I Piardi

> Home
> News
> Ricorrenze
> Comitato
> Incontri
> Personaggi
> Foglio notizie
> Opera
   - volume I
   - volume II
   - volume III
> Dicono di noi
> Solidarietà
> Luoghi
   - Pezzaze
   - Pomponesco
   - Viadana
   - Dosolo
   - Gussago
   - Portiolo
   - Pezzoro
   - Franciacorta
   - Lavone
> Links
> Archivio

espanol Español
english English
portugues Português
brasileiro Brasileiro


Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


powered by digionet

I Piardi e le X giornate di Brescia
> INDICE <  01 | 02 | 03 | 04 | 05 | 06 | 07 | 08 | 09 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36 | 37 | 38 | 39 | 40 | 41 | 42 | 43 | 44 | 45 | 46 | 47 | 48 | 49 | 5051 | 52 | 53 | 54 | 55 | 56 | 57 | 58 | 59 | 6061 | 62 | 63 | 64 | 65 | 66 | 67 | 68 | 69 | 70 | 71 | 72 | 73 | 74 | 75 | 76 | 77 | 78 | 79 | 80 | 81 | 82 | 83 | 84 | 85 | 86 | 87 | 88 | 89 | 90 | ...
Vorresti vedere tratteggiata in questa sezione 'Personaggi' la figura dei tuoi parenti? CLICCA QUI

I Piardi e le X giornate di Brescia

Sul collemonumento alle X giornate in piazza della Loggia - Brescia Cidneo che domina Brescia, il castello è una poderosa fortificazione cinquecentesca, con parti anche precedenti, simile a tanti altri ma per i padri del Risorgimento era diventato il "Falco d'Italia" perché, come un rapace, s'innalzava a difesa della città, a sua volta chiamata "Leonessa d'Italia".
Siamo dunque in pieno epos ottocentesco: Brescia insorse contro gli austriaci una prima volta nel marzo del 1848, com'era avvenuto a Milano con le Cinque Giornate.
I patrioti chiamano a raccolta i cittadini in piazza della Loggia, si chiede la Guardia Civica, scoppia la rivolta e il giorno 22 la città è libera ma per poco: la sconfitta piemontese a Custoza (23-25 luglio) consente agli austriaci di rientrare. Il 12 marzo 1849, Carlo Alberto riprende le ostilità e il successivo 22 marzo i bresciani sono di nuovo in armi: il presidio austriaco si ritira nel castello, attendendo i rinforzi che difatti arrivano dalla piazzaforte di Mantova, da Padova, da Verona, fino ad un contingente di quattro mila uomini.
Al comando, generali di lunga esperienza: Nugent, Leshk, Haynau; dall'altra parte il Sindaco Sangervasio, Contratto, Cassola e l'eroico Tito Speri, ventiquattrenne, che aveva già combattuto a Milano e, nell'esercito regolare, a Governolo. Speri prenderà parte alla congiura mazziniana di Mantova e sarà impiccato a Mantova nel '53.
Dal castello, le artiglierie austriache bombardano senza tregua, mentre Speri e il curato di Serle, don Pietro Boifava, sceso dai Ronchi con i suoi montanari, tenevano testa alle truppe diCarrozza usata da Giuseppe Garibaldi, Museo Civico del Risorgimento a Brescia Nugent, a Sant'Eufemia. Nella notte del 30 marzo, il generale Haynau riusciva ad entrare nel castello dalla strada del Soccorso, la stessa percorsa nel 1512 dai francesi di Gaston de Foix e di Jacques de la Lude. Alla resa del presidio della Serenissima, allora, seguì un orrendo saccheggio. Haynau farà pagar cari i 10 giorni dell'eroica resistenza bresciana. La mattina del 31 marzo, il generale impone la resa senza condizioni, con la minaccia di saccheggio. I cittadini resistono, casa per casa, in un susseguirsi di episodi di coraggio e di valore a porta Bruciata, a porta Venezia, a San Barnaba. Scoppiano gli incendi appiccati dai soldati.
Il mattino del 1° aprile, per evitare l'estrema rovina, la municipalità invia padre Maurizio Malvestiti a trattare le condizioni della resa. Il saccheggio e le uccisioni durano però fino a tarda notte, seguiti dalle fucilazioni. Haynau sarà chiamato "la jena di Brescia": la repressione è di estrema durezza.
Le "10 giornate di Brescia" sono ricordate dal monumento, opera di G.B. Lombardi (1864) a porta Bruciata. Ma nello stesso castello, nell'ala del Grande Miglio (cosi detta perché ricovero delle granaglie negli anni della Serenissima),è stato allestito il Museo Civico delRisorgimento e sono gli oggettiI combattenti per le strade di Brescia, a San Barnaba (oggi, zona di corso Magenta), durante le "X giornate", in una stampa dell'epoca a raccontare quelle pagine di storia.

Il "Comandante" don Pietro Boifava, dopo laresa, viene nascosto in Pezzaze dal Parroco don Antonio Piardi.
Giovanni Battista Piardi - patriota dal 1832 - condannato a morte dal Tribunale militare di Milano, poi con conversione al carcere duro nella fortezza dello Spielberg in Moravia, è presente alle battaglie delle X Giornate di Brescia.
(Vedi Volume 1 e 2 "I PIARDI")

top