti alla statua del Sole, dove rimasero tre giorni, finché il diacono Quirino li raccolse nascondendoli nella sua casa, dove restarono per lunghissimo tempo. In seguito, grazie ad una rivelazione, furono ritrovati e portati nel Cimitero di Ponziano. In questo cimitero c'è un affresco del VI secolo che li raffigura con barba, vestiti di tunica, con il berretto frigio; sopra un'iscrizione latina li nomina senza equivoci. Le loro reliquie furono poi traslate nella basilica di S. Marco papa, al tempo di Sisto IV (1471-1484), dove nel 1948 è stata rinvenuta sotto l’altare maggiore un’arca granitica contenente una grande cassa di cipresso con molte reliquie e una pergamena datata 1474, che indicava la deposizione delle reliquie dei santi Marco papa, Abdon e Sennen martiri, Restituto ed altri; ora nella chiesa c’è un altare ad essi dedicato chew contiene le loro reliquie. Nel Medioevo una parte delle reliquie furono trasferite ad Arles-sur-Tech nei Pirenei Orientali e la diocesi di Perpignon li venera come suoi patroni. http://www.museoduomofidenza.it


prospettiva-organo-e-presbi

Civine di Gussago: Chiesa Parrocchiale di S. Girolamo. ORGANO GIOVANNI TONOLI 1870 Opus 32, prospettiva organo e presbiterio. http://www.organibresciani.it/ORGANI/CIVINE/civine.

La brionese frazione di Riviere, sotto la protezione dei Santi Abdon e Sennen, gravita ecclesialmente sulla gussaghese parrocchia di Civine retta, dal 2003, dal Rev. Don Angelo Gozio, amico d'infanzia e compagno di avventure oratoriane di Achille Giovanni Piardi.

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