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Cesare Piardi
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Cesare Piardi, Gussago, 9 giugno 1844.
Uno dei sei fratelli maschi figli di Andrea (vedi), uno dei
cinque fratelli garibaldini al seguito dell'eroe dei due mondi;
padre
di Elisa (Lisa), Teodoro, Battista e di Andrea (vedi) (?).
Vedi anche alla voce Garibaldini e il capitolo Genealogia
dei Piardi nati a Gussago.
Cesare, sposato ad Anna della nota famiglia Tosini di Gussago,
è padre di diversi figli tra cui il noto Batistì esule, sin
dagli anni venti, in Francia, per motivi politici.
Altre notizie sono rinvenibili nel secondo volume I Piardi.
Cesare è fratello di altri sette:
- Enrico, sposato a Maddalena Trebeschi (vedova del
fratello Achille), avo diretto: dei Piardi Runcù per mezzo
di Luigi, di quelli di Giovanni (deceduto nella I Guerra Mondiale)
e di quelli di Elisa sposata Bonfadelli detti Burtulèto;
- Ernesto, noto come Siur Nano, sposo di Angela Codenotti,
padre di Nino Angelo 'Chèi dè la Bianca', di Achille Domenico
'Chèi dè Achile'; padre anche di Teresa sposata Lumini, Brigida
sposata Reboldi, Marietta sposata Sabattoli;
- Giovanni, sposato a Giulia Firmo;
- Giacinto Luigi, sposato a Catterina Nauti da Lavenone,
i cui figli hanno vissuto a Milano;
- Achille, sposato a Maddalena Trebeschi, padre di
Aurelia Anna sposata Minutola;
- Marianna, sposata a Cesare Olivares, i cui discendenti
risiedono in Brescia;
- Teodora, sposata a Giuseppe Cancarini da Carcina,
i cui pronipoti risiedono in Verona.
CESARE PIARDI di Andrea e di Elisa
Ogna, nato a Gussago il 9 giugno 1844.
Uno dei sei fratelli maschi figli di Andrea (1799). (Vedi,
meglio, I Piardi – Vol. I, cartaceo, edito l’anno
1998). Sposò Anna da Gussago figlia di Teodoro Tosini,
nota famiglia imparentata con quella dei Cherubini, facoltosa
stirpe di commercianti, macellai, farmacisti e medici, a sua
volta imparentata, in seguito, con i Lazzari. I suddetti Tosini
sono imparentati con gli Antonelli, medici farmacisti e macellai
e con i Tomasini, possidenti, [quest’ultimi proprietari,
tra l’altro, della bella casa di Via Stretta a Piedeldosso
di Gussago dirimpettaia di quella padronale, lussuosa dimora,
di Andrea Piardi (1767-1843) dei detti Catanì di Pezzaze,
padre del suddetto Andrea (1799)], imparentati con i Piardi
sin dagli inizi dell’Ottocento.
Una nostra famiglia ci ha mostrato l’originale del ‘Congedo
Assoluto’ di Cesare:
ESERCITO MERIDIONALE. 17^ DIVISIONE. 3^ BRIGATA. 1°
Reggimento. 5^ Compagnia.
IN NOME DI VITTORIO EMMANUELE RE D’ITALIA. CONGEDO
ASSOLUTO. Si rilascia il Congedo assoluto al Soldato Piardi
Cesare figlio di fu Andrea e di Elisa Ogna nato a Brescia
provincia di Brescia domiciliato a Gussago provincia di Brescia
il quale fu ammesso al servizio Militare in qualità
di Volontario, addì 1° agosto 1860.
NUMERO di matricola del Corpo: 70.
CONTRASSEGNI:
Età anni 16.
Viso ovale.
Statura metri: alta.
Colorito sano.
Capelli neri.
Segni particolari: leso l’occhio sinistro.
Sopracciglie nere.
Occhi neri.
Fronte media.
Naso regolare.
Bocca media.
Mento tondo.
Di professione: Studente.
ESTRATTO DI ASSENTO:
Servizi e Promozioni: Arruolato al Corpo il 1° agosto
1860.
Campagne, ferite, azioni di merito, decorazioni: Ha fatta
la Campagna del 1860, nel Continente delle Due Sicilie,
per l’Indipendenza Italiana.
Congedato lì 15 Dic. 1860.
Il Maggiore: Scarpa Michele. Il Generale: G. Medici
Ammontare di 6 mesi di paga: Lire 162, e D.ti 58.12.
A Genova lì 15 Dic. 1860.
Il Ricevente ...... .
L’Uff.o pagatore, (f. to illeggibile).
(Da Carte Archivio privato fam. Antonino. Min. – Bs
– gennaio 1999).
Nel periodo 1883 – 1887 Cesare risulta
svolgere la professione di Cursore Comunale a Gussago. (Atti
dello Stato civile del Comune di Gussago anni 1883/87).
Cesare muore a Gussago (Brescia), nella sua casa di Piè
del Dosso, l’anno 1900. [Vedi Volume 2°, cartaceo,
“I PIARDI”, edito l’anno 2000. Capitolo
Piardi nati a Gussago - Lettura degli atti dello stato civile]
Nell'anno giubilare 2000, anno del 1° Raduno universale
dei Piardi in Pezzaze di Val Trompia (Brescia), si è ricordato
- unitamente ai cento anni dalla nascita di Maffeo “Maffetto”
Piardi dei Mafé di Pezzaze (www.piardi.org/persone/p08.htm)
- il centenario della morte di Cesare Piardi, patriota - a
soli 16 anni - della Spedizione dei "Mille" di Garibaldi
per la liberazione del "Regno delle Due Sicilie"
dal dominio dei Borboni.
GARIBALDINI: seguaci di Garibaldi. L’altro "Garibaldino"
Giovanni Maria Piardi (1845)
A Montesuello e Bezzecca molti Piardi, pezzazzesi
e gussaghesi, sono stati garibaldini, tra questi cinque dei
sei figli maschi di Andrea Piardi (1799) nativo di Pezzaze
e dimorante col padre pure Andrea (Pezzaze, 1767) in
Gussago di Franciacorta sin dai primissimi anni dell'Ottocento:
Ernesto, Giacinto, Cesare, Achille e Giovanni, tutti dimoranti
a Gussago. Non fu "Garibaldino" il solo
fratello Enrico (1853), poichè ancora adolescente.
Un altro fervente "Garibaldino" è
stato Giovanni Maria Piardi (Pezzaze, 1845; figlio postumo
di Giovanni Maria morto nel 1844) anche lui del ramo
Cattani, in dialetto "Catanì",
come i suddetti cinque fratelli di Gussago (Brescia), suoi
cugini; Giovanni Maria Piardi ricevette un solenne encomio
scritto, a firma del generale Garibaldi, per le imprese compiute
nel corso delle battaglie garibaldine lungo le Valli bresciane.
Di quest'encomio ne parlano le cronache bresciane e l'Enciclopedia
Bresciana (a cura di Antonio Fappani), alla voce PIARDI.
Siamo nel periodo in cui Garibaldi, al comando di diecimila
volontari, tra cui vi sono i suoi due figli Menotti e Ricciotti,
per la prima volta in battaglia, benché ferito ad una
coscia in conseguenza del cruento scontro di Montesuello (Bagolino)
comandando seduto su di una carrozza incita i suoi il
21 luglio 1866. A Bezzecca, all'ordine di ritiro ordinatogli
da Roma (gen.le Lamarmora), il 9 agosto risponde per telegrafo,
come è noto, con un'unica parola: "Obbedisco!".
A Montesuello, oltre al ferimento del Generale, si contano
tra i garibaldini 44 morti e 264 feriti e tra gli austriaci
63 tra morti e feriti. Dopo Bezzecca e Vezza d'Oglio e dopo
la decisione del 9 agosto, Garibaldi il 20 è a Brescia
dove l'ammirazione e l'entusiasmo sono ancora alle stelle.
L'eroe, dopo aver scritto, dalla Villa Maffei Erizzo Fenaroli,
sui Ronchi di Brescia, un proclama agli italiani, rinuncia
a pubblicarlo.
Garibaldi conserverà fino al giorno della morte un
grande entusiasmo per Brescia e per i valligiani bresciani
molto numerosi tra le fila dei garibaldini al punto di dichiarare
il 15 aprile del 1860: << Se vi è una cittadinanza
di cui possa onorarsi un individuo ed andarne superbo essa
è ben quella della città di Brescia >>.
(Enciclopedia Bresciana, a cura di Antonio Fappani).
Volontario garibaldino nella tipica
divisa di metà 'Ottocento', come quella di Cesare e
di altri Piardi.
Quasi certamente la stessa divisa del nostro
CESARE PIARDI, volontario Garibaldino della Spedizione in
Sicilia del 1860, quella detta dei MILLE (1^ e 2^ partenza).
Con l'opera "Da QUARTO al VOLTURNO", Giuseppe Cesare
Abba - Bresciano d'adozione e quivi insegnante e scrittore, parlò
di quest'impresa di Volontari, soprattutto lombardi e bergamaschi
in particolare. A tale riguardo, Maria Domenica "Marietta"
PIARDI (1923-2009) sempre ricordava che sua zia Teresa PIARDI
sposata a Pietro LUMINI "Murachèt", in quanto
sorella di suo padre Achille Domenico (1880), bottegaia e
pizzicagnola in quel di NAVEZZE in Gussago (Brescia), avesse
conservato a lungo, almeno sino alla fine degli anni Quaranta
del secolo XX, un grande quanto bel ritratto di Garibaldino
in camicia rossa, andato poi perduto; forse proprio quello
del nostro CESARE (1844).
Questa
particolare uniforme fu indossata, successivamente, anche
dai restanti PIARDI volontari combattenti, con Garibaldi, negli
anni Sessanta dell'Ottocento lungo le Valli bresciane: Camonica
(Vezza d'Oglio), Sabbia (Monte Suello, Anfo, Lago d'Idro)
e quelle trentine (Bezzecca e paesi delle Giudicarie),
ampiamente motivati e per questo intenzionati a presto liberare
Trento ed il trentino...; come tutti sappiamo, si fermarono
a Bezzecca (Tn) quando il Generale Garibaldi dovette rispondere
"Obbedisco" all'intimazione telegrafica di cessare
nell'azione militare di liberazione della regione, pervenuta
dal Governo e dall'apparato militare di Roma. La intempestiva
quanto inopportuna decisone governativa, frutto di segreti
accordi, colse di sorpresa comandanti e volontari lasciandoli
nella più assoluta costernazione e dopo aver visto
cadere per un forte ideale, ora abbandonato dai politicanti
romani, moltissimi loro commilitoni anche fratelli di sangue.
Il Trentino dovrà attendere più di cinquant’anni
e patire ancora altre devastanti guerre, il 1918, per
vedere i primi barlumi di Unità; ...quando, con l'azione
dei volontari garibaldini, avrebbe potuto essere questione
di qualche giorno per giungere a liberare la città
di Trento e l'intera regione.
In queste battaglie i Piardi si distinsero ed uno di loro
raccolse l'encomio solenne di Garibaldi, come abbiamo avuto
modo di leggere sopra nella nota curata dello storico
bresciano Antonio Fappani, vivente. (Achille Giovanni Piardi,
Maggio - Giugno 2010).
Vedi:
http://www.piardi.org/piardi_bergamaschi.htm
Ritratti di GARIBALDINI al "Museo dei Mille" in
Bergamo
http://www.piardi.org/persone/p74.htm
Garibaldino Giovanni Maria Piardi (1845-1908) junior e...
le battaglie garibaldine nella 3^ guerra d'indipendenza con
la presenza dei PIARDI.
Per le Lotte risorgimentali, a partire dall'insurrezione di Brescia
del 1849, Vedi:
http://www.piardi.org/persone/p28.htm
Don Pietro Boifava. Un eroe delle "X Giornate" di
Brescia. Sacerdote, Comandante combattente e Sindaco; ...l'aiuto
datogli in Pezzaze dai Piardi e dai Maffina
http://www.piardi.org/persone/p13.htm
Giovanni Battista Piardi - Patriota condannato a morte, poi
"graziato", ma condotto allo Spielberg in Moravia.
(A cura di Achille Giovanni Piardi, per le pagine web dei
PIARDI. Maggio-Giugno 2010)
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