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Padre Natale, amico
e guida di Don Giovanni Calabria.
Chi era Padre Natale?
Nasce da Maria Piardi e Giovanni Battista Fada il 27 maggio
1863 a Lavarone in Val Trompia (BS). È battezzato col
nome di Giuseppe Giacomo. Rimane orfano del padre molto presto.
A vent'anni entra novizio nell'ordine dei Carmelitani Scalzi
e prende il nome di Natale. Riceve l'abito religioso il 25
gennaio 1883. Il 12 marzo 1889 è consacrato sacerdote.
Nel 1891 è destinato al piccolo convento di Verona:
ha 29 anni. Vivrà stabilmente qui fino al termine della
sua lunga vita.
Eletto Consigliere Provinciale più volte, negli anni
della prima guerra mondiale assolve il compito di Superiore
del Convento.
Nel capitolo Provinciale del maggio 1930
è eletto Superiore Provinciale, ma non accetta. L'assemblea
glielo impo ne
per "obbedienza" e solo allora p. Natale accetta.
Questa sua resistenza poteva avere vari motivi e, fra questi,
il distacco dal suo carissimo figlio spirituale Don Calabria:
la sede Provinciale era, infatti, a Venezia. I confratelli
lo assecondano: potrà rimanere nel convento degli Scalzi
a Verona.
In lui la delicatezza della giustizia sconfinava nella più
squisita e audace carità. Molti assicurano che usava
anche la penitenza corporale del cilicio e che lo avrebbe
smesso su consiglio di don Giovanni Calabria, mentre quest'ultimo
lo smise per ordine di p. Natale.
Il centro della sua pietà fu l'Eucarestia, seguita
da una filiale devozione mariana. "Non ho mai lasciato
un giorno la recita del Santo Rosario" dirà.
Non andava in cerca delle anime, ma da tutte le parti, vicine
e lontane, le anime accorrevano a lui: tutti i giorni e a
tutte le ore.
Dotato di una particolare e soprannaturale intuizione, era
un direttore spirituale forte e deciso, ma nello stesso tempo
materno.
Don Calabria incontra Padre Natale mentre
presta servizio all'Ospedale Militare di Verona. Bastava attraversare
la strada e lì c'erano la Chiesa ed il Convento dei
Carmelitani Scalzi, dove si trovava, come superiore, p. Natale.
Giovanni aveva dovuto sospendere gli studi in seminario e
durante quel servizio doveva, lui così devoto, sopportare
i frizzi dei suoi commilitoni. Sentiva il bisogno d'essere
difeso, compreso, amato e incoraggiato, perché si vedeva
in difficoltà per il suo avvenire. Nasce pian piano
un'intensissima amicizia dello Spirito. Sempre più
i due saranno inseparabili. Giovanni è più giovane
di p. Natale di dieci anni. Diverrà suo penitente e
figlio spirituale per ben 45 anni.
Don Calabria scriverà ai suoi religiosi: "Confessatevi
regolarmente; siate umili, sinceri nell'accusa. Abbiate un
confessore stabile, che vi conosca, se volete progredire nelle
vie della perfezione e della Santità; e non facili
a cambiarlo, abbiate confidenza e apritevi pure con lui, specialmente
per quello che riguarda la vostra vita religiosa e la vostra
vocazione".
È risaputo che la vera amicizia, sostenuta dall'amore
puro, implica un insieme di atteggiamenti quali l'interessamento,
l'attenzione, il rispetto, la comprensione, l'altruismo. Si
realizza nel dare senza attesa ed è caratterizzata
dalla possibilità di donare senza sacrificio alla persona
amata. L'essere spirituale, poi, si conquista con la fede,
la devozione e la coscienza sapienzale. Nella nuova unità
che si forma dalla comunione di due persone sante c'è
la sintesi della luce e dell'ombra di entrambi. Il Libro Sacro
riassume tutto questo in un'unica frase: "Chi ha trovato
un amico ha trovato un tesoro".
Per tutta la vita i due si aiuteranno a vicenda, oltre che
nello spirito, anche per le necessità del quotidiano.
Nel 1936 p. Natale è ricoverato in ospedale. La convalescenza,
per interessamento di don Giovanni, la trascorrerà
a Pacengo, sul lago di Garda, nella villa dell'avv. Giuli,
amico di don Calabria.
Quante volte don Giovanni metterà a disposizione di
p. Natale la carrozza prima, la vettura della Casa poi. Insieme
andranno a Lourdes e in altri santuari d'Italia. Insieme saranno
ricevuti da Papa Pio XI.
Quante volte, nell'umile convento degli Scalzi, a tutte le
ore del giorno e della notte p. Natale aprì le braccia
a don Giovanni! Se l'assenza del padre si protraeva per due
o tre giorni, don Giovanni lo raggiungeva, oppure gli scriveva.
Si volevano un bene dell'anima!
P. Natale mise nelle mani di don Giovanni parte della sua
eredità di famiglia e gli passava delle grosse somme
che dei benefattori gli chiedevano a chi destinare. Sosteneva
così la nascente Casa Buoni Fanciulli.
Indirizzerà alla congregazione il conte Perez, la contessina
Lavinia, la signorina Serafina Carli, Massimo Besozzi e Maria
Galbusera. Convincerà don Giovanni alla fondazione
di un'associazione a favore degli ammalati. Sarà sempre
lui che vedrà il "segno" di Dio nel ritrovamento
dello zingarello.
Tra i due c'era una gara di autentica fraternità operante.
Con l'andare del tempo io credo che p. Natale si sentisse
più sicuro del suo figlio spirituale che di se stesso
e, in cuor suo, avrà forse pensato che don Giovanni
non gli fosse stato affidato, ma che lui stesso fosse affidato
a don Giovanni.
Durante l'ultima malattia di p. Natale, don Giovanni incontrò
il prof. Chierego mentre usciva dalla stanza dell'ammalato.
Il medico scosse la tesa e affermò che non c'era più
speranza. Don Giovanni lo pregò con insistenza e lo
supplicò di ritornare dal moribondo e di mettere in
atto tutta la sua scienza. Per qualche giorno p. Natale fu
sollevato dai suoi dolori.
Come padre spirituale dalla forte personalità il carmelitano
vedeva che poteva portare don Giovanni alle più alte
vette dello Spirito, ad una vertiginosa crescita interiore.
Si ha più che compiacimento, quasi una commozione nell'avvicinare
questo frate, dal tratto cortese pur nella sua ruvidezza e
dallo spirito aperto e colto. Uomo schietto, conscio del proprio
vigore di spirito, ma anche umile e dignitoso: fece dei suoi
figli spirituali dei veri ed autentici amici.
Padre Natale non è una guida come le altre. Convincerà
don Giovanni "che è il sacerdote prescelto da
Dio e farà cose nuove nel campo della Chiesa".
Sarà un amico imperioso, insofferente di debolezze
e di indugi.
Assistendo alle sue ultime ore di vita, don Giovanni restò
sulla porta a guardare con le lacrime agli occhi. Padre Natale
morì placidamente verso le 22.00 del 21 ottobre 1941:
aveva 78 anni, 58 trascorsi da frate.
Padre Natale fu confessore disponibile e fedele, attento e
profondo direttore di spirito, scelto dalla Provvidenza per
un'integrazione d'amicizia e di guida con il santo prete veronese.
Giustamente don Giovanni sosteneva che "la nostra Opera
può dirsi carmelitana".
Pochi riusciranno a dimenticarlo.
Arturo Maistrello
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Per ulteriore approfondimento sulla figura di Padre
Natale di Gesù ed il rapporto con S.Giovanni Calabria
si veda alla sezione "Ricorrenze" - 60°
della morte di Padre Natale, l'anno 2001.
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Pezzaze, i Piardi, padre Natale di Gesù e San Giovanni
Calabria
da “I PIARDI”. I PIARDI NEL MONDO
– LOS PIARDI EN EL MUNDO – OS PIARDI NO MUNDO
Edizione ridotta del “Numero straordinario” diffuso,
in posta elettronica e a stampa, in occasione delle celebrazioni
per il 50° della nascita al cielo di San Giovanni Calabria
indette dall’Opera don Calabria
1954 - 2004
Opera don Calabria, celebrazione del 50° del transito
al cielo di San Giovanni Calabria
Lui, “... quando Ci chiede di fare la carità,
di fare del bene ai nostri fratelli, è una grazia così
grande che bisogna meritarla. Sono molti coloro che hanno
dei mezzi, che sono ricchi, ma non meritano questa grazia,
e le loro ricchezze sono le loro preoccupazioni, sono il loro
tormento”. San Giovanni Calabria.
S. Giovanni Calabria è figlio spirituale di p. Natale
di Gesù dei Carmelitani scalzi, al secolo Giuseppe
Fada - Piardi da Pezzaze (Verona, †1941) ”ideatore”,
primo sostenitore delle Opere e degli Istituti religiosi “Don
Calabria”.
Padre Cherubino della Beata Vergine del Monte Carmelo, al
secolo Andrea Domenico Richiedei da Pezzaze (Lavone, 1891),
è stato, dopo la scomparsa di p. Natale di Gesù,
il secondo “Padre spirituale” di Don Giovanni
Calabria che veneriamo santo dal 1999.

anni ’30, padre Natale di Gesù con Don Giovanni
Calabria, sulla porta del ‘Conventino’ in Verona.
p. Natale di Gesù (G. Fada – Piardi)
Oggi l’Opera Don Calabria si è molto sviluppata
ed ampliata, rispetto al tempo dei pezzazesi di Valtrompia
p. Natale e p. Cherubino. Non tutti sanno, ad esempio, che
il disegno EXODUS realizzato dal noto Don Antonio Mazzi (calabriano),
con l’avvio partito il 25 marzo 1985 dall’Abbazia
di Maguzzano (Lonato - Brescia), di ben venti “comunità
di recupero” di giovani, oggi in trenta sedi, è
una lungimiranza calabriana e ben s’inquadra nell’insegnamento
lasciatoci dal Santo Don Giovanni cresciuto, in gioventù,
all’insegnamento del montanaro lavonese p. Natale figlio
di G. Battista Fada e della pezzazese Maria dei Piardi (oggi
detti Gilde, Chichera, de la Costa, ma anche Celvìt
degli antichi Bonàs).
Noi Piardi, il mese di ottobre dell’anno 2001, in occasione
del 60° della morte di p. Natale di Gesù diffondemmo,
col nostro Foglio Notizie “I PIARDI” e per mezzo
del sito (sezioni: Personaggi, Ricorrenze), una nota sulla
copiosa vita del nostro sacerdote pezzazese, mentre l’Opera
don Calabria ebbe modo di pubblicare, nel citato sito calabriano,
il contributo (di Arturo Maistrello) sulla figura di p. Natale
Fada – Piardi, ripreso e pubblicato dai Piardi nelle
pagine web.
Per un’ampia conoscenza dell’Opera don Calabria
si veda al sito internet www.doncalabria.it
e la rivista L’AMICO (L’amico dei buoni fanciulli,
anche al www.lamico.it
), oltre al sito della Fondazione Exodus: ww.exodus.it
. Per la biografia dei due sacerdoti pezzazzesi vedi “I
PIARDI (...)” – vol. I e vol. II, editi in Pezzaze
nel 1998 e 2000.
Foglio Notizie “ I PIARDI “ – Gennaio 2004.
PEZZAZE in Val Trompia (Italia)
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