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Questo sito nasce da un'idea di Achille Piardi, il quale dopo anni di ricerche e dopo aver redatto una prima versione della biografia sulla Famiglia Piardi è alla costante ricerca di nuove informazioni... se anche tu sei un Piardi... continua a navigare tra queste pagine!!!


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Don Fabrizio Bregoli

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Don Fabrizio Bregoli.
5 settembre: Collio in Valtrompia. Don Fabrizio Bregoli, nipote di nonna Maria Piardi (1902), compie l’ingresso quale parroco della comunità.
'''Il 5 settembre la cerimonia di accoglienza per don Fabrizio Bregoli. Conto alla rovescia in alta valle Collio aspetta il nuovo parroco. Ancora qualche giorno di attesa, poi Collio potrà accogliere il nuovo parroco. Che non farà moltissima strada: il 5 settembre, infatti, nell’ultimo Comune dell’alta Valtrompia arriverà quello che ancora per qualche ora è il curato di Gardone. A un mese e mezzo dalla scomparsa (avvenuta il 17 luglio) di don Alfio Venturoni, arciprete del paese per venticinque anni, le comunità religiose di Collio e Memmo accoglieranno don Fabrizio Bregoli, che lascia il «capoluogo» valligiano dopo cinque anni di lavoro, lasciando un grande ricordo in tutti quelli che l’hanno conosciuto, e non pochi rimpianti tra i ragazzi dell’oratorio. Don Bregoli è ben conosciuto anche in Valcamonica, perchè ha operato per 13 anni a Bienno, in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Sempre sorridente, con la sua tenuta informale, in questi giorni sta completando il trasloco. Bregoli è un cognome tradizionale di Pezzaze: lui non lo sa, e rimane sorpreso quando scopre che il suo sarà un po’ un ritorno alle radici più antiche. Lo segnala come sempre lo storico per eccellenza delle famiglie di Pezzaze, quell’Achille Piardi che lo definisce un «Piardi» a tutti gli effetti, perchè figlio di Giustino Bregoli e Merile della stirpe dei «Mafé» (figlia di Maria Piardi, la famosa postina di Pezzaze anche durante la guerra, e Giovanni Ferraglio). E i Piardi “Mafè” hanno una ascendente, sin dall’inizio dell’800, in Maria Rambaldini di Collio. Il programma della festa di accoglienza è già stato definito. Si inizierà alle 15 col raduno all’ingresso del paese e la formazione del corteo verso la centralissima piazza Zanardelli. Qui ci saranno l’omaggio dei bambini, il discorso del sindaco Mirella Zanini e la benedizione del monumento ai caduti. Poi il corteo si avvierà verso la parrocchiale per il «rito di immissione», una vera cerimonia di investitura regolata dal codice canonico. Poi, insieme a don Sandro Gorni, vicario vescovile, e ai parroci di tutta la valle verrà concelebrata la messa di ingresso, seguita da un rinfresco nella scuola materna. (...) ''.

Barbara Bertussi, BRESCIAOGGI - Martedì 24 Agosto 2004.

BREGOLI: (Dall’Opera omnia “I PIARDI”). (...).
Il casato di Don Fabrizio e di quello di tanti altri componenti ascendenti e discendenti dei Piardi o con essi imparentati. Cognome di una delle originarie famiglie di Pezzaze in alta Valtrompia, assai nota, imparentata con i Piardi almeno sin dal XVIII secolo. Maria Bregoli è, infatti, sposa di Andrea Piardi (1765). Andrea con Andrea Piardi (figlio – 1799), dei detti Catanì emigra a Gussago e a Padergnone di Rodengo all’inizio del secondo decennio del 1800, portando i “Catanì” in Franciacorta. I rapporti tra i Piardi e i Bregoli, almeno quelli della famiglia di Domenica figlia di Francesco morto il 5 novembre 1808 del fu Antonio, sono ben delineati nei documenti relativi alla successione testamentaria di Francesco (stato patrimoniale dei beni del defunto Francesco redatto in data 30 maggio 1812) nonché in quelli inerenti la divisione dei beni tra i quattro suoi figli appunto: Cecilia maritata Viotti, Maria maritata Bonometti, Lorenzo scapolo e Domenica sposata Giovanni Battista Piardi. Tangibile testimonianza del rapporto dei Piardi con i Bregoli si evince anche dall’atto di ripartizione dei beni tra le tre sorelle Bregoli del defunto Lorenzo del fu Francesco, uno dei quattro fratelli succitati, del 4 agosto 1835, nonché dall’atto della Pretura di Gardone del 31 gennaio 1839. In questi atti, nella parte definita “Stato patrimoniale debiti e crediti” del Francesco di complessive lire di Milano 32.838:4, per quanto concerne i Piardi si legge: “Inventario dei crediti … punto 10°: scosso da Gian Batta Piardi Catanì, di Milano lire 946:10 come da polisa nel sig. Raineri … (…) punto 4°: per un credito nel signor Martino Piardi del fu Battista di Milano lire 529”; (…) “punto 6°: un credito che tiene in Ant.o Bono Piardi Bonas per lire 70”. Il credito succitato al punto 4°, in sede di ripartizione come “capo quarto” levato da Cecilia Bregoli viene poi semplicemente riassunto in: “Il credito Piardelli al numero 4° per lire 529”, da ciò si desume che la famiglia di Martino Piardi del fu Battista era denominata col soprannome Piardelli. A questa famiglia Bregoli pezzazese appartiene Bortolina (1877-1950) sposa di Giacomo Piardi nato a Pezzaze nel 1875 e mortovi nel 1944 figlio di Giovanni (1844) e di Santina Facchini. Allo stesso casato dei Bregoli, seppure diversamente soprannominati, appartengono: Giovanni, sposo di Rosina Piardi (1904) da Mondaro; Margherita, sposa di Bono Piardi (1908) da Pezzaze; Assunta detta Gina, sposa di Pietro Piardi (Pezzaze 1912); Angela sposa di Umberto Piardi (Pezzaze 1916-1988) e Albina moglie di De Bormida Pietro Piardi del 1913 da Pezzaze, figlio di Giacomo della famiglia Celvìt ed anche Caterina moglie di Giacomo Piardi (1880 ?) da Pezzaze; Gesuina sposa di Faustino Piardi (1932) da Pezzaze; Faustina (Pezzaze 1911 – 1980) sposa di Giovanni Piardi (1909 – 1946) da Pezzaze detto Nene dei Quarantì; Teresa (Pezzaze 1913 – 1979) sposa di Giovanni Maria Piardi da Pezzaze (1907 – 1965); Angelo da Pezzaze morto nel 1946 all’età di 77 anni sposo di Santa Piardi da Pezzaze morta nel 1947 all’età di 78 anni; Caterina Catina sposa di Francesco Piardi del 1902 dei Valì da Pezzaze; Cecilia da Pezzaze sposa di Giovan Battista (1914) dei Valì; Bortolo (1894 – 1960) sposo di Angela Piardi (1901 – 1937); Bruna sposa di Giovanni Piardi detto Severino (1936) dei Mafé da Pezzaze. (vedi genealogia dei Piardi nati a Pezzaze secondo il soprannome). A questo stesso casato appartiene Giacomo sposo di Faustina Piardi (1893); Santina Isolina (1922) figlia di Faustina Piardi (1893) dei Brine da Pezzaze; Bettino sposo di Maria Piardi dei Brine da Pezzaze; Bortolo sposo di Angelina Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850 ?). Vedi anche Piardi nati a Pezzaze – Brine. Lucio sposo di Domenica Piardi dei Brine figlia di Angelo (1850), Caterina (1857 – 1944) sposa di Angelo Piardi da Pezzaze dei Brine. Lucio sposo di Nena - Annunciata Piardi (1909) dei Pélès da Pezzaze; Eleuterio sposo di Luciana Piardi (1970) dei Mafé. Al casato, ancora, appartiene Caterina sposa di Giuseppe Piardi del 1924 dei Pélès ed anche Maria sposa di Battista Piardi (1915) detto Miglio dei Pélès.Cognome anche di Cecilia (1931) sposa di Massimo Piardi (nipote del Grillo) dei Brine, di Giovanna (1943) sposa di Emilio Piardi, di Romano sposo di Elma Piardi (1957) dei Valì da Pezzaze, di Bettino sposo di Daria Piardi (1958) dei Valì. Dello stesso casato sono: Maria (Maria Ope) sposa di Giovanni Piardi (1908) detto Giaca dei Bone de Sante; Santa detta Gala o Galina sposa di Antonio Piardi (1918) dei Gaei di Pezzaze detto Gal. Certo pezzazese soprannominato “ol Lepa”, forse Giovanni (?) Bregoli, della famiglia nota come Carnine, imparentata coi Piardi, è compagno d’armi durante la campagna di Russia di Maffeo Piardi (1915) figlio di Bortolo Angelo. Porta questo nome anche il complesso vocale strumentale in attività da diversi decenni col titolo “La famiglia Bregoli” assai noto per le sue esibizioni folcloristiche il quale nel 1998 incide il secondo CD. Il più noto dei Bregoli è Angelo munifico benefattore dell’Istituto per anziani che porta il suo nome, deceduto nel 1849; il munifico Angelo prende esempio dalla solidarietà di Bortolo Piardi “Catanì” per definire e poi stilare le sue ultime volontà. Di questo casato Bregoli sono: Don Giovanni (1814 – 1877) parroco di Vicomoscone di Cremona, Don Battista (1880 – 1905) da Mondaro parroco di Magno di Inzino a Gardone V.T., Don Angelo (1874) e Don Giovanni (1878). Certo Bregoli, detto Pieroleta, è sposo di Metilde Piardi figlia di Rimo (?) dei Fresche poi Late. Cognome anche di Primo detto Gazet sposo di Irene Piardi (1921) figlia di Pì di Piarcc degli originari Piardi Sgalmer. La stele del monumento ai caduti di Stravignino annovera tra questi: Bregoli Antonio fu Francesco, classe 1887; Bortolo di Giuseppe, classe 1888; Giovanbattista di Andrea, classe 1886; Giovanni di Pietro, classe 1898; Giuseppe di Bortolo, classe 1889; Bortolo di Angelo, classe 1924; Ugo di Felice, classe 1923. Don Giordano (1967) è sacerdote nel 1998. [Per la storia del casato Bregoli in Pezzaze dall'origine, vedere "Pezzaze" in Volume I e II “I PIARDI” editi rispettivamente l’anno 1998 e 2000 e qui in sezione PEZZAZE del sito www.piardi.org.].
E’ di questo casato Don Fabrizio (1960), sacerdote dal 1988, figlio di Gesuino e di Merile Ferraglio. Merile è figlia di Maria Piardi (1902) dei Mafé di Pezzaze. (...). (...). (Documentazione a cura del casato Piardi).
Don Fabrizio Bregoli è il più giovane dei quattro sacerdoti viventi del Casato PIARDI (dei complessivi 30 a partire dal 1600) precisamente:

- Don Giuseppe Bregoli (1933) dei detti Frinciai - parroco a Palazzolo, figlio di Cecilia Seria Piardi (1896) dei detti Sertùr di Pezzaze.

- Don Gian Piero PIARDI dei Mafé - parroco di Sant'Evasio in Susa, della parrocchia al Passo del Moncenisio e di una terza parrocchia della cintura cittadina; Vicario episcopale del vescovo di Susa, insegnante, giornalista, impegnato nel sociale, responsabile "Caritas" della Diocesi di Susa, Presidente dell'Istituto per il sostentamento del Clero della diocesi segusina; alpinista, alpino. Già a capo della proprietà del giornale diocesano "La Valsusa" ed ora, da luglio 2004, giornalista al suo Giornale diocesano, sua antica e giovanile passione. Buon sangue valtrumplino non mente !!: nato a Pezzaze - Dendo' - Valle di Avano l'anno 1942 da Faustino Bortolo dei Mafé e da Pierina GALLIA di Marmentino. (Per Don Gian Piero vedi, anche, Sezione “Personaggi” in questo portale Piardi).

- Don Angelo PIARDI dei Catanì di Gussago, in alcune parrocchie bresciane e poi per una ventina d'anni missionario "Fidei Donum" in Uruguay e poi in Brasile.

PIARDI MAFÉ, antichi originari dei sacerdoti Don Fabrizio BREGOLI e Don Gian Piero PIARDI, secondo la stesura della tarda seconda metà del sec. XIX con aggiornamenti ed integrazioni sino al 1931. (...). (...).
1. PIARDI MAFFEO fu Gio.Maria e di Rambaldini Maria. Capo famiglia. Mandriano. Pezzaze 12 ottobre 1844. A Pezzaze dalla nascita. Decede il 16 maggio 1928.
2. VIOTTI PIARDI MARIA fu Angelo e di Ferrari Giulia. Moglie. Contadina. Pezzaze 29 aprile 1847. Deceduta il 25 ottobre 1919.
3. PIARDI GIO.MARIA di Maffeo e di Viotti Maria. Figlio. Contadino. Pezzaze 16 marzo 1875. Coniugato con Bontacchio (Maria) Margherita.
4. PIARDI MARIA di Maffeo e di Viotti Maria. Figlia. Pezzaze 29 luglio 1877.
5. PIARDI BORTOLO ANGELO di Maffeo e di Viotti Maria. Figlio. Contadino. Pezzaze 11 aprile 1885. Coniugato con Rossi Caterina il 6 ottobre 1911. Passa al foglio di famiglia n. 35 – Case sparse di Mondaro.
6. BONTACCHIO (PIARDI) MARGARITA di Gaetano e di Gabrieli Angelina. Nuora. Pezzaze 11 marzo 1880. Coniugata con Piardi Gio.Maria.
7. PIARDI MAFFEO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 13 giugno 1900. Coniugato il 10 ottobre 1931.
8. PIARDI MARIA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglia. Pezzaze 16 maggio 1902. Coniugata 1° novembre 1924.
9. PIARDI BATTISTA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 2 gennaio 1904. Coniugato il 30 gennaio 1927.
10. PIARDI ANGELO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 3 luglio 1905. Coniugato il 20 febbraio 1930.
11. PIARDI GIO.MARIA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 22 maggio 1907.
11. Bis. PIARDI GIOACHINO di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglio. Pezzaze 18 novembre 1908. Morto a ?? il 12 aprile 1930.
12. PIARDI ANGELINA di Gio.Maria e di Bontacchio Maria. Profiglia. Pezzaze 16 gennaio 1911.
13. PIARDI ROSSI CATERINA di Gio.Battista e fu Bontacchio Margherita. Nuora. Contadina. Pezzaze 28 gennaio 1891. Coniugata con Piardi Angelo il 6 ottobre 1911. (Ndr.: Bortolo Angelo). Passa al foglio di famiglia n. 35 di Case Sparse di Mondaro.
14. PIARDI MARGHERITA MARIA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 10 ottobre 1912.
15. PIARDI GAETANO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglio. Pezzaze 8 febbraio 1913.
16. PIARDI ANGELA CATTERINA di Bortolo e di Rossi Catterina. Profiglia. Pezzaze 1 maggio 1914.
17. PIARDI FAUSTINO BORTOLO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglio. Pezzaze 30 agosto 1916.
18. PIARDI ERNESTINA AMABILE di Bortolo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 25 luglio 1918.
19. (Rigo vuoto).
20. PIARDI GIUSEPPE MATIA di Gio.Maria e di Bontacchio Margherita. Figlio (?). Pezzaze 19 ottobre 1918.
21. PIARDI MAFFEO VALERIANO di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Pezzaze 16 novembre 1915.
22. PIARDI PIETRO BENIAMINO di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Pezzaze 7 novembre 1914.
23. PIARDI LUCIA PASQUA di Bortolo Angelo e Rossi Caterina. Pezzaze 29 febbraio 1920.
24. PIARDI PASQUINA GIUSEPPINA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Profiglia. Pezzaze 6 maggio 1922.
25. PIARDI PAOLINA GIUSEP. di Giov.Maria e di Bontacchio Margherita. Profiglia. Infante. Pezzaze 4 luglio 1922. Decede il 7 luglio 1922.
26. PIARDI ROSINA GIANNETTA di Bortolo Angelo e di Rossi Caterina. Infante. Pezzaze 23 agosto 1925.
27. PIARDI QUINDICESIMO PASQUALE di G.Maria e di Bontacchio Margherita. Infante. Pezzaze 17 marzo 1924. Muore il 15 novembre 1925.
28. PIARDI BENIAMINO FRANCO di Bortolo e di Rossi Caterina. Profiglio. Infante. Pezzaze 6 novembre 1927.
(...). (...).
Riprendendo la genealogia a partire da Giovan Maria PIARDI (1875) e continuando solamente con Maria (1902) e Faustino (1916), due dei suoi quindici figli, l’una nonna di Don Fabrizio Bregoli ed il secondo, genitore di Don Gian Piero Piardi, così come l’hanno dettata i nuclei familiari nel corso del 1997/98:
1875 – 1948.
GIOVAN MARIA PIARDI di Maffeo (1844-1928) e di Maria Viotti (1847). Nato a Pezzaze nel 1875. Sposa Margherita Bontacchio (14 marzo 1880 – 1 gennaio 1953) detta Paiù ed ha quindici figli: Maffetto o Maffeo (1900), Angelo (1905), Maria (1902), Giovan Maria (1907), Angelina (1911), Gaetano (1913), Faustino detto Burtul (1916), Giuseppe Mattia (1918), Pietro (1914), Battista (1904) e Gioachino (1909) che muore lontano da Pezzaze a seguito di infortunio sul lavoro (a Bolzano ?) più altri quattro che decedono neonati o in giovane età, tra cui Pasquino - Quindicesimo. Ha anche un figlio “adottivo”, in realtà tenuto a bagliatico: Gino Palazzani da Sarezzo.
Giovan Maria Piardi decede a Pezzaze nel 1948.
(...). (...).
1902 – 1979.
MARIA PIARDI di Giovan Maria (1875) e di Margherita Bontacchio da Avano. Nasce a Pezzaze il 16 maggio 1902. Detta “La postina”. Sposa nel 1924 Giovanni Ferraglio da Pezzaze dal quale ha: Renato (muore a 24 mesi), Merile (1938), Maria Marietta (1925), Elsa (1931), Miranda (1936), Rita – Arnaldina (1929) e Marcellina deceduta neonata.
- Merile sposa Gesuino Bregoli ed ha tre figli: Walter e Fabrizio, gemelli, (1960) e Renato (1973). Fabrizio è sacerdote dal 1988. Walter si sposa con Luisa ed ha Federica.
- Maria Marietta sposa Egidio Damiani da Sesto S. Giovanni (MI) ed ha due figli: Renato (1945 – 8 marzo 1971) e Massimo (1953). Massimo sposa Marina ed ha Marcello. Maria Marietta decede il 31 gennaio 1972.
- Elsa sposa Basilio Loreni ed ha un figlio: Alfredo che si sposa con Domenica ed ha Luca e Stefania.
- Miranda sposa Paolo Gava da Pordenone ed ha una figlia: Mara che sposa Ruggero Gipponi ed ha Katiusha.
- Rita sposa Cesare Bontacchio (27 settembre 1920 – 7 agosto 1983) dei Semaröi di Mondaro di Pezzaze ed ha quattro figli: Pio (1962), Luigino (1949), Nadia (1951) e Alda (1955). Luigino sposa Carla Cucchi da Gardone ed ha una figlia: Alessia (1987). Nadia, nel 1977, sposa Giuseppe Bregoli da Pezzaze ed ha Annamaria (1980). Alda, nel 1972, sposa Felice Richiedei da Pezzaze ed ha Nereo (1973). Nereo si sposa con Stefania Pè.
Maria Piardi (1902) muore a Pezzaze il 5 febbraio 1981.
(...). (...).
1916 – 1964.
FAUSTINO PIARDI, detto Burtul, di Giovan Maria (1875) e di Margherita Bontacchio. Nato a Pezzaze il 31 agosto 1916. Sposa Gallia Pierina da Marmentino l’11 novembre 1941 ed ha quattro figli: Gian Piero (1942), Liliana che sposa nel 1971 Giorgio Falca da Almese (TO) ed ha due figli (Fabrizio e Silvia), Giuseppe che nel 1969 sposa Elena Favro Grandis ed ha due figlie (Barbara e Roberta), Renata che nel 1970 sposa Gian Piero Viretti ed ha una figlia (Mara ) nel 1976. Faustino si trasferisce, sin dai primi anni Quaranta, in Susa ove decede il 17 ottobre 1964. Faustino detto Burtul è noto a Pezzaze col vezzeggiativo di “Lasela”. (...).
(...). (...).
1942 - GIAN PIERO PIARDI di Faustino detto Burtul (1916) e di Pierina Gallia. Nato a Pezzaze il 18 settembre 1942. Sacerdote, ordinato il 29 giugno 1969, nella diocesi di Susa. Parroco di Sant’Evasio di Susa. (...). (...).
(Dall’Opera omnia “I PIARDI”).


Intervista a Don Fabrizio Bregoli: essere prete è bello.
(Pierfilippo Bacca. 28.11.2005 IL VALTROMPIA News)

Da un anno parroco di Collio, don Fabrizio proviene da due esperienze come curato: per 11 anni a Bienno e per cinque a Gardone Valtrompia

Intervistare un prete apparentemente stravagante e burlone come don Fabrizio, ma profondamente innamorato di Dio e dell’uomo, è un’esperienza che non ti lascia indifferente. Avevamo fissato l’appuntamento a distanza di una settimana, è stato don Fabrizio a proporre quattro chiacchiere durante il pranzo. Il dialogo si snoda tra una portata e l’altra, tra le parole schiette del prete-personaggio, tra gli appunti presi al volo sull’agenda: uno “slalom” accettato da entrambi con naturalezza.

Lei è nativo di Pezzaze, come è nata la sua vocazione sacerdotale in un contesto dove spesso la realtà giovanile fa parlare di sé per esperienze non edificanti?

“È stata determinante la testimonianza del mio parroco don Mario Piccinelli. – Ho a che fare con un don Fabrizio che non conoscevo: tranquillo e col viso che si illumina quando parla dei suoi modelli di vita e del significato profondo che ha avuto e che ha il Vangelo nella sua esistenza. - Era il 1978, io avevo 17-18 anni e un parroco giovane e pimpante come don Mario ha fatto scattare in me il desiderio di incarnare la bellezza del Vangelo e farmi prete. Ho avuto altre figure vicino a me che mi hanno aiutato in questo senso, sono stati miei fratelli e i miei genitori, che tuttora ho e che vivono con me”.

La sua è stata una vocazione adulta?

“ Si, avevo 21 anni quando entravo in seminario. Dopo il servizio militare trascorso nel Corpo degli Alpini ho lasciato il lavoro e ho iniziato gli studi magistrali e la teologia: il mio titolo di studio era la terza media. Sono stato ordinato sacerdote nel 1988 e dopo di me, a Pezzaze, ci sono state altre due ordinazioni: don Pierino Bregoli nel 1993 e don Giordano Bregoli nel 1998. Ora c’è un altro giovane, Raza Damiano, che sta studiando come vocazione adulta per farsi prete “.

Che esperienze ha avuto, una volta ordinato sacerdote?

“Sono stato per 11 anni a Bienno e mi sono trovato benissimo con la gente e con il parroco don Giuseppe Figaroli che mi ha voluto un gran bene e mi ha fatto da papà. Successivamente sono stato curato per cinque anni a Gardone VT, con don Severino Chiari. Ora, da un anno, sono parroco di Collio”.

Come sta vivendo la sua esperienza di parroco?

“Qui mi trovo benissimo, del resto non ho mai avuto problemi a rapportarmi con la gente. I parrocchiani mi vogliono molto bene e lo stesso vale per me nei loro confronti. Certamente da parroco la vita cambia totalmente: sei tu in tutto e per tutti a gestire la situazione. Devo dire che ho una comunità viva e posso contare su un valido aiuto da parte dei laici. Una quarantina di volontari gestisce a turni l’oratorio, organizza bancarelle di Natale, lavoretti vari per tenere occupati i ragazzi. A livello più generale, siamo di fronte a una situazione di pendolarismo dove, per avere il contatto con la realtà della Valle, studenti e lavoratori si devono alzare presto al mattino e rientrare tardi il pomeriggio e la sera. Per quanto riguarda il futuro dei ragazzi , tranne i 23 casi riscontrati di abbandono scolastico tra i 16 e i 17 anni, tutti gli altri studenti si impegnano molto riportando buoni o eccellenti risultati, sì da far progressivamente aumentare il numero dei diplomati e dei laureati “.

Come si sta affrontando a Collio il problema giovanile?

“Quella dei giovani è una grossa responsabilità. È chiaro che i giovani ci sono e vanno aiutati a crescere, proponendo loro anche occasioni di riflessione. Quando saranno adulti potranno trovare giovamento dalle opportunità avute. Per ora posso dire che, sia da parte delle Parrocchia che del Comune non ci sono dei progetti specifici per loro. Alcuni di loro hanno avuto l’opportunità di fare l’esperienza di Colonia, nella Giornata Mondiale della Gioventù. Un bel gruppo di giovani, da Marcheno in su, con me e il parroco di San Colombano don Marino, ha vissuto un intenso momento sia relazionale che spirituale. Ecco, i giovani hanno bisogno di maturare delle esperienze che potranno poi condividere con altri giovani. Chi incontra il Vangelo viene cambiato all’ “interno” e può cambiare anche gli altri. Un punto di forza nei confronti dei giovani è dunque un loro coinvolgimento in esperienze che daranno i loro frutti. L’importante è che i giovani ci siano in quelle esperienze, poi il bene fatto rimane. L’esserci vale anche per il prete: da curato ero sempre in mezzo ai giovani, da parroco devo continuare ad esserlo, anche se devo dividere il tempo a loro disposizione con altri impegni di responsabilità all’interno della comunità”.

Come vede la sua parrocchia?

“La parrocchia di Collio ha circa 1.500 abitanti, mentre il Comune ne ha 2400; il resto della popolazione appartiene alla parrocchia di San Colombano. Compito del parroco è quello di investire sui laici, sia come prestatori di opere che come formatori del vangelo. La domanda che spesso io faccio è: vi piace essere chiesa?. Occorre insomma crescere come uomini e come donne, allora anche la comunità diventa un valore. Io credo in questo. La sera spesso vado a dormire stanco per i tanti contatti avuti: la gente ha bisogno di essere ascoltata, di essere considerata. A me capita spesso di conoscere le persone anche per strada. Mi piace parlare con la mia gente, anche e soprattutto con quelli che non vedo mai in chiesa e su questo non ho mai avuto difficoltà. La realtà parrocchiale è ampia, suddivisa in diverse zone: la Parrocchiale, San Rocco, Tizio, Ivino, Memmo. Complessivamente la partecipazione alla santa messa si aggira sul 20-25%, con buona testimonianza a livello di celebrazione, ma per me l’ evangelizzare non corre solo sul binario della domenica, ma anche e soprattutto nel tempo quotidiano. Anche Gesù ha fatto così.
Tu parli, fai la proposta, poi la decisione viene lasciata libera” .

Problemi a livello di droga, alcol?

“C’è la fascia di età compresa tra i 20 e i 25 anni che non è ben inquadrata. L’uso di droga e di alcol non manca tra i giovani, ma il problema sta secondo me nella prevenzione. Come? Occorre essere famiglia, sempre più famiglia sia tra le mura domestiche che nel contesto della comunità. Occorre investire in programmi trasversali per monitorare e dare opportunità diverse, ma soprattutto è opportuno dire la verità sulla droga e sull’alcol. Per me poi conta molto esaltare la bellezza dell’essere giovani, perché i giovani sono belli dentro e sono belli fuori. È chiaro che occorre metterci impegno. Io come prete devo dare il massimo, perché essere prete è bello. Il prete ti mette in discussione con la sua testimonianza, con la sua vita e le persone, sulla spinta di questo, devono mettersi in relazione gli uni con gli altri. Occorre parlare, parlare a tutti, anche a chi non la pensa come te, perché i problemi ci sono, ma è mettendosi in gioco che si possono superare. Che uno poi venga o non venga a messa non è il primo dei problemi”.

C’è qualche tradizione nella sua parrocchia che merita di essere ricordata?

“Quella più significativa riguarda il Triduo dei morti: gli abitanti delle malghe offrono alla parrocchia i latticini prodotti nell’anno. Al termine della festività, nel pomeriggio, viene fatta un’ asta dove la parrocchia mette in vendita quei latticini e il ricavato rimane a disposizione delle opere parrocchiali”.

Qualche opera di restauro nell’immediato?

“C’è la chiesa di San Rocco che ha un bisogno estremo di essere restaurata. Si sta interessando la Sovrintendenza delle Belle Arti, poi sarà anche la generosità dei parrocchiani a fare il resto “.

L’intervista termina, usciamo dal ristorante e ci incamminiamo verso la parrocchiale e l’oratorio e il don Fabrizio che vedo è quello di sempre, con un’apertura straordinaria nei confronti dei giovani che sono tornati da scuola e stanno andando a casa, nei confronti della signora in automobile che sta aspettando l’attimo per attraversare la strada, nei confronti di chiunque incontra, con battute ad alta voce. Mi viene in mente la famosa esortazione: “Ama e fai quel che vuoi” .
Don Fabrizio fa quel che vuole perché ama profondamente Dio e tutti i suoi parrocchiani.
(Pierfilippo Bacca. 28.11.2005 IL VALTROMPIA News)

 

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