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Margherita Bontacchio
“Paiù” e Giovan Maria Piardi
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Margherita Bontacchio detta "Paiù"
e Giovanni Maria Piardi (Pezzaze, 1875 - 1948) dei detti Mafé;
Pezzaze, fine anni '20. La coppia ha 15 figli (l'ultimo lo
chiamano Quindicesimo - Pasquino); adotta (tiene a baliatico)
anche un altro bimbo.
Giovan Maria lavora alla società Terni proprietaria
di miniere in Valle Trompia e poi nei noti “medoi”
nella zona di Dendò a Pezzaze. Più
avanti, dopo sposato, coltiva i propri terreni come contadino.
Una delle figlie, Maria del 1902, detta la postina, sposata
Giovanni Ferraglio, è parente diretta dei Piardi Catanì
andati a Gussago nel 1830, così ricorda sua figlia
Rita. (Settembre 1997. Testimonianza di Rita Ferraglio, Pizzicagnola
nel suo negozio di Stravignino). (Vedi in "I PIARDI"
, vol. primo, edito l'anno 1998: Maria Piardi (1902) dei Mafé
e Piardi nati a Pezzaze – Mafé nonché
Ferraglio alle voci del glossario).
Rita Ferraglio, la quale, appena la incontri non manca di
narrare episodi lieti o tristi relativi alla famiglia dei
nonni materni Piardi, anche questa mattina (8 maggio 1998)
piena di sole a Pezzaze, racconta:
“Quando nonna "Paiù", Margherita Bontacchio,
ci dava dei fichi secchi, era solita farci la rituale raccomandazione:
< ...ve racomande dè maià mia i fic, de lecai
apena, se nò idì el diaol! e mangì la
polenta, ... guardate un po’ cosa ci facevano credere!>>.
(Traduzione sintetica: << ...Non mangiate i fichi ...
leccateli solamente, altrimenti vedrete il diavolo! E mangiate
la polenta, ...). << Erano tempi così, non è
che vivessimo nell’abbondanza, tuttavia, non morivamo
neanche di fame, ciò nonostante, secondo i miei nonni,
ma era così per tutti qui a Pezzaze, bisognava risparmiare!>>.
Col nonno Giovan Maria, Rita, aveva un buon rapporto, anzi,
ottimo, lei racconta, forse anche preferenziale. <<
Lui sapeva che io ero, come lo sono ancora oggi, golosa di
sale, anzi, bisogna che stia attenta quando cucino …
. Così che il nonno, quando poteva, di nascosto, prendeva
una 'presina' di sale, l’avvolgeva in una foglia di
castagno, per nasconderla, e me la dava. Sono episodi semplici,
credo, tuttavia, significativi anche per la mia vita segnata,
certamente in buona percentuale, dall’insegnamento dei
nonni Piardi 'Mafè'. Del resto anche mia mamma Maria
era così >>. Ed ora l'ammonimento di Giovan Maria
(1875) per tutti i suoi cari: “Maì dè
töt ma maì mia la parola!”. Come dire, alla
maniera di Voltaire (Parigi, 1694 – scrittore e filosofo):
“Non si è perduto niente, quando ci resta l’onore”.
Saggezza di gente semplice di Valtrompia collimante con quella
dell'erudito scrittore francese. Per la genealogia dei PIARDI
"Mafé" vedi 'Don Fabrizio Bregoli' in questa
sezione Personaggi
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