|
Teodoro Piardi
Vorresti vedere tratteggiata
in questa sezione 'Personaggi' la figura dei tuoi parenti?
clicca qui...

TEODORO PIARDI (1905
- 2002)
Figlio di Raimondo (1857) e di Angela Bernardelli.
Nasce il 5 gennaio 1905. Sposa nel 1934 Ines Piotti (1903
– 1984) ed ha tre figli: Sergio, Roberto e Mara.
Teodoro afferma, con testimonianza scritta del 28 marzo 1997,
che suo nonno G. Battista o Battista (1824) è cugino
del patriota risorgimentale, incarcerato allo Spielberg, Giovanni
Battista Piardi (1812) dei Catanì. In effetti la famiglia
di Teodoro pur detta, a partire dall’ Ottocento, “Cansonète”
è dell’antico ceppo “Catanì”.
Il medico, patriota del risorgimento, in occasione del trasferimento
a Rovato per assumere la condotta veterinaria, vende al cugino
tutti i beni e la parte di casa di cui è proprietario
a Pezzaze.
· CANSONÈTE
Dalla stato di famiglia comunale di Pezzaze per la casa di
via Mondaro, redatto nella seconda metà del secolo
XIX ed aggiornato, con la nascita di Teodoro, sino al 5 gennaio
1905 mutuata da altra documentazione e testimonianze esponiamo
l’entità patriarcale dei “Cansonète”.
1. PIARDI BATTISTA di fu Giuseppe e fu Serana Francesca. Capo
famiglia. Falegname. Nato a Pezzaze il 30 giugno 1824. Sposato
con Viotti Caterina. Deceduto il 21 giugno 1901.
2. VIOTTI CATERINA fu Antonio e di Domenica Bregoli. Moglie.
Casalinga. Pezzaze 28 novembre 1829. Coniugata con Battista
Piardi. Proveniente da Volciano, già residente a Roncadelle.
Deceduta il 14 ottobre 1899.
3. PIARDI RAIMONDO di Battista e di Caterina Viotti. Figlio.
Falegname. Pezzaze 4 aprile 1857. Coniugato con Bernardelli
Angela.
4. BERNARDELLI ANGELA di Carlo e Margherita Facchini. Nuora.
Casalinga. Pezzaze 10 ottobre 1863. Sposa di Raimondo Piardi.
5. PIARDI ENRICO di Battista e di Caterina Viotti. Figlio.
Falegname. Pezzaze 17 agosto 1862. Sposo di Maria Bernardelli.
6. BERNARDELLI MARIA di Carlo e di Margherita Facchini. Nuora.
Casalinga. Pezzaze 24 maggio 1871. Sposa di Enrico Piardi.
Deceduta il 30 dicembre 1900.
7. PIARDI don ANTONIO di Battista e di Margherita (??) Viotti.
Figlio. Sacerdote. Pezzaze 28 febbraio 1860. Proveniente da
Volciano, già residente a Roncadelle.
8. PIARDI GIUSEPPE di Raimondo e Angela Bernardelli. Profiglio.
Scolaro. Pezzaze 15 giugno 1886. Celibe.
9. PIARDI GIO.BATTISTA di Raimondo e di Angela Bernardelli.
Profiglio. Pezzaze 2 aprile 1888. Celibe.
10. PIARDI ENRICO ANDREA di Raimondo e di Angela Bernardelli.
Profiglio. Pezzaze 8 agosto 1889. Celibe.
11. PIARDI CATERINA di Raimondo e di Angela Bernardelli. Profiglia.
Pezzaze 16 aprile 1891. Nubile.
12. PIARDI MARIA ROSALIA di Raimondo e di Angela Bernardelli.
Profiglia. Pezzaze 5 maggio 1893. Nubile.
13. PIARDI ELISABETTA di Raimondo e di Angela Bernardelli.
Profiglia. Pezzaze 27 marzo 1895. Nubile.
14. PIARDI PIERINO di Enrico e di Maria Bernardelli. Profiglio.
Pezzaze 17 maggio 1895. Celibe.
15. PIARDI GIULIO di Enrico e di Maria Bernardelli. Profiglio.
Pezzaze 22 maggio 1897. Celibe.
16. PIARDI ANGELA di Raimondo e di Caterina (?) Bernardelli.
Profiglia. Pezzaze 7 giugno 1899. Nubile.
17. PIARDI ISOLINA ESTER di Raimondo e di Caterina (?) Bernardelli.
Profiglia. Pezzaze 5 ottobre 1902. Nubile.
18. PIARDI TEODORO di Raimondo e di Caterina (?) Bernardelli.
Profiglio. Pezzaze 5 gennaio 1905.
N.d.r.:
(?). Secondo testimonianze della famiglia trattasi di Angela
Bernardelli e non Caterina.
(??). Secondo testimonianze della famiglia, oltre che per
evidenza, trattasi di Caterina Viotti, e non Margherita.
Cansonète (da canzonette) ... dal saper cantare canzonette.
Che i Piardi “Catanì” tra cui i figli di
Achille Domenico (1880) da Gussago (Brescia) fossero provetti
canterini, in particolare i gemelli (1906) Giuseppe e Pietro
ed Andrea, è da tutti riconosciuto. Quest’ultimi
sono stati, infatti, specialisti del canto popolare (individuale
e di gruppo) soprattutto durante le lunghe feste di paese
nonchè in quelle di San Giuseppe nelle bresciane località
di Peder di Ome e di Barche di Brione. I Cansonète
furono, soprattutto con il falegname Raimondo, virtuosi del
violino e del pianoforte nonchè dell’organo della
Parrocchiale di Pezzaze sotto il titolo di Sant’Apollonio.
TEODORO PIARDI: Pezzaze,
1905 – Palazzolo, 2002.
Maresciallo dell'arma dei Carabinieri della famiglia dei Cansonète.
Il Giornale di Brescia dell'8 ottobre 1994 lo propone così:
<< Pezzaze, il maresciallo *africano*. Da alcuni mesi
vive qui a Pezzaze, suo paese d'origine, Teodoro Piardi, Maresciallo
Maggiore dei Carabinieri. E' prossimo ai 90 anni. E' lucido
e con una memoria sorprendente. E' vedovo, vive con i figli
e fa la spola fra Palazzolo e Pezzaze. Intrattenersi con lui
è un vero piacere. Lo abbiamo fatto insieme a Pierino
Gabrieli, già Sindaco del comune di Pezzaze.
Teodoro Piardi, nato a Pezzaze il 5 gennaio del 1905, a 18
anni è a Firenze alla scuola Allievi Sottufficiali
dei Carabinieri. E' poi Brigadiere a Fiera di Primiero nel
Trentino. Poi, nel 1926 va in Libia dove comanda i reparti
di Zaptie, militari coloniali. Brigadiere comanda la Stazione
di Vazen, sul confine della Libia con la Tunisia. Va zen,
come ricorda lo stesso Teodoro Piardi, è il villaggio
che non c'è, o almeno che non si vede. Tutti gli abitanti
vivono su una collina in grotte ricavate nella roccia di tufo;
nessuna capanna si vede, solo in basso, al piano, i tuguri
per le pecore. E là i carabinieri sorvegliavano il
confine, allora la Tunisia era francese, e rimangono impressionati
per questa gente sporca, barbuta, coperta di stracci che alla
sera sparisce negli anfratti di tufo. Dal 1929 al 1932 Teodoro
Piardi è a Zeilla dove contrae la malaria. Guarito
nel 1932 è a Teramo, con una trasferta di otto mesi
quale Capo Squadriglia anti brigantaggio va in Sardegna. Nel
1934 si sposa con l'insegnante Ines Piotti, che con la sorella
Ida è per lunghi anni coordinatrice benemerita delle
scuole elementari di Pezzaze e Lavone. Nel 1938 riparte per
l'Africa ed è a Massaua, Asmara, Addis Abeba. Nel Galla
vi è la miniera aurifera della Prasso, una società
torinese che i carabinieri debbono sorvegliare. Qui è
famoso il ritrovamento da parte di un povero diavolo, come
ricorda Teodoro Piardi, di una pepita d'oro dalle dimensioni
di una grossa mela. Il dieci giugno 1940 è la guerra
e le unità militari italiane si raggruppano a Dembivollo
a duecento chilometri da Galla (Africa). Qui non giunge più
nessun rifornimento, né per terra né per aereo.
Comanda il tutto il Generale Gazzera, che dopo un'estenuante
resistenza, decide di consegnarsi ai belgi, che provengono
dal Congo. Tre mesi di peripezie, di marce ed ai belgi subentrano
poi gli inglesi. Nel 1942, continua, sono a Makindo in Kenia,
in un campo di concentramento che raccoglie oltre 600 prigionieri
ed il maresciallo Teodoro Piardi è nominato dagli inglesi
Capo Responsabile del Campo. Il Campo è molto trascurato
dagli inglesi ed i prigionieri sono stracciati, affamati,
demoralizzati. Esattamente il 3 marzo 1942 giunge la dolorosa
morte in prigionia nel Kenia del Duca d'Aosta. Dopo sei mesi
il Campo viene trasferito da Makindo a Lardiani, verso il
Lago Vittoria. E' qui che giungono le notizie dei clamorosi
rivolgimenti politici e degli sviluppi, per noi infausti,
della guerra del 1943 che provocano nei prigionieri stato
d'animo di frustrazione e di abbattimento. Nel giugno del
1944 tutti i carabinieri prigionieri sono richiesti agli inglesi
dal Governo Badoglio e allora sbarcano a Taranto riprendendo
subito servizio. Nel 1945, in giugno, il Maresciallo Piardi
è finalmente a casa, con due mesi di licenza, dopo
sette anni di Africa, cui si aggiungono i sei fatti in precedenza
in Libia dal 1926 al 1932. Nel 1946 è trasferito a
Grumello del Monte in provincia di Bergamo dove comanda la
Stazione locale dei Carabinieri con giurisdizione su sei comuni
limitrofi. Sono gli anni nei quali bande irregolari armate
infestano la zona. Le razzie sono all'ordine del giorno e
vengono uccisi un Brigadiere dei Carabinieri, un Carabiniere
ed un civile. Il signor Teodoro Piardi ricorda che il 12 maggio
del 1946 con i suoi carabinieri affronta tre fuorilegge armati
e dopo uno scontro a fuoco li cattura. Uno è ferito
grave ed il secondo è ferito leggero. La popolazione
si tranquillizza. Il Maresciallo Piardi riceve un encomio
solenne dal Ministero. A richiesta sua, nel 1950, viene collocato
in pensione e a Grumello del Monte viene nominato Assessore
comunale. Per tredici anni è Presidente, distintivo
d'oro, dell'AVIS locale e Presidente dei Carabinieri in congedo.
Si stabilisce poi a Palazzolo sull'Oglio con lunghe permanenze
in quel di Pezzaze. E' Presidente dei Combattenti e Reduci
dei due paesi ed a Pezzaze per cinque anni è Presidente
della locale Casa di Riposo Istituto Bregoli, attivo e generoso.
Non tutti lo sanno ma il sottoscritto che allora era Segretario
lo può attestare, ricorda Pierino Gabrieli, nel corso
di una lite per un diritto di passaggio con un privato, di
fronte alla decisione del Consiglio dell'Istituto Bregoli,
a maggioranza, di adire alle vie legali, inaspettatamente
il privato si ritira e lascia libero il passaggio. Il Presidente,
il signor Teodoro, amichevolmente lo aveva indennizzato di
tasca propria. Ora il Piardi è anche Cavaliere della
Repubblica Italiana >>.
Da Teodoro riceviamo lo scritto (28.3.1997) di suo pugno che
riportiamo integralmente:
<< Sono nato il 5 gennaio 1905 a Mondaro di Pezzaze.
La numerosa famiglia era composta da ben quattordici persone:
padre, madre, fratelli e sorelle, zio Enrico (vedovo), cugino
Giulio, zio Don Antonio direttore dell’Istituto Pavoni
di Brescia. Mio padre e lo zio Enrico erano dei provetti falegnami,
ma dovevano provvedere anche con mio fratello Giuseppe e l’aiuto
saltuario di braccianti del luogo, alla condotta di alcuni
fondi, mentre i fratelli Battista (falegname) e Andrea (pittore
decoratore) e il cugino Giulio erano alle armi in guerra 15/18.
Io, ultimo della famiglia desideravo studiare e mio padre
e lo zio Don Antonio erano ben disposti, ma la guerra e dopo
tante sofferenze, la morte del babbo, fecero crollare tutti
i miei sogni. N onostante
la mia giovane età, con poco entusiasmo, dovevo invece
partecipare ai vari lavori agricoli, particolarmente in montagna
dove mio fratello Giuseppe provvedeva alla custodia di alcune
mucche. In autunno, poi, aiutavo lo zio Enrico al roccolo
nella cattura degli uccelli. Mi piaceva molto leggere i tanti
libri dei miei fratelli più grandi e mi esercitavo
a scrivere. Nell’autunno del ’18 tutta la famiglia
è colpita dall’influenza conosciuta come “spagnola”
che causò molti decessi in paese. In novembre dello
stesso anno finisce vittoriosamente la guerra e i miei fratelli
e il cugino Giulio ritornano a casa. In ottobre del ’19
mi ammalo di tifo e per quaranta giorni sto a letto, dolorante,
assistito amorevolmente da mia madre, la quale, poveretta,
muore in ottobre del 1921. In ottobre del ’19 mi ammalo
di tifo e per quaranta giorni sto a letto, dolorante, assistito
amorevolmente da mia madre, la quale, poveretta, muore in
ottobre del 1921. Sposatisi i miei fratelli e sorelle davo
l’addio ai monti e con tanto dispiacere alla casa arruolandomi
nell’arma dei carabinieri. A Roma prima, poi a Firenze,
quindi in diverse sedi in Italia e in Africa. Il 19 marzo
1971 in un incidente d’auto muore mio figlio Roberto
perito chimico ed il 24 dicembre del 1984 muore improvvisamente
mia moglie. Lascio immaginare la mia sofferenza. Ora vivo
a Palazzolo Sull’Oglio con la famiglia di mio figlio
Sergio. La mia età non mi consente più di darmi
a qualche lavoretto. Però, grazie a Dio, giornalmente
passeggio con frequenti visite al cimitero dove riposano i
miei cari. Poi, passo tante ore a leggere. In estate con mia
figlia Mara, sposatasi a Treviglio, vado a Pezzaze e nella
vecchia, amata casa, passo in rassegna i miei anni giovanili
con tanti ricordi di persone care e di fatti lieti e tristi.
Mi sento solo, perché parenti, amici e conoscenti,
sono tutti scomparsi. Vedo mia mamma sempre in faccende di
casa e mio padre, con tanta passione, intento a suonare il
piano, il violino e l’organo nella chiesa parrocchiale
nei giorni di grande solennità. Palazzolo Sull’Oglio,
28 marzo 1997 >>.
2002. 12 agosto: Palazzolo sull’Oglio (Brescia). Verso
sera, nella parrocchiale di S. Maria Assunta in riva all’Oglio ,
si officia il rito funebre di Teodoro Piardi (Pezzaze, 1905)
della famiglia Cansonète. Presiede il rito il Parroco,
Don Giuseppe Bregoli (dei Frinciai di Pezzaze) figlio di Cecilia
Seria Piardi da Pezzaze. Presenti e ben rappresentate le molte
famiglie Piardi; partecipa l’amico Pierino Gabrieli
– Sindaco emerito di Pezzaze e collaboratore di Teodoro
negli anni della Presidenza del Pio Istituto Bregoli. Di questo
rapporto col Gabrieli e di un fatto occorso con un confinante
delle proprietà del Pio Istituto “...sanato di
tasca propria dal Teodoro...” ne parla pure il celebrante,
che, in conclusione, così si esprime: “... Gabrieli
stesso, oggi qui presente, lo può testimoniare...”.
Ambedue i sacerdoti celebranti si alternano per ricordare
la figura di Teodoro. Don Giuseppe dei Frinciai lo ricorda
dal giorno del suo ingresso parrocchiale l’anno 1986
“(...)16 anni fa, allorché seppe che ero figlio
di una Piardi volle conoscere la mia provenienza.... (...).
Uomo giusto nell’onestà, nella vita al servizio
delle istituzioni, nell’amore alla famiglia.. (...)”.
Don Giuseppe compie poi l’excursus dell’esistenza
di Teodoro: dall’età dei 18 anni con la gioventù
dedicata all’Arma dei Carabinieri ... passando per gli
anni della vita militare e civile in Grumello (Bergamo), giungendo
all’approdo in Palazzolo, anche quale Presidente dei
Combattenti e dell’AVIS e cristiano fedele all’eucaristia.
L’altro sacerdote esordisce: “...Teodoro: colui
che porta il nome di Dio...”. Attendendo l’arrivo
della salma, in una conversazione privata - presenti i fratelli
Renzo e Ermes Dianti da Pezzaze, pronipoti di Teodoro - Pierino
Gabrieli afferma: “... mia mamma era di famiglia in
casa Cansonète, ...èn sa ölìa be!...”.
Il Gabrieli, durante la cerimonia, confida: “ho preparato
anche due parole per ricordare l’amico, ma... se non
vi è spazio... abbandono l’idea...”.
[Il giornale bresciano Bresciaoggi
di Martedì 13 agosto 2002 pubblica un sincero e
cordiale saluto, con foto, a Teodoro Piardi; “Lutto
nella dinastia dei Piardi: è morto Teodoro “].
Si veda anche Volume
III Sezione Costumi con due fotografie di Teodoro Piardi
carabiniere a cavallo,
secondi anni Venti e ritratto nel 1934.
Ines Piotti PIARDI PIARDI con
scolaresca, anni Venti a Pezzaze in Valtrompia

La maestra Ines PIOTTI, sposa del Maresciallo
dei Regi Carabinieri Teodoro PIARDI dei "Cansonète"
da Pezzaze, con la scolaresca mista, sezione plurima. Tra
gli allievi almeno otto del casato Piardi tra cui, in seconda
fila il secondo da sinistra in piedi, Amedeo Battista Piardi
(1917-1943), accanto (al primo della fila) Faustino Bortolo
Piardi (del 1916) dei Mafé, emigrato a Susa. Sulla
base della testimonianza odierna, 11 agosto 2004, di Secondo
Angelo VIOTTI (Pezzaze, 1916) coscritto di molti di questi,
trascriviamo: << A scuola si poteva andare assai poco
... così passavano gli anni senza terminare le classi
elementari o, completare il ciclo solo assai tardi. In 1^
fila, da sinistra, le figlie di Bortolo Angelo Piardi - "Bianco
Topo" (1882), sorelle di Maffeo (1915), Margherita, Angela,
Ernesta, Lucia, Pasqua.
top
|