INDICE:
VOLUME I > VOLUME I I
> VOLUME I I I

Chiunque fosse interessato all'Opera (Volume I - II) può
contattare il Comitato I PIARDI via S. Rocco 19 25060 Pezzaze
- Stravignino - Tel. Carla Piardi 030.920388 - oppure via mail:
info@piardi.org ed anche
carla352@libero.it

VOLUME
III
I PIARDI NEL TEMPO -
dimore, vita vissuta, costumi portati dai Piardi ed anche
devozioni cui siamo stati capaci in più di cinque secoli
di vita.
4. DEVOZIONI
4.3 MADONNA DEL CARMINE o
DEL MONTE CARMELO
Conosciuta comunemente nel bresciano come Madonna del Carmine.
Vergine cui sono devoti i Piardi di Pezzaze. Infatti nella
nuova parrocchiale di questa comunità sono proprio
due sacerdoti Piardi i primi ad esservi sepolti sin dal secolo
XVIII proprio ai piedi dell'altare della Madonna del Carmelo.

Madonna del Carmelo: secondo un'antica leggenda nel 1251 San
Simone Stock
ebbe la visione nella quale la Vergine conferiva il santo
abito ai religiosi carmelitani
Il sacerdote Giovanni Antonio Piardi (Pezzaze 3 aprile 1699
- Pezzaze 27 febbraio 1761. Figlio di Antonio e di Maria)
il cui padrino di battesimo fu Don Giovanni Battista Sedaboni
(1689 - 1722) poi sacerdote.
Viene sepolto nella nuova chiesa di Pezzaze Sant'Apollonio
davanti all'altare della Beata Vergine del Carmine ed è
il primo ad esservi tumulato.
Così recita una vecchia lapide rimasta sotto il nuovo
pavimento: "HIC REQUIESCUNT OSSA ADM. REV. D. IO ANT.
PIARDI XXVII FEBR. MDCCLXVII PRIMUS IN HAC ECC.A SEP.TUS".
Anche Don GIACOMO PIARDI (nato a Pezzaze e qui morto l'11
aprile 1782), viene sepolto nella parrocchiale nuova davanti
all'altare della Beata Vergine Maria del Carmelo.
La scritta incisa sulla pietra tombale ora occultata dal nuovo
pavimento così recita: "HIC REQUIESCUNT OSSA R.
D. JACOBI DE PIARDIS OBIIT DIE XI APRILIS ANNO 1789"??.
[Vedi anche alle voci Giacomo Piardi (sacerdote) e Giovanni
Antonio Piardi (sacerdote) - Vol. I]
Giuseppe, sacerdote dell'ordine dei Carmelitani Scalzi, col
nome di Padre Natale di Gesù
(1863 - 1941), è figlio di Giovanni Battista Fada
e di Maria Piardi da Pezzaze.
Di Giuseppe si sono occupati molti libri di storia. E' noto,
infatti, come infaticabile sostenitore di molte opere e di
istituti religiosi tra cui quelli fondati da Don Giovanni
Calabria. [Vedi alla voce Calabria - Vol. II e Fada, Calabria
- Glossario, Vol. I]
Andrea Domenico Richiedei (1891) da Pezzaze, figlio di Domenico
e di Angela Bernardelli, parente dei Piardi, sacerdote, è
dei Carmelitani col nome di Padre Cherubino della Beata Vergine
del Carmelo. Fu amico e visse anche in Verona dal 1917 con
Padre Natale di Gesù suo confratello.
In Mendoza, regione di Cuyo, Argentina, la chiesa cattedrale
di San Francesco custodisce la venerata immagine di Nuestra
Señora del Carmen dè Cuyo, patrona dell'esercito
delle Ande, incoronata da Papa Pio X nel 1911. Dal 1949 la
Vergine viene venerata dai Piardi colà residenti. Vincenzina
Piardi nel gennaio 1999, da Mendoza, ci invia l'immagine della
storica statua della Madonna del Carmelo 'Nuestra Señora
del Carmen de Cuyo' e così racconta:
"Un ricordo: nell'anno 1950, a pochi mesi di essere
in Argentina, le suore di Maria Ausiliatrice mi fecero cantare
la canzone alla 'Virgen del Carmen de Cuyo', da sola, nella
piazza San Martin, dovetti impararla a memoria perché
non sapevo la lingua, questo fu in onore dei cento anni dalla
morte di 'San Martin', in cui si fece una grande sfilata civico
- militare. Nella scuola, in quell'epoca, ero la cantante
numero uno. Nell'incontro del 31 gennaio 1999 chiedo, a nome
di tutti i Piardi gussaghesi d'Argentina discendenti di Achille
Domenico pronipote dell'avo Andrea Piardi Catanì da
Pezzaze, venga letta per noi, per i Piardi, la supplica alla
Madonna Nuestra Señora del Carmen de Cuyo, saremo anche
noi spiritualmente presenti".
Diversi altri Piardi o figli e figlie di madre Piardi sono
religiosi nei diversi Ordini tra cui anche questo dei Carmelitani.
Sono detti Carmelitani i religiosi appartenenti all'Ordine
dei Mendicanti sorto nel 1254 circa per opera di San Bertoldo,
che riunì intorno a sé in vita da cenobita gli
anacoreti che vivevano sul molte Carmelo in Palestina.
L'antica regola, riveduta da Alberto da Vercelli, fu approvata
da Onorio III (1226) e confermata da Papa Innocenzo IV nel
1248.
L'Ordine dei Carmelitani ricevette forte impulso sotto il
Priore Generale Simone Stock il quale fondò numerosi
conventi (sec. XIII).
Il rigore dell'antica regola, pratica del digiuno e del silenzio,
assoluta povertà, veglie notturne, venne mitigato da
Eugenio IV Papa (1432). Successivamente detto rigore venne
parzialmente ripristinato con l'intervento di San Giovanni
della Croce e Santa Teresa d'Avila (1568) i quali fondarono
la nota congregazione dei Carmelitani Scalzi, riconosciuta
come autonoma rispetto a quella dei Carmelitani dell'antica
osservanza da Papa Clemente VIII (1593).
Oggi, molti di noi, turisti un poco più accorti, avranno
visitato in Venezia la chiesa detta degli Scalzi posta accanto
alla stazione ferroviaria e davanti al ponte che unisce le
due rive del Canal Grande detto, appunto, Ponte degli Scalzi.
Il Monte Carmelo o Carmine, dall'ebraico Karmel, appartiene
alla catena di rilievi calcarei, con un'altitudine massima
di circa 528 m., della Palestina. Quivi fu fondato, come detto,
nel XIII secolo l'ordine monastico dei Carmelitani.
Maggiori note storiche relative ai Carmelitani possono essere
quelle di seguito riportate.
La corretta denominazione dell'ordine dei Carmelitani sarebbe
Ordo Fratrum B. Marie Virginis de Monte Carmelo, fondato dal
Prete crociato Bertoldo di Calabria morto nel 1195 il quale
verso il 1156 si stabilì con dieci compagni nell'eremo
del Monte Carmelo.
Molti Papi dal 1226 al 1998, con la canonizzazione di Edith
Stein ebbero a occuparsi di questi monaci, della loro regola
e delle filiazioni religiose similari.
All'ordine religioso maschile si ricollega quello femminile
sorto dopo il 1452. Su ispirazione di Santa Teresa d'Avila
si ebbe la formazione delle Carmelitane Scalze. Un particolare
peso storico ebbero le cosiddette Carmelitane di Compiègne,
un convento fondato nella cittadina da cui ha preso il nome
nell'anno 1641 e che nel 1647 assunse il nome di Monastero
dell'Annunciazione. Nel mese di luglio del 1794 le Carmelitane
di questo monastero dettero sedici martiri, condannate a morte
da un tribunale rivoluzionario francese. Successivamente,
nel 1906, Pio X le dichiara Beate. Da questo ceppo originario
ramificarono numerose congregazioni.
Tornando al Carmelo, inteso come monte, ricordiamo che detta
località è più volte citata nell'Antico
Testamento, in connessione con la vita del Profeta Elia (libro
III dei Re, 18 - 19 e seg.) e di Eliseo (libro IV dei Re,
2 - 25) rispettato per questo motivo sia dagli israeliti quanto
dai cristiani e dai musulmani.
Un elemento, quasi distintivo, dell'abito dei monaci, in particolare
quelli detti Carmelitani Scalzi, è il cosiddetto "scapolare".
Questa parte dell'abito consiste in una striscia di stoffa
con apertura per la testa, pendente sul petto e sul dorso.
E' possibile anche nella forma, così come lo indossavano
quale elemento distintivo i terziari Carmelitani ma anche
gli aderenti ad altre confraternite, di due piccoli pezzi
di stoffa con immagine sacra riuniti da nastri che poggiano
sulle spalle.
La rappresentazione della Vergine o Madonna del Carmelo è
infatti con questo saio così come dicasi del Bambino
Gesù che porta, sorreggendolo, col braccio sinistro.
Ambedue reggono nella mano lo scapolare così come si
nota in molte statue della nostra religiosità e di
quella spagnola o sudamericana.
Un tempo a Pezzaze quanto a Gussago, si usava vestire con
detto saio e scapolare i bambini guariti a seguito dell'intercessione
della Madonna del Carmelo alla quale i genitori si rivolgevano
implorandone i favori verso i figli ammalati.
Il vestitino veniva poi conservato per molto tempo ed anche
riutilizzato da altri figli in caso di bisogno. Anche gli
adulti, tanto a Gussago quanto a Pezzaze, hanno portato lo
scapolare, anche in tempi recenti (1966).
Don Lupezza parroco di Pezzaze in 'La voce della parrocchia'
del 1966 scrive: "Domenica 24 aprile abbiamo celebrato
la festa della Madonna del Carmine. Era presente fra noi il
reverendo Padre Giovan Battista, carmelitano, che con la sua
bontà ha saputo accattivarsi la vostra simpatia. Ha
distribuito ben 650 scapolari. In quel giorno il vostro parroco
ha affidato alla Madonna tutte le vostre anime, sicuro che
la Vergine vorrà prendersi cura
".
In Argentina, provincia di Mendoza, nella regione politico-geografica
di Cuyo (province di Mendoza, San Luis e San Juan , situate
ai piedi delle Ande), come già detto, la Madonna del
Carmelo, venerata come statua rivestita di sacri paramenti,
proprio alla maniera spagnola, è patrona dell'Esercito
delle Ande del Generale San Martin, liberatore dell'Argentina,
padre della patria, nel secolo XIX.
Dalla nota storica dell'immagine traiamo:
"El escapulario prenda de salvación: una de las
preocupaciones del cristiano es la de su salvación.
Nadie puede presumir sobre la certeza absoluta de su predestinación
y salvación.
Privilegio de buena muerte. Este escapulario, cuenta con la
promesa de Maria, 'El que muera llevando este hàbito
se salvarà', le dice la Virgen a San Simon Stock.
Privilegio sabatino: consiste este privilegio en creer que
la Santisima Virgen harà salir del purgatorio el primer
sàbato siguiente a su muerte a todos aquellos que estuvieren
en èl, habiendo muerto en gracia i llevando el Santo
escapulario.
"
Le prime notizie dei Carmelitani nel bresciano vengono registrate
nel 1302 quando tale Giovanni da Lovere donò loro una
casa a Trobiolo di Volciano per farne un ospizio. In seguito
i religiosi il 18 agosto 1345 ottennero di edificare un convento
a Brescia.
I religiosi giunsero a Brescia il 6 marzo 1346 guidati da
Fra Guglielmo da Alessandria, chiamati dal Vescovo di Brescia,
il bolognese Balduino Lambertini della Cecca, che volle in
tal modo dare assistenza religiosa e caritativa ad uno dei
rioni più laboriosi e popolari della città.
Furono accolti con pieno favore dalla popolazione e si inserirono
in pieno nella vita cittadina, al punto che fin dal 28 dicembre
1346 il Consiglio cittadino concedeva la facoltà di
questua. Nel 1348 si distinsero per carità nei soccorsi
conseguenti la peste che si abbatté in Brescia quali
cappellani del lazzaretto di San Bartolomeo. (
). Enc.
Bs.
I Carmelitani Scalzi giunsero a Brescia nel 1661 nel piccolo
convento di Sant'Antonino fondato dai Terziari Francescani
Regolari, trasferendosi poi nel convento di San Pietro, che
acquistarono dal governo veneto. Scacciati nel 1797 vi tornarono
nel 1872 dopo aver riacquistato il convento di San Pietro,
e moltiplicarono la loro attività apostolica così
da aprire nel 1905 a San Vigilio in Val Trompia un seminarietto
che nel 1912 trasferirono nel nuovo convento fabbricato accanto
al Santuario della Madonna di Adro. (
)
Le religiose Carmelitane entrarono a Brescia nel secolo XV
prendendo possesso del convento delle Carmelitane di San Girolamo
al Canton dell'Albera edificato con concorso del comune di
Brescia (
).
Il convento venne soppresso e indemaniato nel 1797, convertito
poi nell'attuale caserma Randaccio. (
) Enc. Bs.
Le Carmelitane Scalze giunsero a Brescia nel 1934 nella villa
Brusa sui ronchi, che grazie alla munificenza di Francesco
Folonari, fu trasformata in convento con una vasta chiesa.
Enc. Bs.
Don Lupezza, parroco di Pezzaze, nel 1967 occupandosi in 'La
Voce della Parrocchia', della storia della comunità
scrive:
"Beata Vergine del Carmine. Uno dei più bei
altari della chiesa parrocchiale di Pezzaze è dedicato
alla B.V. del Carmine. La devozione alla Madonna sotto il
titolo di Regina del Monte Carmelo è antichissima nella
nostra popolazione. Molto tempo prima della costruzione della
nuova parrocchia, già esisteva a Pezzaze una confraternita
del Carmine. L'istituzione di tale confraternita risale al
settembre del 1640 quando la comunità in una deliberazione
del Consiglio comunale stabilisce di versare trenta franchi
in lire planette, moneta corrente di quei tempi, per istituire
nella parrocchia di Sant'Apollonio la Confraternita dell'abito
della Beatissima Vergine del Carmine. Doveva essere stata
una festa solenne se il Consiglio comunale devolve tale somma,
sollecitata dalla devozione popolare desiderosa di godere
dei privilegi accordati dalla Vergine a San Simone Stock".
"Le solennità che più interessano la
comunità parrocchiale nel mese in corso, sono la festa
di Sant'Apollonio, titolare della parrocchia, e la festa della
Madonna del Carmine, della quale gran parte di noi porta lo
scapolare".
(Luglio 1967, Don Lupezza, parroco di Pezzaze in La Voce della
Parrocchia)
La preghiera 'Oracion a Nuestra Señora del Carmelo
dè Cuyo' viene recitata in lingua spagnola, come richiesto
dai Piardi gussaghesi d'Argentina, durante la Santa Messa
celebrata il 31 gennaio 1999 in Gussago a ricordo di tutti
i Piardi passati alla contemplazione del volto di Dio
in occasione del 200° della nascita di Andrea Piardi Catanì
da Pezzaze.
Per approfondire consigliamo:http://www.ocd.pcn.net/index_it.htm
Altare Madonna del Carmine (o del Carmelo); chiesa di Sant'
Apollonio (vescovo di Brescia) a Stravignino di Pezzaze;
(particolare: Statua della Madonna del Carmine); secolo XVIII.
(V. Rizzinelli con C. Sabatti. Pezzaze nella storia e nell'arte,
1530-1797. Comune di Pezzaze, anno 2000).
Il sacerdote Giovanni Antonio Piardi (Pezzaze,1699 -1761)
viene sepolto nella nuova chiesa di Pezzaze Sant' Apollonio
davanti all'altare della Beata Vergine del Carmine ed è
il primo ad esservi tumulato.
Vedi : http://www.piardi.org/vol3/volume3devozioni43.htm
.
Anche Don Giacomo Piardi (nato a Pezzaze e qui morto il 11
aprile 1782), viene sepolto nella parrocchiale nuova davanti
all'altare della Beata Vergine Maria del Carmelo. Vedi:
http://www.piardi.org/vol3/volume3devozioni43.htm . (Memorie
di padre Giovanni Maria Bontacchio da Pezzaze, nipote di nonna
Caterina Piardi; anno 1944).
Per padre Giovanni Maria Bontacchio da Pezzaze, (nipote di
Caterina Piardi) della famiglia di Antonio - Sindaco, vedi:
http://www.piardi.org/persone/p52.htm
top
|