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RAIMONDO PIARDI "Cansonète"
da Pezzaze
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RAIMONDO PIARDI "Cansonète"
da Pezzaze
<< 1905: la famiglia di Raimondo Piardi e Angela Bernardelli.
Non c'era bisogno degli incentivi finanziari o degli assegni
famigliari per spingere le coppie a mettere al mondo qualche
figlio in più. Nella foto si riconoscono Battista (primo
in alto, a sinistra), Andrea, il papà Raimondo seguito,
a lato, dalle figlie Caterina e Maria, la mamma Angela e,
ultima a destra, la figlia Lisa . (Foto di casa Piardi. BRESCIAOGGI.
Mercoledì 29 Giugno 2005, cultura, Pagina 25) >>.
(Vedi anche in questo sito Sezione "Dicono di Noi".
http://www.piardi.org/dicono.htm ).

Il Casato dei Piardi ebbe a pubblicare l'anno 2000 (vol.
secondo "I PIARDI" - parte 2^. Inserto fotografico)
la medesima foto con la seguente nota al piede: PEZZAZE, anni
'910. La famiglia di Raimondo Piardi (1857) e Angela Bernardelli.
In piedi da sinistra: G. Battista (1888), Andrea (1889), Caterina,
Maria, Elisabetta e ...; seduti o in prima fila: altri tra
cui Isolina (1902), Teodoro (1905) in braccio alla madre Angela.
RAIMONDO PIARDI di G. Battista o Battista (1824) e di Caterina
Viotti (figlia di Antonio e di Domenica Bregoli). Nato nel
1857. Di professione falegname. Sposa Angela Bernardelli nel
1885 (nata a Pezzaze il 10 ottobre 1863; figlia di Carlo e
Margherita Facchini) ed ha nove figli: Giuseppe (1886), G.
Battista (1888), Andrea Enrico (1889), Caterina (1891), Maria
Rosalia (1893), Elisabetta (1895), Angela (1899), Isolina
(1902), Teodoro (1905). Raimondo, provetto suonatore d’organo
e virtuoso del violino, è di professione falegname.
Lungamente Consigliere comunale della comunità pezzazese,
negli anni di fine Ottocento. (Vedi "I PIARDI" volume
primo).
Il nipote Guido Piardi (figlio di G. Battista, del 1888)
scrive: << Mio nonno Raimondo è stato anche intagliatore
del legno, ha, infatti, eseguito il Coro e i pulpiti della
parrocchiale di Pezzaze oltre ad altre parti lignee. Costruiva
i violini che poi si dilettava a suonare. In un certo periodo
della sua vita si cimentò nella costruzione di un meccanismo
per il moto perpetuo. Un giorno, si racconta, mentre suona
il violino che si era costruito, sente bussare alla porta
di casa. Apre e si imbatte in uno zingaro gitano. Viene rimproverato
dal gitano per il cattivo modo di suonare lo strumento e lui
si difende sottolineando che svolgendo la professione di falegname
si trova ad avere le dita molto sviluppate ed i polpastrelli
poco sensibili. Passa il violino allo zingaro il quale dimostra
che lo strumento costruito da Raimondo poteva avere maggiori
fortune se suonato da chi avesse più cognizioni e superiore
sensibilità nelle dita >>. (Brescia 17 aprile
1998).(Vedi "I PIARDI" volume primo). Di professione
era falegname, con la famiglia aveva la conduzione anche di
una cascina, per sfamare una famiglia numerosa. Era di buona
cultura generale, autodidatta, si impegnava nelle più
disparate attività: intagliatore (tra cui il pulpito
della parrocchiale di Pezzaze); suonava l’organo in
chiesa e faceva parte della banda musicale. La cosa più
straordinaria, per me, è stata la sua idea di costruire
dei meccanismi di legno (ingranaggi, pulegge, pesi) per attuare
il moto perpetuo; mio padre affermava che il meccanismo funzionava
per circa quindici giorni poi, dato il forte attrito, tutto
si fermava e bisognava caricare i pesi come con un pendolo.Conservo
tutti questi meccanismi religiosamente. (Brescia 27 settembre
1998)>>. (Vedi "I PIARDI" volume secondo).
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