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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Giovan Maria Piardi "Grillo" (1880) dei detti Brine

INDICE DEI PERSONAGGI


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GIOVAN MARIA PIARDI "Grillo" (1880) dei detti BRINE
Intraprendente personaggio di PEZZAZE in Val Trompia, costruttore e, per decenni, gestore del Rifugio "PIARDI" al Colle di S. Zeno, spartiacque tra la Val Trompia e la Val Camonica. http://www.piardi.org/volume3dimore.htm (Rifugio Giovanni M.Piardi. G.M. Piardi col nipote Zanardini Nino, innanzi il Rifugio, nel 1946)

Fatti di vita di GIOVAN MARIA PIARDI "Grillo" (1880) dei BRINE e delle due sue, più note, figlie DIAREGIANA e FRANCESCHINA.
http://www.piardi.org/volume3costumi.htm - "Pezzazesi anni 30"
(G.M. Piardi, al centro con fazzoletto al taschino)

Nel Dicembre 2003 “I Piardi” ne celebrano la figura in occasione del 50° della morte: Giovanni Maria Piardi “Grillo” dei Brine (8 ottobre 1880 – Pezzaze – 29 dicembre 1953) Combattente della 1^ Guerra mondiale - promosso sul Campo. Costruttore e gestore del “Rifugio PIARDI” al Colle di S. Zeno.
Oculato pubblico amministratore.

1880 – 1953. GIOVANNI MARIA PIARDI di Angelo (1850 o ’52, figlio di Gio.Maria e Rambaldini Maria Teresa) e Caterina Bregoli (fu Giuseppe e fu Viotti Faustina). Nato a Pezzaze l’8 ottobre 1880. Detto Il Grillo. Sposa l’8 novembre 1903 Onesta Maria Piardi (1883 – 1930) ed ha diversi figli: Franceschina (1904), Caterina (1905), Angelo (1909), Dosolina (1911), Diaregina (1912) ed altri. La sposa Onesta Maria decede il 28 agosto 1930. Giovanni Maria muore a Pezzaze il 29 dicembre dell’anno 1953.

Lasciato l’abitato di Pezzaze in Val Trompia (650 mt.) e dopo aver percorso i diversi chilometri della rotabile montana che porta al Colle di San Zeno, ai 1450 metri del Rifugio PIARDI posto sul declivio delle acque valtrumpline da una parte e di quelle della Val Palot sopra Pisogne dall’altra, si giunge al bel rifugio. Alle pareti della sala di mescita del Rifugio vi sono quadri in cui appaiono foto raffiguranti i vecchi conduttori: Giovanni Maria Piardi (1880-1953), sposo di Maria Onesta Piardi dei detti Cionc/Giong e Ciong è uno dei 18 soprannomi familiari dei Piardi pezzazesi, detto il Grillo, esponente della famiglia dei detti Brine di Pezzaze, di sua figlia Diaregina (1912-1993) e del marito di questa, Angelo Albino Piardi noto come “Becalöm”, di Ida e Agnese Richiedei figlie di Santina Piardi del Gildo (Ermenegildo) e di altri, anche malghesi, durante un momento di sosta, tra cui Francesco del 1913 noto come ‘Giacom di Gaèi’ Piardi affittuale del podere, sulla strada per il Colle, detto Mastal (Mastale), conducenti dei muli durante i trasporti, di legne e altro, sul percorso da Grignaghe di Pisogne e dalle malghe Fopa e Fopèla verso il rifugio Piardi. Una delle foto ritrae, in primo piano, il mitico mulo del Grillo.
(Per le foto vedi: Pezzaze e Volume 3 - Dimore)


Giovan Maria Piardi detto Grillo de Dendò (Pezzaze) scherza con Gabrieli Enrico,
maestro di Pezzaze, commilitoni durante la prima guerra modiale

L’ideatore del rifugio è il Grillo che negli anni trenta vende le sue sostanze in Dendo’ (secondo l’onomastica: Lindòs o Nendòss) ove vive, nella valle omonima a nord dell’abitato di Pezzaze, lungo il torrente Morina, e dal ricavato di 41.000 lire, pagato il debito di 28.000 per “pieggeria” (avallo) prestata da Piardi detto Celvìt (padre di Fiume Vincenzo), con la restante somma si reca al Colle per realizzare il suo sogno.
Nei pressi, appena sotto il Passo, Giovan Maria Piardi “Grillo” possiede il noto Rocol col pesàt (roccolo per l’uccellagione con attiguo ampio appezzamento), vicino all’altro noto luogo per l’esercizio dell’arte venatoria il Rocol dol Pret Mastrì – Viotti (Roccolo del Sacerdote Viotti “Mastrì”). Giovanni Maria, in attesa di terminarne la costruzione, prende in affitto il cortile con caseggiato ubicato vicino alle scuole elementari di Pezzaze. Il Rifugio Piardi viene inaugurato la prima domenica di ottobre del 1932.
Lo costruisce con le sue mani e lo condurrà, con la figlia, sino alla morte avvenuta nel 1953 e poi lo seguirà nell’impegno Diaregina (1912), anch’ella sino ad età inoltrata. Al rifugio lavorano da ragazzi ed in gioventù tutti i diversi figli di Giovan Maria, poi sparsi in diverse località tra cui quelle della Valtellina o lavorando in galleria come è toccato al detto < ‘l Nigol> che da ragazzo sapeva portare una damigiana di vino, ben imbastata sulla schiena, da Pezzaze Stravignino sino a Rifugio Piardi al Colle di S. Zeno.
Il Grillo è uomo generoso, a lui ricorrevano tutti, soprattutto per slogature, distorsioni o rottura di ossa. Sino verso gli anni ’80 il rifugio era raggiungibile solo per mezzo di una strada pedonale e tutti gli anziani ricordano Diaregiana che con un asinello carico di barilotti e di sporte quotidianamente saliva da Pezzaze al Rifugio Piardi, superando ben più di 800 metri di dislivello.
Alla sua morte (3 ottobre 1993) Diaregina, “la Regina”, così la ricordano a Pezzaze, lascia (Atto del 10 novembre 1992) le sue sostanze, in primis il Rifugio con le circostanti decine di ettari di bosco oltre al Roccolo per l’uccellagione, al Pio Istituto Bregoli di Pezzaze (Casa di riposo per anziani, avviato a seguito della volontà testamentaria di Angelo Bregoli grande benefattore di Pezzaze, mancato ai vivi l’anno 1849).
L’unica condizione posta dal lascito è che il rifugio continui a vivere come tale conservandone il nome. La lapide posta a destra dell’ingresso recita, infatti: “Rifugio Piardi <lascito di Diaregina e Angelo Piardi>”. Torniamo alla vita del “Grillo” e di due delle sue figlie: Franceschina e Diaregina.
Durante l’ultima guerra i tedeschi percuotono il Giovan Maria durante i controlli e i ripetuti rastrellamenti sulle montagne circostanti. Diaregina è presa e incarcerata a Canton Mombello, poi liberata nei giorni della conclusione d’aprile 1945. Dell’ultima gestrice Piardi si ricordano alcune frasi pronunciate dopo la liberazione: <<“Siamo venuti su qui al Colle col papà. Sé cridìa mìa chè l’eres finìda, perchè tutti ci venivano incontro, i Garibaldini e le Fiamme Verdi, a farci festa; ma me ga cridìe mia (…) dicevo ‘mi mettono un’altra volta in prigione (…)’ ”.
Durante il periodo della guerra, anni ’40, più volte i Piardi del rifugio sono costretti a rifugiarsi presso la famiglia Viotti che abita a La Stalletta venendo rifocillati con polenta e quant’altro disponibile per i tempi. L’ultima ‘Ostessa del Rifugio’ è insignita del riconoscimento di “Patriota” nella formazione Fiamme Verdi Lorenzetti per le località di Pezzaze-Valle Trompia e Colle di San Zeno. “Diaregina (…) negli anni della guerra e durante il periodo della Resistenza lavora nel rifugio al Colle di San Zeno (…). Presta opera di assistenza ai militari sbandati e agli ex prigionieri in fuga verso la Valcamonica e la Svizzera attraverso il Passo. Si occupa dei rifornimenti per le Fiamme Verdi (…)”>>.
La ricettività del rifugio Piardi è costituita da un ampio salone per la consumazione dei pasti con antistante atrio dedicato alla mescita delle bevande per i viandanti. Al primo piano sono tenute le stanze: sei camere per complessivi 15 posti letto.
Guardiamo, a nord – ovest, sulla Val Palot e sugli inizi della Val Camonica, siamo sulle pendici del Monte Guglielmo (1949 mt.).

• BRINE, da Angelo Piardi detto Brina. (Ramo derivato dall’antica famiglia Piardi detta “Mafè” cui appartenne, appunto, Angelo nato l’anno 1852)
Per la famiglia di Gio.Maria Piardi (1880) detto il Grillo, dal foglio di famiglia n. 13 del comune di Pezzaze per la casa in località Nendós al n. 179, redatto all’inizio del secolo XX, con annotazioni e trascrizioni sino al 26 agosto 1930, leggiamo …
1. PIARDI GIO.MARIA fu Angelo (1852-1916) e di Bregoli Caterina. Capo famiglia. Contadino. Pezzaze 8 ottobre 1880. Coniugato l’8 novembre 1903.
2. PIARDI MARIA ONESTA fu Angelo (Ndr.: trattasi di Francesco, dei detti Cionc-Ciong) e di Panzera Annunciata. Moglie. Contadina. Pezzaze 22 giugno 1883. Coniugata l’8 novembre 1903. Muore il 26 agosto 1930.
3. PIARDI FRANCESCA CATERINA di Gio.Maria e di Piardi Maria Onesta. Figlia. Contadina. Pezzaze 18 settembre 1904. Coniugata il 25 gennaio 1927. Passa al foglio n. 25 di Mondaro – Case Sparse.
4. PIARDI CATERINA ASSUNTA di Gio.Maria e di Piardi Maria Onesta. Figlia. Pezzaze 10 ottobre 1907. Coniugata il 31 gennaio 1928. Passa a Pisogne dal 31 gennaio 1928 a seguito del matrimonio con Pietro Zanardini.
5. PIARDI ANGELO di Gio.Maria e di Piardi Maria Onesta. Figlio. Pezzaze 13 giugno 1909.
6. PIARDI DOSOLINA di Gio.Maria e di Piardi Maria Onesta. Figlia. Pezzaze 26 febbraio 1911.
7. PANZERA ANNUNCIATA fu Battista e di Riboldi Francesca. Suocera. Sarezzo 4 marzo 1844. Decede il 15 agosto 1929.
8. PIARDI DIREGINA di Gio.Maria e di Piardi Onesta. Figlia. Infante. Pezzaze 20 ottobre 1912.
9. PIARDI PIETRO BENIAMINO di Gio.Maria e di Piardi Onesta. Figlio. Infante. Pezzaze 7 novembre 1914.
10. PIARDI MASSIMILIANO di Gio.Maria e di Piardi Onesta. Figlio. n.m. Pezzaze 16 aprile 1924.
11. PIARDI MASSIMO di Piardi Caterina. Pezzaze 10 gennaio 1925.
12. BREGOLI CATERINA fu Giuseppe. Madre di Gio. Maria. Pezzaze 29 giugno 1857. Il 4 marzo 1916 vedova di Piardi Angelo.
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GIOVANNI MARIA PIARDI: Pezzaze 8 ottobre 1880 - 29 dicembre 1953. Detto il Grillo.
Pierino Gabrieli (1914 – 2005, discendente di nonna Piardi e sposo di Santina Isolina Bregoli figlia di Faustina Piardi dei detti Brine) il 17 gennaio 1999, unendoci una foto di Giovanni Maria, da Pezzaze scrive: “Piardi Giovan Maria detto Grillo nato il 10 ottobre 1880 morto il 29 dicembre 1953. Figura imponente, con una barbetta alla Cesare Battisti con il quale aveva combattuto, guerra 1915/18, sul monte Corno, quando Cesare Battisti venne poi fatto prigioniero dagli austriaci.
Uomo generoso il Giovan Maria Piardi, a lui ricorrevano tutti, per slogatura gravi, distorsioni o rottura di ossa. Fece scalpore il fatto di una donna, mamma di cinque bambini, abitante in località Palot, di Pisogne, che per una grava lussazione ad un’anca, dopo varie degenze in ospedali, era da mesi inferma a letto. Disperati i famigliari pregarono il Piardi Giovan Maria, che abitava e gestiva il rifugio Piardi al Colle di San Zeno, di recarsi a vederla. Dati alla povera donna dei forti sedativi, immobilizzatala, lavorò sull’arto, lo ingessò e raccomandò ancora un mese di letto e dopo il mese, liberatasi dall’ingessatura, la donna si alzò e riprese la sua vita normale.
Nella guerra il Piardi Giovan Maria, per alti meriti in missioni rischiose, fu nominato Aiutante di battaglia ed a fine guerra, proposto per l’Accademia di Caserta, con la prospettiva di carriera con il grado di Capitano, ma egli al suo Colonnello che lo sollecitava rispose che lui a casa poteva assicurarsi un grado superiore. Alla richiesta del Colonnello che grado lui potesse avere a casa rispose: ‘Signor Colonnello, io a casa sono Re’. Correva l’anno 1918.
A lui si deve poi la costruzione del rifugio Piardi al Colle di San Zeno, punto di collegamento della Val Trompia con la Valle Camonica, avvenuta dopo gli anni trenta ed ora raggiungibile comodamente a mezzo della strada intervalliva Pezzaze – Pisogne realizzata negli anni settanta/ottanta e poi costantemente migliorata”.
<< Sergente Maggiore degli Alpini nella I Guerra Mondiale, rimasto vedovo nel 1930, vendette il cascinale di Mondaro (in Val Dendó) e costruì nel 1932, tra innumerevoli difficoltà, il noto rifugio del Colle di San Zeno, posto a mt. 1418 s.m., che oggi porta il suo nome. Lo gestì poi personalmente fino alla morte assieme alla figlia Diaregina che dopo averlo a sua volta diretto, alla morte (3 ottobre 1993), lo lasciò al Ricovero Bregoli di Pezzaze >>.
Giovanni Maria figura ieratica, alta e snella, con pizzo al mento alla maniera di Cesare Battisti, è ancora cara e presente nel ricordo dei pezzazesi; infatti, nel corso della pubblicazione del calendario pezzazese per l’anno 1998, in una delle più belle fotografie presentate in testata di mese, appare la tipica figura del Grillo. << Giovanni Maria “Grillo” è cugino di Giovan Maria Piardi (1875) dei Mafé. Ambedue (...). Assieme ereditano le proprietà poste in Pezzaze, al monte di Mondaro, dello zio >>. (Testimonianza di Secondo Angelo Viotti; Pezzaze 2 e 5 dicembre 1997).
Pierino Gabrieli, sposo di Isolina Santina Bregoli (del 1922, nipote del “Grillo” in quanto figlia di Faustina Piardi di Angelo dei detti Brine), ancora ricorda: << Il Grillo è uno dei sei fratelli contemporaneamente alla guerra del 1915 – 1918. Durante la guerra sarebbe stato nominato aiutante di battaglia sul campo per atti di valore e per meriti di guerra. A casa, dopo il 1922, avrebbe anche fatto da istruttore ai giovani. Uomo pubblico, se così si può dire, figura assai nota a Pezzaze, che molti ricordano, ancora oggi. Infatti, non pochi, rammentano che un giorno, nella sala comunale, mentre stava leggendo il proclama del Re, che così iniziava: “In nome di sua maestà il Re, …, <gnari, fi sito e serì l’ös>”. Intendeva ammonire i ragazzi affinchè prestassero attenzione alla lettura e si preoccupassero di chiudere la porta della sala. (...). (...) >>.
Pierino Gabrieli con riferimento a Giovanni Maria Piardi “Grillo” ancora racconta: <<Il Grillo è stato anche abbastanza sfortunato, cose che accadono probabilmente alle persone generose. Lui, dopo la guerra aveva fatto molte firme d’avallo o piaggio come si dice in Val Trompia a favore di molti pezzazesi, ovviamente per aiutarli, godendo lui di stima e di notorietà. Voglio ricordare che a Tavernole, credo nel 1930 o 32, le banche, denominate Valtrumplina e San Filastrio, falliscono, di conseguenza gli “assistiti” del Grillo sono ridotti in briciole e sul lastrico e lui per il pieggio prestato è chiamato a rispondere. Qualcuno, responsabile della banca, gli suggerisce di porsi in salvo e, nel caso possedesse beni, di venderli, altrimenti rischia che a venderli siano necessariamente le banche creditrici. Posso dire che il Grillo si sia confidato con una Morzenti sposata Gabrieli. Questa donna avvisa di ciò la cognata anch’essa accasata con un Gabrieli. “”Cumpra el prat, cumpra el prat (Lindos) e cumpril voter Gabrieli””. Così fu per 41.000 lire nel 1931. Il Grillo va poi a costruire il rifugio al Colle di San Zeno e lo conduce con la figlia e poi la stessa da sola fino a pochi anni fa. Lo conduce anche nel periodo della lotta partigiana e così Giovanni Maria Piardi è anche uno dei testimoni della lotta per la resistenza, tra i due schieramenti, in questa zona di alta montagna >>. (Testim. Pierino Gabrieli e di sua moglie Santina Isolina Bregoli, nipote di Giovanni Maria – ottobre 1997)
GRILLO: Vei, Vecc Grillo (Vecchio Grillo. Soprannome di un Piardi da Pezzaze, sec. XIX, senza discendenza, che lascerà parte dei suoi beni a Giovanni Maria Piardi (1880), nipote, anch’egli detto Grillo dei Brine, quello del Rifugio e l’altra parte a Giovan Maria Piardi (1875) dei Mafé.

FRANCESCHINA PIARDI: Pezzaze, 1904. Figlia di Giovanni Maria (1880) detto “il Grillo”, della famiglia dei Brine. Muore nel 1991 all’età di 87 anni.
Personaggio noto a Pezzaze per il suo impegno nel sociale per il quale le è stato conferito il premio Bulloni ed una croce al merito. (Testim. Pierino Gabrieli – 22 ottobre 1997).
Di Franceschina sono note sue lettere pubblicate dalla rassegna di studi e documenti “La resistenza bresciana” dell’Istituto storico della resistenza Bresciana. Belle di profondo amor di patria narranti vicende da lei vissute quando viveva al Monte di Pezzaze. Per la sua militanza ed impegno di Resistente fu, come detto, insignita del Premio Bontà Bulloni nel 1971. Diamo notizia della motivazione: Alla vigilia dell’ultimo conflitto al Monte di Pezzaze, un’ora a piedi dalla più vicina frazione, vivevano circa quaranta famiglie. Dovevano arrangiarsi. Franceschina Piardi, alta e robusta a dispetto del diminutivo, una luce di bontà negli occhi chiari, vedova con quattro bimbi, doveva arrangiarsi come e più di tutti: per gli ammalati, per le donne in attesa d’un figlio, per i morti da comporre. Venne la guerra, venne la Resistenza: la Piardi nulla sapeva di politica, ma che pena per tutti quei giovani in giro, affamati e braccati! Per lunghi mesi la sua cascina a ridosso del Guglielmo fu il rifugio più valido durante i feroci rastrellamenti: nelle cataste di legna, dentro i fienili, giù tra botole impensate. E latte, minestra, polenta, qualcosa c’era per tutti. Quando i sopravvissuti tornarono alle loro case, taluno, oggi stimato professionista in città, non dimenticò la coraggiosa montanara; venne un riconoscimento ufficiale, una piccola forfettaria indennità, una croce di guerra. Ma chi ha saputo qualcosa? Nessuno. Adesso l’inverno della vita ha reso stanco il suo passo, l’ha costretta a lasciare il Monte, a scendere in paese. Nell’animo generoso la Franceschina non è mutata. Ancora, come può, conforta, sorregge, aiuta. [Brescia, Natale 1971 (da Brochure Premio Bulloni – ECA Brescia) … omissis …]
Franceschina sposò il 26 gennaio 1927 Richiedei Battista Apollonio, di Pietro e Catterina Bregoli, nato il 31 marzo 1895 ed ebbe quattro figli.
1904 – 1991. FRANCESCHINA PIARDI di Giovanni Maria (1880) e di Onesta Maria Piardi. Nasce a Pezzaze il 18 settembre 1904. Sposa Battista Richiedei ed ha quattro figli: Piero (1927), Secondo Giuseppe (1929 – 1996) detto Bocia Bröt, Onesta (1932) e Battista (1937). Franceschina muore l’anno 1991.
Onesta Richiedei (il 22 giugno 1999 in Pezzaze in un occasionale incontro presso la bottega di Rita Ferraglio – Bontacchio figlia di Maria Piardi dei detti Mafé) racconta di sua madre, Franceschina, sommessamente ma con grande passione, la vita passata e le forti prove avendo diversi figli piccoli da crescere e soprattutto per l’opera svolta durante il periodo detto “Resistenza”. “Mia mamma mai ebbe a lamentarsi del suo stato quasi di indigenza e dava agli altri quel poco che poteva avere; cedeva persino il letto affinchè altri potessero godere di un riposo più piacevole … e noi a dormire sul pagliericcio in stalla. A me, che ero un poco più precipitosa, soleva dire: <chi ha prudenza la usi!>. Della vita di mia madre avremmo dovuto scrivere molto raccogliendo le sue testimonianze, anche quelle della lotta di liberazione sui monti di Pezzaze; qualcosa è stato fatto ma troppo tardi”.
FRANCESCHINA PIARDI muore nel 1991 all’età di 87 anni. Personaggio noto a Pezzaze per il suo impegno nel sociale per il quale le è stato conferito il premio Bulloni ed una croce al merito. (Testimonianza di Pierino Gabrieli – Inzino di Gardone Val Trompia, 22 ottobre 1997).
Di Franceschina sono note sue lettere pubblicate dalla rassegna di studi e documenti “La resistenza bresciana” dell’Istituto storico della resistenza Bresciana. Belle di profondo amor di patria narranti vicende da lei vissute quando viveva al Monte di Pezzaze. Per la sua militanza ed impegno di Resistente fu, come detto, insignita del Premio Bontà Bulloni nel 1971. Diamo notizia della motivazione: << Alla vigilia dell’ultimo conflitto al Monte di Pezzaze, un’ora a piedi dalla più vicina frazione, vivevano circa quaranta famiglie. Dovevano arrangiarsi. Franceschina Piardi, alta e robusta a dispetto del diminutivo, una luce di bontà negli occhi chiari, vedova con quattro bimbi, doveva arrangiarsi come e più di tutti: per gli ammalati, per le donne in attesa d’un figlio, per i morti da comporre.Venne la guerra, venne la Resistenza: la Piardi nulla sapeva di politica, ma che pena per tutti quei giovani in giro, affamati e braccati! Per lunghi mesi la sua cascina a ridosso del Guglielmo fu il rifugio più valido durante i feroci rastrellamenti: nelle cataste di legna, dentro i fienili, giù tra botole impensate. E latte, minestra, polenta, qualcosa c’era per tutti. Quando i sopravvissuti tornarono alle loro case, taluno, oggi stimato professionista in città, non dimenticò la coraggiosa montanara; venne un riconoscimento ufficiale, una piccola forfettaria indennità, una croce di guerra. Ma chi ha saputo qualcosa? Nessuno. Adesso l’inverno della vita ha reso stanco il suo passo, l’ha costretta a lasciare il Monte, a scendere in paese. Nell’animo generoso la Franceschina non è mutata. Ancora, come può, conforta, sorregge, aiuta >>. (Brescia, Natale 1971; da Brochure Premio Bulloni – ECA Brescia).
Di grande espressività è l’articolo a firma di Danilo Tamagnini, su tre colonne con foto, a lei dedicato dal Giornale di Brescia in data 3 gennaio 1972 dal titolo ‘Benefica e coraggiosa montanara di Pezzaze – Molti fuggiaschi ricordano la sua baita sul Guglielmo – Vi trovarono scampo e cibi nel corso dei rastrellamenti – Meritò la croce di guerra - Un dono dal cielo per i suoi assistiti’.

DIAREGINA PIARDI
1912 – 1993. DIAREGINA PIARDI di Giovanni Maria (1880) e di Onesta Maria Piardi. Nasce a Pezzaze il 20 ottobre 1912 . Sposa suo cugino Albino Piardi (1924 – 1992) noto come “Bècalöm”ALBINO (ANGELO) PIARDI di (Francesco) Raffaele detto Cino de Castegnacol (1896); da Albino non ha figli. Diaregina muore il 3 ottobre 1993.
Vedi: ''Gente al Rifugio Giovan Maria PIARDI" - Colle di S. Zeno sopra Pezzaze, anni '50. http://www.piardi.org/volume3costumi.htm

Ottobre 1993. 10° † Diaregina Piardi. Ottobre 2003. I Piardi ricordano Diaregina. (20 ottobre 1912 - Pezzaze - 3 ottobre 1993). Figlia di Giovanni Maria (1880) detto Grillo. Dona tutte le proprietà: Rifugio “Piardi” al Colle di S. Zeno coi boschi circostanti e la casa in paese, al Pio Istituto – Ospedale Bregoli.

DIAREGINA PIARDI: Pezzaze, 1912 - 3 ottobre 1993. Grazie alla collaborazione della famiglia è stato possibile leggere il testamento olografo di Diaregina redatto di suo pugno in Pezzaze il 10 novembre 1992 che di seguito riportiamo:
“Pezzaze 10 novembre 1992.
Volontà testamentarie di Diaregina Piardi nata a Pezzaze il 20 ottobre 1912.
In perfette condizioni di salute e di mente stabilisco le mie volontà: come già d’accordo con il mio povero caro marito Albino Angelo Piardi stabilisco un legato a favore dell’ospizio Pia Opera Bregoli di Mondaro di Pezzaze costituito dei seguenti beni ..
1. Rifugio al Colle di San Zeno di Pezzaze con il terreno annesso, e il piccolo roccolo e rustico sottostante;
2. Casa in via Marconi 44 di Mondaro di Pezzaze di piani due e appartamenti di tre locali ciascuno servizi e cortiletto.
Il denaro, mobili suppellettili arredamento e vestiario dovranno essere assegnati in parte uguali ai miei nipoti figli di mio fratello e delle mie sorelle.
Obblighi per eredi:
1. Fare eseguire due messe ogni anno in data 10 agosto per Angelo Piardi, in data 20 ottobre per Diaregina Piardi;
2. Il rifugio le sue pertinenze non potranno essere venduti dalla Pia Opera Bregoli se non per esigenze eccezionali.
3. Il rifugio dovrà chiamarsi “Il rifugio lascito Angelo e Diaregina Piardi”.
4. L’inquilina della casa al piano terra di via G. Marconi 44 di Mondaro – Pezzaze, signora Santina Bregoli (Rina) potrà rimanere nell’appartamento affittato vita natural durante pagando il modesto affitto di quale riconoscimento per l’assistenza praticata a me e al mio marito.
La mia decisione non vuole mancare d’amare a tutti i miei parenti ma vuole essere un atto di generosità per tutti i bisognosi di Pezzaze.
Da me scritto e firmato in data 10 novembre 1992. Diaregina Piardi”.

In “I gesti e i sentimenti: le donne nella resistenza bresciana – percorsi di lettura”, edito dal comune di Brescia nell’anno 1990, Diaregina viene ampiamente citata e le pagine dal 35 al 244 riportano in parte il testo delle dichiarazioni rilasciate dalla stessa durante un’intervista (Colle di San Zeno 20 settembre 1988).
“Diaregina Piardi viene liberata dalla prigione alla fine della guerra.
Alla suddetta pagina 220 del citato documento, Diaregina viene citata come ‘ostessa’ ed insignita del riconoscimento di ‘patriota’ nella formazione Fiamme Verdi Lorenzetti per le località di Pezzaze – Valle Trompia e Colle di San Zeno.
Alla pag. 244 della opera si legge: “Diaregina Piardi nata il 20 ottobre 1912 a Pezzaze ivi residente, coniugata. Negli anni della guerra e durante il periodo della Resistenza lavora nel rifugio al Colle di San Zeno gestito dalla famiglia. Presta opera di assistenza ai militari sbandati e agli ex prigionieri in fuga verso la Valcamonica e la Svizzera attraverso il Passo. Si occupa dei rifornimenti per le Fiamme Verdi del gruppo Lorenzetti. Nell’aprile del 1945 è arrestata dalle SS e liberata nei giorni dell’insurrezione. Nel dopoguerra continua il lavoro di ostessa.”
Il noto Pierino Gabrieli (†2005), il 17 gennaio 1999, inviandoci anche una foto, da Pezzaze ci scrive: << “Piardi Diaregina fu Giovan Maria ‘Grillo’ nata il 20 ottobre 1912 e morta il 3 ottobre 1993.
Aveva sposato il cugino Piardi Albino in tarda età e alla morte del padre, aveva ereditato il rifugio Piardi al Colle di San Zeno e la casa in frazione Mondaro di Pezzaze, proprietà che, d’accordo col marito, poi fece lascito alla casa di riposo Istituto Bregoli di Pezzaze.
Un marmo, ad opera della direzione del Ricovero, posto all’esterno dell’edificio del rifugio, ne ricorda l’atto generoso a beneficio dell’istituzione. Dagli anni trenta fino al 1980 il rifugio Piardi non era raggiungibile che con una strada pedonale e per le persone anziane tutte ricordano ancora la ‘Diaregina’ che con un asinello, carico di piccoli barilotti o di sacchetti, quotidianamente si può dire, faceva la spola da Pezzaze al rifugio, facendo così sempre gli ottocento metri di dislivello (Pezzaze circa 700 metri sul livello del mare ed il rifugio a circa 1500 di altitudine).
In quegli anni, specie nei mesi estivi e autunnali, il rifugio era punto di riferimento, come lo è anche ora, di mandriani delle malghe camune e valtrumpline, dei cacciatori e punto di ristoro e riposo per i pedoni che transitavano da una valle all’altra.
Il Colle di San Zeno, ancora nel medio evo, ebbe anche allora una struttura di accoglienza, denominata appunto San Zeno dal santo forse che l’aveva costruita per assistere i viandanti. Prova di ciò ne sono le pietre squadrate che sono agli angoli dell’attuale costruzione e rinvenute negli scavi per le fondamenta” >>.
DIAREGINA PIARDI: Pezzaze (1912 – 1993). Gestì per lunghi anni accanto al padre Giovan Maria “Grillo”(Pezzaze, 1880) il rifugio del Colle di San Zeno. Negli anni della guerra e durante il periodo della Resistenza lavorò nel rifugio al Colle di San Zeno gestito dalla famiglia. Prestò opera di assistenza ai militari sbandati ed agli ex prigionieri in fuga verso la Val Camonica e la Svizzera attraverso il passo e si occupò dei rifornimenti per le Fiamme Verdi del Gruppo Lorenzetti. Nell'aprile del 1945 fu arrestata dalla SS. e liberata nei giorni dell'insurrezione. Ha lasciato i suoi beni alla Casa di Riposo Bregoli di Pezzaze. (Da: Enciclopedia Bresciana).

Combattenti di Pezzaze sulle scale..

In alto: GIOVAN MARIA PIARDI "Grillo" (1882). Scalinata della Chiesa in Pezzaze, anno 1929;
dal gruppo degli ex combattenti in festa.

In basso: BORTOLO Piardi (Pezzaze, 1887-?), fratello del detto Grillo Giovan Maria con l'evidente, grave, infermità di guerra.

Dal foglio di famiglia n. 25 del comune di Pezzaze per la casa di via Mondaro 46, impiantato nel 1910 ed aggiornato sino al 13 febbraio 1930, relativamente a BORTOLO PIARDI (1887) leggiamo: <<
1. PIARDI BORTOLO di Angelo e di Bregoli Caterina. Capo famiglia. Minatore. Pezzaze
28 maggio 1887. Coniugato il 30 gennaio 1910. Si risposa il 6 dicembre 1928.
2. VIOTTI PIARDI MARGHERITA di Giacomo e di Viotti Annunciata. Moglie. Contadina. Pezzaze 18
ottobre 1889. Coniugata il 30 gennaio 1910. Decede il 18 settembre 1919.
3. PIARDI CATERINA di Bortolo e di Viotti Margherita. Figlia. Pezzaze 18 marzo 1910. Coniugata in
Pezzaze il 13 febbraio 1930.
4. PIARDI MARIA ANGELINA di Bortolo e di Viotti Margherita. Figlia. Pezzaze 3 agosto 1912.
5. PIARDI INES ANDREINA di Bortolo e di Viotti Margherita. Figlia. Pezzaze 29 dicembre 1914.
6. MORZENTI CECILIA di Giacomo e di fu Facchini Domenica. 2^ Moglie. Contadina. Pezzaze 23 ottobre
1897. Coniugata il 6 dicembre 1928.
7. PIARDI MASSIMO di Bortolo e di Morzenti Cecilia. 28 settembre 1929 >>.
Sposa in secondo matrimonio Cecilia Morzenti (1899 - 7 dicembre 1951) ed ha due figli: Massimo (1929) e Bortolo (1932). Bortolo padre (1887), uno degli undici figli di Angelo (1852), mutilato – invalido di guerra decede il 20 marzo 1932.


Piardi Giovanni Maria (1880) detto Grillo con amici ed ospiti al suo Rifugio PIARDI
Piardi Giovanni Maria (1880)
detto Grillo con amici ed ospiti al suo Rifugio PIARDI, fine anni '30 del Novecento. I PIARDI il 2 settembre 2012 sono al Colle di San Zeno per ricordare gli 80 anni di attività del Rifugio, i due conduttori Piardi, Giovanni Maria e Diaregina, nell'ambito del 525° dei Piardi a Pezzaze. http://www.piardi.org/incontri/raduno2012.htm
(Foto tratta dal Calendario 2015 di Pezzaze, a cura della Fondazione Pio Istituto Angelo Bregoli - Pezzaze)

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