I Piardi

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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Don Gian Piero Piardi
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Don Gian Piero Piardi

Questa mattina, 19 gennaio 2012, in città di SUSA (Torino), è morto il nostro Reverendo Sacerdote Don GIAN PIERO PIARDI, parroco di Sant' Evasio in Susa, canonico della Cattedrale segusina; nacque a PEZZAZE (Val Trompia di Brescia) il 18 settembre 1942.

I funerali si svolgeranno in città di SUSA, Val Susa, (Torino) sabato 21 gennaio alle ore 10.

Per partecipare al funerale SABATO 21 gennaio ore 10 in SUSA chiama il n. 030 920388 (CARLA Piardi a Pezzaze)


(dalla prefazione de "Il Rocciamelone" Ed. Melli di G. Ferrero)
Ed io qui dovrei "presentare" l'autore di questo libro.
Presentare Don Gian Piero. Già. Non so proprio quale bisogno ci sia di "presentare" questo barbuto sacerdote dall'impeto di un "marine" americano, che tutti in Valsusa (e fuori!) ben conoscono, anche se non è facile compitarne esaurientemente il biglietto da visita. Don Gian Piero Piardi e un po' "tutti noi"; il suo carattere interpreta e traduce il modo di vivere di questa nostra gente dalle molte vite e dalle mille possibilità. lo lo conosco ormai da molti anni: lo incontrai, per caso, in una fredda mattinata di tardo autunno, in uno di quei grigi tunnel che traforano la nostra Città, mentre con un gruppo di coetanei, della zona di Sant'Evasio si avviava verso le scuole elementari del Castello.

Un saluto con un aperto sorriso di fanciullino senza complessi. Un sorriso ed un "ciao" che siglò un'amicizia che dura da una vita. Lo ebbi poi allievo, per un bel po' di anni, nel Seminario di Susa: diligente, intelligente, interessato a tutto quanto sapeva di novità, di razionalità, di bellezza.

Gian Piero Piardi

Il Seminario di Torino, dove completò gli studi, affinò ancora queste doti e ne calibrò il carattere. Ordinato sacerdote nel 1969, piombò con l'impeto e lo spirito organizzativo di un pioniere, nella parrocchia di Sant'Antonino, come viceparroco e spalla robustissima di don Cantore. Qui accese tutto il fuoco pirotecnicodelle sue svariate attività in una parrocchia che iniziava a vivere "tempi nuovi" con un cammino tutto particolare.Ed è qui che incominciamo a vedere il nostro Gian Piero "polivalente", organizzatore e protagonista, cacciatore di anime e di ... cinghiali, con l'aspersorio e la doppietta, giornalista preparatissimo e sferzante ma anche "buon Samaritano" alla guida dell'autoambulanza della comunità Sant'Antoninese, caposcout dalle mille idee concrete ed entusiasmanti: qui dà intelligenza e muscoli alla rinnovata squadra di calcio. Si rivela veramente un prete capace di dare idee, vita e programmi ad un complesso parrocchiale che lo segue affascinato.

Le iniziative fioriscono come rose a maggio. E ci saranno inevitabilmente anche le spine. Ma don Gian Piero, da buon cacciatore, non le teme e sa anche calpestarle. E poi anche le spine, presto o tardi, fioriranno. In questo periodo che emerge la caratteristica di don Piardi scrittore, e vede la luce quella pubblicazione sul Rocciamelone, di.cui salutiamo oggi qui la auspicata ed attesa rinascita.
E non resterà questo "Rocciamelone" figlio unico nella produzione letteraria di don Gian Piero. Nel 1987 per iniziativa sua e della redazione de "La Valsusa" nasce quel prestigioso "Raccontavalsusa", che puntualmente viene ora, ogni anno, a portarci come regalo natalizio un volto nuovo e poliedrico della vita valligiana di ieri e di oggi, costituendo una preziosa documentazione della nostra storia e recentissimamente, luglio 1998, quel "Sentiero dei Franchi" che costituisce un gioioso e convincente invito a scarpinare lungo le montagne di Valsusa, sulle orme dei Franchi. Intanto il viceparrocco ha fatto carriera: e diventato parroco di Città e addirittura Canonico della Cattedrale (ve lo immaginate don Gian Piero paludato negli abiti canonicali).

Don Gian Piero

Ma non pago dei traguardi raggiunti, per conoscere a fondo personalmente la nostra vallata don Gian Piero trova modo di diventare anche parroco di Ferrera Cenisio, alle estreme propaggini del territorio nazionale. Ed anche qui, in questa microscopica parrocchia, un vento nuovo di rinascita e di vita inizia a soffiare all'arrivo di questo prete. È incredibile come il nostro don Gian Piero riesca a collegare concretamente questo suo così vasto mazzo di attività. Ma ce la fà. E ce la fà anche bene.

E trova ancora modo, nell'ampio arco delle sue cure parrocchiali, di regalare a "La Valsusa" quella sua prosa caustica, sferzante, che vive e da vita. Una prosa che vorremmo sempre leggere, anche quando ci tira le orecchie e ci fa pensare.


Veduta di Moncenisio, da http://www.comune.moncenisio.to.it


Moncenisio, da http://www.storieditalia.it/Moncenisio.htm

Per altre notizie sulla famiglia d'origine di Don Gian Piero vedi anche Faustino Piardi
Per notizie sulla vita sacerdotale di Don Gian Piero di Susa (TO) vai alla sezione INCONTRI.
Altre notizie e foto di Don Gian Piero in sezione OPERA - 3.VITA VISSUTA - 3.4 Pastori d'anime
MONCENISIO, Parrocchia affidata a Don Gian Piero Piardi scarica pdf
Leggi, proprio a cura di Don Gian Piero PIARDI, la PRESENTAZIONE del volume 2° "I PIARDI", pubblicato in Pezzaze il 4 Giugno 2000.
Febbraio 2009. 'Piardi nel mondo' anche a Moncenisio: la Parrocchia di S. Giorgio in Val Cenischia.

A Don Gian Piero PIARDI (Pezzaze, 1942), dopo aver lasciato la Parrocchia di Le RAMATS in CHIOMONTE, il Vescovo di SUSA (Dioecesis Segusiensis) nel confermargli la titolarità della Parrocchia di S. Evasio in città di SUSA (To) e di quella di San Giorgio in FERRERA - MONCENISIO (To), dal 2009 gli affida, temporaneamente, pure quella dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano in MATTIE (To), località posta ai piedi del Parco Naturale Regionale dell'Orsiera Rocciavrè, e, altresì, quella sotto il titolo di S. Giovanni Battista in FORESTO di Bussoleno (To) quale "Vice Parroco".

Don Gian Piero, da diversi anni responsabile della Caritas Diocesana, è Presidente dell'Istituto per il sostentamento del Clero diocesano ed è Canonico del capitolo della Cattedrale di S. Giusto in SUSA.

In precedenza è stato Direttore del Giornale LA VALSUSA (settimanale d'informazione per la VAL SUSA e la VAL SANGONE); in seguito diventa Presidente del Consiglio di amministrazione della stessa testata, per conto della Curia vescovile di Susa. E' Cappellano di alcuni sodalizi segusini, dirige e scrive con altri, da più di dieci anni, la pubblicazione annuale "Raccontavalsusa".
(Achille Giovanni Piardi. 24 -25 Marzo 2009)


Come Don Gian Piero PIARDI presenta se stesso, dall'infanzia agli anni del liceo,
in occasione della stesura della "PRESENTAZIONE" del volume 2° "I PIARDI", l'anno 2000
 
PRESENTAZIONE (a cura di don Gian Piero Piardi)

Dal Volume secondo “I PIARDI”, edito l’anno 2000.  

<< Per meglio comprendere ciò che andrò a dire in queste pagine è necessario tener conto di due fattori: sono un Piardi cresciuto fuori dalla Valtrompia, educato in una terra diversa da quella d’origine. Ho appena potuto gustare il sapore aspro della vita dura di Pezzaze e di Marmentino poi… a soli tre anni e mezzo, sul treno, piccolo emigrante al seguito di papà in cerca di lavoro. Erano gli anni immediatamente a ridosso della guerra e questo è stato un destino comune a moltissimi miei omonimi e compaesani. Nulla di trascendentale, forse perché quando si è bambini non si dà importanza al “dove” ma al “come”. Bastava un niente per farti contento (una manciata di arachidi e due mandarini facevano Natale) e la compagnia di altri ragazzini come te era anche la sicurezza di tutti. Non aveva importanza se a sette anni le tue vacanze scolastiche le passavi in montagna conducendo le mucche al pascolo, se il tuo pranzo lo portavi a tracolla e se aveva il gusto di poco formaggio con due patate lesse condite di aglio e prezzemolo. Non aveva importanza se l’aria buona la prendevi nei boschi aiutando papà a preparare la legna per l’inverno… si recupera in fretta da ragazzini… basta un nugolo di coetanei per giocare a rimpiattino o un prato per il più complicato e complice gioco dei “difetti”.
Per questi e altri motivi ho dovuto gradatamente e, per la verità, anche molto inconsciamente, modificare la mia cultura originale per assumere quella della terra ospite. Il dialetto di Valtrompia lo sentivo parlare da mamma e papà, qualche volta dagli zii venuti in visita o da altri valtrumplini di passaggio… ma a scuola o con gli amici non mi serviva assolutamente. A scuola, a parte l’italiano, rigorosamente esigito, ho dovuto imparare il piemontese e a coniugarlo con i vari dialetti della diaspora meridionale.
Ho lasciato la Valtrompia a tre anni e mezzo e vi sono tornato, la prima volta, a ventun anni compiuti.
Su queste due considerazioni che non ci devono stupire più di tanto, vanno calate alcune altre valutazioni che vengo ad enucleare. Per me, bambino nato a Pezzaze, era strano non trovare nessuno che si chiamasse con il mio cognome! A scuola con me c’erano ragazzini con lo stesso cognome, dello stesso paese e che non erano neppure parenti fra di loro. Lo stesso discorso valeva per gli amici che arrivavano dal meridione… era così strano da farmi sentire come un pesce fuor d’acqua. Come se non bastasse, studiando storia mi capitava di imbattermi in qualche cognome dei miei compagni… mai un Piardi che comparisse all’orizzonte!
Fu così che, acquisita l’autonomia di giudizio, erano più meno gli anni del ginnasio o del liceo… cominciai ad accanirmi con passione su tutte le pubblicazioni che, per un verso o per l’altro, mi parlavano della mia terra e della sua gente. (...). (...)>>.
(Don Gian Piero Piardi).

Per continuare nella lettura della citata "Presentazione" e per leggere cosa Don Gian Piero intende quando scrive: << La storia dei Piardi ci fa incontrare un ‘Casato di generosità >> 
vai a: http://www.piardi.org/volume2.htm#PRESENTAZIONE  VOLUME II, PRESENTAZIONE.
Immediatamente, però, vi facciamo gustare questo breve passo:

<< (...). Ho però affermato che la storia già scritta ci induce a progettare la storia ancora da scrivere. E' gioco forza, a meno di tradire le nostre origini, progettare in sintonia; cogliere gli elementi portanti del passato per traghettarli, 'rinnovati nell'anima', nel terzo millennio. E' necessario sapersi mettere in ascolto di quanto ci giunge dal passato per cogliere in tutte la sua evidenza il presente e avere il coraggio di pensare in grande il futuro. (...) >>.

(A cura di Achille Giovanni Piardi, Settembre 2010, per le pagine del sito “I PIARDI” www.piardi.org )


Sulla montagna incantata di Condove VAL SUSA (TO). Budrola, la Casa Famiglia si apre per la piccola Paola.
L’intervento di Don Gian Piero PIARDI.
La storia di Natale di un progetto che sta prendendo sempre più corpo.
Prosegue con un nuovo, significativo capitolo, la storia del progetto di Casa Famiglia Budrola, sul territorio del comune di Caprie, sulla montagna incantata di Condove. La casa di accoglienza per bambini, giovani e famiglie in difficoltà, fortissimamente voluta da don Luigi Chiampo, parroco di Villar Dora, e già animatore della Casa dell’Amicizia di Almese, il quale ha messo a disposizione la vecchia abitazione della sua famiglia per realizzare concretamente questo sogno, comincia ad ospitare coloro per cui è nata ed è cresciuta. Dopo avere aperto le porte ad un ragazzo giovane, ora è la volta di Paola. Si tratta di una bambina albanese appena nata (è stata battezzata da don Luigi a Villar Dora domenica 26 dicembre), che è venuta al mondo grazie al grande coraggio della sua mamma: dopo alcune gravidanze molto difficili, conclusesi tristemente, la speranza si è potuta concretizzare grazie alla sanità italiana, dell’ospedale Sant’Anna di Torino in particolare. Ora Paola sarà assistita a Casa Budrola da una famiglia valsusina, proprio grazie al progetto di don Luigi e dei tanti suoi collaboratori. Intanto, alcune comunità parrocchiali hanno scelto, nel cammino di preparazione al Natale, di appoggiare le iniziative di Casa Famiglia Budrola, come la vendita benefica dei panettoni, ed anche altro. In particolare, la parrocchia di Sant’Evasio in Susa.
Ecco come ne parla il parroco, don Gian Piero PIARDI: “Per noi è ormai una tradizione consolidata. Per meglio vivere il Natale, sempre più in pienezza, abbiamo scelto di metterci al fianco dei bambini ch hanno bisogno. Dopo l’azione di solidarietà di qualche Natale fa con Andrea, adesso è Paola il Gesù Bambino del nostro presepe. La nostra vicinanza, che si traduce concretamente devolvendo alla piccola, e soprattutto al progetto di Casa Budrola, tutte le offerte raccolte tra i visitatori del nostro presepe meccanico, ancora visitabile tutti i pomeriggi fine a metà gennaio, si è sviluppata in due momenti diversi: domenica 19 dicembre l’iniziativa di Solidarietà è stata presentata alla comunità durante la messa, mentre il domenica 26, in concomitanza con il battesimo della bambina, si è svolta la distribuzione delle bomboniere a lei dedicate. La bimba non poteva essere presente fisicamente, ma la mamma ci aveva fatto avere in precedenza una sua foto, da mostrare a tutti noi che l’abbiamo adottata in questo frangente”.
Un modo decisamente originale, e davvero concreto, capace di spiegare a tutti, grandi e piccoli, il grande dono della vita, che a Natale si traduce nella nascita effettiva del Salvatore. E tutto senza tanti giri di parole. Tutto il lavoro e le attività di solidarietà indirizzate per accompagnare il progetto di Casa Famiglia Budrola, naturalmente proseguono. Soltanto aiutando e supportando la struttura, e dunque l’intero progetto, si mette in condizione il Comitato Amico Onlus, che se ne occupa, di tradurre praticamente ogni azione in concreti gesti quotidiani, e secondo il bisogno di ciascuno. Per continuare a contribuire alla realizzazione di questo progetto, il numero del conto corrente postale è 85642403, IBAN: IT-26-E-07601-01000-000085642403 intestato a: Comitato Amico Onlus, specificando nella causale “Offerta Progetto Casa Famiglia Budrola”.

Per saperne di più, www.casafamigliabudrola.it, info@casafamigliabudrola.it
Redazione La Valsusa. Settimanale della VALLE di SUSA e VAL SANGONE:
http://www.lavalsusa.it - 30.12.2010.
Redazione La Valsusa, 31 dicembre 2010


Don Gian Piero Piardi. Susa (To), Giugno 1994,
25° di Sacerdozio in Sant'Evasio


Don Gian Piero Piardi. Susa (To), Giugno 1994,
25° di Sacerdozio in Sant'Evasio


Don Gian Piero Piardi. Susa (To), anno 2003,
durante una manifestazione sportiva in Valle


Don Gian Piero Piardi. Susa (To), anno 2009,
Battesimo in una sua Parrocchia di montagna

    Don Gian Piero Piardi (1942) appena ordinato sacerdote della Chiesa cattolica che è in SUSA
Don Gian Piero Piardi (1942)
appena ordinato sacerdote della Chiesa cattolica che è in SUSA

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