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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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 INDICE:  VOLUME I >  VOLUME I I  >  VOLUME I I I  



Chiunque fosse interessato all'Opera (Volume I - II) può contattare il Comitato I PIARDI via S. Rocco 19 25060 Pezzaze - Stravignino - Tel. Carla Piardi 030.920388 - oppure via mail: info@piardi.org ed anche carla352@libero.it



  VOLUME III  

 I PIARDI NEL TEMPO - dimore, vita vissuta, costumi portati dai Piardi ed anche devozioni cui siamo stati capaci in più di cinque secoli di vita. 

 4. DEVOZIONI 

 4.4 MADONNA DEL ROSARIO o BEATA VERGINE DEL ROSARIO.

A Gussago e a Pezzaze.
Beata Vergine del Rosario. San Pio V Papa, con la Bolla Pontificia Consueverunt Romani Pontifices, 17 settembre 1569 così definisce il Rosario: "Il Rosario o Salterio della Beatissima Maria è un modo piissimo di orazione e di preghiera a Dio, modo facile e alla portata di tutti, che consiste nel lodare la stessa Beatissima Vergine rimadonna_del_rosario_pezzazepetendo il saluto angelico, per centocinquanta volte, quanto sono i salmi di David interponendo ad ogni decina la preghiera del Signore, con determinate meditazioni illustranti l'intera vita del Signore nostro Gesù Cristo". L'essenza e la configurazione del Rosario sono ben espresse, in modo mirabile, dalla definizione papale anche dopo più di quattrocento anni. Il Rosario non è sempre stato come noi oggi lo conosciamo e, forse, ancora lo recitiamo. Dopo mille anni di storia risulta, in ogni caso, la preghiera più facile, forse la più diffusa e conosciuta. Il Rosario trova le sue origini all'inizio di questo secondo millennio cristiano anche se, come detto, in una forma diversa dall'attuale. Nacque come forma alternativa del breviario per i monaci che non sapevano leggere chiamati comunque alla preghiera in precise ore della giornata; il loro modo di osservare la "liturgia delle ore" era dunque soddisfatta in questo modo cioè con la recita del "Salterio Mariano" consistente in centocinquanta Ave divise in tre parti e recitate in tre diversi momenti della giornata. Ancora oggi nei luoghi di lingua spagnola il nostro Rosario "italiano" è chiamato "il terzo Rosario", vale a dire la terza parte dell'intero Salterio dedicato a Maria. Abbiamo scoperto che però nei primi secoli di nascita della preghiera non si pregava la seconda parte dell'Ave (Santa Maria …) si aggiunge solo alla fine del 1400, il cui merito è dovuto a Domenico Guzman ed ai suoi frati predicatori grandi divulgatori del culto del Rosario e della Madonna. Fu però San Pio V con la disposizione del 1569 a consacrare la formula della preghiera del Rosario che ancora oggi recitiamo. L'attualità di questa preghiera è poi sancita dalle parole di Maria durante le apparizioni di Fatima, soprattutto quella del 13 ottobre 1917, così come Lucia ha riportato: "Sono la Madonna del Rosario (…) si continui sempre a recitare il Rosario tutti i giorni (…)". Oggi, dopo mille anni di storia di questa pia devozione possiamo ritenere che la rendano parte, a buon diritto, della tradizione cristiana.
I Piardi, prima a Pezzaze e poi anche a Gussago, ma non è da escludere anche per quelli del Po sono stati da sempre devoti a questa Madonna la cui più nota effigie è quella venerata a Pompei sotto il titolo di Madonna del Rosario di Pompei. San Domenico e Santa Caterina sono i Santi per eccellenza quando si tratta di raffigurare la Madonna del Rosario, infatti, sono i Santi Domenicani che più hanno contribuito alla diffusione e alla recita del Santo Rosario. Gli studiosi sostengono che l'idea di Papa Pio V di celebrare la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre, sia conseguente la vittoriosa battaglia di Lepanto sui turchi dell'anno 1571 avvenuta nello stesso giorno. Moltissime sono le chiese del bresciano in cui trova posto una pala d'altare dedicata alla Madonna del Rosario.
Ciò infatti si riscontra sia a Pezzaze quanto a Gussago e per Gussago già nella vecchia Pieve di Piedeldosso quanto nella nuova parrocchiale di Santa Maria Assunta al centro del paese. A proposito della Madonna del Rosario venerata a Pezzaze, chiesa parrocchiale di Sant'Apollonio nello specifico altare della Madonna del Rosario, pala a olio su tela di cm 186 x 120, restaurata nel 1993/94 da A. Ansaldi, a cura del comune di Pezzaze e della Comunità Montana di Valle Trompia, riprendiamo una nota storico artistica di Padre Pier Virgilio Begni Redona: "La piccola tela propone sinteticamente l'istituzione del Rosario, con la Madonna in alto, affiancata da due angeli, e i Santi Domenico e Caterina da Siena in Basso. E' un prodotto della inesauribile vitalità degli epigoni del Moretto, che, ancora nel 600 inoltrato, operano sugli schemi del Maestro procedendo ormai quasi con la tecnica del collage, spaziando sulle moltissime opere sacre del Bonvicino disponibili sul territorio. Grande duplicatore di pale del Rosario (ma generalmente stipate di personaggi) fu Luca Mombello, al quale si rifanno molti piccoli maestri, senza nemmeno risalire al Moretto, per soddisfare una committenza devozionale sempre più sollecita (e forse nemmeno troppo esigente sul piano formale) molto preoccupata di diffondere la devozione del Rosario corredandola di appropriati riferimenti visivi. Anche l'intonazione cromatica generale è riconducibile a quel manierismo di derivazione morettesca che annovera come capofila quel Luca Mombello che fu alunno prima ed erede poi del Moretto, con una tavolozza di colori perlacei e dissonanti come appunto richiedeva l'imperante gusto del manierismo." Scheda dal catalogo 1994 della mostra La Pittura del '600 in Valtrompia.
Quando a Pezzaze si sviluppano il culto della Madonna del Rosario e la fervente recita del Salterio, i Piardi sono una nota quanto influente famiglia. Quando poi una parte di essi si trasferisce a Gussago nella località di Piedeldosso là incontrano tra la gentmadonna_del_rosario_sapollonioe un'altrettanta fervida devozione continuata, come detto, anche nella nuova chiesa. Infatti, la immensa pala dell'altare centrale di destra raffigura la Vergine che consegna il Rosario a San Domenico. I gussaghesi di nascita ai quali si aggiungono all'inizio del 1800 anche i Piardi originari di Pezzaze sono, tuttavia, già dediti a questo culto avendo avuto modo di venerare detta Madonna ispirandosi al più vecchio dipinto polittico, composto da diciassette tele di diversa grandezza e forma, custodito e venerato nella pieve di Santa Maria Assunta sin a partire dalla seconda metà del 1500. Infatti sin da questa data la Confraternita del Rosario vi era allogata con proprio altare. Vogliamo ricordare che a Gussago la casa padronale Piardi, con brolo e casa colonica, è, tuttora ubicata a soli duecento metri dalla vecchia Pieve, proprio in frazione Piedeldosso oggi via Stretta. Vedi alle voci Piedeldosso, Stretta - Vol. I Padre Pier Virgilio Begni Redona in un suo articolo "Dipinti restaurati, in corso di restauro e da restaurare - situazione del patrimonio artistico cinquecentesco delle antiche chiese di Gussago" in 'La voce di Gussago', pag. 11 del dicembre 1997, scrive: "Il polittico del Rosario - opera di Luca Mombello. A Gussago nella seconda metà del 1500, la Confraternita del Rosario commissionò al pittore bresciano Luca Mombello (1518-1588) un polittico celebrativo dell'Istituzione e della Devozione del Rosario, poi regolarmente collocato nella piccola cappella sulla parete di sinistra più prossima al presbiterio (della vecchia Pieve di Santa Maria Assunta - a quel tempo chiesa parrocchiale). Questo polittico è composto da diciassette tele di diversa grandezza e forma: una, centrale, rappresenta l'istituzione del Rosario ed è di forma rettangolare; un'altra, in formato di mezza luna, funge da coronamento, con la raffigurazione del Padre Eterno; quindici, di piccolo formato, rappresentano invece i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario distribuite tutt'intorno alla tela centrale.
Una elegante soasa di legno intagliato e dorato costituisce la struttura espositiva di tutte queste parti pittoriche. Dalla cappella del Rosario questo complesso fu smontato, una prima volta quando la vecchia pieve cessò di essere l'edificio parrocchiale, cioè nella seconda metà del settecento: essendo stata trasferita nella nuova parrocchiale l'antica e venerata statua lignea della Madonna col Bambino (detta Madonna del Coro) che troneggiava nell'apposita nicchia absidale del presbiterio, venne in quel luogo rimontato il polittico del Rosario."
Quando i Piardi giungono a Piedeldosso di Gussago, pur frequentando la nuova chiesa già in funzione, vivono la loro vita spirituale con un occhio di riguardo alla vecchia chiesa nota come "cesa dei morcc" in cui, appunto, troneggia, nella parete absidale, il grande polittico del Rosario, abituati come erano, a venerarne l'effigie ed il culto già a Pezzaze. Padre Begni Redona continua: "Da lì, tuttavia, fu nuovamente smontato quando si pose mano alla discialbatura e al restauro degli affreschi della fine del quattrocento, un affascinante ciclo di raffigurazioni di angeli e di santi intorno alla gloria della Madonna Assunta, dipinto sulle pareti dell'abside da un valido seguace del bresciano pittore Vincenzo Foppa. Questo smontaggio avvenne nel luglio del 1971, e da allora, per ventisette anni circa, il polittico è rimasto smontato, sebbene ben custodito (…) ma sottratto al godimento di tutti i gussaghesi. E' iniziato proprio in questi giorni il lavoro di restauro integrale (ndr.: dic. '97) che, nell'arco di qualche mese, restituirà alla fruizione di tutti un'opera che intreccia sicuramente molti spunti di lettura. Innanzitutto quello legato alla testimonianza di una componente importante della storia della devozione nel nostro territorio, poi quello del contributo critico alla conoscenza dello sviluppo dell'arte di Luca Mombello (…)." Le testimonianze pittoriche della diffusione in Brescia e nei paesi della pratica del Rosario anche dal lato iconografico partono dalla fine del 1300 per infittirsi nel 1400 e soprattutto nel 1500. La vittoria riportata dalla flotta cristiana sui turchi nella citata battaglia di Lepanto fu un fatto che, a quel tempo, impressionò in modo forte tutta la cristianità tanto che il Papa ascrisse la vittoria all'intervento della Vergine invocata dai cristiani per mezzo, soprattutto, del Rosario. Anche il polittico gussaghese si ispira alla devozione predicata dai Domenicani. Padre Begni, ancora, prosegue: "Nella sezione in alto figura la Madonna col Bambino nell'atto di porgere la corona del Rosario ai Santi Domenico e Caterina da Siena, ed è così glorificato il momento dell'istituzione. Nella sottostante zona vi è poi la predicazione della devozione del Rosario, ad opera dei Domenicani, non come devozione di scarso tenore, bensì come via privilegiata di preghiera destinata a tutti, perché tutti devono manifestare riconoscenza per l'impetrata e ottenuta salvezza. Ecco perché, in atteggiamento tra compunzione e stupore, assistono devotamente il Papa Pio V stesso, l'Imperatore del Sacro Romano Impero ricostituito, i Re delle nazioni, insieme a nobiluomini, dame e gente del popolo sia uomini che donne." Dei Piardi più noti devoti alla B.V. del Rosario ricordiamo: Giovanni Maria Piardi di Bortolo (171_?). Catanì nato a Pezzaze 174_? - Possidente. Pezzaze/Gussago 1822. Sposa Maria Piardi ed ha Andrea (1776). Sposa anche Teresa Calabria. Di lui esiste il testamento datato 5 dicembre 1821 con il quale lascia al figlio Don Andrea Piardi (1776) le sue sostanze, oltre all'ardore della beneficenza, e l'usufrutto generale alla moglie Teresa Calabria oltre ad altro lasciato alle sorelle e agli abitanti della contrada di Pezzazole. (Testamento allegato come tavola fuori testo in I Piardi - Vol. I). Benefica la predicazione del quaresimale e fonda in Stravignino la cappellania della Beata Vergine del Rosario a Pezzaze donando allo scopo l'appezzamento di sua proprietà detto Pontecolo (Ponticolo). Ciò si deduce dagli scritti di Padre Giovanni Maria Bontacchio in Pezzaze nella sua storia …(ediz. 1944) e dalla lettura del testamento originale registrato il 7 gennaio 1822, con deposito presso il notaio Bortolo Gattelli in Gardone, custodito presso l'Archivio Storico Diocesano della Curia Vescovile di Brescia. Al prosieguo della sua opera,dopo la sua morte, anche per ciò che concerne il culto del Rosario sotto l'intercessione della Beata Vergine, provvede il figlio Don Andrea (1776). Infatti, Andrea, Sacerdote, Pezzaze 6 dicembre 1776 - Gussago 10 giugno 1833, negli undici anni di vita che lo separano dal padre con la ricongiunzione in cielo, coltiva la stessa devozione indi anch'egli in morte, aggiunge ai lasciti del defunto padre, che aveva dato vita alla Cappellanìa della Beata Vergine del Rosario, sue proprietà in Plagne e Dosso Rizzino, e la casa per il cappellano di Stravignino. Ebbe i natali in Pezzaze da Giovanni Maria del fu Bortolo e da Maria Piardi ed il Santo Battesimo gli fu amministrato dall'Arciprete Don Salvi. Ereditò dal padre, come sopraddetto, oltre la sostanza anche l'ardore della beneficenza. Infatti, con suo testamento datato 23 maggio 1833, abitando a Gussago in frazione Navezze, in aggiunta al testamento del padre datato 5 dicembre 1821, che beneficava la predicazione del quaresimale e fondava la cappellania della Beata Vergine del Rosario donando allo scopo l'appezzamento di sua proprietà Pontecolo, vi aggiungeva, lui prete, parte della sua sostanza e precisamente, come detto, Plagne e Dosso Rizzino oltre alla casa per il cappellano in frazione Stravignino.


nella foto sottostante: Madonna del Rosario con bambino e santi domenicani
- Luca Mombello - XVI secolo, in Santa maria Vecchia alla Pieve di Gussago

madonna del rosario Scopo della Fondazione: due messe la settimana e la cura d'anime. Nei documenti di Pezzaze risulterebbe morto il 10 giugno 1833 a Gussago ove viveva. Il Reverendo Padre Don Giovanni Maria Bontacchio (Turinì) nei suoi scritti afferma: "Trascrivo l'atto di morte come si trova a pagina 59, n. 36 dell'apposito registro parrocchiale di Gussago dal quale risulta morto il giorno undici alle ore otto: <<12 giugno 1833 - Admodum Rev.dus Andreas Piardi q.am. Joannis Marie Pezzasarum, annorum 57, omnibus Ecclesiae subsidiis refectus, heri hora octava antemeridiem placide clausit ad lucem oculos, et hodie funebri pompa translatus est ad tumulum. Firmato: Dusi Praepositus>>". (ndr.: Dusi è prevosto di Santa Maria Assunta in Gussago in questo periodo - vedi Gussago). Dal suo testamento spirituale risulta che certa Teresa Calabria è stata la sua seconda mamma. (Vedi anche alle voci Dosso Rizzino, Plagne, Andrea Piardi - Sacerdote, Proprietà Piardi - Vol. I) Ghirardelli Don Pietro parroco di Pezzaze nel 1891 e sino al 15 novembre 1900 mostrò particolare zelo per la casa del Signore: a lui è dovuta l'iniziativa, tra l'altro, in favore della chiesetta del Santo Rosario al monte di Mondaro. (…). (Cronologia dei Rettori Parroci della chiesa di Sant'Apollonio in Pezzaze. Ist. Pavoni 1911) Per quanto concerne il valore storico - religioso - culturale delle Confraternite, scuole o discipline o cappellanie, un tempo assai fiorenti ed alle quali sovente hanno contribuito, partecipato, i Piardi pezzazesi e di Gussago o sono state da essi, addirittura, istituite ed avviate, prendiamo a prestito una nota a firma di Padre Pier Virgilio Begni Redona apparsa in "La Voce di Gussago" - dic. '95, sotto il titolo "Note storiche gussaghesi": "Tra la fine del quattrocento e l'inizio del cinquecento (1500) sorsero in Italia le Confraternite, o scuole o discipline, costituite essenzialmente da persone, per lo più laici, che si univano sotto la guida di regole precise per condurre in comune la loro vita religiosa. Si costituivano essenzialmente per preparare gli associati e ogni altro simpatizzante, alla vita ultraterrena e per tale fine si preoccupavano di garantire il suffragio perpetuo dei confratelli defunti, ma promuovevano anche il culto specifico o la devozione della realtà religiosa del cui nome si fregiavano.
Si annoverano, fra le più importanti la Confraternita o scuola del Santissimo Sacramento legata al culto eucaristico, la Confraternita del Rosario, sviluppatasi soprattutto, quest'ultima, alla fine del 1500 dopo la vittoria cristiana di Lepanto (…) e la Confraternita della Croce: tutte e tre queste istituzioni sono state presenti e attive anche nella nostra parrocchia (Gussago). Molto spesso queste Confraternite promuovevano opere di solidarietà ed erano ampiamente coinvolte nelle attività sociali, politiche e culturali della comunità, svolgendo un ruolo di grande importanza, spesso sottovalutato dagli storici: gestivano ospedali e orfanatrofi, organizzavano scuole domenicali, visitavano i carcerati, assistevano i condannati, gestivano il prestito senza interesse, raccoglievano e distribuivano derrate alimentari e sementi per la campagna (…). Nel nostro archivio parrocchiale (Gussago) in un gruppo di registri contabili minuziosamente annotati, è depositata la storia dell'attività di due delle citate Confraternite attive a partire sicuramente dal secolo XVI: quella del Santissimo Sacramento e quella del Rosario. Ed è un'attività intrecciata di iniziative in rapporto alla devozione, all'assistenza (…)." Anche in Ome, comune del bresciano, ove sono presenti i Piardi con certo Don Pietro Piardo (Piardi) sin dal XVI secolo ma soprattutto gli Arici, quelli imparentati con i Piardi di Gussago, ed anche i Peli, si venera in una grande soasa dei noti intagliatori Pialorsi chiamati Boscaì di Levrange il quadro rappresentante la Madonna del Rosario. Vergine col Bambino in braccio e i due santi domenicani Domenico e Caterina con in basso il Papa e i regnanti d'Europa fautori della Lega cristiana, tra essi si riconosce il noto Pontefice San Pio V Ghisleri nativo di Bosco Marengo nei pressi di Tortona nel cui Santuario detto di Santa Croce esiste un quadro analogo a quello del bresciano Cossali che reca firma e data del 1597. Questo quadro per dimostrare quale fosse la volontà papale dell'epoca venne ordinato dal Cardinal Bonelli Segretario di Stato del Papa. (La Voce del Popolo - Ottobre 1998) La parrocchiale di Brione sotto il titolo di San Zenone, cara ai Peli, Montini, Arici, imparentati coi Piardi di Gussago, ma soprattutto nella quale Cura operò il sacerdote pezzazese Don Angelo Piardi, poi ritiratosi a Gussago nella sua casa, conserva il bel dipinto di Grazio Cossali (1563 - 1629) raffigurante la Madonna del Rosario opera dell'anno 1595. Gli studiosi ritengono che questo dipinto di Brione sia una replica di assoluta migliore qualità della pala con identico soggetto lasciata dallo stesso autore in Ome.
Come si ricorderà la battaglia di Lepanto avvenne nell'epoca in cui il territorio bresciano era sotto il dominio di Venezia. Infatti è la Serenissima Repubblica che schiera per la nota battaglia ben centosei galere e sei galeazze mentre la Spagna di Carlo V e di Filippo II ne mise a disposizione trentacinque. Il Doge dell'epoca era Alvise Mocenigo ed il vincitore comandante della flotta l'ammiraglio Sebastiano Venier il quale poi venne premiato colla nomina a Doge di Venezia nel 1577. E' notorio a tutti che i valtrumplini pezzazesi, Piardi compresi, fossero seguaci convinti delle idee della Serenissima Repubblica e così fu per molti secoli sino alla fine del millesettecento (1797).
Andrea Piardi 'Catanì', padre di tutti i Piardi gussaghesi, figlio di Andrea (1765), nasce a Pezzaze nel 1799, proprio poco dopo la proclamata Repubblica Giacobina di Brescia (18 marzo 1797) conseguente agli sviluppi delle idee della rivoluzione francese (1789), quando è da poco terminata la supremazia di Venezia (1426 - 1797) anche sul territorio bresciano. La Valle Trompia, fedele a Venezia, si ribella con le armi contro la Repubblica Giacobina. Il sogno di un governo democratico bresciano, basato su principi illuministici, ha vita breve. Nel novembre del 1797, infatti, la provincia di Brescia viene annessa alla Repubblica Cisalpina. Nel 1799, allo scoppio della guerra tra Francia e Austria, Brescia cade nelle mani degli austriaci e viene sottoposta a dure prove.
Dopo la battaglia di Marengo contro gli austriaci, vinti, Napoleone il 9 novembre 1799 diviene primo console francese e poco dopo inizia il suo dominio sull'Italia, trasformata da Repubblica in Regno. (Vedi anche alla voce Pezzoro - Vol. II. Vedi anche alla voce Andrea Piardi 1799 - Lettera dei Piardi al Parroco Don Porta in data 13 dicembre 1998) Il 24 maggio 1882 a Pezzaze a Don Giovanni Viotti (1829 - 1911) da Stravignino figlio di Giacomo e di Maria Fada, dopo un breve economato parrocchiale a Collio V.T., viene conferita dal Vescovo la Cappellania del Rosario in Stravignino di Pezzaze. La conserva sino al 1911.

Inno Mira il tuo popolo

Mira il tuo popolo, - bella Signora,
Che pien di giubilo – oggi ti onora;
Anch’io festevole corro ai tuoi piè;
O Santa Vergine, prega per me.

Il pietosissimo – tuo dolce cuore
Sempre è rifugio – al peccatore;
Tesori e grazie – racchiude in sè.
O Santa Vergine, prega per me.

In questa misera – valle infelice,
Tutti ti invocano – soccorritrice;
Questo bel titolo – conviene a Te.
O Santa Vergine, prega per me.

A me rivolgiti – con dolce viso,
Regina amabile – del Paradiso;
Te pietosissima – l’Eterno fè.
O Santa Vergine, prega per me.


Gussago: Chiesa prepositurale pievana di S. Maria Assunta (sec. XVIII);
sulla destra, altare centrale dedicato alla Madonna del Rosario.

 

Battaglia di Lepanto 1571.
Culto della MADONNA DEL ROSARIO
battaglia_di_lepanto Dopo la battaglia, << Il Senato veneto della Serenissima Repubblica di Venezia: "Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit" >>. ("Non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori").

Al termine della battaglia la Lega (""Santa"") aveva perso più di 7.000 uomini, di cui 4.800 veneziani, 2.000 spagnoli, 800 pontifici, e circa 20.000 feriti; i turchi, contarono più di 25.000 perdite e 3.000 prigionieri. Il nome di Lepanto era entrato nella storia. Per la prima volta dopo un secolo il Mediterraneo tornò libero. A partire da questo giorno iniziò il declino dell'impero ottomano.

Nel pomeriggio del 7 ottobre, papa Pio V che aveva moltiplicato le preghiere a Colei che sempre aveva soccorso i cristiani nelle ore drammatiche della cristianità, stava esaminando i conti con alcuni prelati. D'improvviso fu visto levarsi, avvicinarsi alla finestra fissando lo sguardo come estatico e poi, ritornando verso i prelati esclamare: "Non occupiamoci più di affari, ma andiamo a ringraziare Iddio. La flotta cristiana ha ottenuto vittoria".

Il Pontefice attribuì il trionfo di Lepanto all'intercessione della Vergine e volle che nelle Litanie lauretane si aggiungesse l'invocazione Auxilium christianorum. Anche il Senato Veneziano che non era composto da donnicciole, ma da uomini fieri e rotti a sfidare i più gravi pericoli in mare e in terra, volle attribuire alla Santissima Vergine il merito principale della vittoria e sul quadro fatto dipingere nella sala delle sue adunanze fece scrivere queste parole: "Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit" (non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori).

Madonna-Rosario
"La Madonna del Rosario con i santi Domenico, Apollonia, Lucia e Fermo"; pala dell'altare della Madonna nella chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Gussago (Brescia). Lavoro di Sante Cattaneo collocato sopra l'altare del Rosario.

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