I Piardi

> Home
> Ricorrenze
> Comitato
> Incontri
> Personaggi
> Foglio notizie
> Opera
   - volume I
   - volume II
   - volume III
> Dicono di noi
> Solidarietà
> Luoghi
   - Pezzaze
   - Pomponesco
   - Viadana
   - Dosolo
   - Gussago
   - Portiolo
> Links
> Archivio
> Español    espanol
> English    english
> Português portugues
> Brasileiro
 brasileiro


Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


powered by digionet

Margherita Bontacchio “Paiù” e Giovan Maria Piardi

indice: 01 > 02 > 03 > 04 > 05 > 06 > 07 > 08 > 09 > 10 > 11 > 12 > 13 > 14 > 15 > 16 > 17 > 18 > 19 > 20 >
           21 > 22 > 23 > 24 > 25 > 26 > 27 > 28 > 29 > 30 > 31 > 32 > 33 > 34 > 35 > 36 > 37> 38 > 39 > 40 >
           41 > 42 > 43 > 44 > 45 > 46 > 47 > 48 > 49 > 50 > 51 > 52 > 53 > 54 > 55 > 56 > 57 > 58 > 59 > 60 >
           61 > 62 > 63 > 64 > 65 > 66 > 67 > 68 > 69 > 70 > ...
Vorresti vedere tratteggiata in questa sezione 'Personaggi' la figura dei tuoi parenti? clicca qui...


Margherita Bontacchio detta "Paiù" e Giovanni Maria Piardi (Pezzaze, 1875 - 1948) dei detti Mafé; Pezzaze, fine anni '20. La coppia ha 15 figli (l'ultimo lo chiamano Quindicesimo - Pasquino); adotta (tiene a baliatico) anche un altro bimbo.

Giovan Maria lavora alla società Terni proprietaria di miniere in Valle Trompia e poi nei noti “medoi” nella zona di Dendò a Pezzaze. Più avanti, dopo sposato, coltiva i propri terreni come contadino. Una delle figlie, Maria del 1902, detta la postina, sposata Giovanni Ferraglio, è parente diretta dei Piardi Catanì andati a Gussago nel 1830, così ricorda sua figlia Rita. (Settembre 1997. Testimonianza di Rita Ferraglio, Pizzicagnola nel suo negozio di Stravignino). (Vedi in "I PIARDI" , vol. primo, edito l'anno 1998: Maria Piardi (1902) dei Mafé e Piardi nati a Pezzaze – Mafé nonché Ferraglio alle voci del glossario).
Rita Ferraglio, la quale, appena la incontri non manca di narrare episodi lieti o tristi relativi alla famiglia dei nonni materni Piardi, anche questa mattina (8 maggio 1998) piena di sole a Pezzaze, racconta:
“Quando nonna "Paiù", Margherita Bontacchio, ci dava dei fichi secchi, era solita farci la rituale raccomandazione: < ...ve racomande dè maià mia i fic, de lecai apena, se nò idì el diaol! e mangì la polenta, ... guardate un po’ cosa ci facevano credere!>>. (Traduzione sintetica: << ...Non mangiate i fichi ... leccateli solamente, altrimenti vedrete il diavolo! E mangiate la polenta, ...). << Erano tempi così, non è che vivessimo nell’abbondanza, tuttavia, non morivamo neanche di fame, ciò nonostante, secondo i miei nonni, ma era così per tutti qui a Pezzaze, bisognava risparmiare!>>. Col nonno Giovan Maria, Rita, aveva un buon rapporto, anzi, ottimo, lei racconta, forse anche preferenziale. << Lui sapeva che io ero, come lo sono ancora oggi, golosa di sale, anzi, bisogna che stia attenta quando cucino … . Così che il nonno, quando poteva, di nascosto, prendeva una 'presina' di sale, l’avvolgeva in una foglia di castagno, per nasconderla, e me la dava. Sono episodi semplici, credo, tuttavia, significativi anche per la mia vita segnata, certamente in buona percentuale, dall’insegnamento dei nonni Piardi 'Mafè'. Del resto anche mia mamma Maria era così >>. Ed ora l'ammonimento di Giovan Maria (1875) per tutti i suoi cari: “Maì dè töt ma maì mia la parola!”. Come dire, alla maniera di Voltaire (Parigi, 1694 – scrittore e filosofo): “Non si è perduto niente, quando ci resta l’onore”. Saggezza di gente semplice di Valtrompia collimante con quella dell'erudito scrittore francese. Per la genealogia dei PIARDI "Mafé" vedi 'Don Fabrizio Bregoli' in questa sezione Personaggi

top