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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Pezzoro e i Piardi

PEZZORO mt. 911 s.l.m. (ora Comune di Tavernole sul Mella) terra d'origine di famiglie imparentatesi con in Piardi della contigua PEZZAZE in Val Trompia.


PEZZORO (tra le montagne) e Monte Guglielmo.

Tra le famiglie originarie di Pezzoro: FERRAGLIO, CONTRINI, DANCELLI.
Alcuni PIARDI, poi dimoranti in Pezzaze, sono nati in quel di Pezzoro sin dall’Ottocento, come per i componenti della famiglia poi nota col soprannome di “Cega Pirle”.
Dei Ferraglio è il bellissimo stemma posto in Pezzoro sulla casa al numero 25 di via S. Carlo con la scritta “Arma Feralio cavata dalli libri di Giò Maria Bonularella Contrata di S. Margherita all’insegna della crose d’oro in Milano”.
Di certo Geronimo Feraglio si occupano i Rettori di Brescia Pietro Barbarigo Podestà e Stefano Viario Capitano nelle lettere del 30 giugno 1612 dirette ai Capi del Consiglio dei Dieci in Venezia presso la Serenissima Repubblica. (“I PIARDI” Vol. I, edito l’anno 1998).
La mai dimenticata “anima di Pezzaze” Rita sposata a Cesare Bontacchio, figlia di Maria Piardi dei detti Mafé, era della famiglia Ferraglio. http://www.piardi.org/persone/p23.htm
Dal 1442 Pezzoro in Val Trompia ha il suo ordinamento noto come ‘Statutino’.

Pezzoro (sec. XV - 1797)
Nell’estimo visconteo del 1385 (ed anche nel 1389) il comune non risultava compreso fra i comuni della Valle Trompia, forse per non avere ancora conquistato la propria autonomia istituzionale (Sabatti 1980, pp. 15-17 e pp. 8-82, nota 31); è tuttavia elencato tra i comuni della Val Trompia nell’estimo del 1557 (Sabatti 1980, p. 259). Nel 1493 contava 280 anime (Medin 1886), e all’inizio del secolo XVII contava 60 fuochi e 300 anime (Da Lezze 1610). Intorno alla metà del XV secolo il console giusdicente era la figura istituzionalmente più importante del comune concentrando in sè quasi tutte le funzioni dell’ente (Sabatti 1980, pp. 21-33); completavano il quadro estimatori dei danni, ministrale e camparo (Sabatti 1980, pp. 33-42); nel 1645 tra gli ufficiali del comune erano segnalati solo il console ed il massaro (Sabatti 1979). Nel 1764 vi erano 191 anime (Descrizione generale 1764). [A cura di Giovanni Zanolini]

Pezzoro (1798 - 1809)
Inserito nel cantone del Mella con la legge del 1 maggio 1797, passò nel distretto delle Miniere nel maggio 1798 (legge 13 fiorile anno VI), venendo incluso nel distretto delle Armi ai sensi della legge sulla ripartizione in distretti, comuni e circondari del dipartimento del Mella (legge 21 vendemmiale anno VII); nell’assetto definitivo della repubblica cisalpina, determinato nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), venne incorporato nel distretto I, di Brescia, per fare poi parte del cantone VI di Bovegno del distretto I di Brescia con il decreto dell'8 giugno 1805 (decreto 8 giugno 1805 a). Fu concentrato in Pezzaze dal 1 gennaio 1810. Sul piano istituzionale, in osservanza della legge del 24 luglio 1802 ed in virtù dei 223 abitanti, venne classificato nella terza classe dal citato decreto 8 giugno 1805 (decreto 8 giugno 1805 a). [A cura di Giovanni Zanolini]. (http://www.lombardiabeniculturali.it)

Pezzoro (1816 - 1859)
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Brescia, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo - veneto, venne incluso nel distretto VII di Bovegno (notificazione 12 febbraio 1816); fu confermato nel medesimo distretto in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Pezzoro, comune con convocato generale e con una popolazione di 241 abitanti, fu inserito nel distretto VI di Gardone.


Pezzoro. Panorma, anni inizi Novecento.

Pezzoro (1859 - 1927)
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Pezzoro con 244 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento VIII di Bovegno, circondario I di Brescia, provincia di Brescia. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 168 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 195 (Censimento 1871); abitanti 248 (Censimento 1881); abitanti 239 (Censimento 1901); abitanti 219 (Censimento 1911); abitanti 241 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Brescia della provincia di Brescia. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Nel 1927 il comune di Pezzoro venne aggregato al comune di Tavernole Cimmo, attualmente denominato Tavernole sul Mella (R.D. 17 novembre 1927, n. 2275).[A cura di Caterina Antonioni ]. (http://www.lombardiabeniculturali.it)


Pezzoro. Primo Novecento.


Pezzoro. Primo Novecento.

Parrocchia di San Michele arcangelo (sec. XVI - [1989]) in Pezzoro
Parrocchia della diocesi di Brescia. Il Catalogo queriniano del 1532, prezioso elenco del clero bresciano, attesta la chiesa parrocchiale di Pezzoro sotto il titolo di San Michele e la inserisce "in quadra valis Trumpie" indicandone Agostino "de Gandino" in qualità di rettore e attribuendole il valore di 20 ducati (Guerrini 1925, p. 46-47). Si possiedono le nomine dei rettori-parroci dal 1560 fino al 1984 (ACVBs, Atti parrocchiali, Pezzoro). Nel 1703, durante la visita pastorale del vescovo Marco Dolfin alla diocesi di Brescia, nella chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo si trovavano gli altari maggiore e del Santissimo Rosario; vi erano inoltre erette le scuole del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario (Visita Dolfin, 72, Val Trompia, ff. 264r-265r). Il numero delle anime era di 130 (Faino 1658, p. 306). Già inserita nel vicariato di Pezzaze, nella vicaria di Tavernole e successivamente in quella di Bovegno tra il XIX e il XX secolo (ACVBs, Atti parrocchiali, Pezzoro), in seguito alla promulgazione del "Direttorio diocesano per le zone pastorali", riguardante la revisione territoriale della diocesi e attuato nel 1989 con decreto vescovile (decreto 14 aprile 1989), la parrocchia di San Michele arcangelo di Pezzoro è stata attribuita alla zona pastorale XX - Alta Val Trompia. (A cura di Elena Mazzetti).
Regione Lombardia - Università degli Studi di Pavia. Lombardia Beni culturali. http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/toponimi .

Pezzoro nelle pagine di questo sito, qualche riferimento:
http://www.piardi.org/persone/p33.htm - Assunta Piardi CONTRINI
http://www.piardi.org/persone/p68.htm - Assunta Piardi CONTRINI
http://www.piardi.org/persone/p16a.htm - Bono Piardi in atti del 1567
http://www.piardi.org/luoghi/pezzaze.htm - PEZZAZE

Pezzoro - Parrocchia: fede e sport, un solido e concreto legame.
La solidarietà dello Sci Club ha permesso la ristrutturazione della macchina dei Tridui ***. Pronto un progetto per la canonica.

Un fatto che probabilmente non ha riscontri altrove, un legame ormai decennale tra uno sci-club e la sua parrocchia con risultati straordinari : succede a Pezzoro, antico borgo valtrumplino, grumo di case arroccato attorno alla sua Chiesa sotto le pendici del Gölem. Vanta illustre passato: uno dei più antichi “statuti“ in Valtrompia , del 1576, è il suo: ordini e regole che scandivano la vita e l’economia fatta di pascoli ed alpeggi, del piccolo comune, tale fino al 1927 quando venne aggregato a Tavernole.

Nell’anteguerra era luogo amato dagli appassionati di sci: attorno al rifugio in Pontogna realizzato dal CAI (Club Alpino Italiano) di Gardone VT, crebbe la fama del mitico “Discesù”, la vertiginosa libera dalla vetta del Redentore. Salivano lassù a piedi i più grandi sciatori del tempo: con loro i “Galìna” di Pezzoro Contrini Umberto, Vittorio, Aldo istruttore di Casa Savoia, compagni di Zeno Colò nella “pattuglia veloce”, gli azzurri del tempo.
Poi nel dopoguerra lo spopolamento continuo: ora vi risiedono normalmente meno di un centinaio di persone.
Chi è sceso al basso però ritorna per le ferie e le feste, foresti amanti della quiete vi hanno costruito casa.

Per tutti catalizzatore è diventato il glorioso Sci-Club Pezzoro che col presidente Aldo Contrini ed i suoi collaboratori tiene insieme oltre trecento iscritti, tre volte gli abitanti del paese.
Le ferie d’agosto da un decennio sono diventate occasione per un mese di eventi da loro organizzati ed alla fine si offre il ricavato alla Parrocchia. Così la chiesetta dedicata a S. Michele è tornata a risplendere: il tetto, la statua lignea della Madonna del Rosario, la Pala di" S. Michele Arcangelo (splendida tela firmata da Francesco Giugno,eseguita tra il 1610 ed il 1620), la teletta di S.Carlo, per la bella "Pietà coi Santi Antonio Abate e da Padova" attribuita a Domenico Voltolini, le stazioni ottocentesche della "Via Crucis", il magnifico stendardo datato 1620 che raffigura da una parte S. Michele e dall'altro la" Madonna con bambino tra i santi Domenico e Caterina" ed i Misteri del Rosario. Assieme è stata recuperata dal solaio dove giaceva dimenticata e poi restaurata con paziente lavoro di anni la “macchina dei tridui”, un tempo vanto di tante chiese ed ora ammirabile solo a Pezzoro. Al ferragosto,quando si celebrano i sacri Tridui ed il patrono, appare come per incanto là sopra l’altar maggiore, fantastico addobbo in legno, montato pezzo per pezzo come un “puzzle”, che lo incornicia fino su al soffitto coprendo la vista di tutta l'abside Il sagrestano impiegava un'ora per accendere le decine di candele che illuminavano quel trionfo di colori rosso e blu, giallo oro ,argento, cangianti nel gioco di luci delle fiammelle , più numerose lassù al centro dove brilla l'aureo ostensorio, per l'adorazione dei fedeli. L’ultima esposizione completa risaliva ai tempi di don Rino Plebani, parroco dal 41 ai primi anni 50.

Tutto sotto la spinta dello sci-club, coi suoi parroci Don Mario Piccinelli, Don Ezio Bosetti e l’attuale don Giancarlo Pasotti
Ed ora una nuova “sfida”: la completa ristrutturazione ad uso residenza per vacanze ed altro della canonica che già in recente passato offriva una trentina di posti letto agli “scout”. Il progetto è pronto: parzialmente verrà finanziato dalla vendita di un fabbricato (ex forneria Ferraglio) della Parrocchia. Al resto si penserà.

[A cura di Edmondo Bertussi da Marcheno in Valtrompia. (La Voce del popolo. Brescia, 14 novembre 2008. Paesi e parrocchie di Valtrompia)].
***. Per la tradizione del Triduo, i “Tridui”, nel bresciano e tra i Piardi,
vedi 4.1 CELEBRAZIONE TRIDUO IN SUFFRAGIO DEI DEFUNTI.


1864. PEZZORO in Val Trompia: luogo di una delle tante proprietà degli otto fratelli Piardi figli del defunto Andrea da Pezzaze (1799) del fu Andrea.

I molti fratelli Piardi, eredi di Andrea "Catanì" [(Pezzaze, 1799 - Gussago, 1854), figlio del fu Andrea da Pezzaze, 1767], in quest'anno, sono ancora titolari e comproprietari di un bosco in Pezzoro. Infatti, lo danno in garanzia del debito che mantengono verso la loro madre, Elisa Ogna, vedova di Andrea Piardi da 10 anni. << Bosco detto Gratugi, posto nel Comune di Pezzoro fra i confini a mattina sera e monte Comune di Pezzoro, a mezzodì Ferraglio, in Mappa al N. 684. seicento ottantaquattro di Pert.e Cens.e 8,73 pari ad are 87,30 Rend.a £. 4:63 >>.


PEZZORO in Val Trompia: 1900 - 2000. La famiglia Montini, il Monte Guglielmo ed il monumento al Redentore.

E' contigua terra dei Piardi di Pezzaze e luogo d’origine di antiche famiglie (Contrini, Ferraglio) imparentate con essi.
Giovanni Battista Montini (Concesio in Val Trompia, 26 settembre 1897- Roma, 6 agosto 1978) frequentò piccolissimo, sin dalla fine dell'Ottocento e per molti anni, le montagne di Pezzoro. Ritornò in Alta Val Trompia, per l'ultima volta, il 15 d'agosto 1959 compiendo, da cardinale Arcivescovo di Milano, visita ai minatori della Valle, ricordando le volte che accompagnato dal padre, Giorgio, e qualche volta anche dalla nonna, Francesca, salì a piedi, con i fratelli (Lodovico e Francesco), la montagna che conduce a Pezzoro e da qui, "Antica stazione climatica alpina", ancora più su fin alla sommità del Monte Guglielmo, ove si erge l'antico manufatto del 1902 dedicato al Redentore, voluto dall'avvocato e giornalista Giorgio Montini quale monumento lombardo a Cristo Redentore; (... alla fine dell'Ottocento lo strano fervore che corre tra i popoli al concludersi di ogni secolo spinse i cattolici ad elevare un monumento a Cristo Redentore su diciannove vette delle montagne italiane. Diciannove erano, infatti, i secoli trascorsi sotto la fede in Gesù Cristo, di essi doveva rimanere un segno su tutta la penisola, questo si diceva tra i cattolici ferventi; tra le montagne lombarde la scelta cadde sul monte Guglielmo. Brescia affidò a Giorgio Montini l'onore di cimentarsi nell'assai ardua impresa. Il giovane avvocato era una delle personalità di spicco fra i cattolici bresciani. Il monumento avrebbe dovuto essere pronto per la fine del secolo XIX ed invece, terminato nell'estate del 1901 dopo alcune difficoltà tecniche, venne inaugurato il 24 agosto 1902.


Pezzoro. Ludovico, Giambattista e Francesco Montini.1902

<<...fu un giorno memorabile in casa Montini. Battista e Lodovico, in compagnia della nonna e del padre salirono sulla vetta del Guglielmo, mescolati alla folla che percorreva i sentieri verso Castel Bertino. La mamma dei bambini, Giuditta Alghisi da Verolavecchia, era rimasta a Concesio con Francesco, di appena due anni. Nella lunga salita quando era stanco Battista veniva caricato sulle spalle vigorose di Giacinto Contrini che lo portava per lunghi tratti. Battista (Giovan Battista Montini) tra la folla arrivata numerosa, circa diecimila persone, per vedere la cappella e la grande croce in ferro, guardò con stupore la grande corona alpina, i paesini disseminati  nella valle, l'azzurro immenso del lago (d'Iseo) e del cielo. Quei luoghi, quei colori, restarono nel suo cuore, sempre, forti intensi come tutti i ricordi dell'infanzia. (...) >>. (Rosaria Poinelli. La montagna del Papa. Settembre 1998. Tipogr. Ellemoduli, Sarezzo - BS).
Lodovico e Giovanni Battista Montini assistettero alla S. Messa ed alla cerimonia inaugurale nella loro veste di chierichetti.
La famiglia dei Montini trovava in Pezzoro porte aperte alloggiando all'albergo di Emanuele Dancelli, così accadde per molte stagioni. In quegli anni correva voce che a Pezzoro si fosse trovato l'elisir di lunga vita, che l'aria sana e balsamica della Valle Trompia regalasse una salute di ferro ai suoi abitanti. Molti erano gli ottuagenari, senza problemi particolari lasciando così in pace il medico condotto che viveva nella sua casa di Lavone di Pezzaze. Nel 1849, in una monografia compilata da uno studioso bresciano, il prof. Gallia da Marmentino, si leggeva che Pezzoro era "paese dove manco si muore".
Il manufatto, tempio dedicato al Redentore, è stato successivamente risistemato nell'estate del 1966 in omaggio a Giovanni Battista Montini - papa Paolo VI (dal 1963) ed abbellito, nel 1998, con la statua raffigurante il papa bresciano e nei primi anni 2000 con alcuni affreschi arricchenti la facciata.
((Piera Gallia da Marmentino sposata a Faustino Bortolo Piardi (andati poi a dimorare in Val Susa di Torino) è dalla stessa famiglia marmentinese di Val Trompia del menzionato noto studioso bresciano. http://www.piardi.org/persone/p26.htm )).


I Piardi a PEZZORO nel tempo; le famiglie di Pezzoro con le quali s’imparentano
(Cronologia degli accadimenti)

Alla fine del Quattrocento (Secolo XV) gli abitanti, detti pezzoresi, sono 280.
1548 - 1567
BONO PIARDI: figlio di Bartolomeo da Stravignino, vende alla comunità di Pezzaze un bosco nel territorio di Pezzoro (Pesoro), in contrada del Corno de Muradelli, Val Cava, a Lesio, ricavandovi 42,10 lire al piò, dell'estensione di un piò e mezzo. Ciò risulta da un rogito a firma del notaio Valerio Bontachi (Bontachio) del 16 febbraio 1567. Ancor prima, mese di marzo del 1548, la Comunità di Pezzaze avendo, da tempo, comperato da Bono Piardi un bosco in contrada del Corno dè Muradelli ("tener di Pesoro") oggi ... lo paga debitamente. Da atti di Valerio Bontachi (Bontachio) notaio in Pezzaze. [Oggi, il cognome è Bontacchio]
Ovvero:
“1547. Ragioni di novembre. Compra da Bono Piardi in g.a di Valcava. Il Comune ha comprato da Bono Piardi un Bosco in Contrada de Muradelli, Tener di Pesoro, citasi istromento rogatone Valerio Bontacchio. Ora il Comune accredita al Massaro lire 10 porzione di prezzo, e nel mese di marzo del 1548 si accreditano a detto Piardi altre lire 45 per compito pagamento. Libro Ragioni D. C. 240 Colonna 2 Capoverso 6, 4 e ad altre carte 243 colonna 2 § 1”.
“Compra in contrada di Lesio”. “1567, 16 febbraio: Bono Piardi: figlio di Bartolomeo da Stravignino, vende alla comunità di Pezzaze un bosco nel territorio di Pezzoro (Pesoro), in contrada del Corno de Muradelli, Val Cava, a Lesio, ricavandovi 42,10 lire al piò, (…). [Annali di Pezzaze].
Faustino Secondo Viotti (1916) da Pezzaze in val Trompia, dopo aver letto dell’atto di compravendita del 1567, dice:
<< “Credo si tratti di un cortile con caseggiato (löc, ü lögatì che ghè fò sota ‘l cimitero dè Pezor, i ga disìa le Quèle), me pader, ‘l l’arà sintìt cüntà a po’ a lü, ‘l ma disìa chè ghera sö a Pezor ü löc chi ciamaa Quèle. …”. Come ho avuto modo di raccontare già, a proposito di quei tre fratelli Piardi che vivevano su al Monte di Mondaro di Pezzaze … che si cambiavano le sgalmere (tipici zoccoli da lavoro aventi suola di legno e con alta tomaia) con le scarpe quando scendevano in paese, soprattutto per la messa della domenica mattina …, se, prope lur, i a fat scomèsa na olta chè lur i ghia sö ‘l traidal, sö a la stala, al mut, (traidal = il legno che percorre l’intera mangiatoia in forma di terzera ove si legano i bovini alla greppia) chè l’ia lonc tacc meter … so mia, sic o des meter, mentre gli altri antagonisti sostenevano che fosse di misura diversa, più lungo; non remissivi, i Piardi, scommettono la loro proprietà: ‘l löc sö al mut. Per timore che fosse veramente più lungo della misura oggetto della scommessa, durante la notte salgono di nascosto alla stalla e segano una parte del ‘traidal’, camuffando i segni del recente taglio in modo che all’indomani, durante la verifica della misura tra i contendenti non risultasse più lungo di tanto …”. (Secondo Viotti, Pezzaze 9 febbraio 1999) >>. (Da “I PIARDI”, volume 2° - anno 2000)
1579
MAFE': e Mafé de Pesór. Di questo nome, poi attribuito ad un ramo della famiglia Piardi di Pezzaze, ancora noto ed in uso nel bresciano per contraddistinguere quale ramo della famiglia Piardi, vi è traccia in un manoscritto dal 1579. Trattasi di "Lo Statuto di Pezzoro" relativo ai secoli XV-XVI (1400/1500), Capitolo 85 e 112 dello "Statutino".<<’l cör grant dei Mafé l’era indefinibile, anzi irripetibile>> (affermazione di Rita Ferraglio Bontacchio – novembre 1997).
1612
Di certo Geronimo Feraglio si occupano i Rettori di Brescia Pietro Barbarigo Podestà e Stefano Viario Capitano nelle lettere del 30 giugno 1612 dirette ai Capi del Consiglio dei Dieci in Venezia presso la Serenissima Repubblica.
1618
Pezzoro in Val Trompia e Gussago in Franciacorta. << Adì 14 Giugno 1618. Pietro figlio di Ms. Maffeo di Ferraglij de Pesoro et di Malgaritta sua mollie (...) fu battezato p. me Gio. Antonio Gardoni, fu Compare Ms. Giacomo di Zamboldi >>. ( Arch. Parr. S. Maria Assunta in Gussago).
Nel Seicento i pezzoresi sono 300.
1710
In un documento del 1710 riguardante una vertenza tra la Val Trompia e Brescia con Venezia, mentre Marmentino, Marcheno, Villa, Carcina e Sarezzo sono denominati comunelli, Pezzoro con Pezzaze, Lodrino, Collio e Bovegno è chiamato comune. (…). (Enciclopedia Bresciana a cura di Antonio Fappani)
1719
Nella chiesa parrocchiale l’altare della Addolorata o anche di Sant’Antonio venne eretto in seguito a testamento del 27 gennaio 1717 di Maria Contrini Bernardelli. Era già officiato il 21 ottobre del 1719 con una pala raffigurante la Deposizione e i Santi Antonio abate e Antonio di Padova. (…). (Enciclopedia Bs, opera citata)
Fine Settecento – fine Novecento (secolo XVIII – fine secolo XX). Alcuni accadimenti e fatti tra i Piardi e gli imparentati pezzoresi.
- Francesco Piardi sposo, da prima del 1887, di Giovanna Morzenti è della famiglia dei detti Pezor o Pezorì ed anche Pizorì. (Vedi capitolo I Piardi nati a Pezzaze – Registri dei Battesimi, 1887; in “I PIARDI”, volume cartaceo secondo, anno 2000).
- Tobia Ferraglio di Pezzoro, defunto al 1845, è padre di Maria andata in sposa ad Angelo Piardi dei Valì. (Vedi capitolo Piardi nati a Pezzaze – Registri dei Battesimi, 1845 e segg. ed anche 1854 in “I PIARDI” vol. 2, cartaceo, anno 2000).
- Pezzaze S. Apollonio. “Ferraglio Giovanni Tobia figlio di Arcangelo q. Tobia di Pezzoro, lavorante ai prati Monte Mondaro e di Angela di Gio. Bettino Galei di Fraine, giugali legitt. sposati 31 X.bre 1846 in Pezzoro (…)” viene battezzato in Pezzaze il 30 giugno 1850 da Don Antonio Piardi Parroco pro tempore. “Padrino: Gio. Gabrieli Moret q. Domenico e la levatrice Margarita Rissini vedova Domenico Gabrieli, non approvata.” Gli stessi coniugi battezzano i figli Domenico Ferraglio il 26 febbraio 1853 e Arcangelo figlio di Arcangelo di Pezzoro “affittuale del Prato Nosello al Monte di Mondaro” il 16 settembre 1855.
- Pezzaze. La suddetta Galei da Fraine (Pisogne), puerpera in Pezzaze l’anno 1850, 1853 e 1855, ora è Levatrice; infatti, si legge: “Angela Galei vedova Tobia Ferraglio è la levatrice quando il 21 aprile 1858 nasce Maria Domenica Viotti figlia di Angelo q. Giov. q. Ant.o e di Domenica di Paolo q. Giov. Bregoli Roc”; il ministro battezzante Don Antonio Piardi.
- La famiglia Ferraglio è parente per mezzo di Maddalena anche dei Piardi detti Catanì. (Vedi capitolo Piardi nati a Pezzaze – Registri dei battesimi, anno 1858 quando nasce Metilde Maria Piardi di Giuseppe).
- “Ferraglio Giovanni Francesco, figlio di Francesco e di Morzenti Maria, nato nel 1898, ottobre 5 – battezzato da Don Ghirardelli assistito dal padrino Gipponi Francesco (…)”, con annotazione successiva sul registro dei battesimi risulta che “sposò Piardi Maria di Giovanni (Mafè) il 5 novembre 1924”. [Reg. Batt. Parrocchia S. Apollonio. Pezzaze – 1898. (Ferraglio Giovanni del 1898 è il padre di RITA ARNALDINA giustamente menzionata nelle prime righe di questa pagina dedicata a Pezzoro, precisamente in calce alla foto della bella località montana)].
- “Cino” Francesco Ferraglio (fu Abramo del fu Giovanni e di Angela Piotti del fu Francesco) -vedovo di Maria Morzenti- sposa il 21 giugno 1925 a S. Faustino in Brescia Maria Maddalena Piardi figlia di Diodato o Desiderato (figlio di Giuseppe del 1824 e di Maddalena Ferraglio) e di Maria Gipponi (figlia di Carlo e fu Cattarina Piardi). “Cino” fu tenuto a battesimo da “Antonio Bontachio Turenì” figlio di Catterina Piardi. “Maria Maddalena Piardi nata a Pezzaze il 28 maggio 1881 ad ore 6 meridiane è battezzata il 29 maggio dal Parroco Stefano Bruni. Madrina è Cattarina Piardi figlia di Antonio Valì”. [Reg. Batt. P. S. Ap. P. , 1881 (e 14 marzo 1882 per pat. e maternità di Abramo alla nascita di Rachele)].
Per Maria Maddalena e Francesco coniugi vedi, meglio, capitolo Piardi nati a Pezzaze – Registri dei Battesimi, anno 1881 del volume II “I PIARDI”, edito in Pezzaze l’anno 2000, 4 di giugno.
A proposito di “Cino” suddetto, sentiamo il grande custode delle storie di Pezzaze, Angelo Secondo Viotti (1916) figlio di Angelo detto “Dize” (1861), il quale racconta: “Me, mè recorde, sere pesèn ! Quanta chè ma saìt chè ‘l tuia moeèr ‘n ga ciocàt le tole, come sa usaa coi vedof a quei tep”. (Testimonianza di A. Secondo Viotti – Pezzaze, 25 maggio 1999). Infatti, Rita Ferraglio, il 22 giugno 1999 in Pezzaze, ad una precisa domanda postale risponde: “Mia nonna paterna era Maria Morzenti; il nonno sposò poi, in seconde nozze, Maria Maddalena Piardi dei detti Late, dalla quale non ebbe figli. M. Maddalena è della famiglia dei noti fornai di Stravignino, quella del padre e dello zio di Ivan Piardi.

Per:
- Rita Ferraglio Bontacchio, figlia di Maria Piardi (1902), vedi http://www.piardi.org/persone/p23.htm
- Desiderato Piardi, figlio di Giuseppe degli antichi Cattanini “Catanì”, e dei suoi figli fornai e pizzicagnoli, Giuseppe e Giovan Maria; nonché per Ivan, figlio di Giuseppe, anche lui fornaio e commerciante in Pezzaze, vedi http://www.piardi.org/persone/p82.htm
- Giovan Maria, figlio di Desiderato http://www.piardi.org/persone/p55.htm
Più avanti negli accadimenti di questa cronologia, in corrispondenza dell’anno 1850, incontriamo la famiglia di Desiderato, anzi di suo padre Giuseppe (1824) - dell’antico ramo Piardi “Cattanini”, in dialetto “Catanì” - sposato a Maddalena Ferraglio da Pezzoro.
1807
CONTRINI: casato imparentato con i Piardi. (Vedi I Piardi – Vol. I, cartaceo edito l’anno 1998).
La casa di via San Carlo 5 in Pezzoro porta lo stemma dei Contrini. Nella chiesa parrocchiale della piccola comunità valtrumplina dirimpettaia di Pezzaze si trova la pietra tombale di Michele Contrini, teologo (1734 – 1807). [Stemmi e notizie di famiglie bresciane – Editore Zanetti – Vol. I].
I Contrini sono originari di Pezzoro Val Trompia, un tempo comune autonomo, confinante con Pezzaze. (Vedi alla voce Pezzoro – Vol. II “I PIARDI”, cartaceo, edito l’anno 2000).
Sono detti Contrini, anche Contrì, i Bernardelli abitanti in Pezzaze. (Reg. Bat. P. S. Ap. P. – 1810, 1826. (Vedi alla voce Pezzazole ed anche Pasettii, nonché Bernardelli. Volume I e II “I PIARDI”).
Angela Contrini è, nel 1868, sposa di “Ioan Bregoli vulgo Sachilì”. (Ibidem, 1868).
[Vedi anche capitolo I Piardi nati a Pezzaze – Registri dei Battesimi, anno 1911 quando nasce Faustina Caterina Bregoli. (Volume II “I PIARDI”)].
1812, 13 dicembre
Pezzaze. Buono figlio di Francesco Piardi tiene a battesimo Benedetto figlio di Francesco di Pietro Zilberti detto Rivolini e di Fiore Caffoni di Pezzoro.
1821, 5 giugno
Pezzaze. Gian Batta. q. Giacomo Piardi Focol è padrino di battesimo di Laura figlia di Pietro Anto. q. Marco Gabrieli Liuranghi e di Fiore Caffoni di Pezzoro.
1834, 24 maggio
Pezzaze. Metilde Benedetti moglie del Sig.r Andrea Piardi tiene a battesimo Elena Maria figlia di Giovanni di Gaetano Ferraglio di Pezzoro abitante in Pezzaze e di Maria del fu Antonio Balduchelli.
1835, 6 dicembre
Pezzaze. Giuseppe del fu Giambatta Piardi Catanì tiene a battesimo Giuditta figlia di Giovanni di Gaetano Ferraglio di Pezzoro e di Maria figlia del fu Antonio Balduchelli e di Antonia Mafina.
1837, 8 ottobre
Pezzaze. Domenica vedova del fu Bortolo Piardi Catanì è madrina di battesimo di Caterina figlia di Giambatta di Pietro del fu Giambatta Gabrieli Zampidri e di Giuseppe Danselli di Pezzoro.
1840, 28 febbraio.
Pezzaze. Giovanni Piardi q. Buono tiene a battesimo Ferraglio Maria Elisena figlia di Giovanni del fu Gaetano di Pezzoro domiciliato in Pezzaze e di Maria del fu Antonio Balduchelli.
1842
Pezzaze. Nella relazione “stato del clero” per l’anno 1842 a firma di Don Antonio Piardi parroco, inviata alla Curia vescovile di Brescia relativa alla sua parrocchia quale capo della Vicaria di Pezzaze, sono segnalati, quali presenti: Antonio Piardi parroco, Vicario Foraneo e Angelo Piardi Cappellano confessore.(A.V. Bs.). Pezzaze: Don Antonio Piardi relazione al Vescovo. In particolare invia l’elenco dei sacerdoti esistenti nella sua Vicaria (Parrocchia di: Pezzaze, Lavone, Tavernole, Cimmo e Pezzoro).
1845. 5 luglio
Pezzaze. Maria moglie di Giacomo Piardi Bonas tiene a battesimo Gabrieli Giambatta figlio di Giambattista di Pietro q. Giambatta detto Zampidri e di Giuseppa del fu Domenico Danselli di Pezzoro.
1844
Pezzoro. Chiesa parrocchiale. Gli scranni del presbiterio sono opera del pezzorese Domenico Feraglio, eseguiti probabilmente negli anni 1841 – 1842; la bussola e i confessionali vennero costruiti nel 1844 da Bernardino Ferrari mentre la cattedra è opera del falegname Piardi, detto Canzonetta, di Mondaro di Pezzaze. (…).
1845
Lì 7 maggio 1845. Piardi Francesco figlio di Angelo q. Francesco detto Valì e di Maria del fu Tobia Ferraglio di Pezzoro nato ieri alle ore ital. 18 pomerid.: avendo avuto l’acqua in casa ob periculum, oggi fu ribattezzato sub conditione, e suplite le cerimonie: fu padrino Antonio di Michele Contrini di Pezzoro.
1846, 7 luglio
Pezzaze. La Sig.ra Teresa Calabria vedova q. Giammaria Piardi è madrina di battesimo di Glisenti Giuseppe figlio di Giambatta del fu Angelo e di Camilla Contrini di Pezzoro.
1847
Il 24 ottobre 1847. Piardi Bartolommea Domenica figlia di Angelo del fu Francesco detto Valì, e di Maria del fu Tobia Ferraglio di Pezzoro coniugi legittimi, nata oggi alle ore otto merid.: fu padrino Luigi q. Buono Piardi Zilià.
1849
Alcuni pezzoresi fra i quali Antonio Contrini e Bernardo Badilini parteciparono alle note 10 Giornate di Brescia nel XIX secolo. (…).
1850
Lo storico Cominazzi negli anni attorno al 1850 rilevava che Pezzoro rimaneva “come una repubblica a sé stante, tanto che la caccia si esercitava anche quando le armi erano proibite severamente dalla legga marziale”. Quanto alla caccia, succeduto al governo austriaco quello nazionale tutti i valtrumplini, sottolinea ancora il Cominazzi, accolsero con patriottismo ed entusiasmo le leggi del nuovo governo, meno quella che interdiceva la caccia coi trabocchetti e per primi quelli di Pezzoro si rivolsero al competente Ministero invocando un’eccezione e l’ottennero con dispaccio del Ministero Agricoltura Industria e Commercio in data 15 ottobre 1861 n. 12.326 tale privilegio fu poi esteso a tutta la valle, a partire da Pezzaze, nell’anno 1865.
1850. DESIDERATO PIARDI: Pezzaze 1850 – 1920 di Giuseppe del 1824, è fratello di Annibale.
Desiderato detto Lato, da qui Late, soprannome della famiglia, sposa Maria Gipponi (1852 – 1916) ed ha diversi figli tra cui Giuseppe (1893 – 1967) e Giovan Maria (1888 – 1959).
Desiderato Maria nasce in Casarge il 7 dicembre 1850 e viene battezzato in Pezzoro quale figlio di Giuseppe del fu Bortolo Catanì e di Maddalena Ferraglio. (Vedi volume primo, cartaceo, “I PIARDI”” - Capitolo I Piardi nati a Pezzaze – Registri dei Battesimi, 1850 e successivi anni). Per i suoi figli vedi stesso capitolo, anno 1878 e seguenti, 1883).
Ecco il Foglio di famiglia a Capo della quale vi è Giuseppe, padre di Desiderato.
FOGLIO di FAMIGLIA n. 77 per la casa di Tese di Stravignino n. 159; redatto nel 1875 (quando molti figli e figlie sono da tempo andati sposi), aggiornato sino al 1880:

1. PIARDI GIUSEPPE di Bortolo e Bregoli Domenica. M. Capo Famiglia. Agricoltore. Pezzaze 28 ottobre 1824. Coniugato con Ferraglio Maddalena.
2. FERRAGLIO MADDALENA di Francesco e Luchi Felicita. F. Moglie. Agricoltore. Torbole 27 gennaio 1826. Coniugata con Piardi Giuseppe.
3. PIARDI DESIDERATO MARIA di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. M. Figlio. Agricoltore. Pezzoro 8 dicembre 1850. Celibe. Coniugato il 22 aprile 1878 con Gipponi Maria.
4. PIARDI EMILIA di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. F. Figlia. Agricoltore. Pezzoro 23 giugno 1852. Celibe. Coniugata il 5 febbraio 1879 con Facchini Giacomo.
5. PIARDI ANNIBALE di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. M. Figlio. Agricoltore. Pezzoro 20 aprile 1857. Celibe..
6. PIARDI METILDE di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. F. Figlia. Agricoltore. Pezzaze 16 dicembre 1859. Celibe. Morta 4 marzo 1879.
7. PIARDI GIUSEPPE di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. M. Figlio. Agricoltore. Pezzaze 5 giugno 1863. Celibe.
8. PIARDI MARIA AURELIA di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. F. Figlia. Agricoltore. Pezzaze 23 maggio 1865. Celibe.
9. GIPPONI MARIA di Carlo e Piardi Caterina. F. Nuora. Agricoltore. Pezzaze 16 dicembre 1852. Coniugata con Piardi Desiderato. (Levata dal Foglio 21 di questo Registro dei Fogli di Famiglia).
10. PIARDI SERAFINA MARIA di Desiderato Maria e Gipponi Maria. F. Profiglia. Agricoltore. Pezzaze 5 maggio 1878. Celibe.
11. PIARDI BORTOLO GIUSEPPE di Desiderato Maria e Gipponi Maria. M. Profiglio. Agricoltore. Pezzaze 21 dicembre 1879. Morto 6 marzo 1880.
[NDR.: Per Annibale Piardi di questo Foglio (al punto n. 5) vedi anche Vol. I “I PIARDI” – alla voce Cega Pirle. Vedi pure ‘Late’ (da Desiderato = in gergo dialettale, l’ Ato = al plurale, i Late). Sono, in ogni caso, dell’antico ceppo Catanì o Cattani, Cattanini o Cattanì].
I succitati figli di Desiderato: Giovanni Maria e Giuseppe, mancano nell’ambito del suddetto Foglio di F. debbono, infatti, ancora venire al mondo… dovendo attendere l’anno 1888 e l’anno 1893.
1850
Il 7 dicembre 1850. “Piardi Desiderato Maria figlio di Giuseppe q. Bortolo Catanì e di Ferraglio Maddilena di Pezzoro, coniugi legittimi, nato in Casarge, battezzato a Pezzoro il 7 detto, padrino Giammaria Piardi fratello del padre”.
1857
PIARDI ANNIBALE di Giuseppe e di fu Ferraglio Maddalena. Capo famiglia. Carrettiere. Nasce a Pezzoro 20 aprile 1857. Detto CEGA PIRLE. Coniugato con PIARDI MARIA di Giacomo e di Bontacchio Aurelia. Moglie. Casalinga. Pezzaze 2 luglio 1864.
1873, 15 febbraio
Gussago. Elisa Ogna vedova di Andrea Piardi Catanì da Pezzaze ottiene dai figli l’accensione di ipoteca a suo favore su alcuni dei fondi di proprietà dei figli medesimi siti in Pezzaze e Pezzoro.
1874
Un Dancelli da Pezzoro padrino di una Balduchelli – Piardi.
23 gennaio 1874. Balduchelli Felicita Maddalena di Antonio e di Giuseppina Piardi coniugi qui maritati il ___ agosto 1872 nata il 19 gennaio 1874 alle 3 pomeridiane ed oggi battezzata. Il padrino fu Antonio Dancelli di Pezzoro rappresentato da Domenica Contrini sua nipote. La levatrice fu Margaritta Gabrieli qui in condotta. Testimonio Pietro Gabrieli sacristano. In fede Bruni parroco. [Vedasi, più avanti, in questa cronologia lo specifico Foglio di famiglia n. 11, redatto l’anno 1875 in Pezzaze]
1874
31 agosto 1874. Piardi Serafina di Giuseppe e Maddalena Ferraglio coniugi maritati a Pezzoro il ___, nata il 30 agosto alle ore 10 antimeridiane le venne data l’acqua battesimale dalla levatrice Margaritta Gabrieli per pericolo, fu portata alla chiesa per le cerimonie battesimali il 31 agosto 1874. Il padrino fu Francesco Viotti quondam Pietro. La levatrice fu la sunominata. Testimonio Pietro Gabrieli sacristano. Bruni Parroco in fede. Morta il 17 marzo 1875. [Questa Serafina avrà una sorella omonima, nel 1878; come risulta dal Foglio di famiglia n. 77, sopra riportato].
1875
Antonio Dancelli da Pezzoro, ancora padrino di un Piardi.
<< Nato il 1875 febbraio 17 alle ore 5 antimeridiane e battezzato il 19 detto. Giacomo Giubileo. Legittimo. Figlio di Facchini Rosa fu Battista e di Giovanni Piardi di Giacomo Bonas vulgo della Santa. Coniugi maritati in questa Parocchia. Cattolici ambi possidenti. Padrino: Antonio Dancelli di Pezzoro. Testimoni: Pietro Gabrieli sacristano, levatrice Margaritta Gabrieli come sopra>>.
1875
> MONDARO di Pezzaze. Foglio di famiglia n. 81 – redatto nel 1875 per la casa di via Mondaro n. 80:
1. BREGOLI GIOVANNI di Bortolo e Piardi Giacomina. M. Capo Famiglia. Possidente. Pezzaze 10 aprile 1821. Coniugato con Contrini Angela (da Pezzoro).
2. CONTRINI ANGELA di Giuseppe e Ferraglio Giacomina. F. Moglie. Contadina. Nata a Pezzoro, 1836. Coniugata con Bregoli Giovanni.
3. BREGOLI GIOVANNI di Giovanni e Balduchelli Maria. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 2 giugno 1843. Celibe.
4. BREGOLI BORTOLO di Giovanni e Balduchelli Maria. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 13 dicembre 1846. Celibe.
5. BREGOLI GIUSEPPE di Giovanni e Balduchelli Maria. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 24 giugno 1854. Celibe.
6. BREGOLI GIACOMINA di Giovanni e Contrini Angela. F. Figlia. Contadina. Pezzaze 6 settembre 1869. Celibe.
7. PIARDI CAROLINA di Andrea e Ferraglio Giuditta. F. Nuora. Contadina. Pezzaze 29 luglio 1858. Coniugata con Bregoli Giuseppe.
8. BREGOLI MARIA di Giuseppe e Piardi Carolina. F. Nipote. ____. Pezzaze 22 luglio 1882.
9. DELFILI DORALICE. Esposta. F. Nuora.
10. BREGOLI BORTOLO di Bortolo e Delfili Dorotea (?). M. _____. Pezzaze 7 luglio 1888.
11. BREGOLI VIRGINIA di Giuseppe e Piardi Carolina. F. Nipote. ________ gennaio 1889.

> 1875. Foglio di famiglia n. 81 per la casa di via Mondaro n. 81:
1. BREGOLI ANTONIO di Andrea e Piardi Bartolomea. M. Capo Famiglia. Contadino. Pezzaze. 12 giugno 1842. Coniugato con Glisenti Caterina.
2. GLISENTI CATERINA di Battista e Ferraglio Giuditta. F. Moglie. Contadina. Nata a Pezzoro 17 settembre 1844. Coniugata con Bregoli Antonio.
3. BREGOLI MARIA BARTOLOMEA di Antonio e Glisenti Caterina. F. Figlia. Contadina. Pezzaze 3 novembre 1865. Celibe.
4. BREGOLI ANTONIO di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 15 giugno 1868. Celibe.
5. BREGOLI GIOVANNI ANDREA di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 7 maggio 1871. Celibe.
6. BREGOLI ANGELO di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 1 giugno 1874.
7. BREGOLI ANDREA di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 7 giugno 1877. Celibe. Morto 13 aprile 1882.
8. BREGOLI GIOVANNI BATTISTA di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. __. Pezzaze 1 aprile 1880.
9. BREGOLI ENRICO di Antonio e Glisenti Caterina. M. Figlio. __. Pezzaze 18 maggio 1883.
10. BREGOLI GIUDITTA di Antonio e Glisenti Caterina. F. Figlia. __. Pezzaze 2 dicembre 1885.

Foglio di famiglia n. 11 per la casa di via Stravignino n.16:
1. BALDUCHELLI ANTONIO di Appolonio e Viotti Annunciata. M. Capo Famiglia. Contadino. 3 settembre 1841. Coniugato con Piardi Giuseppa.
2. PIARDI GIUSEPPA di Giuseppe e Ferraglio Maddalena. F. Moglie. Contadina. Pezzoro 5 giugno 1847. Coniugata con Antonio Balduchelli.
3. BALDUCHELLI FELICITA MADDALENA di Antonio e Piardi Giuseppa. F. Figlia. Contadina. Pezzaze 19 gennaio 1874. Celibe. Morta 2 marzo 1875.
4. BALDUCHELLI GIUSEPPE APOLLONIO di Antonio e Piardi Giuseppa. M. Figlio. Contadino. Pezzaze 2 febbraio 1877. Celibe.
5. BALDUCHELLI ANNUNCIATA di Antonio e Piardi Giuseppa. F. Figlia. Contadina. Pezzaze 28 gennaio 1879. Morta 31 gennaio 1879.
6. BALDUCHELLI GIUSEPPA di Antonio e Piardi Giuseppa. F. Figlia. Contadina. Pezzaze 28 gennaio 1879. Celibe. Morta 31 gennaio 1879.

1887 – 1962
FERRAGLIO: nel bresciano è nota la figura di Pietro Ferraglio (Gardone V.T. 27 gennaio 1887 – 23 maggio 1962). Figlio di Luigi e di Domenica Bordogni. Meccanico. Attivo socialista. Dopo il licenziamento dall’azienda emigrò in Francia dove visse sorvegliato dalla polizia politica italiana nel periodo dittatoriale. (…). (Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani).
Dei Ferraglio è il bellissimo stemma posto in Pezzoro sulla casa al numero 25 di via S. Carlo. (Stemmi e notizie di famiglie bresciane – Vol. II – pag. 83 – Zanetti Editore). [Vedi, meglio, il testo posto sotto il titolo Pezzoro, al piede della foto panoramica].
Come si è potuto leggere, FERRAGLIO è un antico casato di Pezzoro, imparentato con i Piardi. Questa nota famiglia pezzorese è andata imparentandosi anche con molti altri casati di Pezzaze tra cui gli Zilberti, i Bregoli, i Balduchelli, i Maffina, i Facchini, i Bontacchio e i Piasenti.
1891, 20 aprile
Pezzaze. Riunione del Consiglio Comunale: presiede Giovanni Piardi f.f. Sindaco. Viene aumentato lo stipendio al Segretario comunale in carica. Sono decisi ‘restauri da eseguirsi per la strada comunale per Pezzoro’.
1896
CECILIA SERIA PIARDI: Pezzaze, 9 settembre 1896 – 2 febbraio 1975. Figlia di Giovan Battista e di Bregoli Maria Annunciata, il 10 settembre “… è battezzata da Bertoni Don Orazio assistito dal padrino Colussi Bortolo fu Angelo di Pezzoro”. [Dal registro dei Battesimi dell’anno 1896, il dì 10 settembre e l’anno 1892. Reg. Bat. Parr. Sant’Apollonio Pezzaze]. Cecilia Seria, il 5 novembre 1914 , va in sposa a Giov. Giuseppe Bregoli (1892 – 1946) figlio di Giov. Battista e di Bontacchio Domenica, dei Frinciai e gli dà sette figli. Uno dei figli: Giuseppe, viene ordinato sacerdote della Chiesa cattolica.
Vedi http://www.piardi.org/persone/p67.htm Don Giuseppe Bregoli figlio di Cecilia Seria Piardi
1911
Pezzaze. <<Faustina Caterina Bregoli. Legit. Figlia di Bettino e di Maria Piardi. Nasce l’anno 1911 - Dicembre 3 – hora 10 ant. – Mazzelli Cecilia – Battezzata il 7 Dicembre 1911. Don Umberto Sigolini. Padrino: Bregoli Giovanni. Don Umberto Sigolini Parroco. L’8 luglio 1949 sposò Contrini Abele da Pezzoro.
1927
Viene operata l’aggregazione di alcuni comuni della valle Trompia. Brozzo va con Marcheno. Il comune di Tavernole Cimmo si aggrega i comuni di Marmentino e di Pezzoro e prende il nome di Tavernole del Mella. Irma va con Bovegno. Inzino e Magno entrano a far parte del comune di Gardone.
1929
ASSUNTA PIARDI di Giovanni “Quarantì” da Pezzaze e di Caterina Bernardelli. Nasce a Pezzaze nel 1929. Sposa Walter Contrini da Pezzoro ed ha tre figlie. Assunta muore a Pezzoro, di anni 74, il 10 agosto 2003.
1960
Nel 1949 veniva approvato il progetto della strada da Ponte Frera a Pline ma solo nel 1960 Pezzoro veniva collegato al fondo valle con una carrozzabile. (…) (Enciclopedia Bresciana a cura di Antonio Fappani)
1993. I Pezzoresi alle falde del Monte Guglielmo (m. 1949 slm) sono solamente 93.
2003. Pezzoro. Muore Assunta Piardi vedova Contrini.


Ora proponiamo una brevissima carrellata di avvenimenti e fatti di vita tra i pezzoresi.
PEZZORO: Pèsòr. Località del bresciano in Valle Trompia. Confinante con Pezzaze patria di origine dei Piardi.
Piccola borgata, adagiata sul versante del monte Guglielmo, nella conca formata da due ramificazioni dello stesso che la proteggono, da venti e correnti d’aria, in fondo ad una valletta minore. Pezzoro è a sud ovest di Pezzaze e a nord est di Tavernole e si trova a 870 m. s.l.m. E’ a 36 chilometri da Brescia. (…)
Qualcuno, tra cui l’Omobono Piotti, studioso di valle Trompia, ha fatto derivare il nome dal latino “Pesauri”, cioè piede d’oro, per l’esistenza in luogo di vene aurifere che sarebbero state sfruttate da isolati minatori fino alla metà del 1800. Più accettata la derivazione dal latino “Piceus” nel plurale “pescia” per pianta di pino o di abete come Pezzaze, Pezzeda, Pezzo, ecc.
Agli abitanti venne dato il nomignolo dialettale di “tor”, i tori, probabilmente per la loro forza fisica e anche “litigancc” per i continui interventi di contestazioni. (…)
Abitanti: pezzoresi – 280 alla fine del 1400, 300 all’inizio del 1600, 230 nel 1850, 98 nel 1993. I cognomi sono quasi esclusivamente quelli dei: Dancelli, Contrini, Ferraglio, Mondinelli. (…).
Dopo una prima collocazione dell’abitato, in tempi antichi, probabilmente l’esposizione a correnti fredde o a causa di qualche frana, dovette convincere la popolazione a trasferirsi nel luogo più soleggiato e ampio, dove oggi sorge il paese.
La dedicazione a San Michele Arcangelo della chiesa del luogo e il culto di San Giorgio potrebbero indicare una presenza longobarda. (…).
Non è possibile sapere quando si sia costituito il vecchio comune di Pezzoro. La località è accennata riguardo ai suoi confini negli Statuti di Pezzoro del 1318, mentre negli Statuti di Cimmo e Tavernole del 1372 si parla espressamente dell’intervento di Pezzoro nella riattivazione della strada pubblica sul territorio di Cimmo e Tavernole, mentre si concede invece agli abitanti “in villa dè Pesoro” di macinare cereali e legumi nel proprio mulino.
Tuttavia Pezzoro non è nominato fra i comuni Valtrumplini nell’estimo del 1385 voluto da Gian Galeazzo Visconti, nel 1408 nel codice malatestiano e nemmeno nel 1429. (…).
In effetti intorno al 1440 Pezzoro aveva già compilati i suoi Statuti o uno Statutino. (…). Lo Statuto venne compilato intorno al 1440 da quattro seniori o domini: Pasino Marinelli, Domenico Feraglio, Pecino Mondini e Giovanni Raineri, con l’aiuto del notaio Martino quondam Tura dè Butüs (Bonaventura Buscio o Buccio) di Bovegno, che ne scrisse il testo latino, e promulgato nel gennaio 1442 dai sette capi – famiglia: Pasino di Domenico Feraglio, Giovanni q. Giovannino Raineri, Pecino q. Fadino Marinelli, Giovanni q. Pecino Mondini, Fadino Raineri, Giovannino e Comino Dancelli. (…) L’antico testo latino dello Statuto non è giunto fino a noi, ma soltanto la versione in volgare fatta nell’anno 1579 dal notaio Valerio q. Santino Bontacchio di Pezzaze, cancelliere o segretario del comune di Pezzoro già dal 1539, quando era appena diciassettenne, poiché nella nota conclusiva del Codice egli afferma che nel 1579 aveva 57 anni e da quaranta anni era Cancelliere nel comune di Pezzoro.
Il prezioso Codice era presso il reverendo Don Omobono Piotti di Lavone, che fu parroco di Pezzoro e morì arciprete di Manerbio. (…). Don Piotti, nativo di Lavone di Pezzaze - sei chilometri più sotto in Valle - rinvenne e conservò il codice per il quale ne aveva addirittura preparato la trascrizione e il commento per pubblicarlo, avendo cura di far precedere il testo da una sua nota di prefazione, trovata poi tra le sue carte. (…). Ruoli propri hanno negli Statuti il camparo e il notaio. Il formarsi del Comune lo portò a confrontarsi e a litigare (onde il nomignolo di litigancc) con i comuni di Bovegno e di Cimmo. (…)
Ampiamente reclamizzata anche recentemente l’esistenza di buli o bravi di Pezzoro. (…). Famosissima era Pezzoro nei tempi andati quale fornitrice di “buli” ovvero di “bravi, bravacci, ecc.” il carattere manesco e attaccabrighe dei suoi abitanti era proverbiale in tutto il bresciano; signorotti e nobilotti di tutta Lombardia convenivano qui, di conseguenza, in cerca di validi aiutanti. (…).
Anche nei tempi della Repubblica Veneta i pezzoresi erano ricercati per passare al servizio dei signorotti come “eccellenti bravi” (…).
L’indole fiera ed indipendente dei pezzoresi li contrappose tra l’altro, per quanto riguarda l’ambiente in cui sono vissuti (e vivono, tuttora) i Piardi, ai pezzazesi, i quali furono costretti alla fuga quando tentarono di provocarli; la cosa si mitigò soltanto col lento passare degli anni.
Per il valido aiuto prestato da Pezzoro a Venezia il paese venne ricompensato con ampi privilegi. Tanto da essere l’unico comune non nominato nelle Quadre in ragione di contributi in denari ma solo obbligato a dare a Venezia un soldato.
Nel 1927 con Regio Decreto del 17 marzo Pezzoro assieme a Marmentino veniva aggregato al comune di Tavernole – Cimmo che prese il nome di Tavernole Sul Mella. (…).
Pezzoro ha scritto anche una singolare pagina sportiva nello sci alpinismo soprattutto a partire dal 1927, (…), ove si sono particolarmente distinti i Contrini: Umberto, Vittorio, Aldo (che da soldato di leva fu maestro di sci del Principe Umberto di Savoia) e Luigi; Enzo e Primo Dancelli. (…).
(Secondo quanto narra l’Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani; sub voce Pezzoro).

Vita ecclesiastica a Pezzoro.
(Qualche breve nota, secondo l’Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani).
Nell’anno 1532 il beneficio per la chiesa di Pezzoro era di 20 ducati. Con parroci residenti la vita amministrativa della parrocchia andò sistemandosi, infatti già nel 1559 il rettore Alghisi dava, con ripetute compere, consistenza al beneficio parrocchiale. (…) Nella seconda metà del 1500 grazie a nuove entrate veniva rifabbricata la chiesa. (…) Nel 1573 risultava già consacrato l’altare maggiore a tal punto che nel 1580, all’atto della visita di San Carlo Borromeo, la chiesa era già consacrata anche se le condizioni della stessa erano tali che il Santo Visitatore Apostolico minacciava perfino l’interdetto e la soppressione della parrocchia e la sua unione a quella di Lavone se non fossero stati presi provvedimenti opportuni.
Il parroco dell’epoca era certo Don Francesco Fabi, preso di petto per il suo atteggiamento dal Visitatore.
Esempi di grande carità diedero successivamente i rettori e parroci tra cui, soprattutto durante la peste del 1630 Don Giovanni Antonio Fregoldi. (…) Anche nel ‘700 Pezzoro ebbe sacerdoti illustri tra cui Giovanni Antonio Trivellini (…), Terzio Moretti, Paolo Gasparini, Paolo Mazoldi, Giacomo Lazzari (1809) che ristorò moralmente e rialzò le assai deperite condizioni economiche del suo popolo promuovendo anche un’attività manifatturiera del fustagno e costruì nella prima metà dell’ottocento l’ancora esistente casa canonica, (…). Figura distinta di sacerdote pezzorese fu Don Michele Contrini definito esemplare fra i sacerdoti ed eccellente negli studi teologici. Don Bortolo Lazzari (1861-1885) oltre allo stimatissimo Don Omobono Piotti (1889-1907), che fu anche appassionato ricercatore di storia locale con l’introduzione da parte sua della devozione delle Sante Quarantore nel maggio del 1894.
Ricordiamo anche lo zelo degli ultimi recenti parroci: Don Plebani, Don Calabria, don Piccinelli e Don Bosetti e, l’attuale, dal 1999, don Giancarlo Pasotti, parroco anche… dei Piardi di Pezzaze
Il pavimento della parrocchiale inizialmente in mastico, sorta di pasta fatta con cacio, acqua e calcina viva per coprire le disuguaglianze e così precario da costringere l’autorità comunale a proibire di andare in chiesa con “zupelli ferrati” venne sostituito nel 1896 da un pavimento in cemento. (…)
Nell’ottocento il parroco Don Lazzari introdusse, come accennato, la confezione del fustagno, delle fasce per bambini e delle tocche d’oro e d’argento (passamani per addobbi sacri) che però furono abbandonate con il diffondersi delle macchine moderne. Le fasce per i neonati di Pezzoro furono molto conosciute nel bresciano. Tra l’ottocento e il novecento funzionarono a Pezzoro tre telai per la tessitura della stoffa liscia in cotone e due telai per la tessitura del lino e della canapa. (…)
Oltre ai parroci già nominati ne citiamo alcuni i cui cognomi appartengono alle famiglie imparentate con i Piardi: Giovanni Antonio Bernardelli di Lavone (1631 – 1653), Domenico Fada di Lavone (1664 – 1714), Giacomo Filippo Ceresoli di Villa di Marcheno (1670 – 1709), Terzo Moretti di Gardone (1734 – 1757), Giacomo Lazzari di Collio (1809 – 1860), Bortolo Lazzari di Collio (1861 – 1885), Omobono Piotti (1890 – 1907), (…), Giuseppe Calabria (1958 – 1970), (…). (Secondo quanto narra l’Enciclopedia Bresciana di Antonio Fappani; sub voce Pezzoro).
[Ci siamo avvalsi, in parte, anche dei testi pubblicati nel volume secondo, cartaceo, “I PIARDI”., in particolare alla Sub-Voce PEZZORO (del “Glossario”); edizione anno 2000 in Pezzaze].
(A cura di Achille Giovanni Piardi, per l’esistente pagina web del sito “I PIARDI” - “Pezzoro”. Rivisitazione dei testi operata nel corso del mese di Aprile 2011, al fine di “completare” la pagina dedicata ai pezzoresi, contigui conterranei dei Piardi)

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