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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Don Fabrizio Bregoli

INDICE DEI PERSONAGGI


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Don Fabrizio Bregoli

Indice:
> Don Fabrizio Bregoli
> Il Casato Bregoli
> I Piardi Mafè
> Intervista a Don Fabrizio Bregoli: essere prete è bello
> I BREGOLI di Pezzaze e i Piardi
> Alcuni degli addentellati parentali PIARDI - BREGOLI o BREGOLI - PIARDI

2004. Don Fabrizio Bregoli figlio di Gesuino e Merile Ferraglio di Maria Piardi dei detti Mafé di Pezzaze
2004. Don Fabrizio Bregoli figlio di Gesuino e Merile Ferraglio di Maria Piardi dei detti Mafé di Pezzaze

5 settembre: Collio in Valtrompia. Don Fabrizio Bregoli, nipote di nonna Maria Piardi (1902), compie l’ingresso quale parroco della comunità.
'''Il 5 settembre la cerimonia di accoglienza per don Fabrizio Bregoli. Conto alla rovescia in alta valle Collio aspetta il nuovo parroco. Ancora qualche giorno di attesa, poi Collio potrà accogliere il nuovo parroco. Che non farà moltissima strada: il 5 settembre, infatti, nell’ultimo Comune dell’alta Valtrompia arriverà quello che ancora per qualche ora è il curato di Gardone. A un mese e mezzo dalla scomparsa (avvenuta il 17 luglio) di don Alfio Venturoni, arciprete del paese per venticinque anni, le comunità religiose di Collio e Memmo accoglieranno don Fabrizio Bregoli, che lascia il «capoluogo» valligiano dopo cinque anni di lavoro, lasciando un grande ricordo in tutti quelli che l’hanno conosciuto, e non pochi rimpianti tra i ragazzi dell’oratorio. Don Bregoli è ben conosciuto anche in Valcamonica, perchè ha operato per 13 anni a Bienno, in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Sempre sorridente, con la sua tenuta informale, in questi giorni sta completando il trasloco. Bregoli è un cognome tradizionale di Pezzaze: lui non lo sa, e rimane sorpreso quando scopre che il suo sarà un po’ un ritorno alle radici più antiche. Lo segnala come sempre lo storico per eccellenza delle famiglie di Pezzaze, quell’Achille Piardi che lo definisce un «Piardi» a tutti gli effetti, perchè figlio di Gesuino Bregoli e Merile della stirpe dei «Mafé» (figlia di Maria Piardi, la famosa postina di Pezzaze anche durante la guerra, e Giovanni Ferraglio). E i Piardi “Mafè” hanno una ascendente, sin dall’inizio dell’800, in Maria Rambaldini di Collio. Il programma della festa di accoglienza è già stato definito. Si inizierà alle 15 col raduno all’ingresso del paese e la formazione del corteo verso la centralissima piazza Zanardelli. Qui ci saranno l’omaggio dei bambini, il discorso del sindaco Mirella Zanini e la benedizione del monumento ai caduti. Poi il corteo si avvierà verso la parrocchiale per il «rito di immissione», una vera cerimonia di investitura regolata dal codice canonico. Poi, insieme a don Sandro Gorni, vicario vescovile, e ai parroci di tutta la valle verrà concelebrata la messa di ingresso, seguita da un rinfresco nella scuola materna. (...) ''.

Barbara Bertussi, BRESCIAOGGI - Martedì 24 Agosto 2004.

BREGOLI: (Dall’Opera omnia “I PIARDI”). (...).
Il casato di Don Fabrizio e di quello di tanti altri componenti ascendenti e discendenti dei Piardi o con essi imparentati. Cognome di una delle originarie famiglie di Pezzaze in alta Valtrompia, assai nota, imparentata con i Piardi almeno sin dal XVIII secolo. Maria Bregoli è, infatti, sposa di Andrea Piardi (1765). Andrea con Andrea Piardi (figlio – 1799), dei detti Catanì emigra a Gussago e a Padergnone di Rodengo all’inizio del secondo decennio del 1800, portando i “Catanì” in Franciacorta. I rapporti tra i Piardi e i Bregoli, almeno quelli della famiglia di Domenica figlia di Francesco morto il 5 novembre 1808 del fu Antonio, sono ben delineati nei documenti relativi alla successione testamentaria di Francesco (stato patrimoniale dei beni del defunto Francesco redatto in data 30 maggio 1812) nonché in quelli inerenti la divisione dei beni tra i quattro suoi figli appunto: Cecilia maritata Viotti, Maria maritata Bonometti, Lorenzo scapolo e Domenica sposata Giovanni Battista Piardi. Tangibile testimonianza del rapporto dei Piardi con i Bregoli si evince anche dall’atto di ripartizione dei beni tra le tre sorelle Bregoli del defunto Lorenzo del fu Francesco, uno dei quattro fratelli succitati, del 4 agosto 1835, nonché dall’atto della Pretura di Gardone del 31 gennaio 1839. In questi atti, nella parte definita “Stato patrimoniale debiti e crediti” del Francesco di complessive lire di Milano 32.838:4, per quanto concerne i Piardi si legge: “Inventario dei crediti … punto 10°: scosso da Gian Batta Piardi Catanì, di Milano lire 946:10 come da polisa nel sig. Raineri … (…) punto 4°: per un credito nel signor Martino Piardi del fu Battista di Milano lire 529”; (…) “punto 6°: un credito che tiene in Ant.o Bono Piardi Bonas per lire 70”. Il credito succitato al punto 4°, in sede di ripartizione come “capo quarto” levato da Cecilia Bregoli viene poi semplicemente riassunto in: “Il credito Piardelli al numero 4° per lire 529”, da ciò si desume che la famiglia di Martino Piardi del fu Battista era denominata col soprannome Piardelli. A questa famiglia Bregoli pezzazese appartiene Bortolina (1877-1950) sposa di Giacomo Piardi nato a Pezzaze nel 1875 e mortovi nel 1944 figlio di Giovanni (1844) e di Santina Facchini. Allo stesso casato dei Bregoli, seppure diversamente soprannominati, appartengono: Giovanni, sposo di Rosina Piardi (1904) da Mondaro; Margherita, sposa di Bono Piardi (1908) da Pezzaze; Assunta detta Gina, sposa di Pietro Piardi (Pezzaze 1912); Angela sposa di Umberto Piardi (Pezzaze 1916-1988) e Albina moglie di De Bormida Pietro Piardi del 1913 da Pezzaze, figlio di Giacomo della famiglia Celvìt ed anche Caterina moglie di Giacomo Piardi (1880 ?) da Pezzaze; Gesuina sposa di Faustino Piardi (1932) da Pezzaze; Faustina (Pezzaze 1911 – 1980) sposa di Giovanni Piardi (1909 – 1946) da Pezzaze detto Nene dei Quarantì; Teresa (Pezzaze 1913 – 1979) sposa di Giovanni Maria Piardi da Pezzaze (1907 – 1965); Angelo da Pezzaze morto nel 1946 all’età di 77 anni sposo di Santa Piardi da Pezzaze morta nel 1947 all’età di 78 anni; Caterina Catina sposa di Francesco Piardi del 1902 dei Valì da Pezzaze; Cecilia da Pezzaze sposa di Giovan Battista (1914) dei Valì; Bortolo (1894 – 1960) sposo di Angela Piardi (1901 – 1937); Bruna sposa di Giovanni Piardi detto Severino (1936) dei Mafé da Pezzaze. (vedi genealogia dei Piardi nati a Pezzaze secondo il soprannome). A questo stesso casato appartiene Giacomo sposo di Faustina Piardi (1893); Santina Isolina (1922) figlia di Faustina Piardi (1893) dei Brine da Pezzaze; Bettino sposo di Maria Piardi dei Brine da Pezzaze; Bortolo sposo di Angelina Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850 ?). Vedi anche Piardi nati a Pezzaze – Brine. Lucio sposo di Domenica Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850), Caterina (1857 – 1944) sposa di Angelo Piardi da Pezzaze dei Brine. Lucio sposo di Nena - Annunciata Piardi (1909) dei Pélès da Pezzaze; Eleuterio sposo di Luciana Piardi (1970) dei Mafé. Al casato, ancora, appartiene Caterina sposa di Giuseppe Piardi del 1924 dei Pélès ed anche Maria sposa di Battista Piardi (1915) detto Miglio dei Pélès.Cognome anche di Cecilia (1931) sposa di Massimo Piardi (nipote del Grillo) dei Brine, di Giovanna (1943) sposa di Emilio Piardi, di Romano sposo di Elma Piardi (1957) dei Valì da Pezzaze, di Bettino sposo di Daria Piardi (1958) dei Valì. Dello stesso casato sono: Maria (Maria Ope) sposa di Giovanni Piardi (1908) detto Giaca dei Bone de Sante; Santa detta Gala o Galina sposa di Antonio Piardi (1918) dei Gaei di Pezzaze detto Gal. Certo pezzazese soprannominato “ol Lepa”, forse Giovanni (?) Bregoli, della famiglia nota come Carnine, imparentata coi Piardi, è compagno d’armi durante la campagna di Russia di Maffeo Piardi (1915) figlio di Bortolo Angelo. Porta questo nome anche il complesso vocale strumentale in attività da diversi decenni col titolo “La famiglia Bregoli” assai noto per le sue esibizioni folcloristiche il quale nel 1998 incide il secondo CD. Il più noto dei Bregoli è Angelo munifico benefattore dell’Istituto per anziani che porta il suo nome, deceduto nel 1849; il munifico Angelo prende esempio dalla solidarietà di Bortolo Piardi “Catanì” per definire e poi stilare le sue ultime volontà. Di questo casato Bregoli sono: Don Giovanni (1814 – 1877) parroco di Vicomoscone di Cremona, Don Battista (1880 – 1905) da Mondaro parroco di Magno di Inzino a Gardone V.T., Don Angelo (1874) e Don Giovanni (1878). Certo Bregoli, detto Pieroleta, è sposo di Metilde Piardi figlia di Rimo (?) dei Fresche poi Late. Cognome anche di Primo detto Gazet sposo di Irene Piardi (1921) figlia di Pì di Piarcc degli originari Piardi Sgalmer. La stele del monumento ai caduti di Stravignino annovera tra questi: Bregoli Antonio fu Francesco, classe 1887; Bortolo di Giuseppe, classe 1888; Giovanbattista di Andrea, classe 1886; Giovanni di Pietro, classe 1898; Giuseppe di Bortolo, classe 1889; Bortolo di Angelo, classe 1924; Ugo di Felice, classe 1923. Don Giordano (1967) è sacerdote nel 1998. [Per la storia del casato Bregoli in Pezzaze dall'origine, vedere "Pezzaze" in Volume I e II “I PIARDI” editi rispettivamente l’anno 1998 e 2000 e qui in sezione PEZZAZE del sito www.piardi.org.].
E’ di questo casato Don Fabrizio (1960), sacerdote dal 1988, figlio di Gesuino e di Merile Ferraglio. Merile è figlia di Maria Piardi (1902) dei Mafé di Pezzaze. (...). (...). (Documentazione a cura del casato Piardi).
Don Fabrizio Bregoli è il più giovane dei quattro sacerdoti viventi del Casato PIARDI (dei complessivi 30 a partire dal 1600) precisamente:

- Don Giuseppe Bregoli (1933) dei detti Frinciai - parroco a Palazzolo, figlio di Cecilia Seria Piardi (1896) dei detti Sertùr di Pezzaze.

- Don Gian Piero PIARDI dei Mafé - parroco di Sant'Evasio in Susa, della parrocchia al Passo del Moncenisio e di una terza parrocchia della cintura cittadina; Vicario episcopale del vescovo di Susa, insegnante, giornalista, impegnato nel sociale, responsabile "Caritas" della Diocesi di Susa, Presidente dell'Istituto per il sostentamento del Clero della diocesi segusina; alpinista, alpino. Già a capo della proprietà del giornale diocesano "La Valsusa" ed ora, da luglio 2004, giornalista al suo Giornale diocesano, sua antica e giovanile passione. Buon sangue valtrumplino non mente !!: nato a Pezzaze - Dendo' - Valle di Avano l'anno 1942 da Faustino Bortolo dei Mafé e da Pierina GALLIA di Marmentino. (Per Don Gian Piero vedi, anche, Sezione “Personaggi” in questo portale Piardi).

- Don Angelo PIARDI dei Catanì di Gussago, in alcune parrocchie bresciane e poi per una ventina d'anni missionario "Fidei Donum" in Uruguay e poi in Brasile.

PIARDI MAFÉ, antichi originari dei sacerdoti Don Fabrizio BREGOLI e Don Gian Piero PIARDI, secondo la stesura della tarda seconda metà del sec. XIX con aggiornamenti ed integrazioni sino al 1931. (...). (...).
1. PIARDI MAFFEO fu Gio.Maria e di Rambaldini Maria. Capo famiglia. Mandriano. Pezzaze 12 ottobre 1844. A Pezzaze dalla nascita. Decede il 16 maggio 1928.
2. VIOTTI PIARDI MARIA fu Angelo e di Ferrari Giulia. Moglie. Contadina. Pezzaze 29 aprile 1847. Deceduta il 25 ottobre 1919.
3. PIARDI GIO.MARIA di Maffeo e di Viotti Maria. Figlio. Contadino. Pezzaze 16 marzo 1875. Coniugato con Bontacchio (Maria) Margherita.
4. PIARDI MARIA di Maffeo e di Viotti Maria. Figlia. Pezzaze 29 luglio 1877.
5. PIARDI BORTOLO ANGELO di Maffeo e di Viotti Maria. Figlio. Contadino. Pezzaze 11 aprile 1885. Coniugato con Rossi Caterina il 6 ottobre 1911. Passa al foglio di famiglia n. 35 – Case sparse di Mondaro.
6. BONTACCHIO (PIARDI) MARGARITA di Gaetano e di Gabrieli Angelina. Nuora. Pezzaze 11 marzo 1880. Coniugata con Piardi Gio.Maria.
7. PIARDI MAFFEO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 13 giugno 1900. Coniugato il 10 ottobre 1931.
8. PIARDI MARIA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglia. Pezzaze 16 maggio 1902. Coniugata 1° novembre 1924.
9. PIARDI BATTISTA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 2 gennaio 1904. Coniugato il 30 gennaio 1927.
10. PIARDI ANGELO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 3 luglio 1905. Coniugato il 20 febbraio 1930.
11. PIARDI GIO.MARIA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 22 maggio 1907.
11. Bis. PIARDI GIOACHINO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 18 novembre 1908. Morto a ?? il 12 aprile 1930.
12. PIARDI ANGELINA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglia. Pezzaze 16 gennaio 1911.
13. PIARDI ROSSI CATERINA di Gio.Battista e fu Bontacchio Margherita. Nuora. Contadina. Pezzaze 28 gennaio 1891. Coniugata con Piardi Angelo il 6 ottobre 1911. (Ndr.: Bortolo Angelo). Passa al foglio di famiglia n. 35 di Case Sparse di Mondaro.
14. PIARDI MARGHERITA MARIA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 10 ottobre 1912.
15. PIARDI GAETANO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglio. Pezzaze 8 febbraio 1913.
16. PIARDI ANGELA CATTERINA di Bortolo e di Rossi Catterina. Profiglia. Pezzaze 1 maggio 1914.
17. PIARDI FAUSTINO BORTOLO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglio. Pezzaze 30 agosto 1916.
18. PIARDI ERNESTINA AMABILE di Bortolo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 25 luglio 1918.
19. (Rigo vuoto).
20. PIARDI GIUSEPPE MATIA di Gio.Maria e di Bontacchio Margherita. Figlio (?). Pezzaze 19 ottobre 1918.
21. PIARDI MAFFEO VALERIANO di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Pezzaze 16 novembre 1915.
22. PIARDI PIETRO BENIAMINO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Pezzaze 7 novembre 1914.
23. PIARDI LUCIA PASQUA di Bortolo Angelo e Rossi Caterina. Pezzaze 29 febbraio 1920.
24. PIARDI PASQUINA GIUSEPPINA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 6 maggio 1922.
25. PIARDI PAOLINA GIUSEP. di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglia. Infante. Pezzaze 4 luglio 1922. Decede il 7 luglio 1922.
26. PIARDI ROSINA GIANNETTA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Infante. Pezzaze 23 agosto 1925.
27. PIARDI QUINDICESIMO PASQUALE di G.Maria e di Bontacchio Margherita. Infante. Pezzaze 17 marzo 1924. Muore il 15 novembre 1925.
28. PIARDI BENIAMINO FRANCO di Bortolo e di Rossi Caterina. Profiglio. Infante. Pezzaze 6 novembre 1927.
(...). (...).
Riprendendo la genealogia a partire da Giovan Maria PIARDI (1875) e continuando solamente con Maria (1902) e Faustino (1916), due dei suoi quindici figli, l’una nonna di Don Fabrizio Bregoli ed il secondo, genitore di Don Gian Piero Piardi, così come l’hanno dettata i nuclei familiari nel corso del 1997/98:
1875 – 1948.
GIOVAN MARIA PIARDI di Maffeo (1844-1928) e di Maria Viotti (1847). Nato a Pezzaze nel 1875. Sposa Margherita Bontacchio (14 marzo 1880 – 1 gennaio 1953) detta Paiù ed ha quindici figli: Maffetto o Maffeo (1900), Angelo (1905), Maria (1902), Giovan Maria (1907), Angelina (1911), Gaetano (1913), Faustino detto Burtul (1916), Giuseppe Mattia (1918), Pietro (1914), Battista (1904) e Gioachino (1909) che muore lontano da Pezzaze a seguito di infortunio sul lavoro (a Bolzano ?) più altri quattro che decedono neonati o in giovane età, tra cui Pasquino - Quindicesimo. Ha anche un figlio “adottivo”, in realtà tenuto a bagliatico: Gino Palazzani da Sarezzo.
Giovan Maria Piardi decede a Pezzaze nel 1948.
(...). (...).
1902 – 1979.
MARIA PIARDI di Giovan Maria (1875) e di Margherita Bontacchio da Avano. Nasce a Pezzaze il 16 maggio 1902. Detta “La postina”. Sposa nel 1924 Giovanni Ferraglio da Pezzaze dal quale ha: Renato (muore a 24 mesi), Merile (1938), Maria Marietta (1925), Elsa (1931), Miranda (1936), Rita – Arnaldina (1929) e Marcellina deceduta neonata.
- Merile sposa Gesuino Bregoli ed ha tre figli: Walter e Fabrizio, gemelli, (1960) e Renato (1973). Fabrizio è sacerdote dal 1988. Walter si sposa con Luisa ed ha Federica.
- Maria Marietta sposa Egidio Damiani da Sesto S. Giovanni (MI) ed ha due figli: Renato (1945 – 8 marzo 1971) e Massimo (1953). Massimo sposa Marina ed ha Marcello. Maria Marietta decede il 31 gennaio 1972.
- Elsa sposa Basilio Loreni ed ha un figlio: Alfredo che si sposa con Domenica ed ha Luca e Stefania.
- Miranda sposa Paolo Gava da Pordenone ed ha una figlia: Mara che sposa Ruggero Gipponi ed ha Katiusha.
- Rita sposa Cesare Bontacchio (27 settembre 1920 – 7 agosto 1983) dei Semaröi di Mondaro di Pezzaze ed ha quattro figli: Pio (1962), Luigino (1949), Nadia (1951) e Alda (1955). Luigino sposa Carla Cucchi da Gardone ed ha una figlia: Alessia (1987). Nadia, nel 1977, sposa Giuseppe Bregoli da Pezzaze ed ha Annamaria (1980). Alda, nel 1972, sposa Felice Richiedei da Pezzaze ed ha Nereo (1973). Nereo si sposa con Stefania Pè.
Maria Piardi (1902) muore a Pezzaze il 5 febbraio 1981.
(...). (...).
1916 – 1964.
FAUSTINO PIARDI, detto Burtul, di Giovan Maria (1875) e di Margherita Bontacchio. Nato a Pezzaze il 31 agosto 1916. Sposa Gallia Pierina da Marmentino l’11 novembre 1941 ed ha quattro figli: Gian Piero (1942), Liliana che sposa nel 1971 Giorgio Falca da Almese (TO) ed ha due figli (Fabrizio e Silvia), Giuseppe che nel 1969 sposa Elena Favro Grandis ed ha due figlie (Barbara e Roberta), Renata che nel 1970 sposa Gian Piero Viretti ed ha una figlia (Mara ) nel 1976. Faustino si trasferisce, sin dai primi anni Quaranta, in Susa ove decede il 17 ottobre 1964. Faustino detto Burtul è noto a Pezzaze col vezzeggiativo di “Lasela”. (...).
(...). (...).
1942 - GIAN PIERO PIARDI di Faustino detto Burtul (1916) e di Pierina Gallia. Nato a Pezzaze il 18 settembre 1942. Sacerdote, ordinato il 29 giugno 1969, nella diocesi di Susa. Parroco di Sant’Evasio di Susa. (...). (...).
(Dall’Opera omnia “I PIARDI”).


Intervista a Don Fabrizio Bregoli: essere prete è bello.
( di Pierfilippo Bacca 28.11.2005 da IL VALTROMPIA News )

Da un anno parroco di Collio, don Fabrizio proviene da due esperienze come curato: per 11 anni a Bienno e per cinque a Gardone Valtrompia

Intervistare un prete apparentemente stravagante e burlone come don Fabrizio, ma profondamente innamorato di Dio e dell’uomo, è un’esperienza che non ti lascia indifferente. Avevamo fissato l’appuntamento a distanza di una settimana, è stato don Fabrizio a proporre quattro chiacchiere durante il pranzo. Il dialogo si snoda tra una portata e l’altra, tra le parole schiette del prete-personaggio, tra gli appunti presi al volo sull’agenda: uno “slalom” accettato da entrambi con naturalezza.

Lei è nativo di Pezzaze, come è nata la sua vocazione sacerdotale in un contesto dove spesso la realtà giovanile fa parlare di sé per esperienze non edificanti?

“È stata determinante la testimonianza del mio parroco don Mario Piccinelli. – Ho a che fare con un don Fabrizio che non conoscevo: tranquillo e col viso che si illumina quando parla dei suoi modelli di vita e del significato profondo che ha avuto e che ha il Vangelo nella sua esistenza. - Era il 1978, io avevo 17-18 anni e un parroco giovane e pimpante come don Mario ha fatto scattare in me il desiderio di incarnare la bellezza del Vangelo e farmi prete. Ho avuto altre figure vicino a me che mi hanno aiutato in questo senso, sono stati miei fratelli e i miei genitori, che tuttora ho e che vivono con me”.

La sua è stata una vocazione adulta?

“ Si, avevo 21 anni quando entravo in seminario. Dopo il servizio militare trascorso nel Corpo degli Alpini ho lasciato il lavoro e ho iniziato gli studi magistrali e la teologia: il mio titolo di studio era la terza media. Sono stato ordinato sacerdote nel 1988 e dopo di me, a Pezzaze, ci sono state altre due ordinazioni: don Pierino Bregoli nel 1993 e don Giordano Bregoli nel 1998. Ora c’è un altro giovane, Raza Damiano, che sta studiando come vocazione adulta per farsi prete “.

Che esperienze ha avuto, una volta ordinato sacerdote?

“Sono stato per 11 anni a Bienno e mi sono trovato benissimo con la gente e con il parroco don Giuseppe Figaroli che mi ha voluto un gran bene e mi ha fatto da papà. Successivamente sono stato curato per cinque anni a Gardone VT, con don Severino Chiari. Ora, da un anno, sono parroco di Collio”.

Come sta vivendo la sua esperienza di parroco?

“Qui mi trovo benissimo, del resto non ho mai avuto problemi a rapportarmi con la gente. I parrocchiani mi vogliono molto bene e lo stesso vale per me nei loro confronti. Certamente da parroco la vita cambia totalmente: sei tu in tutto e per tutti a gestire la situazione. Devo dire che ho una comunità viva e posso contare su un valido aiuto da parte dei laici. Una quarantina di volontari gestisce a turni l’oratorio, organizza bancarelle di Natale, lavoretti vari per tenere occupati i ragazzi. A livello più generale, siamo di fronte a una situazione di pendolarismo dove, per avere il contatto con la realtà della Valle, studenti e lavoratori si devono alzare presto al mattino e rientrare tardi il pomeriggio e la sera. Per quanto riguarda il futuro dei ragazzi , tranne i 23 casi riscontrati di abbandono scolastico tra i 16 e i 17 anni, tutti gli altri studenti si impegnano molto riportando buoni o eccellenti risultati, sì da far progressivamente aumentare il numero dei diplomati e dei laureati “.

Come si sta affrontando a Collio il problema giovanile?

“Quella dei giovani è una grossa responsabilità. È chiaro che i giovani ci sono e vanno aiutati a crescere, proponendo loro anche occasioni di riflessione. Quando saranno adulti potranno trovare giovamento dalle opportunità avute. Per ora posso dire che, sia da parte delle Parrocchia che del Comune non ci sono dei progetti specifici per loro. Alcuni di loro hanno avuto l’opportunità di fare l’esperienza di Colonia, nella Giornata Mondiale della Gioventù. Un bel gruppo di giovani, da Marcheno in su, con me e il parroco di San Colombano don Marino, ha vissuto un intenso momento sia relazionale che spirituale. Ecco, i giovani hanno bisogno di maturare delle esperienze che potranno poi condividere con altri giovani. Chi incontra il Vangelo viene cambiato all’ “interno” e può cambiare anche gli altri. Un punto di forza nei confronti dei giovani è dunque un loro coinvolgimento in esperienze che daranno i loro frutti. L’importante è che i giovani ci siano in quelle esperienze, poi il bene fatto rimane. L’esserci vale anche per il prete: da curato ero sempre in mezzo ai giovani, da parroco devo continuare ad esserlo, anche se devo dividere il tempo a loro disposizione con altri impegni di responsabilità all’interno della comunità”.

Come vede la sua parrocchia?

“La parrocchia di Collio ha circa 1.500 abitanti, mentre il Comune ne ha 2400; il resto della popolazione appartiene alla parrocchia di San Colombano. Compito del parroco è quello di investire sui laici, sia come prestatori di opere che come formatori del vangelo. La domanda che spesso io faccio è: vi piace essere chiesa?. Occorre insomma crescere come uomini e come donne, allora anche la comunità diventa un valore. Io credo in questo. La sera spesso vado a dormire stanco per i tanti contatti avuti: la gente ha bisogno di essere ascoltata, di essere considerata. A me capita spesso di conoscere le persone anche per strada. Mi piace parlare con la mia gente, anche e soprattutto con quelli che non vedo mai in chiesa e su questo non ho mai avuto difficoltà. La realtà parrocchiale è ampia, suddivisa in diverse zone: la Parrocchiale, San Rocco, Tizio, Ivino, Memmo. Complessivamente la partecipazione alla santa messa si aggira sul 20-25%, con buona testimonianza a livello di celebrazione, ma per me l’ evangelizzare non corre solo sul binario della domenica, ma anche e soprattutto nel tempo quotidiano. Anche Gesù ha fatto così.
Tu parli, fai la proposta, poi la decisione viene lasciata libera” .

Problemi a livello di droga, alcol?

“C’è la fascia di età compresa tra i 20 e i 25 anni che non è ben inquadrata. L’uso di droga e di alcol non manca tra i giovani, ma il problema sta secondo me nella prevenzione. Come? Occorre essere famiglia, sempre più famiglia sia tra le mura domestiche che nel contesto della comunità. Occorre investire in programmi trasversali per monitorare e dare opportunità diverse, ma soprattutto è opportuno dire la verità sulla droga e sull’alcol. Per me poi conta molto esaltare la bellezza dell’essere giovani, perché i giovani sono belli dentro e sono belli fuori. È chiaro che occorre metterci impegno. Io come prete devo dare il massimo, perché essere prete è bello. Il prete ti mette in discussione con la sua testimonianza, con la sua vita e le persone, sulla spinta di questo, devono mettersi in relazione gli uni con gli altri. Occorre parlare, parlare a tutti, anche a chi non la pensa come te, perché i problemi ci sono, ma è mettendosi in gioco che si possono superare. Che uno poi venga o non venga a messa non è il primo dei problemi”.

C’è qualche tradizione nella sua parrocchia che merita di essere ricordata?

“Quella più significativa riguarda il Triduo dei morti: gli abitanti delle malghe offrono alla parrocchia i latticini prodotti nell’anno. Al termine della festività, nel pomeriggio, viene fatta un’ asta dove la parrocchia mette in vendita quei latticini e il ricavato rimane a disposizione delle opere parrocchiali”.

Qualche opera di restauro nell’immediato?

“C’è la chiesa di San Rocco che ha un bisogno estremo di essere restaurata. Si sta interessando la Sovrintendenza delle Belle Arti, poi sarà anche la generosità dei parrocchiani a fare il resto “.

L’intervista termina, usciamo dal ristorante e ci incamminiamo verso la parrocchiale e l’oratorio e il don Fabrizio che vedo è quello di sempre, con un’apertura straordinaria nei confronti dei giovani che sono tornati da scuola e stanno andando a casa, nei confronti della signora in automobile che sta aspettando l’attimo per attraversare la strada, nei confronti di chiunque incontra, con battute ad alta voce. Mi viene in mente la famosa esortazione: “Ama e fai quel che vuoi” .
Don Fabrizio fa quel che vuole perché ama profondamente Dio e tutti i suoi parrocchiani.
(Pierfilippo Bacca. 28.11.2005 IL VALTROMPIA News)


I BREGOLI di Pezzaze e i Piardi

I BREGOLI: Bregoli – Piardi e Piardi – Bregoli. I PIARDI nella vita e opere del Pio Istituto BREGOLI

Parleremo dei BREGOLI e della estesissima parentela con tutte le famiglie di Pezzaze, ivi compresa quella dei PIARDI, lasciando che ad esporre, fin che possiamo, sia Angelo Secondo Viotti (1916) figlio di Angelo detto Dize (1861) del fu Faustino dei detti Faüstini. Trarremo dette conversazioni dal testo pubblicato in “I PIARDI” Volume 1 e 2; editi, rispettivamente, l’anno 1998 e 2000.

L'amore pei genitori è il fondamento di tutte le virtù. (Cicerone)

Nell’incontro del 9 febbraio 1999 esaminiamo, con Angelo Secondo Viotti, alcuni documenti appartenenti al suo archivio privato. In particolare quello inerente i debiti (Stato delle sostanze, negative) accumulati dal fu Giov. Battista Viotti (defunto nel 1835 ?) padre di Pietro, Francesco e altri. La mamma Cecilia, ivi citata, dei Viotti fratelli, figli di Giov.Battista, è Cecilia Bregoli [sorella del ‘Barba Lurinsì’ Bregoli e di Domenica, sempre Bregoli, andata in sposa a Giov.Battista Piardi] figlia del fu Francesco Bregoli sposata a Giov.Battista Viotti, suocero e forte debitore verso Domenica “Biluna” Piardi figlia di Bortolo “Catanì” da Pezzaze.

Con riferimento ai quattro noti fratelli Bregoli, Angelo Secondo Viotti racconta:
<<Erano tre le sorelle Bregoli più il fratello, Lorenzo detto Lurinsì, i figli del Bregoli morto all’inizio del sec. XIX (1808?): Cecilia sposa di Giovanni Battista Viotti, Domenica sposa di G. Battista Piardi, Maria sposa di certo Bonometti della Val Camonica, ed il fratello Lorenzo ‘Lurinsì’.
Lorenzo abitava su al casale (löc) che si vede, lassù, per andare al Colle di S. Zeno. Èl ghia ‘mprestàt le palanche a ü pret chè ghera che a Pedade. Dopo chèl pret le l’è marciàt e l’è nàt a Marù, söl lac d’Isé. Pota è lü ‘l glià piö este le palanche …. Alura chè al fat, ‘n autünno dè ‘n an, ‘l sa met sö ü sac (… mè recorde che le fonne quanc che le naa a dà ‘l lüdam, chèl piüia, le ciapaa ü sac le sol mètia e le sol legaa che… al col). E lü, ‘l Lurèns, ‘l sè met sö ste sac e po’ l’è pasàt sö dèl Col dè San De, l’è nat do dol Gölem e l’è nat a Marù. A scöder. Alura la fò, on dol reà fò, pota, ghera la serva, la domestica. Lü ‘l serca ‘l Don …, ste pret, ‘l domanda ‘ghè mia ‘l Reverendo?’ - ‘no, ‘l ghè mia …’ (invece il parroco era in casa e udendo il conversare della domestica domanda: ‘Chi che ciama?’ – ‘L’è ü pètòc!’ che l’ia po’ le dè fò. Il sacerdote esce per vedere di quale pitocco si tratti e s’imbatte in un ‘povero vestito di sacco’ e rivolgendosi alla domestica: ‘fallo entrare’ anche con insistenza, ‘fal vignì det, diga che ‘l vegne deter, diga chel vegne …’. Il pitocco entra, si leva il sacco di iuta che portava sopra la testa ed appare chi veramente è …, alla vista il sacerdote esclama: ‘Ah, Madora me, l’è ‘l siur Lorenzo!’. La domestica rimane male e con lei anche il parroco debitore ….
In questo caso l’abito ha fatto il monaco e così sotto mentite spoglie di pitocco il creditore è potuto entrare in canonica a riscuotere il credito.
Ensoma, ‘l pret ‘l ga dàt le palanche e Lurinsì l’è turnat ‘n dre a Pedade. E quanta l’è po’ gnìt ‘nsa, la sò sorela, chè l’ia po’ la fomma del Batesta Viotti, la Cecilia, la ga dit, vedendolo coperto dal sacco di iuta: ‘Te farèsèt mèi crumpàt ‘n umbrèla ‘nvece chè nalà col sac!’. E lui, Lorenzo, per tutta risposta, rivolto alla sorella, esclama: ‘Arda chè iè gnamò nìcc a le Pere (cortile di Lorenzo) chèi coi bastù ros (gli ingnegneri agrimensori a prendere le misure per i frazionamenti …) come iè nìcc al Tedöl (Tesolo vicino alla chiesetta, l’unico avere che era rimasto alla sorella dopo la divisione patrimoniale del padre)’. Ènfati iera töt fò töt… . Töte le parcc dèi fredei. A le Pere, invece, era ancora tutto di Lorenzo. Insomma, se non comprava l’ombrello era perché non voleva e non perché non potesse permetterselo … diversamente da altri che invece non avrebbero potuto neanche volendolo. Come a dire ‘Guarda in casa tua’.
Chèsto l’ia ‘n Bregoli fiöl dèl fu Francesco, fradèl dè le tre surele; è giöna dè chèste l’ia töt, spudàt, ‘l G.B. Piardi dè Pedade, chèl ca fàt dè tèstimone al bubà de la spuda ‘n dol 1807 quan cà l’ha crumpàt ‘l sito e ‘l löc, ‘l Bricù fò a Sem (Cimmo)>>. [Angelo Secondo Viotti (1916); Pezzaze, 9 febbraio 1999].

Angelo Secondo Viotti (1916), figlio di Angelo detto Dize (1861), commentando la foto pubblicata a Pezzaze nel calendario 1999 (edito a cura del Pio Istituto Bregoli) sotto il titolo ‘Festa tra amici’, dell’anno 1940, ove sono ritratti diversi personaggi in compagnia del fisarmonicista Bruno Bregoli, precisa: <<il fisarmonicista noto come Bruno dèl Vegia ha sposato Agnese Richiedei, una delle figlie di Santina (1899) Piardi del fu Ermenegildo ‘Gilde’ (1873). Mentre, questa, indicandola sulla foto, Pierina Viotti è nipote di (nonna) Domenica Piardi detta la Biluna (sposa, nel 1822, di Pietro Viotti figlio di Giov.Battista) in quanto figlia del di lei figlio Battista>>.

BREGOLI famiglia
Bregoli è cognome di una delle originarie famiglie di Pezzaze, assai nota, imparentata con i Piardi sin almeno dal XVII secolo. Senza voler andare nella notte dei tempi: Maria Bregoli dei detti Bonèt è sposa di Andrea Piardi (padre - 1767). Andrea, padre, con Andrea Piardi (suo figlio – 1799) emigrano a Gussago e a Padergnone di Rodengo agli inizi dell’Ottocento, portando i Catanì in Franciacorta; altri Catanì si aggiungeranno in quel di Saiano, sempre in Franciacorta.
A questa famiglia pezzazese appartiene Bortolina Bregoli (1877-1950) sposa di Giacomo Piardi nato a Pezzaze nel 1875 e mortovi nel 1944 figlio di Giovanni (1844) e di Santina Facchini .
Allo stesso casato BREGOLI appartengono:
Giovanni, sposo di Rosina Piardi (1904) da Mondaro;
Margherita, sposa di Bono Piardi (1908) da Pezzaze;
Assunta detta Gina, sposa di Pietro Piardi (Pezzaze 1912);
Angela sposa di Umberto Piardi (Pezzaze 1916-1988);
Albina moglie di De Bormida Pietro Piardi del 1913 da Pezzaze, figlio di Giacomo della famiglia Celvìt;
Caterina moglie di Giacomo Piardi (1880 ?) da Pezzaze;
Gesuina sposa di Faustino Piardi (1932) da Pezzaze;
Faustina (Pezzaze 1911 – 1980) sposa di Giovanni Piardi (1909 – 1946) da Pezzaze detto Nene dei Quarantì;
Teresa (Pezzaze 1913 – 1979) sposa di Giovanni Maria Piardi da Pezzaze (1907 – 1965);
Angelo da Pezzaze morto nel 1946 all’età di 77 anni sposo di Santa Piardi da Pezzaze morta nel 1947 all’età di 78 anni;
Caterina Catina sposa di Francesco Piardi del 1902 dei Valì da Pezzaze;
Cecilia da Pezzaze sposa di Giovan Battista (1914) dei Valì;
Bortolo (1894 – 1960) sposo di Angela Piardi (1901 – 1937);
Bruna sposa di Giovanni Piardi detto Severino (1936) dei Mafé da Pezzaze.
[Vedi, meglio e più ampiamente, genealogia dei Piardi nati a Pezzaze secondo il soprannome in “I PIARDI”, volume primo (anno 1998)].
A questo stesso casato BREGOLI appartiene:
Giacomo sposo di Faustina Piardi (1893);
Santina Isolina (1922) figlia di Faustina Piardi (1893) dei Brine da Pezzaze andata in sposa a Pietro “Pierino” Gabrieli “Pim”, Sindaco di Pezzaze nel corso della seconda metà del Novecento;
Bettino sposo di Maria Piardi dei Brine da Pezzaze;
Bortolo sposo di Angelina Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850?). [Vedi anche Piardi nati a Pezzaze – Brine].
Lucio sposo di Domenica Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850);
Caterina (1857 – 1944) sposa di Angelo Piardi da Pezzaze dei Brine;
Lucio sposo di Nena - Annunciata Piardi (1909) dei Pélès da Pezzaze;
Eleuterio sposo di Luciana Piardi (1970) dei Mafé.
Al casato Bregoli, ancora, appartiene:
Caterina sposa di Giuseppe Piardi del 1924 dei Pélès;
Maria sposa di Battista Piardi (1915) detto Miglio dei Pélès.
Cognome anche di:
Cecilia (1931) sposa di Massimo Piardi (nipote del Grillo) dei Brine;
Giovanna (1943) sposa di Emilio Piardi;
Romano sposo di Elma Piardi (1957) dei Valì da Pezzaze;
Bettino sposo di Daria Piardi (1958) dei Valì.
Dello stesso casato sono:
Maria (Maria Ope) sposa di Giovanni Piardi (1908) detto Giaca dei Bone de Sante;
Santa detta Gala o Galina sposa di Antonio Piardi (1918) dei Gaei di Pezzaze detto Gal.
Certo pezzazese soprannominato “ol Lepa”, forse Giovanni (?) Bregoli, della famiglia nota come Carnine, imparentata coi Piardi, è compagno d’armi durante la campagna di Russia di Maffeo Piardi (1915) figlio di Bortolo Angelo “Bianco Topo”.
Porta questo nome anche il complesso vocale e strumentale in attività da diversi decenni col titolo “La famiglia Bregoli” assai noto per le sue esibizioni folcloristiche il quale nel 1998 incide il secondo Compact Disk, col riconoscimento della Regione Lombardia.
Di questo casato BREGOLI sono:
Don Giovanni (1814 – 1877) parroco di Vicomoscone di Cremona;
Don Battista (1880 – 1905) da Mondaro parroco di Magno di Inzino a Gardone V.Trompia;
Don Angelo (1874) e Don Giovanni (1878);
Don Giuseppe Bregoli, morto Parroco di Palazzolo Sull’Oglio (Brescia) nel secolo XXI; bella è la sua testimonianza dell’incontro che ebbe con papa Paolo VI nel 1970. (Vedi link in calce a questa pagina).
Certo Bregoli, detto Pieroleta, è sposo di Metilde Piardi figlia di “Rimo” dei detti Fresche poi Late, già degli antichi Catanì Piardi.
Cognome anche di Primo detto Gazèt (o Gadèt) sposo di Irene Piardi (1921) figlia di Giuseppe noto come Pì di Piarcc.
La stele del monumento ai caduti di Stravignino annovera tra questi cittadini che sacrificarono la vita:
Bregoli Antonio fu Francesco, classe 1887;
Bortolo di Giuseppe, classe 1888;
Giovanbattista di Andrea, classe 1886;
Giovanni di Pietro, classe 1898;
Giuseppe di Bortolo, classe 1889;
Bortolo di Angelo, classe 1924;
Ugo di Felice, classe 1923.
Don Giordano Bregoli (1967) è sacerdote nel 1998.
E’ nipote di nonna Maria Piardi (1902) dei detti Mafé il sacerdote Don Fabrizio Bregoli (Parroco di Collio negli anni Dieci del 2000) essendo figlio di Gesuino e Merile Ferraglio del fu Giovanni. I Ferraglio di Pezzaze sono originari di Pezzoro, terra contigua quella di Pezzaze, poste sotto la cima del Monte Guglielmo.
Per PEZZORO clicca su http://www.piardi.org/luoghi/pezzoro.htm
Per PEZZAZE clicca su http://www.piardi.org/luoghi/pezzaze.htm
Per Don Fabrizio Bregoli clicca su http://www.piardi.org/persone/p30.htm
Per Don Giuseppe Bregoli clicca su http://www.piardi.org/persone/p67.htm

Il più noto personaggio dei Bregoli è Angelo munifico benefattore dell’Istituto per anziani e ospedale che porta il suo nome, deceduto nel 1849; poi denominato Pio Istituto Angelo Bregoli, oggi Fondazione Bregoli. Angelo Bregoli dei detti Bonèt, munifico benefattore, fu sposo, in prime nozze, di Aquilina Piardi dei detti Catanì, quei Piardi andati a Gussago ed in Franciacorta sin dagli inizi dell’Ottocento.
BREGOLI (PIO ISTITUTO ANGELO): Pezzaze.
Ente di assistenza e di beneficenza istituito dai pezzazesi a seguito di volontà testamentaria di Angelo Bregoli, espressa nel 1849.
Molti sono stati i Piardi benefattori, amministratori o addirittura presidenti del Pio Istituto nel tempo, tra i quali: Andrea (1765), Andrea (1799), Bortolo (sec. XVIII-XIX), Annunciata Piardi Viotti e Diaregina, l’ultima benefattrice in ordine di tempo (1993) per un cospicuo valore di mercato, in immobili, dell’ordine di diverse centinaia di milioni di lire.

PRESENZA, a diverso titolo, dei PIARDI negli Atti dell’Opera Pia Angelo BREGOLI di Pezzaze
Dall’esame della documentazione dell’archivio storico del Pio Istituto Angelo Bregoli (Fondazione Angelo Bregoli) si rileva l’importante presenza dei Piardi pezzazesi nell’amministrazione dell’Istituto stesso e di quegli altri Enti di beneficenza ed assistenza legati al medesimo organismo.
• Nella nota n. 89 del 28 settembre 1857 diretta all’Imperial Regio Signor Commissario di Gardone, a firma di Piardi Don Antonio risulta che lo stesso è amministratore del Pio Istituto. La conferma viene anche dalla nota n. 101 dell’8 ottobre 1857 autografa, originale, vergata di pugno come la precedente, da parte del Don Antonio, sempre diretta al Commissario di Gardone. Don Antonio è tale già anche dal 26 maggio 1856 come parrebbe da una nota n. 16 di protocollo dell’Istituto. Trattasi, con ogni probabilità, di Antonio Piardi del 1801.
Don Antonio lo troviamo come amministratore anche negli anni successivi, pare fino al 1860, quando lascia Pezzaze per la parrocchia di Rodengo, all’Abbazia. In tal senso, giusta l’ulteriore nota redatta di pugno e rinvenuta in originale rivolta al Pretore di Gardone in merito alla lite inerente il bosco Borgatto nel comune di Marcheno di proprietà dell’Ente (Decreto n. 141 – 13 gennaio 1858 – Pretore di Gardone).
• Certo Don Gio. Battista Piardi (forse del 1829) fu Ermenegildo risulta, con altri, testimonio alle firme nella stesura della scrittura del 22 giugno 1868 per la locazione d’immobili siti in San Vigilio (di Concesio) tra l’Ente Bregoli e il conduttore Ravelli Giuseppe di Carcina.
• Antonio Piardi fu Innocenzo è testimonio alle firme il 4 maggio 1882 per atto tra le parti steso tra il Pio Istituto ed altri.
• Attinente all’attività dell’Istituto Bregoli sono i compiti dell’ente chiamato Pio Istituto Zilberti del comune di Pezzaze il quale doveva provvedere alla vita della sussidiaria chiesa della cappellania di San Giovanni Evangelista di Mondaro. Nell’amministrazione del “Zilberti” vi è anche, oltre ai Bontacchio e Rossi, la presenza di un Piardi nell’anno 1891, infatti, ciò si deduce da una nota del 26 luglio dello stesso anno diretta all’Istituto Bregoli.
• A Pezzaze, nello scorso secolo XIX, ma anche all’inizio del XX, si nota un felice fiorire di iniziative tese all’assistenza degli abitanti più bisognosi, infatti registriamo, anche, la presenza della volontà Turinelli, sacerdote, che istituì un legato col suo stesso nome avente per scopo la “dispensa di vestiario spettante ai poveri di Pezzazole”; in questo Ente Turinelli si notano, dalla corrispondenza, diverse presenze di Piardi come amministratori, assieme ai Bontacchio, Lazzari e Bregoli.
• Il sacerdote Antonio Piardi (probabilmente Geremia Antonio Piardi del 1860 – dei detti Cansonète) è componente l’amministrazione con un Bregoli ed un Facchini della gestione del succitato “Legato Turinelli” per l’anno 1894.
Lo stesso Don Antonio, con Giovanni Piardi, quale legale rappresentante del Pio Istituto Bregoli, è tra coloro che, il 13 aprile 1885, si presentano dal notaio Cristoforo Piotti in Gardone, per chiedere la pubblicazione del testamento olografo 12 luglio 1883 del defunto sacerdote Giovanni Battista Turinelli per beni valutati in lire tremila quale Legato perpetuo, col frutto annuo dei beni stessi da impiegare in favore dei poveri di Pezzazole. E’ presente con loro l’avvocato Luigi Gallia, esecutore testamentario. Il Legato è stato riconosciuto con Decreto Reale di Umberto I Re d’Italia dato in Sant’Anna di Valdieri il 21 agosto 1884.
Don Antonio Piardi di Battista, ancora, appare quale rappresentante dell’Ente Bregoli nell’atto datato 11 ottobre 1888 avanti l’ingegner Girolamo Piotti, per vertenza di confine tra le proprietà denominate Ripe sopra Nevù e fondo boschivo detto Valzello delle streghe in Pezzaze.
Don Antonio diventa Presidente del Pio Ist. Bregoli il 7 marzo 1888 fino al 15 dicembre 1889 (Giusta la deliberazione 7 marzo 1888 – oggetto II).
• Giovanni Piardi fu Giacomo, dopo essere stato componente dell’Istituto, dal 1882 al 1890, Presidente dal 13 aprile 1890, membro dal 7 marzo 1898 al 1905, ne diventa, nuovamente, Presidente dal 1914 al 1919. (Verb. delib. 13 aprile 1890 e 26 gennaio 1914).
• Battista Piardi fu Raimondo risulta membro del Pio Istituto per gli anni 1926 e 1927. Giusta la deliberazione del 9 maggio 1926.
• Gio.Maria e Giulio Piardi li ritroviamo amministratori anche nel 1932 – 1938 – 1939.
• Giovanni Maria Piardi è presidente nel 1936 ma anche nel 1939 (giusto il verbale di deliberazione 14 marzo 1936), e risulta presiedere alla decisione di ripristinare il sussidio annuale a favore della fabbriceria parrocchiale a titolo di concorso nelle spese per le festività delle Santissime quarant’ore, così come da antica disposizione testamentaria di Angelo Bregoli, fondatore dell’Istituto, sulla scia dell’analoga volontà espressa dal Bortolo Piardi – Catanì. E’ lui che stipula l’accordo novennale dal 1935 al 1944 con gli affittuali dei fondi di proprietà del “Bregoli”.
Tra questi affittuali vi sono anche: Ghetti Elisa in Piardi (Gael) per il fondo denominato Bonetti con un canone annuo di lire 602; Bortolo Piardi di Antonio per il fondo Tese con un canone annuo di lire 451. Per Elisa e Bortolo controfirmano quali loro fidejussori Aurora Bregoli della famiglia dei Carnine e Piardi Antonio Gael. Ancora nel 1982, per il fondo denominato Bonetti, Giacomo Piardi fu Antonio ed Elisa Ghetti versano lire 26.500 quale canone. (Ruolo entrate e diritti c.o.p. del Pio Ist. Bregoli).
Nello stesso fascicolo si rinviene la ricevuta del pagamento rilasciata nel 1982 di lire 13.500 da parte di Santina Piardi per fitto del fondo rustico denominato Fondaco.
Giovan Maria Piardi fu Angelo, dal verbale di delibera del giorno 16 giugno 1940, risulta nominato in carica quale amministratore per il residuo periodo del quinquennio 1937 – 1941.
• Dal verbale di delibera dell’Istituto in data 20 marzo 1932, approvato il 19 aprile 1932 con visto n. 12045, relativo all’affittanza novennale del fondo denominato Fisomo condotto da Maffeo Piardi di Giovan Maria, risulta che Piardi Maffeo rinuncia all’affittanza. Presiede la seduta Giovan Maria Piardi – Presidente.
• Giacomo Piardi fu Ermenegildo nel 1940 ottiene per tre anni la concessione del pascolo al bosco di Monte Cimmo, di proprietà del Pio Ist. Bregoli, per lire 40 annue.
• Giulio Piardi è membro amministratore nel 1939 quando l’ente delibera, il 29 aprile 1939, l’accettazione della donazione disposta da Angela Gabrieli fu Carlo e fu Margherita Gabrieli, del 12 dicembre 1938.
• Giovanni Piardi fu Giacomo, quale amministratore dell’ente, si presenta il 24 giugno 1903 presso il notaio Gio.Battista Noventa in Bovegno, a richiedere la pubblicazione e il deposito del testamento olografo di Angelo Gabrieli sposato Margherita Piardi col quale il Gabrieli lascia sue sostanze al fine di celebrare messe ed ufficio funebre ad ogni anniversario della sue morte.
• Il 2 giugno 1866, lo si rileva da un documento originale dell’archivio storico, Andrea Piardi fu Bortolo (forse quello soprannominato Belù), risulta quale avallante per aver concesso “pieggio” nell’atto di assegnazione dell’affittanza del roccolo Vivazzo condotto da Giovanni Bregoli fu Michele. Inoltre, è testimone nello stesso, con Bortolo Ognibene, sacerdote, segretario del Pio Istituto, Giacomo Piardi fu Battista.

Continuando nell’esame della documentazione custodita presso l’archivio storico dell’Istituto, Il 5 maggio 1998, leggiamo il seguente, curioso, documento:
<< Adi, 7 maggio 1794.
In Cristi nomine l’anno di nostro Sig.re millesettecentonovantaquattro (…) avanti il notaio Mazoldi in Piano di Bovegno di Val.pia. Distretto di Brescia presente il signor Benedetto Mazoldi e signor Giovan Battista Bregoli Seg. (…), con me notaio (Mazoldi Antonio).
Ritrovandosi Antonio del fu altro e Angelo fu Antonio Piardi di Pezzaze (…) avendo una pezza di terra denominata Le Teze in tener di Pezzaze, di comunione la stalla e fienile senza aver l’acqua di poter far abbeverare le bestie e d’ogni altra servitù e del Giovanni fu Paolo Bregoli (…) che in detto luogo si trovano avere altra pezza di terra denominato il Sipo (Cippo) in tener di Pezzaze (…) sul monte di Mondaro, quale intenda che si voglion li suddetti Piardi far abbeverare e servirsi dell’acqua nascente sul prato detto Sipo, e li detti soci Piardi s’intendevan aver raggione di tale acqua per esserne serviti anche in avanti.
Perciò i suddetti Piardi (…) hanno convenuto e convengono per tale acqua come qui sotto:
Primo si conviene che detti Piardi come sopra possano perciò per sempre servirsi dell’acqua nascente nel prato del detto Bregoli a loro piacere nel luogo detto Sipo (Cippo) per abbeverare e d’ogni altra servitù, con patto, però, che anche i soci Piardi abbiano da corrispondere al predetto Giov. Bregoli per tale servitù piccole lire centocinquanta, mettà per cadauno di detti Piardi. Così convenuti quali dalli detti due soci Piardi (…). Dico sono state fatte e pagate in pronti dinari di sua soddisfazione al detto Bregoli (…).
Stante perciò il pagamento eseguito e fatto dalli Piardi al signor Bregoli ivi il medesimo ha liberato ed assolto, libera ed assolve, i suddetti Antonio fu altro e Angelo fu Antonio fratelli Piardi dal valor del beneficio dell’acqua suddetta promettendo di mai più pretendere cosa alcuna.
Obbligandosi i Piardi di far la sprangata sino al portico di detta stalla Sipo col lo loro legname; andando fuori dai recinti di detta sprangata le bestie vachine siano in obbligo di pagar il danno e avendo da far il pozzo o curarlo debba ciò farsi a comuni spese, dovendo in altri (…) detti soci Piardi far celebrar annualmente due messe, cioè una per cadauno.
Rogato per me D. Ant. Mazoldi notaro>>.
Si riscontra l’esistenza delle ricevute di avvenuta celebrazione delle succitate due messe annue sino al 1864 ed altresì si è avuto modo di vedere alcune ricevute riguardanti il parziale rifacimento della “sprangata” (staccionata) con l’apporto di assi e assoni e per il riconoscimento della servitù in atto, di cui l’ultima è datata 1875.

DAL CARTEGGIO del Pio Istituto BREGOLI, ancora leggiamo.

• Dal verbale di deliberazione dell’Ente Pio Ist. BREGOLI del 30 gennaio 1902 e da quelli delle successive sedute dello stesso anno e degli anni seguenti fino al 30 aprile 1906 si può leggere che tra gli amministratori, Bontacchio Antonio, sacerdote Giovanni Viotti e Bregoli Antonio, vi è Giovanni Piardi fu Giacomo che poi, dal 1914, per cinque anni (giusta la deliberazione 26 gennaio 1914), è Presidente dell’Opera Pia Bregoli.
• Dal registro dei verbali di deliberazione, seduta del 3 agosto 1908, si evince che Raimondo Piardi risulta appaltatore “dei lavori da falegname nell’ospedale di Mondaro”, nello stesso periodo, ciò a seguito di una sua nota tesa allo “scopo di ottenere un maggior assegno sulla liquidazione del prefato tecnico dei lavori da falegname …”. Richiesta respinta e giudizio inviato al tecnico incaricato Ing. Cavadini.
• Il carteggio custodito dall’Archivio storico registra anche le vertenze o le pretese sia degli affittuari dei fondi della Pia Opera sia da parte dei dipendenti. A tale riguardo, nella seduta del consiglio di amministrazione del 7 dicembre 1908 si registra la pretesa di Gio.Maria Piardi conduttore del fondo Croce il quale chiede un, preteso, riconoscimento danni causati da “una frana apertasi all’estremità inferiore del fondo stesso” conseguente alla formazione di un nuovo “tronco di strada comunale”. Il Ricorso del Gio.Maria è inviato all’esame dell’Ing. Cavadini per “definirne la vertenza nel miglior interesse della Pia Opera. …”. La vertenza prosegue con pretese da parte di Angelo Piardi, sempre per il fondo Croce, ed è l’oggetto n.° 2 all’ordine del giorno della seduta del medesimo consiglio dell’Opera Pia in data 15 marzo 1909.
• Il 30 maggio 1930 a Bortolo Piardi per il fondo denominato Tese, che conduce, gli viene chiesto per gli anni dal ’30 al ’32 un nuovo canone d’affitto ammontante a lire 770 rispetto alle 810 quale era quello originario. Successivamente lo stesso viene ulteriormente abbassato a lire 693 nell’anno 1931 con approvazione prefettizia del 26 ottobre 1931, come si legge da idoneo documento dell’organo di Stato.
• Giacomo Piardi risulta terminare, pare, nel 1909 il suo mandato di infermiere dell’ospedale, infatti, nella seduta del 15 marzo 1909 viene deciso “di sospendere l’assegno fin qui corrisposto all’ex infermiere Piardi Giacomo essendo a ciò tenuto il Comune di Pezzaze”. (Trattasi probabilmente del solo cambio di datore di lavoro).
• Dalla gestione delle diverse Opere Pie da parte dell’Istituto Bregoli si viene a conoscenza di nomi, luoghi, compiti e fatti di persone o di cose tra cui: Giacomo Piardi fu Battista risulta essere sino al 1912 incaricato dell’attività di “sacrista della Cappellania di Mondaro” per la chiesa sussidiaria di San Giovanni Evangelista. (Deliberazione oggetto II – 22 settembre 1913). Lo sostituisce nell’incarico “Marco Gabrieli fu Francesco per tre anni più tre anni per lire 17 annue”.
• Piardi Antonio fu Bono dei Gaei negli anni ’20 e ’30 è guardia boschiva del Pio Istituto. Nell’anno 1926, il 18 di dicembre, chiede un aumento per nuove mansioni e compiti in Brozzo e Marcheno. Lo ottiene passando da 200 a 500 lire annue oltre a un compenso per caro viveri che dalle iniziali lire 200 passa a 500.

TRA le ATTIVITA’ del Pio Istituto BREGOLI anche la Scuola
• Secondo la volontà del testatore Angelo Bregoli si sarebbe dovuto avviare anche una scuola per la gente di Mondaro. Di conseguenza l’Istituto ebbe a gestire anche la scuola elementare privata. Mista per gli anni dal primo al terzo e, pare, solo maschile per gli anni quarto e quinto. (Almeno dai nomi degli allievi).
Dall’esame della documentazione dell’Archivio storico Bregoli si possono rinvenire i registri relativi alle iscrizioni degli alunni alla “Scuola elementare privata mista Istituto Bregoli di Mondaro”.
I registri sono riferiti alla frequenza alle diverse classi negli anni, quelli che sono stati rinvenuti, dal 1881 al 1923. Assumono notevole importanza, oltre che in termini di frequenza e profitto degli alunni, anche per ciò che riguarda la situazione di famiglia dell’allievo. Si può, leggere con chiarezza, tra l’altro, la professione dei genitori.
I registri si distinguono in: Registro d’inscrizione della scuola elementare superiore maschile … e Registro unico giornaliero.
Dal Registro d’inscrizione della scuola elementare superiore maschile dell’anno 1891/92, diretta dall’insegnante Adele Dè Marmels, rileviamo al n. 6 dell’elenco degli alunni di classe IV: Piardi Giuseppe di Francesco (contadino) e di Caim Annunciata, nato a Pezzaze il 28 novembre 1888, abitante in Stravignino n. 66 e dall’elenco di classe V: Piardi Giacomo fu Faustino (contadino) e di Bregoli Margherita, nato a Pezzaze il 15 settembre 1880, abitante in Stravignino 37.
E’ indicato anche il profitto mensile delle diverse materie di studio. Un particolare rilievo meriterebbero, appunto, le materie d’insegnamento delle quali qui appuntiamo, soltanto, quella definita: “Diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”.
Dal Registro unico giornaliero dell’anno 1900/1901 per la classe IV e V, condotta dall’insegnante Martinazzoli Gio. Battista di Gaudenzio e di Salari Caterina da Paspardo, in Val Camonica, si legge: Piardi Giovanni, figlio di Desiderato di professione oste, e di Gipponi Maria, nato a Pezzaze il 13 luglio 1888. Licenziato quale alunno di V classe con la votazione pari alla media complessiva del sette. (Ndr.: trattasi dei detti Fresche – poi Late).
Per l’anno 1881/82 classe III e IV, condotte dal maestro Duccio Don Bortolo, nell’elenco degli alunni di IV classe si legge: Piardi Francesco di Antonio (fabbro ferraio) e di fu Maria Gabrieli, nato a Pezzaze il 21 aprile 1868, abitante in Stravignino 188. Alunno proveniente dalla scuola privata di Avano. Profitto ottenuto: superiore alla media del nove. (Ndr.: si tratta dei detti Valì).
Per l’anno 1882/83, nel Registro mensile di frequenza alla scuola serale elementare invernale di I e II classe, condotta provvisoriamente dal maestro Don Giovanni Viotti, si trovano: Piardi Raimondo ed Enrico, fratelli. Infatti, dall’elenco degli allievi così intitolato: “ …che si presentarono questo giorno 12 dicembre (1882)” rileviamo: Piardi Enrico di Battista d’anni 20 e Piardi Raimondo di Battista d’anni 26. (Fascicolo “Registri della proposta scuola serale in sostituzione a quella ordinata dal testamento Bregoli, come da controesteso elenco”). Si tratta dei Piardi, fratelli, detti Cansonète.
Ancora, dal Registro unico giornaliero e da quello delle inscrizioni dell’anno 1911/12, maestra Orsolina Foresti di Flaviano e di Angela Mori nata a Pralboino il 20 febbraio 1859, si legge, quale allievo della classe IV: Piardi Francesco di Antonio e di Angela Gabrieli, abitante in Stravignino, nato in Pezzaze il 28 gennaio 1902. Profitto mensile sette/otto. Idem per l’anno 1912/13. Francesco di Antonio Piardi è dei detti Valì.
Per lo stesso anno 1912/13, rileviamo anche: Piardi Maffeo di Giovanni e di Margherita Bontacchio abitante a Mondaro, nato il 13 giugno 1900. L’alunno Maffeo Piardi è dei detti Mafé.
Dagli elenchi dell’anno 1913/14 leggiamo: Piardi Maffeo di Giovanni (contadino), del 1900; Piardi Francesco di Antonio (possidente), del 1902; Piardi Adamo di Antonio (panettiere), del 1903; Piardi Bono di Antonio (guardaboschi), del 1903. (Ndr.: rispettivamente: Mafé, Valì, Costa, Gael).
Nel “Registro scolastico generale del 1922/23, maestra Serafina Dorigati del fu Luigi e della fu Maria Gervasi nata a Mezzocorona (Trento) il giorno 6 dicembre 1871, per la classe IV, sezione mista dell’Istituto Bregoli” rileviamo: Piardi Giovanni di Bono (contadino) e di Maria Gipponi, nato il 20 marzo 1908, abitante a Mondaro; Piardi Bono di Bono e di Maria Gipponi, nato il 30 agosto 1910, abitante a Mondaro; Piardi Caterina di Bortolo (campagnolo) e di fu Margherita Viotti, nata il 18 marzo 1910; Piardi Angela di fu Antonio e di Angela Gabrieli, nata il 24 febbraio 1912 che acquisisce un punteggio 80/100 ed è promossa alla V. (Ndr.: sono Bone de Sante, Brine, Valì).
• In calce ad una pagella di classe IV, datata 9 agosto 1914, rilasciata a nome di Felice Viotti di Angelo, nato nel 1901, accanto alla firma della maestra Orsolina Foresti, vi è quella del Presidente del Pio Istituto: Piardi. (Ndr.: si tratta di Piardi Giovanni fu Giacomo - Quarantì).
Lasciti e Legati (Amministrazione dei) del BREGOLI Pio Istituto

Tra i legati e i lasciti la cui amministrazione è poi passata al Consiglio del Pio Istituto, vi sono anche quelli dei Piardi. In alcune annate, della rendita di detti legati o disposizioni testamentarie, hanno goduto, in realtà poche volte, alcune famiglie Piardi abitanti in Stravignino tra cui: Filomena Piardi fu Ermenegildo e Angela Piardi fu Battista, così come dal verbale di seduta del 7 dicembre 1918 oggetto n. 1 e 5 dell’ordine del giorno. I fondi sono quelli provenienti dal Legato Annunciata Piardi Viotti. Adamo Piardi, invalido, figlio di Antonio, ottiene un sussidio di lire trecento per l’acquisto di un apparecchio ortopedico, così dalla deliberazione 31 marzo 1927.
• L’anno 1889, il 19 di dicembre, il Pio Istituto Bregoli esamina l’istanza di Francesco Piardi fu Antonio, quale tutore della minorenne Maria Bernardelli fu Orazio, orfana. L’orfana ottiene un assegno mensile di lire 4,50 “pagabile di sei mesi in sei mesi quando però abbia residenza nel comune”.
• Nella seduta dell’8 settembre 1901 certi Piardi, l’uno Battista detto Beghì e l’altra Angela detta Fara, son oggetto di decisione per l’utilizzo della somma di denaro pervenuta dalla Cassa di beneficenza di Milano.
• Dal verbale di delibera del 26 settembre 1909, all’oggetto X risulta che tra i beneficati, frutto del valore di uno dei Legati gestiti dall’Opera Pia BREGOLI, vi è certo Borèt, forse Bosèt, soprannome di Giacomo Piardi.
• L’anno 1936, con deliberazione n. 23 del 4 ottobre l’Opera, con concorso del comune, benefica l’infermo Giovanni Piardi di Bono accordandogli “un letto ortopedico vita natural durante”. Consegna avvenuta in data 8 giugno 1937 alla sposa Maria Gipponi e figli, quietanzata di proprio pugno da Bono Piardi.
FORNITORI del Pio Istituto Bregoli
• Interessante è anche rilevare quali fossero i fornitori dell’Ente in termini di alimentari per il funzionamento delle Opere di carità e dei Legati con funzioni di assistenza, anche giornaliera, dei pezzazesi di Stravignino e di Mondaro.
Infatti, nella seduta del 26 aprile 1929, viene “approvato il pagamento delle seguenti note di fornitura al panettiere Giuseppe Piardi fu Desiderato per somministrazione di pane e pasta pari a lire 531 ed al panettiere Piardi Giovan Maria fu Desiderato per fornitura pane lire 359 …” entrambi per il periodo 24 dicembre 1928 – 1° aprile 1929.
• Nel 1933, dall’avviso di gara, datato 24 novembre, agli esercenti di Pezzaze da parte del Pio Istituto per la fornitura di “generi alimentari” si evince la presenza di Giuseppe Piardi e Teresa Viotti in Piardi. Per lo stesso argomento in una nota diretta all’Istituto datata 2 gennaio 1934 a firma di Giov.Maria Piardi si leggono i prezzi relativi alla fornitura di riso e pasta per rispettive lire 115 o 110 al quintale e lire 150 al quintale. Viene accordata la fornitura della sola pasta.
• Come si ricorderà, negli anni ’34 e ’35, il Giov.Maria Piardi, commerciante alimentarista, fratello di Giuseppe anch’egli fornaio e alimentarista, è anche Presidente del Pio Istituto. Ciò si deduce anche da una dichiarazione datata 14 giugno 1937 in Pezzaze a firma di Piardi Antonio fu Bono, rilasciata con fini di procedura legale per fatti accaduti il 24 marzo 1935 su boschi di proprietà dell’Opera.
Beneficiari o assistiti
• In particolari situazioni contingenti legati alla stagionalità soprattutto quella invernale con magari abbondanti nevicate della durata di quattro – cinque mesi, l’intervento delle Pie opere di carità o dei Legati testamentari si rendeva più che necessario e qui la dice lunga la lungimiranza dei montanari pezzazesi del secolo XIX.
Infatti, nell’elenco dei beneficati per l’invernata 1932/33/34 risultano diverse famiglie Piardi, cosa non riscontrata in termini così massicci negli anni precedenti, almeno per quanto ci è dato conoscere dal carteggio dell’archivio storico.
Di seguito riportiamo le famiglie con il soprannome del capo famiglia o con l’indicazione della località di dimora, infatti, accanto al nome di Maffeo notiamo il nome della località “Fisomo” (in dialetto Fedöm) per altro mai rinvenuto nell’ambito della ricerca, quello di Mafeto riferito a Angelo Piardi, la denominazione di Nendos riferita a Dosolina Piardi, quello di Gael riferito ad Angelo, Celvit riferito a Fiume di Giacomo, e quello della denominazione Castegnacolo come luogo di dimora per Angelina Piardi di Raffaele.
Anche negli anni 1920/30 molti sono i pezzazesi, tra cui qualche Piardi, che ricorrono alle opere di assistenza e beneficenza, per sbarcare il lunario…, non sempre ottengono risposta favorevole.
ESATTORI, Amministratori, Esperti del Pio I. Bregoli
• Desiderato Piardi risulta essere tesoriere dell’Istituto alla data del 1909 così come recita la deliberazione del 16 maggio 1909, oggetto IV, conto consuntivo 1908. Lo stesso risulta essere nel periodo 1900/1905 esattore del Pio Istituto tanto che, con decisione dell’Ente datata 30 dicembre 1905 gli viene accorata la restituzione della cauzione di lire duemila, quale svincolo per fine mandato gestionale. A copertura del valore della cauzione vi era il vincolo sugli immobili di proprietà del Piardi. In verità traccia dell’incarico di tesoriere è stata rinvenuta anche su atti dell’anno 1899.
Anche Francesco Piardi risulta esattore del Pio Istituto da documentazione dell’anno 1862. Tanto da una nota dell’Ente a firma di Bregoli, Ognibene e Foresti – parroco, datata 18 ottobre 1862, amministratori, diretta a Maria Giugni sposata Confortoli Sperandio di Sale Marasino.
• Si rileva, anche, che in alcune circostanza l’Ente affida ad alcuni Piardi l’incarico di perito in vari settori, tra cui quello affidato quale “perito pratico” a Raimondo Piardi per l’alienazione di oggetti fuori uso esistenti nell’ospedale di Mondaro. (Verbale di seduta del 22 giugno 1908).
• In tempi più recenti, pur sempre nel secolo XX, hanno amministrato il Pio Istituto, in qualità di Presidente Teodoro Piardi (1905) dei Cansonète e Guido Piardi (1938) suo nipote della famiglia Cansonète - Pepa.
Anche nel 1998, lo è da anni, è amministratore del Pio Istituto Giacomo Osvaldo Piardi (1938-2008).

Altri rapporti di parentela Piardi – Bregoli ed affini
I rapporti tra i Piardi e i Bregoli, almeno quelli della famiglia di Domenica figlia di Francesco Bregoli, morto il 5 novembre 1808 del fu Antonio, sono ben delineati nei documenti relativi alla successione testamentaria di Francesco (stato patrimoniale dei beni del defunto summenzionato Francesco redatto in data 30 maggio 1812) nonché in quelli inerenti la divisione dei beni tra i quattro suoi figli appunto: Cecilia maritata Viotti, Maria maritata Bonometti, Lorenzo detto Lurinsì scapolo e Domenica sposata Giovanni Battista Piardi. (Vol. I e II “I Piardi”).
Tangibile testimonianza del rapporto dei Piardi con i Bregoli si evince anche dall’atto di ripartizione dei beni tra le tre sorelle Bregoli del defunto Lorenzo del fu Francesco, uno dei quattro fratelli succitati, del 4 agosto 1835, nonché dall’atto della Pretura di Gardone del 31 gennaio 1839. In questi atti, nella parte definita “Stato patrimoniale debiti e crediti” del Francesco di complessive lire di Milano 32838:4 (trentaduemilaottocentotrentotto e 4 centesimi), per quanto concerne i Piardi si legge: “Inventario dei crediti … punto 10°: scosso da Gian Batta Piardi Catanì, di Milano lire 946:10 come da polisa nel sig. Raineri … (…) punto 4°: per un credito nel signor Martino Piardi del fu Battista, di Milano lire 529”; (…) “punto 6°: un credito che tiene in Ant.o Bono Piardi Bonas per lire 70”. Il credito succitato al punto 4°, in sede di ripartizione come “capo quarto” levato da Cecilia Bregoli viene poi semplicemente riassunto in: “Il credito Piardelli al numero 4° per lire 529”, da ciò si desume che la famiglia di Martino Piardi del fu Battista era denominata col soprannome Piardelli. (Gli atti citati sono pubblicati quali tavole fuori testo nel volume 2, cartaceo, “I PIARDI”, anno 2000).
Bregoli Santina (Rina), vivente in Pezzaze nell’anno 1992, risulta beneficiata da Diaregina Piardi dei Brine nel suo testamento. (Vedi alla voce “Diaregina Piardi” – Vol. II “I PIARDI”, più volte citato). Diaregina o Diregina Piardi con le sue ultime volontà pubblicate nel 1993, è l’ultimo grande benefattore della Comunità pezzazese, attraverso il Pio Ist. Bregoli.

Dal Registro dei Battesimi della parrocchia di S. Apollonio in Pezzaze, anche per la meticolosità genealogica con cui sono redatte le annotazioni, riportiamo:
“5 aprile 1785. Catarina F:a di Antonio F:o di Giorgio q.m Antonio Richetti, e di Laura F:a di Gian Fada di Lavone oggi nata e battezzata da me. Padrino Andrea di Angelo Bregoli Bonetto. Morta 8 aprile 1827”. Amministra il battesimo Don Salvi.
“28 aprile 1785. Fran.co F:o di Andrea q.m Antonio q.m Lorenzo Bregoli detto Phrichiale, e di Bortolamia q.m Bortolo Piardi Catanì q.m Gian Maria q.m Gian Batta q.m altro detto Batistino sua moglie, nato ieri l’altro da me battezzato. Padrino sig.or Antonio Viotti”. Amministra il battesimo Don Salvi.
Questo casato primo a radicarsi in Pezzaze risulta imparentato, nelle sue diverse componenti, con tutte le famiglie della località. Lo è anche di diverse altre famiglie tra cui i Conti abitanti a Lavone. (Reg. Bat. P. S. Ap. P. – 1805).
Le diverse famiglie di questo casato sono tra loro direttamente imparentate. Il 18 aprile 1810 Gian Batta figlio di Paolo q. Francesco Bregoli Catelot e di Maria q. Gian. Bregoli Roc viene battezzato in Pezzaze.
“Giambattista Bregoli figlio di Giovanni del fu Giammaria Botamì e di Maddalena (…)”, battezzato il 12 maggio 1827 a Pezzaze, il cui “Padrino è Angelo del fu Altro Bregoli Bonitì”, muore in Moravia il 18 marzo 1850. (Reg. Bat. P.S. Ap. P. –1827)
I Bregoli detti “Bonitì” parenti dei Piardi, anche di quelli detti Piardei dal capostipite detto Piardel, sono imparentati con i Negretti di Piano di Bovegno. (Reg. Bat. P. S. Ap. P. – 1840)
Domenica è figlia di Antonio Bregoli detto Piropaici (?). Reg. Bat. P. S. Ap. P. –1854.
Andrea Bregoli figlio di Domenica di Pietro Melzani e di Giov. q. Giov. Maria Bregoli, battezzato il 27 settembre 1857, è della famiglia detta Gialì.
“Michael Bregoli filius Ioan. Bapt. q.m Iacob vulgo Ciapina (…)” è figlio di Giacomina Piardi; lo tiene alle cerimonie battesimali un Gabrieli dei detti Bet. Vedi citato capitolo – Registri dei Battesimi, anno 1869. Per i Bregoli del vulgo Roc vedi stessi Registri anche anno 1871, 1875. Per quelli detti Luscì vedi c. sopra, 1878
I Bregoli detti Ciapì, anche Ciapina, sono parenti dei Bonitì Bregoli parenti dei Piardi. 1873 Reg. Bat.
I Ciapì discendenti da Giovanni di Giacomo detto Ciapì, a partire da Giovani Battista nato il 31 luglio 1873, sono figli di “Giacomina dell’Ospitale Maggiore allevata dai Piardi” in Pezzaze e sposata, appunto, con il suddetto Giovanni di Giacomo.
I Bregoli detti Sachelì sono parenti diretti dei Piardi. Reg. Bat. P. S. Ap. P. - 1874
Bregoli Angela di Giovanni Roc risulta maritata a Piardi Bono almeno dal 1875.Reg. Bat. 1875
Maria Bregoli è figlia di Antonio detto Capelina; mentre, Domenica Bregoli, sposata ad Antonio Richiedei, è della famiglia detta Ranina.
Altri Bregoli sono detti Martela da Bortolo. Reg. Bat. P.S-Ap. P. - lug. 1888
Bortolo di Giuseppe fu Giovanni detto Manangol è sposo di Metilde Piardi. Reg. Bat. 1888
“Antonio Bregoli, Pezzaze 18 agosto 1889 – figlio di Paolo Bregoli detto Picet e di Aurelia Sedaboni fu Antonio e fu Marta Glisenti-, sposa Piardi Maria di Angelo il dì 11 Dicembre del 1913”. Reg. Bat. 1889
Anche i discendenti di Giuseppe Bregoli detto gal, a cominciare da Bortolo Giuseppe (1887), sono parenti diretti dei Piardi, in particolare di quelli di Angelo del fu Giammaria Catanì. Reg. Bat. P. S. Ap. P. - 1887
Piardi Domenica va in sposa a Bregoli Giam Battista di Giovanni quatrì. Vedi capitolo succitato – Registri dei batt. anno 1887 e lo stesso anno anche per quelli detti ciapì.
Caterina Bregoli da Mondaro è sposa di Giuseppe Piardi.
Domenica Bregoli (secoli XVIII-XIX) e Giambattista Piardi (sec.XVIII) sono i genitori di Giovanni Battista o GiovanBattista Piardi nato a Pezzaze, poi noto patriota risorgimentale. Vedi alla voce Giovanni Battista Piardi (1812).

Qualche nota tratta dai numerosi FOGLI di FAMIGLIA, redatti nella seconda metà dell’Ottocento, relativi ai BREGOLI
Vincenzo Bregoli nato il 1° maggio 1838 (figlio di Vincenzo e Antonia Gabrieli) si sposa, prima del 1870, con Teresa Bregoli figlia di Antonio e Bartolomea Piardi ed ha da lei diversi figli tra cui Giovan Battista (1875), Domenica (1873) e Teresa del 1880. Vincenzo (1838) che risulta “Capo famiglia, Carattiere” ha con se, pure, il fratello Paolo (1820) celibe al 1875, poi deceduto a “Brescia nello Spedale, 14 aprile 1879”. (Fg. di Fam. n.27-casa n.29 di via Mondaro C. di P. 1875).
Antonio (10 febbraio 1851) Bregoli è figlio di Gio.Battista e Maria Piardi (nata l’8 aprile 1822 da Francesco e Margherita Piardi). Maria (1822) risulta “Capo famiglia” con 5 (6) figli a carico [nati dal 10 febbraio 1851 al 5 giugno 1857, tutti celibi] al 1875, “vedova di Gio.Battista Bregoli” alla data della compilazione del foglio di famiglia (n.28, casa n.30 di via Mondaro a Pezzaze,1875). Bregoli Maria (1856), una delle figlie di Gio.Battista e Maria Piardi, si sposa nel gennaio 1883 con Francesco Bregoli (1854) figlio del fu Andrea e Maria Bregoli. Gli sposi novelli tengono in affidamento per conto dell’Ospedale degli Esposti, “a baliatico” come si usa dire al momento, Elia Undelli nato a Brescia il 9 febbraio 1884.

Alcuni degli addentellati parentali PIARDI - BREGOLI o BREGOLI - PIARDI menzionati delle nostre pagine o, comunque, riferimenti che ci conducono al casato BREGOLI:
Don Giuseppe Bregoli Piardi (1933 – 2007)

Per la composizione della famiglia formata da Annunciata "Nena" con Lucio Bregoli dei detti Frinciai
 
Spirito Bono PIARDI dei detti "Quarantì", con la mamma ed i fratelli

ANTONIO PIARDI (1 settembre 1801 - 1880).

GIOVAN MARIA PIARDI "Grillo" (1880) dei detti BRINE

Sacerdoti nativi di Pezzaze, anno 1944

2. COSTUMI 

Teodoro Piardi

Giacomo Osvaldo Piardi (1938 - 2008), "Chichera"

Andrea Piardi, Pittore. ... i Bregoli e i Piardi.

ANDREA PIARDI: Pezzaze 1765 (o 1767). Dei Catanì, sposo di Maria Bregoli

4.20 Santa Barbara ... e i minatori.

PEZZAZE. Itinerario VALTROMPIA - Colle di San Zeno e...

Giovan Battista "Pepa" (1888) dei PIARDI detti Cansonète.

Franco Piardi, classe 1924 .... per Bregoli Antonio emigrante in Argentina nel 1926

English, ...I BERGAMASCHI e ...I soldati di Garibaldi. Cesare Piardi, classe 1844 figlio di Andrea (1799) e di Maria Bregoli

3.1 Levatrici  ... Domenica Piardi quando nasce ...Bregoli

Giovan Maria Piardi dei Late

Per PEZZORO clicca su http://www.piardi.org/luoghi/pezzoro.htm
Per PEZZAZE clicca su http://www.piardi.org/luoghi/pezzaze.htm
Vedi anche Don Giuseppe Bregoli

(A cura di Achille Giovanni Piardi, per le pagine web del sito “I PIARDI”, Ottobre 20010)

 

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