I Piardi

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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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 INDICE:  VOLUME I >  VOLUME I I  >  VOLUME I I I  



Chiunque fosse interessato all'Opera (Volume I - II) può contattare il Comitato I PIARDI via S. Rocco 19 25060 Pezzaze - Stravignino - Tel. Carla Piardi 030.920388 - oppure via mail: info@piardi.org ed anche carla352@libero.it



  VOLUME III  

 I PIARDI NEL TEMPO - dimore, vita vissuta, costumi portati dai Piardi ed anche devozioni cui siamo stati capaci in più di cinque secoli di vita. 

 4. DEVOZIONI 

 4.16 Assunzione di Maria al cielo. '' L’ASSUNTA'' a GUSSAGO.

<< Gussago (Brescia). Il 15 Giugno 1760, in occasione del trasporto della Madonna del Coro (settembre) i reggenti della comunità, Giovanni Barucco, Giovan Battista Dolzanello e Giacomo Andreoli, agenti in nome di essa, incaricano il signor Alessio Rosa organaro, di fare il trasporto dell'organo dalla pieve vecchia di Santa Maria (in Piè del Dosso) a quella nuova di S. Maria Assunta. Alessio Rosa si impegnò all'aggiustamento dell'organo stesso, ed aggionte de canne...e promette d'adempiere e ridurre l'organo alla moderna >>. [Mariella Annibale Marchina: "Quaderni gussaghesi 1-2" Supplemento alla "Voce di Gussago" giugno 1997). http://www.organibresciani.it/ORGANI/GUSSAGO...].

Maria è icona della viva speranza.
I cristiani sanno che la proiezione verso le ultime realtà costituisce una dimensione determinante della loro identità. Senza la speranza nella vita eterna, la nostra esistenza umana rischia di diventare l’inutile fatica di Sìsifo. Anzi, senza futuro, vivere non è che morire. Immensa consolazione viene all’uomo dalle parole di Gesù che promette a chi crede in lui la vita eterna. (Giovanni 3, 15-16; 5,24; 6,57). Nella storia della salvezza Dio rivela agli uomini questa vita eterna, soprattutto attraverso la risurrezione di Cristo. L’Assunzione e glorificazione della Vergine Maria è un altro fatto della storia della salvezza con il quale Dio rivela se stesso e il mistero della sua volontà riguardo la Chiesa: la Madre di Gesù assunta in cielo in anima e corpo, è l’immagine e inizio della Chiesa glorificata. Assunta in cielo in anima e corpo, ella dipinge a vivi colori il futuro che attende i credenti: la perfetta ed integrale redenzione umana e la comunione eterna con Dio nel suo mistero trinitario. Ella è un’icona viva; è una gioia per tutti i credenti contemplare nella Vergine Maria Assunta in cielo, “glorificata”, non solo il proprio futuro, ma una realtà viva e materna, trasformata dallo Spirito in comunicatrice di vita per i fedeli ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni terreni.
Queste verità sono ben note ai cristiani cattolici di Gussago: una borgata della Franciacorta, appena ‘fuori porta’ della città di Brescia, in cui esercitano, nel tempo, in particolare dagli inizi dell’Ottocento, periodo d’arrivo a Gussago dei Piardi “Catanì”, il loro ministero pastorale illuminati e dotti parroci col titolo di Prevosto (Praeposito) nella, centrale e nuova, Prepositurale Pievana di S. Maria Assunta. I Prevosti in S. Maria Assunta: Don Andrea Andreolassi sino al 4 aprile 1807, presente in Parrocchia da 28 anni; Don Giovanni Antonio Dusi, dal 6 luglio 1807 al 1836, (nativo di Ono nelle Pertiche di Val Sabbia e parente della sposa, Catterina Dusi da Ono, di Giovanni Maria Piardi morto l’anno 1844 in Saiano di Franciacorta lasciando ivi tanti figli ed uno ancora in arrivo); Don Domenico Lavagnini, il 1836; Monsignor Giovan Battista Mingotti (di antica famiglia originaria di Poschiavo, radicata in Gussago dal Seicento, ed imparentata con i Piardi gussaghesi originari di Pezzaze) morto giovane, improvvisamente, l’anno 1856, esecutore testamentario di Andrea Piardi († gennaio 1854) e “contutore” dei suoi infanti otto eredi tra i quali il più grande è Cesare (1844) mentre Enrico, il più piccolo, è nato solamente l’anno 1853; Don Giacomo Amadei; Don Bortolo Alberti; Don Giuseppe Maria Castelli; Don Bartolomeo Levrangi dal 1880 al 1894, originario di Levrange; Mons. Giorgio Bazzani (nativo di Bagolino), dal 1894 alla morte, l’anno 1941; Mons. Faustino Togni, durante la guerra e sino al 1947; Mons. Giuseppe Rossini, dal 1948 a tutti gli anni Cinquanta; Don Vittore Antomelli, nei primi anni Sessanta; Mons. Angelo Porta dal 1968 al 2001.
Sin dall’arrivo a Gussago (Brescia), nei primi anni dell’Ottocento, i Piardi contemplano “l’Assunta” nel nuovo tempio aperto, sotto il titolo di S. Maria Assunta, in località Castelli agli inizi della seconda metà del Settecento. Si legge, e per i tempi più recenti si racconta e posso testimoniare, che la solennità del 15 d’Agosto veniva preceduta dalla, partecipata, “Novena” di preghiera, nove giorni di assidua ed intensa partecipazione a conferenze, prediche e sermoni (quasi sempre tenuti da Sacerdoti “quotati”), preghiera comunitaria e personale; così è stato sino agli anni Novanta del secolo XX i quali hanno visto alle celebrazioni dell’Assunta, in particolare, la presenza di Marianna dei Piardi (1919-1991) e delle sue sorelle sino a Marietta (1923, viv. il 2006) la più giovane.
Tornando a parlare dell’attenzione a “L’Assunta” da parte dei più antichi Piardi (ormai gussaghesi radicati) vogliamo qui citare:
• Andrea (1767-1843) ed i suoi figli: Margherita sposata Brozzoni, Domenica sposata Codenotti, Anna sposata Tosini, Teresa sposata Alberti e Andrea (1799) sposato ad Elisa Ogna, dimoranti in Piè del Dosso (nei pressi dell’antica Pieve di S. Maria).
Poi si uniscono nel culto dell’Assunta:
• Andrea (Pezzaze, 1799 – Gussago, 1854) ed i suoi figli avuti da Elisa Ogna:
o Cesare (1844) che sposa Anna Tosini, della famiglia degli affermati macellai e poi notissimi farmacisti;
o Giacinto sposato a Catterina Nauti da Lavenone in Val Sabbia nel 1886, andati con i figli (Elvira, Achille e Adele) a Sarezzo in Val Trompia e poi, definitivamente, a Milano nei primi anni del sec. XX;
o Giovanni (o Giovan Maria, del 1850) sposato a Giulia Firmo;
o Ernesto sposato con Angela Codenotti;
o Teodora poi sposata Cancarini andando a Carcina in Val Trompia;
o Marianna che poi sposa Olivares di Brescia;
o Achille sposato a Maddalena Trebeschi da Casaglio di Gussago (morto giovane);
o e, l’ultimo (dei figli di Andrea del 1799), Enrico (1853) sposato a Maddalena Trebeschi vedova di Achille.
Continuano, dalla seconda metà dell’Ottocento a tutto il Novecento ed oltre, il culto all’Assunta:
• I figli di Cesare (1844 - 1900) avuti dalla sposa Anna Tosini:
o Battista Luigi detto Batistì (espatria in Francia, nel “Ventennio” perchè perseguitato politico, ove morirà l’anno 1956 dopo aver svolto la professione di Esperto ebanista, come testimonia il certificato rilasciato dal Sindaco del Comune di Calais al Passo di Calais), gli altri due maschi Teodoro e Andrea ed anche Elisa (m. a Brescia nel 1950, caratteristica ostessa della Contrada Carlo Cattaneo, dietro il Duomo - Cattedrale);
• I discendenti di Ernesto avuti da Angela Codenotti.
o Achille Domenico (1880) con Angela Camilla Ghedi e i loro dieci (undici) figli: Angelo (1905) sposato a Elena Teresa Venturelli, figlia del noto Umberto, Giuseppe e Pietro gemelli (1906) l’uno sposato a Maria Venturelli dei detti “Raù” ed il secondo coniugato con Palmira Isabella Ba (poi in Argentina dal 1949 al 1984), Angela Giulia (1909) sposata a Faustino Serina, Angela (detta Mecia) sposata a Paolo Peroni dei “Nas” e morta Giovanissima, Francesco sposato a Teresa Arici, Brigida (1913) sposata a Emilio Peroni figlio di Rosa Zanotti dei detti “Puntèl”, Marianna (1919 - 1991) nubile, Andrea sposato a Giacinta Reboldi della famiglia dei detti “Dami” di Civine di Gussago, Marietta (Maria Domenica, del 1923, vivente l’anno 2006) sposata a Ottorino Marini da Bagnolo Mella;
o Angelo (1878) con Bianca Carolina Inselvini “Enürì” ed i numerosi loro figli, detti “de la Bianca”, (Ernesto Faustino del 1902, poi emigrato a Bra di Cuneo, sposato a Caterina Mattis; Francesco Achille del 1903, detto “Achile stradì” poichè noto netturbino comunale, sposo di Agnese Trebeschi; Pietro sposato a Ines Bontempi; Tilde, poi sposa del noto Capomastro Arturo Piozzini di Navezze; Rina, poi sposa del bottegaio Paolo Peroni dei detti “Nas” di Navezze, lui in seconde nozze dopo la morte di Angela “Mecia” Piardi figlia del citato Achille Domenico; Enrico detto Muì, sposo di Giulietta Zanotti dei detti Melù, vetturale e oste anche alla trattoria Palazzina di Gussago; Brigida Teresa, poi sposa del noto “Rico di gelati”, Federico Ungaro dei detti “Süpilì”, conduttori dell’osteria con locanda “Dopolavoro”e lui anche gelataio ambulante; infine, Francesco del 1918, detto Cici, prima a Navezze e poi ortolano a Ronco nella Parrocchia dei Santi Zenone ed Eurosia, sposato con Angela Mombelli e genitore del sacerdote Angelo del 1948);
o Brigida, sposata al noto mugnaio di Navezze Angelo Reboldi “Anima Santa”, con i figli (Teodora del 1899, sposata a Pietro Corti; Marianna Rosi del 1904, sposata a Francesco Codenotti “Palasà” di Navezze con l’unico figlio Angelo “Angilì Palasà”; Angelo detto “Bòldi”, pure lui mugnaio, sposato a Laura Peroni dei detti “Chèca” di Navezze ed i loro cinque figli);
o Teresa andata in sposa a Pietro Lumini “Mürachèt” dandogli tre figli (Angelo “Toni” del 1911 e † 2006, Luigi “Bigiara” e Ernesto);
o Anna Maria Giuseppa (detta Marietta) andata in sposa a Silvio Sabattoli avendo tre figli (Camilla, Ernesto, Letizia andata in sposa a Angelo Loda noto Palér - commerciante di ferramenta e stoviglie - al “Cantù” di Gussago);
• Anna Aurelia (†1932), unica figlia di Achille, poi emigrata a Catania ove si sposa con Salvatore Minutola (fante, deceduto nella prima guerra mondiale sui monti dell’altopiano d’Asiago) avendo la lui Antonino (1915 - 2001), poi noto Maresciallo di Pubblica Sicurezza alla Questura di Brescia e di casa a Gussago.
• La figliolanza di Enrico (1853) con Maddalena Trebeschi.
o Giovanni (1886 - m. 1916, in guerra) con Emilia Bonfadelli, dei detti “Burtulèto”, e loro discendenti: Cesare (detto Gino, del 1913) con Serafina Spranzi di Collio in Val Trompia e i loro quattro figli;
o Luigi “Bigì di Runcù” (1890) con la sposa Rosa Colosio e figli: Achille Andrea (1915-1998) con la famiglia (figli: Maria Rosa del 1947 e † 2005 e Aldo † 2002) formata con Angela Bettenzana dei detti Maté di Ronco, Enrico (1925, viv. l’anno 2006), Giovanni con la sposa Teresa Perotta e figli, Giacinto (1919, vivente l’anno 2006) con la sposa Elvira Andrini ed i figli;
o Elisa (1887) sposata a Pietro Bonfadelli “Burtulèto” e figli: Maddalena (1906), Enrico (1911) con gli altri sei fratelli sino ad Elisa (del 1930, che porta il nome della defunta madre, vivente l’anno 2006).
• La discendenza di Giovanni (1850) e di Giulia Firmo: Luigi del 1884, sposato a Maria Faini; Angelo (1887 – 1909); Rosa del 1890, sposata a Luigi Armellin da Vicenza; Giulia del 1911 e Giovanni del 1910 (poi, quasi tutti, emigrati a Milano dal 1913 al 1915).
Perseverano nel culto della Madonna “Assunta”, anche negli anni Duemila, moltissimi Piardi (figli, nipoti e pronipoti) e discendenti, nati dopo gli anni Trenta del secolo XX.
(A cura di Achille Giovanni Piardi, n. 1948).

Assunzione della Vergine Maria.
Il dogma cattolico dell’Assunzione di Maria in Cielo indica che la Madonna, al momento del suo trapasso (chiamato anche Dormizione) si trasferì immediatamente, sia con l'anima che con il corpo, in Paradiso, accanto al Figlio e a Dio Padre. Fu "assunta", ricevuta, accolta in Paradiso. Questo dogma della Chiesa Cattolica, che rappresenta una credenza radicata nei fedeli già da molti secoli, è stato proclamato dal Papa Pio XII il 1 novembre 1950, anno santo, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus (incipit latino, traducibile: "Dio generosissimo"). Questo è il passaggio finale del documento, con la solenne definizione dogmatica:
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.» (Munificentissimus Deus).
(La proclamazione di un dogma è uno dei pochi casi in cui si esercita l'infallibilità papale, secondo cui il magistero del Papa, nel proclamare a certe condizioni una verità della fede o della morale, è infallibile).
L’assunzione di Maria al cielo è festeggiata nel calendario cattolico il 15 agosto.
“Alla fine della sua vita terrena, l'Immacolata madre di Dio, Maria sempre vergine, fu portata anima e corpo nella gloria del paradiso” si legge nella proclamazione del dogma dell’Assunzione nel 1950. Questa celebrazione - chiamata allora "dormizione di Maria" - risale al VII secolo per merito dell'imperatore bizantino Maurizio, e subito dopo passò in Occidente anche se sotto forma di generica festa in onore di Maria. Solo nell'813, al tempo di papa Sergio I, comparve nei calendari come “Assunzione di Maria", confermata in seguito dai papi Leone IV e Nicola I, e sostenuta da insigni dottori della Chiesa quali Alberto Magno e Tommaso d'Aquino. Fu la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione, nel 1854, ad aprire la strada a quella dell’Assunzione, ma soltanto un secolo dopo un concilio di teologi si riunì per studiarne i documenti dottrinali e le voci della tradizione, che condussero alla definizione del dogma. Insigni pittori del Rinascimento raffigurarono l’Assunzione della Beata Vergine, celebre tra tutte la tela del Tiziano nella chiesa dei Frari, a Venezia.

La festa dell’Assunzione è nota ai più solo come «Ferragosto», ma è la più importante tra quelle della Madonna: celebra il mistero della nostra risurrezione che nella persona di Maria (la sola tra tutti!) è già avvenuto. E' come celebrare quindi la nostra pasqua, ciò che in noi deve ancora avvenire e che avverrà, dunque è la nostra festa, la festa di ciò che saremo. Maria è entrata con il corpo nella vita divina, nella gloria (cfr. “…quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di incorruttibilità...”); vive già da ora la vita di risorta.
Ma perché è stata fissata il 15 Agosto? Basta guardarsi attorno. L'estate è al culmine, i colori sono al massimo della loro densità: le rose, i girasoli, il blu del mare, il verde delle foreste. È tutto molto intenso ... si potrebbe dire che più di così ... si muore. La natura infatti muore, sfiorisce, ma solo perché è arrivata alla sua pienezza; muore sì, ma per consumazione, per pienezza di vita. La vediamo quasi «sfatta», ma solo per il suo eccesso di fioritura (sazi di giorni muoiono tutti i patriarchi nell'Antico Testamento). La festa di oggi 15 d’agosto ci vuole dire anche un po' questo: Maria (il credente), è colei che ha vissuto appieno la sua vita in Cristo. La tradizione infatti non parla della morte della Madonna ma della sua «dormizione», ella cioè non muore, ma si compie per pienezza di vita, si consuma di vita. Lo avete mai visto un girasole morire? ... sazio di colore e di fioritura, carico di semi e stanco di fecondità. (…). (…). Sempre e ovunque ci si imbatterà su Maria che tiene in braccio il bambino: è la rappresentazione che prende nome di Theotokos, la madre di Dio. Maria è anzitutto questo: il trono di Gesù, luogo dell'ostensione, un supporto per lui, è il suo corpo (sia perché glielo ha dato sia perché è simbolo della chiesa) e infatti solitamente lei è raffigurata enorme e lui piccinissimo. Lei è la visibilità di Gesù (questo in fondo è il ruolo della chiesa).
Un altro filone di raffigurazioni vede in Maria la persona che ha veramente compiuto la relazione filiale con Dio: è la figlia di Sion (già nell'A. Testamento Israele è considerato come un figlio da Jhweh, si veda per es. Osea 11,1; Sal 2; Is 66 ecc...). L'icone della dormizione si collocano su questo filone: raffigurano Maria stesa su un grandissimo letto, circondata dai discepoli. Questo letto troppo grande per non essere un simbolo, ricorda l'arca dell'alleanza. (…). Maria sembra che dorma (la morte non è più un evento drammatico, come ci dice anche la II lettura della messa della vigilia dell’Assunta: dov'è morte la tua vittoria? Dov'è morte il tuo pungiglione?). Sopra di lei vi è una mandorla. La mandorla è il simbolo della nuova vita, come un grembo di una donna, come un uovo, è il simbolo della risurrezione. Peraltro abbiamo celebrato, guarda caso, pochi giorni fa la trasfigurazione, che nelle icone presenta lo stesso simbolo; infatti ogni festa di Maria ha un suo parallelo in un festa del Signore. In questa mandorla vi è Gesù che tiene in braccio, in segno di esposizione (si sono invertiti i ruoli), una cosa bianca e piccola: quella sarebbe l'anima di Maria, appena nata alla nuova vita. E' Maria questa volta ad essere bambina (se non diventerete come bambini...), ed è avvolta ora lei nelle bende-sudario (come lo è Gesù nell'icona di Natale) ed è ora lei Figlia. Si tratta quindi della sua nascita al cielo. (…). (…). (Sulla base del testo curato cura dalle Benedettine del Monastero di San Luca – Fabriano) http://liturgia.silvestrini.org

Il prevosto di Gussago (Brescia), Mons. Giorgio Bazzani, Parroco, in occasione della festa di Maria Vergine Assunta in cielo, patrona dei fedeli gussaghesi di S. Maria Assunta dona ai suoi parrocchiani:
- il 15 Agosto 1919, l’immagine della Madonna “La Asuncion de N. S. la Virgen Maria” – LA FELICIDAD DESPUES DEL DOLOR. Con la dedica: << Il Prevosto di Gussago GIORGIO BAZZANI ringrazia i parrocchiani e amici che vollero ricordato il XXV° anniversario del suo ingresso e invocando le loro preghiere implora su tutti le più elette benedizioni. La festa dell’Assunzione di Maria – 1919 >>;
- il 15 Agosto 1936, il “Libro delle Preghiere”, curato da Ferdinando Rodolfi e stampato a Vicenza dalla Tip. Pont. Vesc. S. Giuseppe ‘G. Rumor’, corredato di una particolare dedica: << GIORGIO BAZZANI Prevosto di Gussago compiendo il mezzo secolo di sacerdozio chiede vènia e rende grazia a Gesù Sacerdote eterno e Re dei secoli e ai cari parrocchiani e amici che nel festivo clamore delle Nozze d’oro gli rammentano prossimo il “Clamor factus est: ecce Sponsus venit!” [A mezzanotte si leva un clamore: ecco lo Sposo che arriva (Matteo 25)]. La festa patronale dell’Assunta 1936, Gussago.

Racconto di come si svolgeva la novena dell’Assunta in GUSSAGO (Brescia) (nove giorni di preparazione spirituale alla festa patronale dei gussaghesi) dagli anni 30 agli anni 50 del Novecento.
...
(in preparazione)

Per La chiesa dell’Assunta a Gussago, vedi:
- www.piardi.org/luoghi/gussago.htm
- www.piardi.org/vol3/volume3devozioni44.htm
- www.piardi.org/vol3/volume3devozioni42.htm
- www.piardi.org/vol3/volume3devozioni45.htm
- www.piardi.org/vol3/volume3devozioni41.htm

Per la devozione a “L’Assunta” da parte dei gussaghesi, vedi:
- www.piardi.org/vol3/volume3emigrazione.htm
(Sfoglia sino al Dipinto della M. della Stella, per leggere la nota del Parroco Don G. Rossini l’anno 1949 ai gussaghesi andati oltre oceano, “mancanti” alla solennità del 15 d’agosto)

 

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