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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Mantova e i Piardi mantovani. "Mantova e Brescia città sorelle"

INDICE DEI PERSONAGGI


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Mantova e i Piardi

"Con al "se" e con al "ma" as va mai né chi né là".
Giusto e semplice incitamento a non essere troppo indecisi nella vita.
Sprone forse inutile ... per i Piardi? Nota, infatti, la stoffa di cui son fatti i figli della Piarda di Po mantovano e quelli delle montagne e colline bresciane: valtrumpline e franciacortine: una stoffa di qualità, seppur facile ad ...incendiarsi, soprattutto nell'agire proficuo. Esternamente facili a proporsi, "bilùss", quasi a dire biliosi: col fuoco dentro. L'animo è, però, quello ...della mano tesa. Ma la gente giudica per l'abito che porti! (In dialetto bresciano: "Col se e col ma, se va nè dè che nMantova 1328 - Cacciata dei Bonacolsi da parte dei Gonzaga. I Piardi sono nel mantovano , a Pomponesco  in argine di Po, sin dal XV secolo.è dè là" e in quello più antico: "Còl se e còl ma se va gnè/a dè che gnè/a dè là").
Ancora oggi a Gussago, riferendosi soprattutto a personaggi del casato nati negli anni dal 1844 al 1925, si ascoltano frasi del tipo: "I Piardi iera miga, sicür, dubbiosi". (s = "s" aspirata)
"Chi semna mia a San Lüca prest al s'insüpa". Chi non semina a San Luca (18 ottobre), corre il pericolo di vedere la sua terra inzuppata per le piogge.
"Sa fiòca in sla fòia da nev an gh'è piü vòia. Se nevica quando sulle piante ci sono le foglie, difficilmente d'inverno tornerà a nevicare. (Vedi "Modi di dire..." in Sezione "Opera" - I Piardi nel tempo)

· L'anno 1487, Giovanni Piardi, forestiero, compare a Pezzaze (Brescia) in veste di compratore d'immobili posti all'asta dal Comune. Da dove proviene...?
· In Pomponesco (Mn) si ha notizia, verso la fine del secolo XV, dell'esistenza dei Piardi.
· Nel primo '500 Teofilo Folengo nel poema "Baldus" (IV, 94) scrive: "Portabat semper scarsellam nescio qualem, de sgaraboldellis plenam", si portava sempre appresso una bisaccia piena di grimaldelli. "Scarsèla" in mantovano è la saccoccia; in dialetto bresciano è, anche, la tasca dei calzoni. Teofilo Folengo, al secolo Girolamo, famoso poeta mantovano (Cipada di Mn, 1491) - è il discusso appartenente all'Ordine benedettino, con i suoi cinque fratelli. E' forchetta di prim'ordine. Noto ai bresciani, anche ai Piardi di quella provincia, è conosciuto come "Merlìn Cocai". Dopo il 1534 è nuovamente, dopo il periodo dell'età giovanile, al Convento di Sant'Eufemia di Brescia ove col nome di Merlino firma le ricevute delle decime; successivamente è Rettore di San Benedetto di Carpa sopra Sulzano, riva orientale del Lago d'Iseo, ove si venera San Giorgio. Sul lago d'Iseo scrive la terza edizione del suo opus macheronicum. Note le sue Doctrinae Cosinandi Viginti. Per la sua seconda città scrive: Mantua nos gemit sed Brescia clara ducavit. La prima delle sue sette egloghe la dedica a Brescia. In quest'opera i personaggi principali, Tonello e Filippo, cantano le lodi di Federico Gonzaga, marchese di Mantova, quando li raggiunge Pedrollo che risponde loro decantando Brescia, non mancando tuttavia di gridare tutto il suo dolore nel vederla avvilita e sotto il peso di tante sciagure; chiede pure a Tonello, uno dei due pastori, quali siano i motivi per i quali Mantova sia più fortunata di tante altre per non dover soffrire le invasioni straniere, a partire da quella tedesca. Il motivo di Mantova e di Brescia città sorelle ritorna spesso nell'egloga. Nelle sue opere descrive con precisione molte località bresciane tra cui, fra quelle della Valtenesi e rivierasca gardesana, Peschiera: mater Minti nostri. Nel Baldus "Brescia e la terra bresciana con la sua parlata di popolo entra come elemento, 'ingrediente', subito dopo il mantovano, del linguaggio inventivo di cui si serve il poeta". Merlìn Cocai muore a Campese di Vicenza, l'anno 1544.

· Alcune note di grammatica mantovana e bresciana. Il diagramma "gl", nel dialetto mantovano, o si riduce ad una sola "l" come in "bìlia" = biglia, "botìlia" = bottiglia, "bilièt" = biglietto, quando non scompare addirittura come in "pàia" = paglia, "màia" = maglia. Quali le differenze col bresciano ? Nessuna!
· Anno 1674. Gussago (Brescia). Muore, d'anni 66, il Parroco "Fogliata R.mo D. Pietro nativo della città di Brescia": da più di 35 anni "Teologo del Duca di Mantova, Dottore laureato in ambe le leggi, canonica e civile (...)". Parroco in terra gussaghese di Franciacorta dall'età di 29 anni, Protonotario Apostolico.
Trascorrono i secoli...

· Il 13 maggio 1934 il vescovo Mons. Menna benedisce il primo convoglio della ferrovia che da Mantova giunge a Peschiera in coincidenza con la partenza dei battelli per le escursioni sul Garda: meta preferita dei mantovani. I vagoni sono di terza classe, coi sedili "inbotì dal marangòn", la festa è in ogni modo grande e l'allegria alle stelle... per i fiaschi di vino, i "bisolàn" ed i salami infilati nelle pertiche, ...condecorano la popolare atmosfera le arie della fisarmonica. Chi non ricorda le gite aziendali delle maestranze della Bianchi (non ancora Lubiam - confezioni)? Mons. Domenico Menna, grande appassionato di caccia e di uccellagione, esercita l'arte venatoria, sin dai primi anni trenta, sulla sommità del Monte Navazzone, nel vecchio convento dei frati Camaldolesi, ai piedi del quale è adagiata Gussago (Brescia), patria dei Piardi - quelli detti Catanì - sin dagli inizi del 1800, seppure originari di Pezzaze in Valtrompia. La casa patrizia dei "Catanì", di ampie dimensioni con attiguo "brolo" di circa 5.000 metri quadrati, oltre alla casa colonica, che si trova sulla Via Stretta, con ingresso pure da via Larga, occupando così un intero isolato di quasi 10.000 metri, è passaggio obbligato per i viandanti che, provenienti dalle terre di Franciacorta, intendendo recarsi in Valtrompia debbono passare per il passo della Forcella, sulle pendici del monte che vede il Santuario della Madonna della Stella. Ugualmente Mons. Menna per recarsi ad uccellare passa da Piedeldosso, frazione gussaghese di dimora dei Piardi, anzi le due strade di comunicazione per il Monte Navazzone costeggiano, ambo i lati, la principale proprietà dei Piardi. A lato, verso est, corre la tenuta della seconda dimora Piardi, quella di Via Manica, comprendente il torchio di pigiatura delle uve per conto proprio e per terzi, oggi ancora esistente nella proprietà Venturelli. Menna, il vescovo mantovano, è assai noto ai Piardi gussaghesi, per l'eccezionalità della persona che dimora ai Camaldoli durante le "passate" autunnali ed invernali e perchè quasi tutti i figli di casa Piardi sono accomunati nell'identica passione...vescovile, auspice Sant Uberto. A Gussago, Prepositurale Pievana di Santa Maria Assunta, celebra più volte l'esimia eccellenza mantovana, quando è Praeposito il noto Parroco Mons. Giorgio Bazzani, predicatore, maestro ed amico di Giovanni Battista Montini, poi papa Paolo VI l'anno 1963 e quando sono in cura d'anime i due fratelli pezzazesi Don Giacinto e Don Giuseppe Bernardelli, di famiglia ampiamente imparentata con i conterranei valtrumplini Piardi. Menna, nativo della bresciana Chiari l'anno 1875, muore proprio in località Camaldoli - sede di villeggiatura estiva, da lui voluta, per le prime classi ginnasiali del Seminario vescovile di Mantova - ad un tiro di schioppo da Gussago (Bs), il 8 ottobre 1957. Ingressa quale vescovo della citta di Virgilio, il 29 maggio 1929, dopo aver svolto eccellenti incarichi in Curia e nella Diocesi di Brescia. Promuove molte opere di beneficenza, ordina, tra gli altri, il restauro conservativo del Santuario delle Grazie in Curtatone. Protegge tutti i suoi sacerdoti nei confronti del regime e dei tedeschi: primo fra questi Don Primo Mazzolari liberato per suo intervento il 31 luglio 1944, nonostante le pesanti accuse di collaborazione con la resistenza; Don Primo fa il suo ingresso quale parroco di Bozzolo accompagnato, proprio, da Mons. Menna. Ad oggi, non ancora del tutto studiato e valutato è il suo atteggiamento, anche da vescovo, nei riguardi del regime. Si dimette da Ordinario di Mantova il 12 settembre 1954 ritirandosi per sempre a Camaldoli di Gussago dove si spegne serenamente, quanto improvvisamente. Celebra i suoi funerali, nella cattedrale mantovana, il bresciano [di casa a Gussago (Bs) poiché discepolo del Prevosto Giorgio Bazzani (†1941)] Mons. G. B. Montini (1897), Vescovo di Milano, 'allievo' di Menna e che ebbe a ospitare e proteggere sin dagli anni della giovinezza. A Gussago è forte la presenza della figura di Mons. Menna, anche dopo diversi anni dalla morte. Negli anni '60, Achille Giovanni Piardi, poi curatore della ricerca sul Casato PIARDI, apprende dalle zie Piardi e dal suo catechista Giovanni Peroni (famiglia Santomolinaro) e da Don Giuseppe Potieri, Cappellano dell'Ospedale Paolo Richiedei in Gussago, dell'esistenza di Mons. Menna, alta figura morale e di intraprendenza verso i fedeli e la Chiesa, e della sua spiccata passione venatoria esercitata "ai Camaldoli", come si usa dire a Gussago. Giovanni è fratello di Vittorio Peroni, fattore dell'azienda agricola Venturelli, come tale vissuto lungamente nell'ex casa Piardi di Via Manica a Piedeldosso. (Vedi Sezione "Opera", Libro I PIARDI volume primo, I Piardi del Bresciano e I Piardi della terra mantovana)
· A Brescia, negli anni '30, all'Istituto Cesare Arici è docente il mantovano Prof. Ferruccio Spadini (†Brescia, 1946) insegnate degli allievi: Pierluigi Piotti, nativo di Pezzaze (Bs), poi avvocato; Walter Piardi (1922), nativo di Casaloldo (Mn) figlio di Vincenzo (1887), poi medico in Verona. Il Piotti è fratello di Ernesto detto Tino, lungamente, amministratore di Pezzaze con i Piardi: Cesare Enrico e Giacomo Osvaldo, oggi rispettivamente Presidente e copresidente del Comitato I PIARDI - "I Piardi nel mondo". Il prof. Spadini per fatti accaduti durante la guerra civile è fucilato, al poligono di Mompiano in Brescia, dopo molti mesi di prigione espiati nell'attesa della decisione 'giudiziaria'.
· Verso gli anni '40, da Pezzaze scende a Casalmoro (Mn) la famiglia Piardi dei detti Ciong (Cionc); le documentazioni di Pezzaze recano la scritta (italiana) Cionghi. Di Casalmoro, come di altri Comuni mantovani, fu Segretario Comunale Vincenzo Piardi (Viadana di Mn,1887). Dei Ciong, uno dei 18 soprannomi Piardi pezzazesi, è Onesta Piardi andata in sposa al noto "Grillo", Giovan Maria Piardi, costruttore e conduttore, dal 1932, del frequentato Rifugio Piardi al Colle di San Zeno, sopra Pezzaze, punto d'incontro tra la Val Palòt, che sale da Pisogne sul Lago d'Iseo, e la Val Trompia, per mezzo della laterale ovest del Morina che distaccandosi da Lavone, terra del veronese d'adozione Padre Natale di Gesù [Giuseppe Fada - Piardi (†1941)], passa per la terra patria dei Piardi bresciani: Pezzaze. (Per i soprannomi con i quali sono identificabili i Piardi in Valtrompia, vedi "Brine" alla sezione "Personaggi" di questo sito web)

... immaginiamo che ogni lettore possa aggiungere altri episodi in merito al motivo di "Mantova e Brescia città sorelle", come nell'egloga 1^ di Merlìn Cocai (Folengo), li attendiamo al nostro indirizzo: info@piardi.org

Ci siamo avvalsi: dell' Enciclopedia Bresciana di A. Fappani - Ed. La Voce del Popolo di Brescia;
delle note pubblicate dalle rubriche: "Al canton dal dialet" e "Trigolèra"- Mantua me genuit,
del giornale Gazzetta di Mantova; dell'Opera I PIARDI (...) volume I e II.


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