I Piardi

> Home
> News
> Ricorrenze
> Comitato
> Incontri
> Personaggi
> Foglio notizie
> Opera
   - volume I
   - volume II
   - volume III
> Dicono di noi
> Solidarietà
> Luoghi
   - Pezzaze
   - Pomponesco
   - Viadana
   - Dosolo
   - Gussago
   - Portiolo
   - Pezzoro
   - Franciacorta
   - Lavone
   - BRASIL

> Links
> Archivio

espanol Español
english English
portugues Português
brasileiro Brasileiro

Gruppo Piardi su Facebook


Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


powered by digionet

Angelo Lumini detto Toni

INDICE DEI PERSONAGGI


Vorresti vedere tratteggiata in 'Personaggi' la figura di un Piardi? CLICCA QUI

Angelo Lumini detto Toni, figlio di Teresa Piardi

Angelo LUMINI detto "Toni", figlio di Teresa Piardi (1883) e Pietro "Mürachèt" (1874), nasce a NAVEZZE di Gussago (Brescia) l'anno 1911. La madre, Teresa, è nota bottegaia pizzicagnola nella popolosa, geograficamente estesa, contrada frazionale del Comune di Gussago in Franciacorta. Una valletta questa di Navezze che vive della campagna vocata alla viticoltura e delle attività del bosco, dei castagneti e dell'allevamento di animali domestici, di qualche armento, di poche mucche da latte e di qualche vitello destinato all'ingrasso. Questi bisogni in termini di vettovaglie e di allevamento del bestiame, poco più che familiare, sono la fortuna dei bottegai ed anche della nuova famiglia formata da Teresa "bottegaia- pizzicagnola" e da Pietro "Mürachèt", lui occupato in campagna ed in cantina. 


Angelo Lumini 'Toni'

LUMINI PIETRO Luigi Vincenzo, padre del nostro ANGELO, nacque a Gussago il 23 maggio 1874 da Luigi e Rosa Zanotti "de Puntel" di Navezze e divenne (8 dicembre 1901) marito di Piardi Teresa, figlia di Ernesto detto El Siur Nano (1849). (Teresa Piardi è sorella di: Achille Domenico (1880), Nino Angelo, Brigida andata in sposa ad Angelo Reboldi, detto Anima santa, e Anna Maria Giuseppa, detta Marietta, sposata a Silvio Sabattoli). PIETRO muore a Gussago il 22 novembre 1952, raggiungendo la moglie mancata nel 1949.
I LUMINI sono un'antica famiglia gussaghese, infatti, i registri canonici della Comunità Parrocchiale la danno presente sin, almeno, dal secolo XVI (Anno 1563, battesimo di "Christoforo Lomino"). Anticamente denominati quali LOMINO o LUMINO anche LOMINI, sarebbero originari e comunque (forse più) diffusi in quel di SAIANO ed anche RODENGO (poi Rodengo Saiano dal 1927) in Franciacorta tuttavia, si legge figurino tra gli "estimati" di Navezze di Gussago già l'anno 1568. (Archivio Stato di Brescia – Territorio ex Veneto, b. 469).
La famiglia di Teresa Piardi, moglie di Pietro Lumini, invece, come recitano da più parti le pagine di questo sito, proveniente dalla montana località di PEZZAZE, venne a dimorare in GUSSAGO solo nei primi anni dell'Ottocento; tuttavia già a partire dal 1812 Andrea Piardi padre (Pezzaze, 1767) risulta Amministratore comunale per diritto di Censo (determinato dal valore delle proprietà di cui risulta intestatario), pur in presenza di una ventina di ben più antiche, quanto facoltose, famiglie gussaghesi.


Pietro Lumini con Anna

Il cognome Lomino (Lomini, Lumini), come detto prima, appare a Gussago molto presto cioè nel secolo XVI [vi risultano ancora nel 1611 oltre che nell'estimo dell'anno 1641 (come asserisce la paleografa, studiosa Mariella Annibale Marchina nel suo lavoro "Gussago negli archivi storici" – Edizione Comune di Gussago – 1989, pag. 33, da A.S.B. Catasto antico, registro 360)], infatti, troviamo citate Maria de Lomini e Margarita Lomini già nel XVI secolo come Commadri (Comari), in dialetto "La cumar" (l'ostetrica). (Rinetta Faroni – Sale di Gussago nella storia – 1996 – Edizione Fondazione Civiltà Bresciana). Addirittura: “Thomasin Lomin, massaro di messer Borth.° de’ Sali” è tra “Quelli alliquali toccava per la forma del Rodolo di allevar i mille vitelli dell’anno 1557”, a lui gli viene assegnato l’obbligo di allevarne tre. (A.S.B., Territorio ex Veneto, b. 327 in Blasonario Bresciano vol. 1, Ed. Zanetti).
Altri documenti storici di Gussago citano più volte i Lumini (o Lomini ovvero Lomin, Lomino ed anche Lomina) nel secolo XVII. Reg. M. da manoscr. di R. F. “Morti di peste a Gussago nel 1630”.
I Lumini sino alla fine degli anni '60 del secolo XX sono compagni di scuola, a Navezze di Gussago, di tutti i coetanei scolari Piardi.
1942. Il nostro ANGELO, Gussago, 1911, noto a tutti come Toni Mürachèt, sposa nel 1942 Stefania (Stefana) Micheli, nata a Brescia nel 1922; ha da lei tre figlie: Anna, Luciana e Paola.
La secondogenita Luciana va in sposa il 2 marzo 1965 ad Angelo Piardi, classe 1942 da Gussago di (fu) Angelo del 1905 (deceduto in Germania, nel 1942, figlio di Achille Domenico e Angela Camilla Ghedi) e Elena "Terisì" Venturelli (di Umberto e Margherita Catterina Inselvini dei detti Enürì dimoranti in Navezze di Gussago).
12 settembre 2003: Gussago (Brescia).
Iniziano le manifestazioni dell’Autunno gussaghese, 36esima edizione. Tra le tante iniziative, promosse dalla Proloco, quest’anno anche i 125 anni della Bamda Musicale S. Maria Assunta. <<La Compagine musicale, (...), è oggi composta da ventotto elementi. I più giovani hanno appena frequentato la terza media, ma non manca il più <esperto> del gruppo, il signor Lumini Angelo, classe 1911 e quasi trent’anni passati al servizio della Banda. (...) >>. (Maurizio Spinali – La Voce del popolo. N. 34 – 12 settembre 2003)
La Pro loco, sempre a Gussago, presenta la mostra fotografica “S... tralci di vite” e “Sentieri”, quasi una personale di Angelo Cartella, ma anche foto tratte dai cassetti di famiglia dei gussaghesi. Belle, originali e significative, quelle esposte a cura di Renato Ungaro, stampe della vita d’Africa di quattro gussaghesi della classe di leva 1911: Luigi Ungaro (Bigì dè Uchì), Federico Ungaro (Süpilì – Rico di gelati e della locanda Paradiso), Angelo Lumini (Mürachèt, cacciatore pure in Africa durante il servizio militare, fisarmonicista e saxofonista) e un altro gussaghese. [Federico Ungaro (Süpilì...), ritratto nelle foto della suddetta mostra, sposò Brigida Teresa Piardi di Angelo di Ernesto (1849) da Gussago di Andrea (1799) da Pezzaze].
Gussago, 12 maggio 2006. Muore Angelo "Toni".
Angelo “Tòni” Lumini, figlio di Pietro “Mürachèt” e di Teresa Piardi del Siur Nano Ernesto “Catanì”, nato a Gussago nel 1911;  Rappresentante di commercio per una grande industria dolciaria piemontese. Per passione: bandista e musicante, fisarmonicista, saxofonista per tutta la vita; poi musicista apprezzato, più volte premiato. Appassionato dell’arte venatoria da sempre. Di Angelo “Tòni” hanno parlato alcuni studiosi di storia locale dedicandogli ampie interviste. << ... conobbi “Toni” sin dai primi anni Cinquanta quale parente (era figlio della sorella di mio nonno Achille Domenico, notissima, intraprendente bottegaia e pizzicagnola sino al 1949) e vicino di casa in quella contrada di Navezze, tanto distante (all’epoca) dal centro di Gussago, da molti detta “(Al)Val dèl patöss” poichè ubicata in una valletta ricca di boschi produttori di fogliame per lo strame del bestiame di stalla, lungo il distendersi del torrente La Canale. La raccolta dèl patöss fu per lunghi decenni pratica assai diffusa tra i gussaghesi Piardi di Navezze, ... anche “Al ciar dè lüna” (al chiaro di luna) o dell’alba, soprattutto nelle convalli: del Faido; èn Val Mort, dove i Piardi avevano proprietà o vi lavoravano fondi. “Tòni” ha saputo e voluto suonare e comporre musica sino agli ultimi mesi di vita >>. (Testimonianza in breve di Achille Giovanni Piardi, pubblicata in “Foglio Notizie” I PIARDI http://www.piardi.org/foglionotizie.htm
n.° 23 – Dicembre 2006).


Angelo Lumini ' Toni ' , 2002

La discendenza di Teresa PIARDI con Pietro LUMINI, genitori del nostro “Toni”.
1883 – 1949. TERESA PIARDI, di Ernesto (1849) e di Angela Codenotti, nata a Gussago nel 1883, coniugata l'8 dicembre 1901 con Pietro LUMINI (23 maggio 1874 - 1952). Teresa decede a Gussago l'8 febbraio 1949. FIGLI, diventati adulti:
- 1911 - ANGELO (Toni) sposa Stefania (Stèfana) Micheli da Brescia nel 1942 ed ha tre figlie: Anna, Luciana, Paola;
- 1913 - ERNESTO sposa Maria Arici figlia di Cesare Paolo e Caterina Mordenti da Bovegno ed ha sette figli: Ettore, Teresa, Riccardo Tiziano, Donatella, Paola, Chiara, Loredana (1966).  Sarà Ernesto, con la moglie, a proseguire nell’attività commerciale di “pizzicheria” già della madre, Teresa. Ernesto decede il 29 giugno 1977;
- 1916 - LUIGI (Bigiara) sposa Angela Bettenzana ed ha cinque figli: Pietro, Giovanmattia, Ferdinando, Luigia e Fabrizio. Luigi decede a Navezze di Gussago.


Teresa Piardi Lumini

“ANGELO LUMINI una vita di lavoro, caccia e sport”.
[Nel Volume “I PIARDI” proponemmo la copia anastatica di questa pagina che segue, tratta da: Adriano Baffelli e Rinetta Faroni. “GUSSAGO E LA SUA FIERA. Uomini, Passioni e Tradizioni. Cinquant’anni di storia venatoria”. Fed. Italiana Caccia – Sezione di Gussago (Brescia). Agosto 1996. “La Cittadina” in Gianico di Valcamonica.
Ora, per le righe della pagine Web del sito “I PIARDI”, condividendone le parole e lo spirito, la trascriviamo nell’ambito della specifica pagina a lui dedicata, nell’intento di rendere onore al nostro “Toni” con parole e testimonianza d’altri; in questo caso ricercatori bresciani e storici gussaghesi].
“ANGELO LUMINI ...”. Classe 1911, 85 anni l’anno 1996.
E’ davvero un gran bel personaggio Amgelo Lumini, Toni Mürachet, lucidissimo, quasi non fossero reali i suoi 85 anni ma avesse i sessanta, o poco più, che dimostra. Conversatore amabile, nutre ancora parecchi interessi: suona la fisarmonica, da poco ha comprato un sax e sta imparando a suonarlo, trascrivendo gli spartiti per adattarli al nuovo strumento. Musicista autodidatta, iniziò a 14 anni a suonare il clarino nella banda.
E’ stato anche un famoso giocatore di pallamano, nella squadra del Navezze, composta da Piero Dolzanelli (Merlo), Ungaro, Andreoli, Vincenzo Frau, Lino Gozio, Lumini e Torri.. Il Lino fu premiato come battitore a lui come “rimandidur”, rimandadore. Diede vita ad una squadra di pallamano con Girardini di Camignone e con Gozio “Capural”, anche quando lavorava alla OM, dove rimase per otto anni. Quando tornò a fare il contadino e il “purcheròt”, il norcino, attività già svolta da giovane e che esercitò ancora dopo la guerra.
In seguito è stato per oltre 18 anni capo piazzista della Ferrero, andando in pensione a 60 anni. Sino a 40 anni ha giocato, ottenendo risultati agonistici migliori di quando era giovane, in quanto con l’esperienza riusciva meglio a dominare il carattere nervoso. Ma come è diventato cacciatore? <<Lo era già mio padre e la passione si è manifestata seguendolo. Chiesi ed ottenni la prima licenza a 16 anni, con la firma del genitore. Iniziai con la caccia alla lepre insieme a Giovanni Botti, el frer (il fabbro) di sale, Rico Zanotti, il Molinaro, avevo dei segugi davvero bravi>>. Successivamente cambiò genere ed iniziò ad andare a beccacce, dapprima con una bracchettina, quindi con un setter.
Andava in Quarone (alta collina di Gussago), oppure fino alla Pernice (montagna dell’attigua Brione); con “Igio” Vanoglio, compagno di avventura, si alzavano prestissimo e tornavano nel tardo pomeriggio. Poi tenne la posta (appostamento) in val Morta (di Gussago), all’interno di un suo terreno con bosco e frutteto. Adesso (1996) non fa più la posta, sono rimaste solo le piante di pastura, romiglie, “sanguen”, e pratica la caccia vagante per cui ha dovuto optare. Entrò fin dagli inizi nel Circolo dei Cacciatori, del quale era presidente Giovanni Frassine.
Era affiatato anche con Gino Tirale, anche per via di una cognata del Tirale, Teresa, tenuta a balia da sua mamma, la signora Teresa Piardi, alla quale era morto un bimbo appena nato. Il loro gruppo di cacciatori era caratterizzato da una buona amicizia; andavano a quaglie con Frassine nei territori adiacenti alla Stacca (località di Gussago). <<Dato che l’apertura della caccia dopo il 15 di Agosto impediva buone catture, stabilivamo noi la data, non c’erano tante restrizioni e leggi come oggi, per cui andavamo a quaglie e gazzette fin dai primi di agosto e ne prendevamo...>>.
Anche Angelo Lumini conferma che la prima Fiera della caccia fu organizzata da Tirale e Frassine, con Rico Zanotti ed altri, tra i quali cita: Andrea Marchina e Carletto Scolari di Ronco, Giovanni Botti, il Frer di Sale. <<Poi la Fiera è cresciuta con Greotti; nella Sezione è cambiato lo stile: scrivevano, tenevano i verbali, riunioni, mentre prima era cosa tra amici>>.
Da parte sua ha collaborato all’organizzazione della manifestazione venatoria sino al 1973, anno in cui gli sono stati conferiti un Diploma di Riconoscimento, firmato da Bettoni (Presidente sezionale della caccia), ed una medaglia d’argento “Per la dedizione e l’oculatezza dimostrate in 20 anni di attività”. Anche quest’anno,1996, è andato a caccia, riempiendo i carnieri di tordi e merli, << niente selvaggina, perchè ora ci sono troppe difficoltà – dice guardando nel bosco dietro casa – i merli sono belli, tengono compagnia, mi piace vederli sui rami, ma quando è stagione posso sparargli. Per la caccia, poi, si fanno riunioni cui si partecipa solo per sentire le decisioni già prese. Si pagano fior di tasse, ma si è trattati quasi peggio dei delinquenti>>. E giù una serie di critiche rivolte a <<certi politici>>. Affiorano alla rinfusa innumerevoli ricordi: la guerra, l’Africa, la fabbrica, la bottega di sua madre (Teresa Piardi), la ferita per lo scoppio di un fucile ad avancarica. Ed ancora: la ferita ad una mano per il gioco della palla, le catture di selvaggina in Africa (Vedi i titoli delle foto esposte alla mostra del 12 settembre 2003), il segugio “Bèlo”. (Da: GUSSAGO E LA SUA FIERA. Uomini, Passioni e Tradizioni. “Cinquant’anni di storia venatoria”).

Nella Contrada di Navezze di Gussago (Brescia) e non solo, la famiglia Lumini è passata alla storia dei proverbi o "detti" di uso comune o popolare. Quando un tempo i poderi agricoli, definiti nel loro assetto di proprietà privata, erano ancora e soltanto cintati da semplice siepe divisoria composta di rovi e frasche, comunque invalicabile per costume ed usanza, si narra che una mucca dei Lumini, meglio dei "Mürachècc", avvesse a procurarsi miglior e più verde erba nel campo attiguo a quello di famiglia operando, preventivamente e senza dare troppo nell'occhio, un sufficiente foro o spazio, appunto, nella siepe divisoria. Così che, una volta operato e per prima il sufficiente pertugio da parte della vacca dei Lumini, tutte le restanti vacche di altra famiglia potevano pur passare. Infatti da qui, per ogni tipo infrazione commessa verso altra proprietà privata o violazione di diritti da parte di ignoti (o quando anche scoperti fossero gli usurpatori) nacque il detto: "E' stata la vacca dei Lumini", meglio e in dialetto di Gussago: " L'è stada la aca di Mürachècc". E così, quasi come a precorrere il concetto di moderna "leggenda metropolitana", a quel tempo questa definizione non esisteva, ancora oggi si ode, nel parlare comune, questa espressione ... assolutoria delle proprie responsabilità, anche difronte all’accertata e conclamata evidenza.
Tra "i detti o modi di dire" noti a Gussago, anche tra i Piardi, vi è: > “Ghè ‘n büs ‘n de la ses! La sarà stada la aca di Mürachècc”; (Lumini parenti dei Piardi). = Vi è un buco nella siepe! Sarà stata la mucca dei Lumini. Poco importa che tutti transitino per lo stesso varco nella siepe approfittandone della comodità, la colpa rimane sempre di colui che ha operato il varco, appunto ...la mucca dei Lumini (la aca di Mürachècc) .
[Qualcuno, invece, la racconta così: << a Navezze è proverbiale La storia de la aca di Mürachècc, (La storia della vacca dei Mürachècc), cui sempre si attribuisce la colpa di aver fatto, per prima, il buco nella siepe di confine onde poter sconfinare in cerca dell’erba, sempre più verde, dell’attiguo podere. Poco importa che poi l’abbiano seguita, sulla medesima strada, altre mucche...; così dicasi per tutti coloro, uomini e donne, che solo perchè approfittano del “varco” operato da altri... ritengono di essere innocenti, assolvibili delle loro evidenti azioni e malefatte: “io non c’entro”; come dire: è stata la vacca dei Lumini >>.].

LUMINI: il casato cui appartiene Pietro (1874), padre del nostro Angelo; anzi, del nostro Toni Mürachèt, “proprio un gran bel personaggio”, come scritto nelle pagine dei libri di storia gussaghese.
(A cura di Achille Giovanni Piardi, per le pagine web del sito “I PIARDI”. Luglio 2010)

 

top